Hannah Tinti.
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Il buon ladro.
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Titolo originale: The Good Thief. A Novel. 2008.
Traduzione di: Valeria Raimondi.
2010. Giulio Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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New England, intorno alla met del diciannovesimo secolo.
Cattolico tra i protestanti, orfano accolto appena nato nel convento di Saint Anthony, a undici anni Ren  ancora in attesa di qualcuno che lo adotti, risparmiandogli cos l'arruolamento forzato nell'esercito. Ma come sperarci, con quella sua diversit tanto lampante? Ren, in compenso, ha gi scoperto di possedere un innegabile talento: quello per il furto. Quando il
misterioso Benjamin Nab, sedicente ex soldato e avventuriero dal sorriso irresistibile, viene a reclamarlo sostenendo di essere suo fratello, per Ren avr inizio una serie di peripezie travolgenti in cui mettere a frutto il suo dono. Benjamin, in compagnia di Tom, maestro in disgrazia e alcolizzato, lo coinvolger in una sfilza di affari loschi infarciti di tonici miracolosi, esibizioni pietose per abbindolare i gonzi, fino ad arrivare all'esumazione di cadaveri da rivendere agli ospedali per le autopsie. Sar proprio in una di queste sortite che Ren far amicizia con il gigantesco e frankesteiniano Dolly, assassino letteralmente risorto dalla tomba.
E il ragazzo avr bisogno di tutti loro per andare incontro al suo destino, nella citt ferita di North Umbrage, sotto l'ombra dell'enorme e tetra ciminiera della fabbrica di trappole per topi del temibile contrabbandiere McGinty e dei suoi scagnozzi in cappello e guanti rossi.
Con una ricostruzione storica vivida e puntuale senza mai essere invasiva, tra echi di Dickens, Mark Twain e Stevenson, la storia di Ren ci porta alla scoperta di un mondo marginale e
picaresco, dove ciascun individuo ha una storia inattesa alle spalle e dove un piccolo ladrone pu davvero aver modo di dimostrare tutto il suo buon cuore. In un alternarsi di episodi commoventi e situazioni esilaranti, Ren andr alla ricerca della famiglia che ha sempre desiderato e scoprir oltre alle storie edificanti delle Vite dei santi e alle avventure del Cacciatore di cervi nei momenti in cui lui e Benjamin avranno bisogno di trarsi d'impaccio, il potere inarrestabile e il fascino irresistibile di una storia raccontata bene.
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L'AUTRICE.
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Hannah Tinti  autrice della raccolta di racconti Animal Crackers ed  cofondatrice ed editor della rivista One Story. Il buon ladro  uno dei New York Times Notable Books of the Year 2008, vincitore del John Sargent Sr. First Novel Prize e assegnatario dell'American Library Association's Alex Award.
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Il buon ladro.
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Se un uomo  in grado di scrivere un libro pi bello, di predicare meglio o di costruire una trappola per topi migliore di quella del suo vicino, non importa se erige la sua casa nei boschi, il mondo batter senza sosta la pista che conduce alla sua porta.
Ralph Waldo Emerson.
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Capitolo uno.
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L'uomo arriv dopo le preghiere del mattino. La notizia
si diffuse rapidamente. I ragazzi dell'orfanotrofio di Saint
Anthony si spintonavano e si mettevano in punta di piedi
per riuscire a scorgerlo mentre smontava da cavallo e si avvicinava all'abbeveratoio. Era difficile riconoscere il viso
dell'uomo: portava il cappello talmente calcato sulla fronte
che il bordo quasi gli toccava il naso. Leg le redini al
palo e rimase ad accarezzare il cavallo che si abbeverava.
Rest in attesa, mentre i ragazzi lo guardavano e quando
infine la giumenta alz il capo lo videro chinarsi, accarezzare
il naso della cavalla e baciarlo. Poi si pul le labbra con
il dorso della mano, si tolse il cappello e si fece strada nel cortile verso il convento.
Capitava di tanto in tanto che qualcuno venisse a reclamare
gli orfani: li reclutavano come manodopera a basso
costo, o semplicemente li adottavano per fare un'opera di
bene. I frati del Saint Anthony mettevano in fila i bambini,
e gli uomini camminavano avanti e indietro davanti a
loro, ispezionandoli. Era facile capire che cosa cercavano,
bastava osservare dove si posava il loro sguardo. Di solito
rivolgevano la loro attenzione ai ragazzi di quasi quattordici
anni, i pi alti, i pi chiassosi, i pi forti. Oppure i loro
occhi andavano a quelli che a malapena camminavano,
ai piccoli intorno ai due anni, ancora innocenti. Restavano
quelli di mezzo, che avevano perso le rotondit e i riccioli
della prima infanzia ma che non erano ancora forti abbastanza
da rendersi utili. Spesso quei bambini erano monelli
e avevano poco da offrire oltre a uno stomaco vuoto e
qualche brutto caso di pidocchi. Ren era uno di loro.
Non aveva ricordo di un inizio diverso, di una madre o
di un padre, di fratelli o sorelle. La sua vita era sempre stata
al Saint Anthony, e i suoi ricordi nascevano dalle cose:
l'odore delle lenzuola bollite nella lisciva, il sapore della farina d'avena annacquata, la sensazione che aveva provato
nel colpire un frammento di roccia con un mattone, restando
a guardare le schegge rosse che volavano via. Poi le aveva
usate per scrivere sul muro del convento e aveva preso
tanti schiaffi, ed era stato costretto a lavare via la polvere
rossa con un cencio freddo e bagnato.
Qualcuno aveva cucito il suo nome Ren all'interno
del colletto della camicia da notte: tre lettere ricamate col
filo blu. La camicia era fatta di lino di buona qualit, e l'aveva
portata quasi fino ai due anni, poi gli era stata tolta
e passata a un bambino pi piccolo. Ren aveva imparato a
tenere d'occhio Edward, poi James, poi Nicholas e a bloccarli
quando scendevano in cortile. Inchiodava a terra il
bambino urlante per esaminare da vicino le lettere sbiadite,
domandandosi che aspetto avesse avuto la mano che le
aveva ricamate. La R e la E erano cucite con mano decisa
a punto croce, la N invece era pi sottile, un po' inclinata a
destra, come se chi l'aveva ricamata avesse dovuto finire
il lavoro di fretta. Quando il tessuto si era fatto troppo liso,
la camicia era stata strappata e ridotta in bende. Fra
Joseph aveva dato a Ren il brandello di colletto con le lettere
del suo nome e di notte il ragazzo lo teneva sotto il cuscino.
Ora Ren osservava l'ospite in attesa sui gradini del convento.
L'uomo si passava il cappello da una mano all'altra,
lasciando impronte di sudore sul feltro. La porta si apr e
l'uomo entr. Pochi minuti dopo fra Joseph venne a radunare
i ragazzi e disse: Andate tutti alla statua.
La statua di Sant'Antonio stava al centro del cortile. Era
scolpita nel marmo e vestita con l'abito dei frati francescani.
Sant'Antonio era calvo e aveva il capo circondato da
un'aureola. In una mano stringeva un giglio, nell'altra teneva
un bambino con una corona. Il bambino aveva una
mano tesa in segno di supplica, mentre con l'altra accarezzava
la guancia del santo. Nel pomeriggio, quando il sole al
tramonto creava giochi d'ombra sulla pietra, c'erano momenti
in cui quella carezza sembrava quasi uno schiaffo.
Quel bambino era Ges Cristo e l'accostamento era prova
dell'abilit di Sant'Antonio nel diffondere il messaggio di
Dio. Quando dalla cucina spariva una pagnotta, o quando
padre John non trovava le chiavi della cappella, i bambini
venivano radunati sotto la statua. Sant'Antonio, Sant'Antonio,
fammi ritrovare ci che ho perso.
I cattolici erano una rarit in quella parte del New England.
Prima di morire, un irlandese che aveva fatto fortuna
pigiando grappoli di uva scadente fino a ottenere un vino
forte e liquoroso aveva lasciato in eredit la sua vigna
alla chiesa, nel disperato tentativo di conquistarsi il paradiso
in extremis. I frati di Sant'Antonio erano stati mandati
a prendere possesso della vigna e a costruire il convento.
Si erano ritrovati in mezzo ai protestanti che, nel giro
del primo mese dal loro arrivo, avevano dato fuoco al granaio,
avvelenato il pozzo e, quando al tramonto avevano
incontrato due frati per la strada, li avevano spediti a casa impeciati e impiumati.
I frati avevano pregato per invocare aiuto, dopodich si
erano rivolti al torchio per il vino dell'irlandese, ancora intatto e funzionante. Le viti erano arrivate dall'Italia e, dopo qualche tentativo, i frati avevano azzeccato il tipo adatto
al suolo roccioso del New England. Entro breve il Saint Anthony divenne famoso per il suo vino particolare, che i frati facevano invecchiare in botti di legno stagionato e utilizzavano per le messe mattutine e serali. Il vino non consacrato veniva venduto alle taverne dei dintorni e ai possidenti, che  durante la notte mandavano i loro servitori a ritirare le bottiglie in modo che i vicini non sapessero dei loro commerci con i cattolici.
Poco tempo dopo fu ritrovato il primo bambino. Una
mattina prima dell'alba fra Joseph ud un pianto e, aperta
la porta, si ritrov dinnanzi un neonato avvolto in un abito
sudicio. Il secondo bambino fu abbandonato in un secchio
vicino al pozzo. Il terzo in una cesta vicino alla rimessa
del convento. Ogni due o tre mesi, le suore della Carit,
che lavoravano in un ospedale non lontano, venivano a
prendere le bambine. Nessuno sapeva che sorte toccasse loro,
ma i maschi restavano al Saint Anthony e in breve il
convento si trasform di fatto in un orfanotrofio per i figli
bastardi degli abitanti della citt, che di tanto in tanto, comunque, cercavano ancora di dargli fuoco.
Per tenere sotto controllo gli incendi dolosi, i frati costruirono
un alto muro di mattoni intorno alla propriet,
una recinzione che svettava sulla strada come quella di una
fortezza. Alla base del portone di legno che serviva da entrata
principale ricavarono una porticina girevole, una minuscola
apertura attraverso la quale venivano depositati i
bambini. A Ren era stato detto che anche lui aveva subito
quella sorte ed era stato ritrovato la mattina dopo coperto
di fango nel giardino del priore. Quella notte era piovuto
e bench Ren non avesse ricordi del temporale, spesso si
domandava perch l'avessero abbandonato con il maltempo.
Giungeva sempre alla stessa conclusione: chiunque lo
avesse portato l doveva liberarsi di lui al pi presto.
La porticina si apriva solo verso l'interno. Quando Ren
la spingeva con il dito, sentiva lo stipite di legno resistere
con forza alla pressione. Non c'era maniglia sul lato interno,
n uno spiraglio per sollevarla dal basso. Il legno era pesante,
spesso, vecchio: un bel frammento di quercia tagliato
anni prima nel bosco dietro l'orfanotrofio. A Ren piaceva
immaginare che qualcuno spingesse dall'altra parte,
rispondendo alla sua pressione, una madre che aveva cambiato
idea, che cercava disperatamente di tornare indietro
allungando un braccio bianco e sottile.
Sotto la statua di Sant'Antonio i bambini pi piccoli ballonzolavano spingendosi a vicenda, i pi grandi si schiarivano
la voce, nervosi. Fra Joseph camminava davanti alla
fila per aggiustare gli abiti dei ragazzi, oppure si sputava
sulla mano e puliva la faccia a qualcuno, sospingendo con
la pancia i bambini che erano usciti dalla fila. Si and a piazzare davanti a un bambino di sei anni che, per l'emozione,
aveva cominciato a sanguinare dal naso.
Nascondilo, presto, disse coprendo il ragazzo col proprio
corpo. Padre John stava attraversando il cortile con incedere
solenne, e dietro di lui veniva l'uomo che aveva baciato il cavallo.
Era un contadino sulla quarantina. Aveva spalle forti,
dita callose, la pelle che pareva di cuoio, bruciata dal sole.
La fronte e il dorso delle mani erano coperte di macchie
marroni. Aveva un viso non privo di gentilezza. Il suo cappotto
era pulito, la camicia bianca stirata, il colletto inamidato.
Una donna si prendeva cura di lui. Quindi c'era una
moglie. Una madre.
L'uomo cominci a camminare avanti e indietro. Si
ferm davanti a due ragazzini biondi, Brom e Ichy. Erano
gemelli, abbandonati cinque inverni dopo Ren. Anche loro
erano una via di mezzo, n piccoli n grandi. Brom aveva
il collo pi grosso, di quasi due pollici, e Ichy aveva i
piedi pi lunghi, di quasi due pollici anch'essi, ma tolte
queste due caratteristiche, era difficile distinguere l'uno
dall'altro quando erano fermi e zitti. Solo quando erano
fuori nei campi a lavorare, o tiravano pietre contro un pino,
oppure si lavavano la faccia alla mattina le differenze
diventavano evidenti. Per lavarsi Brom si gettava una manciata
di acqua sulla testa e aveva finito mentre Ichy piegava
un fazzoletto in quattro, lo immergeva nell'acqua del lavandino
e si apprestava a sfregarsi piano e con cura dietro le orecchie.
Si diceva che nessuno avrebbe adottato Brom e Ichy perch
erano gemelli. Uno dei due portava sfortuna. Secondo
tradizione si credeva che il secondo nato fosse un doppione
e perci veniva annegato alla nascita. Ma siccome nessuno
sapeva chi fosse nato per primo, Brom o Ichy, non c'era
modo di stabilire da chi venisse la malasorte. I gemelli si
sarebbero dovuti separare e sembrare il pi possibile diversi
l'uno dall'altro. Ren tuttavia badava bene a non suggerirlo.
Erano i suoi unici amici e non voleva perderli.
In piedi uno accanto all'altro i gemelli sorridevano al contadino
finch, all'improvviso, Brom strinse il fratello con
le braccia e cerc di sollevarlo da terra. Lo aveva fatto un'altra
volta in passato, per far sfoggio della propria forza davanti
a due signori anziani, ed era finita male. Ren osserv
la scena dal capo opposto della fila: Ichy, colto di sorpresa,
cominci a recitare a memoria le tabelline mentre continuava
a lottare strenuamente con il fratello, fino a quando uno
dei suoi stivali vol in aria passando a poca distanza dall'orecchio del fattore.
Padre John teneva una piccola verga infilata nella manica
della tonaca e la us sui gemelli mentre fra Joseph recuperava
la scarpa e il fattore riprendeva a ispezionare la fila
di ragazzi. Ren nascose le braccia dietro la schiena e si mise
sull'attenti. Quando l'uomo si ferm davanti a lui trattenne il fiato.
Quanti anni hai?
Ren apr la bocca per rispondere, ma l'uomo parl per lui.
Potresti averne dodici.
Ren avrebbe voluto dire che poteva avere qualunque et,
che poteva trasformarsi in qualunque cosa l'uomo volesse, invece segu gli insegnamenti dei frati e non apr bocca.
Cerco un ragazzo, disse il contadino. Che sia grande
abbastanza da aiutarmi nei campi ma abbastanza piccolo da far pensare a mia moglie di avere un bambino. Un ragazzo
onesto e volenteroso di imparare. Un ragazzo che possa
essere un figlio per noi. Si chin e abbass la voce in
modo che solo Ren potesse sentirlo. Pensi che potresti essere tu?
Padre John si avvicin alle loro spalle. Lui no.
Il contadino fece un passo indietro. Parve confuso e infastidito
da quella intromissione. E perch?
Padre John indic il braccio di Ren. Fagli vedere.
Ora furono gli altri ragazzi a chinarsi un po' in avanti.
Il prete e il contadino rimasero in attesa. Ren non si mosse,
come se ignorandolo quel momento potesse passare e
trasformarsi in qualcosa di diverso. Tenne lo sguardo fisso
sull'acero alle spalle del contadino, oltre il muro di cinta,
sulle foglie autunnali che cominciavano a ingiallire..Presto
le foglie avrebbero cambiato colore, poi sarebbe arrivato
il vento e l'albero avrebbe avuto un aspetto completamente
diverso. La mano di padre John scomparve nella manica
della veste, poi arriv la frustata, che lasci sulla pelle una
sottile linea rossa, dolorosa quanto bastava per convincere
il ragazzo a rivelare il suo segreto.
Gli mancava una mano. Il braccio sinistro di Ren terminava
in un moncone, un pezzo di carne ben ricucita, a forma
di V, che ricopriva l'osso; il tessuto cicatriziale era gonfio
ma completamente guarito. Qua e l la pelle era pi chiara,
quasi bianca, i punti di sutura parevano le zampe di un
millepiedi, aperte a ventaglio, congelate e fossilizzate.
In un momento non precisato fra il suo ingresso nel mondo
e l'abbandono al Saint Anthony, Ren aveva perso la mano.
Si domandava dove fosse finita. Chiudeva gli occhi e
la vedeva chiaramente: il palmo aperto, le dita appena un
po' piegate. Se la immaginava dietro una pattumiera, infilata
in una scatola di legno, nascosta fra l'erba alta di un
campo. Non considerava le dimensioni. Non pensava che
ormai non sarebbe stata abbastanza grande per lui. Ren
guardava la mano destra e pensava alla sua gemella, in paziente
attesa in qualche angolo del mondo che lui andasse
a riprenderla.
Il contadino cerc di non reagire, ma Ren gli lesse il disgusto
sul viso mentre si voltava e proseguiva lungo la fila.
Quando scelse un ragazzo al lato opposto della fila, William,
con i capelli rossi e il vizio di mangiarsi le unghie, l'uomo
si comport come se fosse stata quella fin dal principio
la sua scelta.
Ren rimase a guardare il contadino che issava il suo nuovo
figlio sul carro. L'uomo accarezz la testa di William,
poi si volt e cont i soldi da consegnare a padre John. Il
prete se li fece scivolare nella manica della tonaca. Il fattore
sal al posto di guida e si accinse a partire ma, all'ultimo
momento, abbass le redini e guard indietro, verso la statua
di Sant'Antonio.
Che cosa succede a quelli che nessuno prende?
Vengono arruolati, rispose padre John. Nell'esercito.
Certo, non una vita facile.
 la volont di Dio, disse padre John. Noi non giudichiamo
il Suo operato.
Il contadino abbass lo sguardo sul prete, poi guard il suo nuovo figlio, che si rosicchiava nervoso la pelle del pollice.
Tolse il freno dal carro. Io s, disse, e schiocc la lingua per dare il via al cavallo, che si incammin lungo la strada.
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Capitolo due.
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Una volta nel granaio, fra Joseph si vers una tazza di
vino e si accomod sulla sua sedia. Sotto il saio teneva uno
scaldino, una scatoletta di latta piena di carbonella presa
dal focolare della cucina. Ci appoggi un sandalo e poi l'altro
mentre controllava il lavoro dei ragazzi. Ogni tanto si
addormentava e gli prendeva fuoco il saio. Ma riusciva sempre
a svegliarsi in tempo per spegnere le fiamme con il contenuto
della tazza.
Intorno a lui i ragazzi pulivano, pigiavano e filtravano
l'uva. Era autunno e la vendemmia era quasi terminata. Fra
Joseph controllava mentre i ragazzi aggiungevano lo zucchero
e il lievito al succo ricavato, coprivano i secchi con
teli di cotone e li riponevano. Pi tardi avrebbero schiumato
il liquido dai sedimenti, l'avrebbero versato nelle botti
di legno, aggiungendo un po' di vino gi pronto prima di
lasciare il mosto a fermentare. L'ultimo passaggio consisteva
nell'imbottigliare il vino e nel tappare le bottiglie. Tre
mesi pi tardi era gi pronto per essere bevuto.
Fra Joseph non esentava Ren da nessuno di quei lavori,
ma trovava sempre il modo di aiutarlo. Legava un cesto alla
vita del ragazzo quando andava a raccogliere l'uva nella
vigna, gli insegnava come tenere ferma la schiumarola usando
l'incavo del braccio, gli sistemava l'imbuto fra le dita e il
moncherino. A volte Ren ci metteva il doppio del tempo che
impiegavano gli altri ad eseguire lo stesso compito, ma fra
Joseph gli bisbigliava qualche parola di incoraggiamento e
questo di solito gli dava la forza di arrivare sino in fondo.
In quel momento il frate abbass lo sguardo sulla tazza
e ispezion il residuo scuro che si era depositato sul fondo.
Poi osserv i ragazzi che si muovevano in silenzio: succedeva
sempre cos quando veniva scelto uno del loro gruppo,
i volti si facevano seri e risentiti. Fra Joseph appoggi
a terra la tazza e spost lo scaldino da una parte. Penso
che dovremmo recitare una preghiera per William, tutti insieme, disse.
Non ne ha bisogno, disse Ichy.
Abbiamo tutti bisogno di una preghiera, replic fra
Joseph. Soprattutto quando ci accade qualcosa di buono.
Sospir. La cattiva sorte segue sempre quella buona.
E per le sventure vale il detto: Non c' due senza tre.
I ragazzi continuarono a riflettere su quelle parole mentre
proseguivano il loro lavoro. E pi d'uno fra loro ne fu
contento, tra s e s.
Che tipo di sfortuna capiter a William, fra Joseph? -
chiese Ichy.
Difficile dirlo, rispose il frate. Potrebbe accadergli
qualunque cosa.
Scommetto che sulla strada del ritorno qualcuno li deruba, -
disse Ichy.
E quando arrivano, aggiunse Brom, trovano la casa
che va a fuoco.
Gli altri ragazzi si unirono a loro, ciascuno con la sua personale
fantasia di cattiva sorte per William e per il suo nuovo
padre: venivano assaliti da uno sciame di api impazzite
e inseguiti da un branco di lupi. Si ammalavano di gotta,
di varicella, di peste.
Basta cos! disse fra Joseph.  solo un modo di dire,
che nella malasorte non c' due senza tre. Ma i ragazzi
proseguirono, immaginando sempre di peggio, esaltati
dalla propria cattiveria.
Anche Ren cerc di immaginare la sfortuna che avrebbe
colto William, ma non riusciva ad andare oltre l'immagine
del contadino che issava il ragazzo sul carro. Si domand
se, una volta sistematosi, William avrebbe scritto al convento.
Alcuni dei ragazzi adottati scrivevano lettere nelle
quali descrivevano nel dettaglio la loro nuova vita, i letti
caldi, gli abiti puliti e i manicaretti che le madri preparavano
loro. Erano lettere molto amate e i ragazzi se le passavano
di mano in mano fino a quando le pagine si strappavano
e l'inchiostro sbiadiva.
Ren immagin la cena che attendeva William al suo arrivo
a casa. La moglie del fattore avrebbe messo in tavola
il servizio buono, se ne avevano uno. S, decise Ren, ce l'avevano
di certo. Piatti di porcellana bianca. E ci sarebbe
stato anche un vaso con un mazzolino di fiori di campo raccolti
nel prato dietro la cucina, fiori rosa e azzurri con in
mezzo piccoli ranuncoli gialli. In un cestino ci sarebbe stato
il pane, ancora caldo, tagliato a fette e coperto con un
tovagliolo. Per cena avrebbero mangiato uno stufato, caldo
e ricco di carne marinata nelle erbe aromatiche, tenera
e buona da masticare. E una montagna di patate. E il mais
appena sgranato dalla pannocchia. E bicchieri di latte fresco.
E a raffreddare sul davanzale della finestra, proprio alle
spalle della moglie del fattore, in piedi sulla porta ad
aspettare il carro del marito, ci sarebbe stata una torta di
more. Tutta per loro tre.
A lei non sarebbe importato della sua mano. Non ci
avrebbe nemmeno fatto caso.
Ren era seduto sul pavimento della distilleria e sceglieva
i grappoli, separando le foglie e i tralci dagli acini, mettendo
da parte i frutti acerbi e rovinati. Nei cesti che arrivavano
dai campi c'erano sempre ragni, e nugoli di moscerini e
a volte anche qualche biscia nera. Le dita di Ren erano macchiate
di rosso. Ci sarebbero voluti giorni perch la pelle riprendesse
il suo colore naturale.
Quando ebbe finito, rovesci l'uva nel torchio, un aggeggio
enorme che troneggiava al centro del granaio. I bambini
si affollavano ai rubinetti sul fondo, tenendo in mano i
secchi per raccogliere il succo, mentre altri spingevano i bracci
posizionati nel mezzo del torchio come se fosse stato un
mulino rovesciato. Era un lavoro faticoso. Ai ragazzi pi
grandi era assegnato il compito di spingere i bracci del torchio,
uno ciascuno, camminando in circolo. Fra un anno Ren
sarebbe stato uno di loro.
Non pi di una manciata di ragazzi erano stati scartati
tante volte da raggiungere l'et per essere spediti nell'esercito.
Fra questi c'era Frederick, un ragazzo robusto che aveva
problemi di respirazione e sveniva spesso, accasciandosi
a terra quasi senza rumore. I soldati erano venuti di notte
a portarselo via. Dalla finestra della camera dei piccoli,
Ren aveva visto gli uomini che trascinavano Frederick per
tutto il cortile e oltre il cancello di legno, un corpo inerte,
con i piedi che sobbalzavano sui ciottoli. Non se n'era saputo
pi nulla.
Un altro si chiamava Sebastian, un ragazzo pallidissimo e
magro magro. Sei mesi dopo essersene andato insieme ai soldati
era ricomparso al'cancello dell'orfanotrofio, talmente
cambiato che i bambini non lo avevano riconosciuto. Aveva
il viso smunto e tutti e due gli occhi neri. Aveva il labbro
spaccato in due e una gamba pareva rotta. Sebastian aveva
spinto la porticina di legno che si apriva nel grande cancello,
la stessa attraverso la quale era stato fatto passare da bambino,
e aveva implorato i frati di riprenderlo. Padre John si
era avvicinato, aveva mormorato una preghiera e abbassato
il chiavistello di sicurezza. Il ragazzo era rimasto l fuori per
tre giorni; dapprima pianse, poi supplic, url, preg e infine
imprec finch non ebbe pi voce. Poi arriv un carro
guidato da tre soldati, lo caric a bordo e se lo port via.
Girava voce che padre John accettasse denaro dai soldati
e firmasse persino una sorta di contratto con il quale cedeva
la propriet dei ragazzi. Non passava giorno che Ren
non ci pensasse e, quando accadeva, la cicatrice sul braccio
cominciava a prudergli. Ogni volta che nella fila veniva ignorato,
ogni volta che un altro ragazzino veniva scelto, ogni
volta che iniziava un nuovo anno, la cicatrice gli prudeva
sempre di pi.
A titolo di risarcimento, Ren rubava. Cominci con il cibo,
poca cosa. Dopo aver terminato la pulizia dei fornelli
si metteva in piedi davanti al cuoco che restava a fissare la
cicatrice del ragazzo per un po', poi si voltava e si metteva
a studiare una pila di cavoli mentre, gridando, ordinava che
qualcuno lavasse i fagioli. Quei pochi istanti bastavano a
Ren per infilarsi in tasca un pezzo di pane dimenticato sul
banco.
Non prendeva mai nulla che non si potesse nascondere facilmente.
Rubava calzini e stringhe per le scarpe, pettini e
santini, bottoni, chiavi e crocifissi. Qualunque cosa gli capitasse
sottomano. A volte le teneva per s, altre le restituiva
e, ogni tanto, le gettava nel pozzo. Ren era responsabile della
scomparsa della maggior parte degli oggetti smarriti per i
quali si pregava ai piedi della statua di Sant'Antonio.
Le cose che teneva le nascondeva all'interno di una piccola
fessura nel muro, poco distante dall'imboccatura del
pozzo. Affacciandosi oltre il muretto di pietra, Ren riusciva
a infilare la mano dentro il nascondiglio, mentre il suo respiro
rimbombava nel pozzo fino all'acqua, sul fondo. C'erano
un frammento di porcellana bianca e blu, una pelle di
serpente che aveva trovato nel bosco, i grani di un rosario
che aveva rubato a padre John, di vero legno di rosa, e, pi
importante di ogni altra cosa, i suoi sassi.
Ogni ragazzo, al Saint Anthony, raccoglieva sassi. Li collezionavano
come fossero oggetti preziosi, come se feldspato
e scisto potessero aprire loro una strada nel mondo. Scavando
nei luoghi giusti, trovavano materiali rari: frammenti
di quarzo o mica, oppure punte di freccia. I sassi venivano
conservati e scambiati, amati e qualche volta, quando i bambini
venivano adottati, abbandonati.
Quel pomeriggio, quando fra Joseph si addorment, i ragazzi
sparsero i sassi di William sul pavimento e cominciarono
a dividerseli. Erano forse trenta o quaranta, sassi che
rilucevano come metallo, oppure striati di marrone e di nero,
o di rosso e di arancione, i colori del tramonto. La migliore
della raccolta, per, era una pietra dei desideri, un sasso
poroso e grigio circondato da un perfetto anello bianco.
Era la pietra ideale per realizzare un desiderio.
Ren ne aveva vista solo un'altra uguale: apparteneva a Sebastian.
Una volta l'aveva mostrata a Ren, ma non permetteva
mai a nessuno di toccarla. Temeva di perdere il suo desiderio.
La conservava per il giorno in cui ne avrebbe avuto
bisogno, diceva, e l'aveva portata con s quand'era entrato
nell'esercito. Tempo dopo, fuori del muro di mattoni che
circondava l'orfanotrofio, le labbra spaccate dal sole, Sebastian
aveva raccontato a Ren attraverso la porticina di legno
che qualcuno gliel'aveva rubata mentre dormiva. Non
avrei dovuto tenerla, piangeva. Dovevo usarla subito
quando l'ho trovata.
Le correnti d'aria del granaio catturavano le voci dei ragazzi
e le riportavano dentro, amplificate e rafforzate, mentre
si contendevano la collezione di sassi di William. Alcuni
avevano gi notato la pietra dei desideri. Una volta fatta
la spartizione, Ren avrebbe perso la sua opportunit, ne era
certo. Si avvicin al punto in cui si trovava la pietra, per terra,
e nel farlo si arrotol la manica della camicia. Poi fece
finta di essere stato spinto da qualcuno alle spalle e si gett
in avanti, al centro del gruppo, cadendo a terra, il moncherino
del braccio sinistro a coprire il destro. Il gruppo lo spinse
via a gomitate.
Spostati.
Lebbroso.
Levati di mezzo.
Mentre i ragazzi continuavano a discutere, Ren si spost
verso il fondo della stanza, con la pietra stretta fra le dita.
Apr il palmo e abbass lo sguardo. La pietra dei desideri
aveva il colore della pioggia. I contorni lisci. Sent la scanalatura
nel punto in cui iniziava l'anello bianco e pens a tutte
le cose che avrebbe chiesto.
Brom e Ichy si sussurrarono qualcosa, poi si staccarono
dal gruppo e seguirono Ren. Sapevano che aveva preso qualcosa.
Erano suoi amici, ma volevano la loro parte.
Cos'hai in mano?
Niente.
Dammela.
Il resto dei ragazzi si mise in allerta. Dapprima Edward,
con il naso gocciolante, poi Luke e Marcus. Ren sapeva di
avere pochi istanti prima che tutti gli saltassero addosso.
Colp Brom con un pugno, sentendo il mento dell'amico contro
le nocche. Poi sgusci sotto il braccio di Ichy e schizz
fuori dal granaio, correndo pi veloce che poteva verso il
pozzo. Sperava di raggiungerlo in tempo per nascondere la
pietra, e per tutto il tempo preg che i ragazzi non lo seguissero.
Invece lo fecero, erano proprio alle sue spalle. Brom,
davanti a tutti, cercava di afferrare la spalla di Ren e ci riusc.
Caddero a terra entrambi.
Ichy si sedette sul petto di Ren e Brom gli torse il braccio
finch le dita non si aprirono. Ren cerc di toglierseli di
dosso a calci, a morsi e a graffi, ma in cuor suo sapeva che
avrebbe perso e sent il sasso scivolargli di mano. I ragazzi
lo abbandonarono ansimante a terra e si radunarono intorno
a ci che avevano preso.
Voglio chiedere una punta di freccia, disse Ichy.
Non  abbastanza, ribatt Brom.
Le caramelle allora.
Che padre John si rompa il collo.
I giocattoli!
Voglio essere scelto.
Voglio esprimere cento desideri invece di uno.
Ren rimase ad ascoltare i suoi amici. Non aveva mai odiato
nessuno pi di cos. Si gett in avanti e riprese il sasso: se
lui non poteva avere il suo desiderio, non lo avrebbe avuto
nessuno. I gemelli gli si aggrapparono alla camicia e lui se li
strapp di dosso con disperazione, l'odio gli dava la forza,
pi forza di quanta ne avesse mai avuta. Si sporse dal parapetto
e gett il sasso nel pozzo. Non sent alcun rumore mentre
cadeva, solo l'eco del suo respiro nel buio, finch uno
sciabordio appena percettibile gli conferm che il sasso era
finito nell'acqua.
...
.
...
Capitolo tre.
...
.
...
L'ufficio di padre John era al secondo piano del monastero.
Da quella stanzetta provenivano ordini e benedizioni,
regole che dettavano la consistenza delle porzioni e l'orario
per andare a dormire, i momenti della preghiera, l'elenco
dei peccati, la rotazione dei turni alla pulizia delle
latrine e l'eco dei rumori che ribadivano norme e regolamenti.
In quella stanza Ren era stato picchiato tre volte per
avere rubato il cibo, sei per essere sceso dal letto di notte,
quindici per essere salito sul tetto senza permesso e ventisette
volte per avere imprecato. Conosceva bene quella
stanza ed era sicuro che il prete lo frustasse con meno vigore:
addosso agli altri aveva visto strisciate profonde qualche
centimetro.
Padre John scelse un volume dalla libreria a muro: Le vite
dei santi. And a sedersi alla scrivania e cominci a leggere
mentre Ren rimaneva in piedi in un angolo a osservarlo,
in attesa. Trascorsero trenta minuti. A volte padre John
teneva in sospeso i ragazzi a quel modo per ore. L'attesa
era sempre peggio del castigo.
A suo modo Ren era credente. Gli veniva naturale come
respirare. C'era un ruscello nel bosco alle spalle dell'orfanotrofio.
Ren amava immergere la mano e sentire l'acqua
che gli scorreva rapida fra le dita. Osservava le foglie e i rametti
galleggiare e sentiva la forza della corrente sul polso.
Era lo stesso tipo di attrazione che avvertiva talvolta mentre
pregava: la sensazione di essere trasportato verso un luogo
pi profondo. Ma non trovava mai il coraggio di andare
sino in fondo. Non appena sentiva l'impulso di lasciarsi
andare, toglieva la mano dall'acqua.
Il prete volt la pagina del libro. Fece scorrere il dito lungo
il margine interno e cominci a leggere ad alta voce. A
Padova un giovane di nome Leonardo, in un impeto di rabbia,
diede un calcio a sua madre. Il rimorso era cos forte
che and a confessarsi da Sant'Antonio. Il santo disse al
giovane che doveva liberarsi della parte del suo corpo che
aveva commesso il peccato. Leonardo torn a casa e si amput
il piede. Saputa la notizia, Sant'Antonio and a fare
visita all'uomo ferito e con un sol tocco della mano gli riattacc
il piede. Padre John richiuse il libro ma tenne un
dito fra le pagine. Pensavo che questa storia ti potesse interessare.
Ren sapeva di non dover rispondere, e non disse una parola.
Aveva l'occhio sinistro gonfio e il viso sporco di fango
nel punto in cui Brom lo aveva spinto a terra. I gemelli
gli avevano tirato i capelli finch si era deciso a rivelare il
luogo in cui nascondeva la sua collezione, poi si erano impossessati
di tutto ci che aveva raccolto ed erano tornati
nel fienile prima che fra Joseph si risvegliasse. Padre John
aveva sentito la zuffa dal suo studio e aveva trovato Ren
da solo vicino al pozzo, ferito, sanguinante e in lacrime per
ci che aveva perso.
Il peccato non abita solo la carne. Padre John si alz
in piedi e attravers la stanza. E parte incancellabile della
tua anima. Ogni trasgressione  una macchia nera che
non pu essere cancellata, se non dalla santa confessione e
dal sacro fuoco del giudizio di Dio. Chiuse il libro e lo ripose
al suo posto nello scaffale. I santi ci sono d'esempio.
Dovresti pensare a loro la prossima volta che sarai indotto
in tentazione. Il prete estrasse la verga dalla manica della
tonaca e la ispezion, togliendo un frammento dalla corteccia.
 cos che mi comporto sempre io. Indic lo sgabello
e il ragazzo si avvicin e si abbass i pantaloni.
Negli anni lo sgabello aveva sorretto il peso di Ren e quello di molti altri ragazzi. Ren ricordava la prima volta che ci
si era accomodato, dopo essere stato scoperto a mentire da
fra Peter. Ora c'erano pi segni di prima nel legno e in alcuni
punti la struttura cominciava a scricchiolare. Sembrava
sul punto di cadere a pezzi.
Chi ti ha picchiato?
Il primo colpo lasciava sempre senza fiato. Il ragazzo
cerc di non muoversi quando la verga gli lacer la pelle. Il
sudore gli colava verso il fondo della schiena. Fra le gambe.
Chi ti ha picchiato?
Ren cerc di pensare ad altro. Sentiva i margini delle ferite
separarsi, il dolore pungere sempre pi a fondo nel suo
corpo. La saliva gli colava dalla bocca e si raccoglieva in una
pozza sul pavimento.
Sar razionato il cibo fino a quando ti deciderai a fare
i nomi. Le coperte e le scarpe per l'inverno verranno rispedite
indietro.
Ren afferr lo sgabello. Rimase in attesa, certo che si sarebbe
sfasciato. Ogni anno si parlava di scarpe nuove e di
coperte. E ogni anno immancabilmente non se ne vedeva
traccia.
La camerata dei piccoli era lunga e stretta, costeggiata ai
lati da lettini e lenzuola sparse, con le pareti inclinate e una
striscia di soffitto che percorreva la stanza per tutta la lunghezza.
C'erano due finestre, una vicino alla porta e una
nell'angolo pi buio, in fondo, ed era vicino a quella finestra
che Ren cercava di dormire, con la parte posteriore delle
gambe ancora in fiamme.
La stanza puzzava di pesce lesso. Era lo stesso odore untuoso
che si sentiva nel resto dell'orfanotrofio. L'unto proveniva
dai corpi dei bambini e penetrava fin dentro i tavoli
e le sedie, e nelle pareti di pietra della costruzione. I ragazzi
venivano lavati due volte al mese, insieme ai loro
abiti, da un gruppo di dame della carit. In quei giorni i frati
aprivano porte e finestre, per cercare di arieggiare le stanze,
ma non serviva a molto. Gi al termine della prima notte,
l'odore tornava: una combinazione di minzioni notturne,
ansia, e vomito.
Brom e Ichy erano nei letti accanto, gli stessi in cui avevano
sempre dormito da quando erano stati portati al Saint
Anthony. Ren ricordava ancora la notte in cui fra Joseph
era entrato strascicando i piedi con i gemelli fra le braccia.
I bambini erano bagnati fradici, i corpicini tremanti. Ren
era rimasto a guardare mentre fra Joseph toglieva loro di
dosso le coperte che li avvolgevano.
La madre si  annegata. Fra Joseph gett a terra i vestiti
bagnati, borbottando nel buio. Sfortuna, nient'altro
che sfortuna. Nessuno li vorr, questi due. Strofin le
gambe e le braccia dei due piccoli. Hanno bisogno di scaldarsi.
E cos dicendo li infil uno dopo l'altro nel letto di
Ren, poi si avvi svelto per il corridoio in cerca di qualcosa
di asciutto per vestirli.
Nel letto accanto a Ren, i bambini si agitavano. Potevano
avere un anno meno di lui, ma occupavano il doppio del
posto e Ren per un attimo pens di buttarli gi dal letto a
calci. Ichy si aggrapp alla camicia da notte di Ren, quasi
ne avesse intuito le intenzioni, e si infil prontamente la
stoffa in bocca. Brom singhiozzava di rabbia. Ren pens alla
loro madre che galleggiava nel fiume. Si domand di che
colore avesse i capelli. Decise che era bionda. Immagin anche
il colore dei suoi occhi (azzurri), della pelle (chiara) e
della stoffa del suo vestito (rosa) finch gli parve di vedersela
davanti, fradicia, con l'acqua che le colava di dosso.
Aveva le scarpe incrostate di melma e rametti impigliati nei
capelli. Incroci le braccia, come se avesse freddo e ci volle
un po' a Ren prima di capire che stava aspettando che
fosse lui a fare qualcosa.
Che cosa vuoi? le chiese. Ma la donna non rispondeva.
Perci Ren cominci a fischiare, solo per sentire un
rumore nella stanza. Accanto a lui, i gemelli smisero di piangere
e rimasero in silenzio. Erano cos quieti che, per un
istante, Ren ebbe paura che fossero morti. Si drizz a sedere
nel letto e osserv i loro visi addormentati finch ebbe
la certezza che respirassero. Quando si volt, la madre
dei gemelli era scomparsa.
Ora Ren spost le gambe doloranti cercando di ignorare
le fitte. Padre John usava la destra e per questo motivo
quando colpiva lo faceva con pi forza sulla sinistra. Ren
si volt da una parte e poi dall'altra. La pelle intorno all'occhio
gli pulsava e il braccio gli doleva nel punto in cui Brom
glielo aveva torto. Afferr il lembo di una crosta che si stava
formando sul ginocchio e trattenne il respiro, stringendo
i denti, mentre la staccava.
Fa male? sussurr Ichy dal letto accanto.
No. Ren non voleva sembrare un vigliacco.
Non avresti dovuto darmi un pugno, disse Brom.
Ren si volt dall'altra parte e guard fuori della finestra.
Non era ancora disposto a tornare suo amico.
Pensi che William sia arrivato a casa a quest'ora? -
chiese Ichy.
Dovrebbe, s, disse Brom.
A meno che non sia stato catturato dai pirati, replic
Ichy.
I gemelli rimasero in silenzio e, dopo un po', il loro respiro
si fece regolare. Ren rest disteso sul fianco a pensare a
Sant'Antonio che riattaccava il piede a Leonardo. Si chiese
se gli fosse rimasta una cicatrice, o se il santo fosse in grado
di rendere la caviglia liscia come prima. Fece scivolare la
mano sotto le coperte e ne estrasse Le vite dei santi.
Quando padre John aveva terminato la punizione e si era
voltato per infilare la verga nella manica, il ragazzo aveva
allungato la mano e aveva preso il libro dallo scaffale. Lo
aveva nascosto sotto la maglia e ci si era accucciato sopra,
tenendolo fra il corpo e lo sgabello finch era stato congedato.
Aveva tenuto la copertina di cuoio contro la pelle e
ora era calda, come una cosa viva.
Ren sollev il libro reggendolo col gomito in modo da illuminarlo
con la luce della luna. Lo sfogli fino ad arrivare
al giorno della festa di Sant'Antonio, il tredici di giugno,
e apprese che il piede di Leonardo non era stato il suo unico
miracolo. Antonio viveva sopra un noce e si trasportava
per magia da un paese all'altro. Predicava ai pesci, mandava
gli angeli a caccia di ladri e faceva s che i muli rifiutassero
la biada preferendole le ostie consacrate. Salvava i
pescatori nella tempesta, convertiva migliaia di eretici, guidava
le monache attraverso il Marocco e, forse la sua impresa
pi sensazionale, aveva riportato in vita un ragazzo.
Il ragazzo era stato ritrovato sepolto nel giardino del padre
di Sant'Antonio. Il padre del santo era stato arrestato
e accusato di omicidio. Poi era arrivato Sant'Antonio, aveva
toccato il ragazzo morto e lo aveva riportato in vita. Il
giovane aveva aperto gli occhi e aveva fatto il nome del suo
assassino. Il libro non raccontava che cosa fosse successo
dopo, e Ren rimase con la curiosit di sapere se poi il ragazzo
fosse tornato alla sua tomba. Non sembrava corretto.
Se ti tocca morire, pens Ren, almeno che capiti
una volta sola.
Qualcuno piangeva all'altro lato della camerata dei piccoli.
Ren rimase in ascolto per qualche istante, poi fece scivolare
il libro sotto le coperte. Gli altri bambini cominciarono
a rigirarsi nel letto; ne sent un paio parlare nel sonno.
Brom si alz a sedere e grid di fare silenzio. Un altro
ragazzo imprec. Poi qualcuno si alz. Ren sent i passi sul
pavimento. Ci fu un momento in cui tutti i ragazzi trattennero
il fiato e poi si sent il rumore secco di uno schiaffo.
Il pianto cess e i passi ripercorsero la strada fatta.
Ora erano tutti svegli, gli occhi fissi nel buio, in ascolto.
I bambini facevano a turno a piangere di notte. Era solo
questione di tempo prima che un altro ricominciasse. E
quando quei rumori sommessi iniziavano, Ren sapeva che
ci sarebbero volute ore prima che potesse riprendere la lettura.
Chiuse il libro e gli occhi. Immagin la sua pietra dei desideri
che riposava in fondo al pozzo. L'aveva stretta nella
mano, anche se solo per un istante. Ren strinse il pugno,
cercando di ricordarne la forma. Sentiva il sangue pulsare
sotto la pelle nel punto in cui l'aveva stretta e per un attimo
percep di nuovo il calore della pietra fra le dita, e tutti
i desideri possibili in bella mostra innanzi a lui. Ren alz
la mano alla luce della luna e l'apr, quasi aspettandosi di
veder ricomparire la pietra. Ma non accaddero magie nella
camerata dei bambini, quella notte. C'era solo il palmo della
mano di Ren vuoto e freddo nell'oscurit. Qualche fila
pi avanti, un altro bambino attacc a piangere e Ren
affond il viso nel cuscino. Era contento di avere gettato
via la pietra. Ora nessuno sarebbe pi stato in grado di usarla
per esprimere un desiderio.
...
.
...
Capitolo quattro.
...
.
...
Le lezioni di fra Peter si tenevano ogni giorno nella stanza
che dava sulla facciata del convento. Che cosa queste lezioni
dovessero insegnare ai ragazzi variava secondo le occasioni
e, a quanto pareva, le condizioni del tempo. Nei
giorni di pioggia, il frate estraeva cartine geografiche e raccontava
dove stavano le cose nel mondo. Quando c'era il
sole, recitava poesie. Con la neve, prendeva l'abaco dalla
scrivania e spiegava i numeri. E, quando soffiava forte il
vento, non faceva nulla ma restava a guardare gli alberi dalle
finestre e le loro fronde agitate avanti e indietro.
Era stato stabilito che i frati dovessero impartire ai ragazzi
gli insegnamenti di base. A leggere, almeno quel tanto
che bastava per adoperare la Bibbia, e a far di conto
quel tanto che bastava a evitare che i protestanti li imbrogliassero.
I ragazzi non sapevano bene perch questo compito
fosse stato affidato a fra Peter, dal momento che il
pi delle volte appoggiava il capo sul tavolo e li trascurava
completamente. Gran parte delle loro conoscenze erano
state trasmesse da un ragazzo all'altro, come una malattia,
e riguardavano soprattutto frammenti di storia del
New England: i Minutemen e il North Bridge, Giles Corey
e Crispus Attucks.
Quel giorno i ragazzi si esercitavano a copiare e ricopiare
i salmi sui pezzetti di lavagna che si passavano, condividendoli.
Il salmo del giorno era il 118, versetto 8: Meglio
 fidarsi del Signore che confidare nell'uomo. Fra Peter
aveva appena appoggiato la testa sul tavolo quando i ragazzi
cominciarono a bisbigliare e a indicare un punto fuori
della finestra. Ren alz lo sguardo dalle lettere scritte davanti
a s: uno sconosciuto stava attraversando il cortile.
L'uomo indossava un paio di occhiali. Aveva i capelli color
paglia legati con un nastro che lo faceva sembrare uno
studente. Non portava il cappello ma aveva gli stivali e un
lungo pastrano scuro col colletto alzato, come un postiglione.
Fra Joseph conduceva l'uomo verso il convento e i ragazzi
rimasero a guardare mentre l'uomo si fermava sui propri
passi un istante e si chinava da un lato, come se la gamba
gli dolesse. Era piuttosto magro di costituzione e prima
che entrasse nell'edificio, Ren fece in tempo a vedergli le
mani, pallide e sottili. Non era un contadino.
Un quarto d'ora pi tardi fra Joseph fece irruzione nella
classe, senza fiato, la veste macchiata di vino sul davanti.
Guard i ragazzi uno a uno e infine pronunci le parole
che tutti aspettavano: Andate alla statua.
Ren si precipit fuori dell'aula e corse verso Sant'Antonio,
sentendo che la fortuna questa volta gli faceva da guida.
Prese posto nella fila insieme agli altri ragazzi. Fra Joseph
pass davanti a ciascuno di loro, rimettendo le camicie
nei calzoni e sistemando i colletti, mentre all'altro capo
del cortile la porta del convento si apriva.
Padre John si avvicin ai ragazzi con la stessa postura innaturale
che adottava prima di picchiarli. In una mano teneva
un fascio di carte. L'altra mano era nascosta nella manica,
cosa che lasciava intuire la presenza della verga. Lo
sconosciuto lo seguiva a pochi passi di distanza. Le code del
lungo pastrano strisciavano per terra.
Era un uomo giovane, con un bel viso dai lineamenti irregolari,
e le orecchie un po' troppo grandi per le dimensioni
della testa. Quando raggiunse la statua di Sant'Antonio,
incroci le braccia e vi si appoggi. Guardava i ragazzi di
sopra gli occhiali. Aveva gli occhi azzurri, come un cielo d'estate,
gli occhi pi azzurri che Ren avesse mai visto.
Questo  il signor Nab, disse padre John, guardando
i fogli che teneva in mano, poi si volt a guardare l'uomo
che ora si reggeva su un piede solo e roteava in aria la
caviglia dell'altro.
Una vecchia ferita di guerra, disse. Mi duole un
po', quando cambia il tempo Rimise a terra il piede, lo
pest una volta, poi un'altra e distese le labbra in un gran
sorriso radioso. Era un sorriso che conquistava, e lo rivolse
con fare accattivante prima al prete e poi alla fila di ragazzi.
Padre John si ricompose e torn alle sue carte. Il signor
Nab sta cercando suo fratello, mandato qui da bambino.
Dovrebbe avere circa... undici anni. Dico bene?
Credo di si. Anche se  passato cos tanto tempo ormai
che  difficile ricordare.
Bene, disse padre John, facendo una pausa. Ren intu
che stava perdendo la pazienza. Qualcuno fra questi
ragazzi le risulta familiare?
Benjamin Nab fece un passo avanti ed esamin con attenzione
ciascuno dei ragazzi. Pareva cercasse qualcosa, ma
era difficile dire che cosa fosse perch in ogni ragazzo pareva
osservare un particolare diverso. Li prendeva per il
mento girando il viso alla luce, toccava il collo, misurava la
lunghezza delle sopracciglia con il dito e, per due volte, si
port al naso una ciocca di capelli scuri.
Troppo basso, disse di uno.
Troppo alto, di un altro.
Mostrami la lingua. Marcus tir fuori la lingua, alla
luce del sole, e l'uomo rimase a valutarla per qualche istante, finch non scosse la testa.
Ren sentiva i gemelli muoversi inquieti accanto a lui.
Brom teneva le mani strette a pugno. Ichy aveva allineato
i piedi alla perfezione. Ma Benjamin Nab non perse tempo
a esaminarli. Pass oltre, come se sapesse della cattiva sorte
che li accompagnava e temesse il contagio. Infine arriv a Ren.
Benjamin Nab diede un colpetto sulla spalla al ragazzo.
Era un colpetto deciso, come se lo avesse sorpreso nel sonno.
Tu sembri proprio un ometto.
Era inteso come un complimento, ma Ren ebbe paura che potesse significare altro. Sapeva di essere pi piccolo
degli altri ragazzi. Benjamin Nab si fece avanti e i suoi occhi
azzurri esaminarono ogni centimetro del viso, del collo,
delle spalle di Ren. Il ragazzo rimase ad aspettare, con
il cuore che gli batteva forte nel petto. Rimase dritto come
un fuso. Cerc di chinarsi quando l'uomo abbass la
mano e gli strinse il braccio. Poi l'uomo s'irrigid di colpo
e Ren cap che Benjamin Nab si era accorto della mano mancante.
L'uomo chiuse gli occhi, come per lo sforzo di ricordare
qualcosa e poi si inginocchi, stringendo le braccia al collo
del ragazzo. Ren si ritrov con il viso schiacciato contro il
colletto del pastrano da postiglione, che odorava di sudore
e di polvere. Infine Ren sent la voce di Benjamin Nab che gridava: E lui. E questo.
Ren riusciva a malapena a capire che cosa fosse successo.
Un attimo prima faceva parte della fila dei ragazzi, e ora
era stretto nell'abbraccio di questo estraneo, grida ed esclamazioni
gli risuonavano nelle orecchie e baci gli piovevano
sulla fronte. Gli altri ragazzi si scambiavano sguardi. Ren
sentiva il mormorio che dal suo posto nella fila si trasmetteva
per tutto il cortile. Quando fu chiaro a tutti che il prescelto
era lui, che da quel momento avrebbe avuto una famiglia
e avrebbe lasciato l'orfanotrofio per sempre, sent
un impeto di gioia attraversargli il corpo e arrossargli le
guance finch, improvvisamente, quella sensazione si trasform
in nausea inarrestabile e Ren vomit per terra.
Benjamin Nab spinse il ragazzo lontano da s, prese dalla
tasca un fazzoletto e lo us per pulirsi il cappotto per diversi
istanti, con un'espressione schifata in viso, poi guard
il prete e, tornando a sorridere, pass il fazzoletto sul viso
di Ren. Diede un colpetto sulla testa del ragazzo.
Non avevo intenzione di sconvolgerti tanto.
Padre John rimase in piedi a guardare e successivamente
fece una cosa insolita: invit Benjamin Nab a prendere
una tazza di t con lui. Nonostante la nausea, Ren ebbe un
sussulto per la paura che padre John volesse dissuadere l'uomo
dallo scegliere lui. Tenne il fazzoletto ma si vergognava
troppo a usarlo, perci si pul la bocca come faceva di
solito, con la manica della camicia. Preg che il vomito non
avesse cambiato il corso degli eventi e, quando rialz lo
sguardo, gli parve che Dio avesse risposto alla sua preghiera
perch Benjamin Nab non aveva proseguito lungo la fila.
Mentre allungava la mano per riprendersi il fazzoletto,
sorrideva nello stesso modo insolito di prima.
Nel suo studio, padre John si sistem dietro la scrivania
e indic a Benjamin Nab di accomodarsi sull'unica altra sedia,
lo sgabello delle punizioni. L'uomo lo port al centro
della stanza, vi si sedette e vi si appoggi al punto che Ren
temette che lo sgabello potesse sfasciarsi. Il ragazzo prese
posto nel suo solito angolo, ma padre John gli rivolse un'occhiata
severa e lui cap che ora gli spettava un nuovo posto,
accanto a Benjamin Nab.
Quando il t fu servito, il prete lo sorseggi in silenzio,
come se non si aspettasse di intavolare conversazione alcuna.
Padre John usava quel tipo di silenzio per estorcere confessioni
ai ragazzi, ma la cosa non pareva intimidire Benjamin
Nab. L'uomo sembrava del tutto a proprio agio mentre
risucchiava il t che si era versato nel piattino. Fece
schioccare le labbra, pos la tazza e raccont in che modo
Ren aveva perduto la mano.
Tutto ebbe inizio quando nostro padre ci port sulla
carovana diretta all'Ovest. Superammo un campo accanto
a uno degli avamposti, Fort Wagaponick; lo conoscete? -
Padre John disse di no. Benjamin Nab guard Ren e il ragazzo
si rese conto che stava aspettando la sua risposta prima
di riprendere il racconto. Ren scosse la testa.
Be', disse Benjamin Nab. Una volta lo conoscevi.
Ma eri troppo piccolo per ricordartene, immagino. C'erano
alberi grandi come case, avevano un tronco cos largo
che ci volevano venti uomini a braccia spalancate per cingerlo.
Gli uccelli che vivevano tra quei rami erano grossi
come asini e rapivano cani e bambini per sfamare i loro piccoli
a un miglio da terra, lass nel cielo. Le montagne toccavano
le nuvole creando un clima bizzarro: neve d'estate
e un caldo da deserto nel cuore di gennaio.  l che sei nato,
nella valle, fra i boschi e un fiume pieno di pericoli.
Nostro padre aveva la testa piena di sogni. Cercava
sempre di raggiungere la fine del mondo. Bene, quel posto
lo era. Nient'altro che natura selvaggia e cose di cui non
conoscevamo i nomi... creaturine piccole che strisciavano
tra le foglie dei boschi e altre grosse che passavano al galoppo
nella notte. Io ero molto pi grande di te, disse l'uomo,
annuendo col capo nella direzione di Ren, ma quando
dovevo andare a prendere l'acqua avevo paura.
Ingaggiammo alcuni esploratori e dei soldati del posto
perch ci aiutassero a costruire la nostra prima capanna.
Era buia. Non avevamo il vetro per le finestre, ma avevamo
spalmato di pece i tronchi di legno per ripararci dal vento.
Costruimmo un focolare con alcune pietre impilate e
un tubo per portare all'esterno il fumo, ma non funzionava
mai. Comunque dormivamo intorno al fuoco la notte,
su materassi imbottiti di cartocci di pannocchia, con gli occhi
in fiamme per il fumo. Tu ti ci ammalasti. Stavi malissimo,
tossivi di continuo. La mamma era talmente preoccupata
che ti port al forte per una settimana nel tentativo
di ripulirti i polmoni.
Ren respir profondamente, inspirando ed espirando.
Sentiva il fumo che si era depositato negli angoli, macchie
di fuliggine in fondo alla gola. Immaginava la strada percorsa
dalla madre nella foresta, il suo corpo di bambino
stretto fra le sue braccia, la sensazione del suo passo affrettato
sotto la coperta in cui era avvolto.
All'arrivo della primavera, potemmo accendere il fuoco
all'esterno. I pochi semi che avevamo piantato prima
del gelo fecero capolino e il fiume che era ghiacciato riprese
a scorrere, con i frammenti di ghiaccio che si raccoglievano
lungo le sponde. Le giornate si allungarono e con tutta
quella luce riuscimmo a dissodare pi di cinque acri di
terra, tagliammo alberi, togliemmo rocce e radici, cacciammo
via conigli e picchi, volpi e topi, cervi, orsi, alci e donnole.
Nostro padre era felice. Sognava di costruire un castello per noi, di scavare un fossato e di riempirlo di alligatori.
Diceva che avremmo avuto letti giganti e arazzi alle pareti,
candelieri pieni di candele e migliaia di stanze, avremmo
potuto abitarne una al giorno e poi dimenticarcela.
Avremmo avuto la servit, naturalmente, e cuochi a decine,
pronti a cucinarci qualunque cosa desiderassimo. Ci sarebbero
stati contadini per lavorare i campi. Avremmo avuto
abiti nuovi per l'inverno. Avremmo avuto mucche e galline,
maiali e cavalli e anche maghi per preparare pozioni
che non ci avrebbero fatto mai invecchiare.
Quell'estate tu imparasti a camminare, disse Benjamin
Nab. La mamma ti teneva legato in modo che non te
ne andassi troppo in giro. Temeva che un lupo ti portasse
via mentre lei era voltata dall'altra parte. Ma non fu un lupo.
Fu un indiano.
L'aria nella stanza si fece immobile. Ren non aveva mai
visto un indiano, ma ora gli pareva di percepirne la presenza,
celata nell'ombra della libreria, il corpo muscoloso dell'indigeno
completamente dipinto e il suo fiato acre cos vicino
da sentirne l'odore.
Io ero andato a prendere l'acqua, disse Benjamin
Nab. Due secchi in equilibrio sulla spalla, e quando tornai
alla capanna udii degli strani gemiti. Perci posai i secchi
e rimasi fra gli alberi, e quando mi avvicinai di soppiatto
vidi un gruppo di indiani. Erano ometti marroni e indossavano
abiti da donna... bianchi e con i pizzi, come quelli
della mamma. Solo uno li indossava correttamente. Gli altri
se li erano messi sulle spalle e uno si era legato le braccia
attorno alla vita come un grembiule. Erano nell'orto e
stavano in piedi sopra a qualcosa che non riuscivo a vedere
e che colpivano con le mazze. Era il babbo. Riuscii a capirlo
quando uno di loro gli sollev la gamba per prendergli le scarpe.
I lamenti venivano dalla mamma. Aveva del sangue sul
viso ed era sdraiata a terra aggrappata alle tue caviglie. Un
indiano ti teneva per le mani, cercando di strapparti a lei,
trascinandola nella polvere. Passarono davanti alla legnaia
e vidi la mamma afferrare l'ascia. Prima che potessi capire
le sue intenzioni la vidi sollevare l'ascia sopra la testa e calarla
sul tuo braccio, tagliandolo in due Benjamin Nab guard Ren dritto negli occhi. Credo che volesse colpire l'indiano.
Abbatt tre uomini prima che riuscissero a fermarla.
Ma questo mi diede il tempo di acchiapparti e di scappare.
Urlavi quando raggiungemmo i boschi. Ti dovetti ficcare
in bocca la mia camicia. Arrivammo al fiume e cominciai a
nuotare. Ti tenevo in alto la testa e lasciavo che la corrente
ci trasportasse.  grazie all'acqua fredda se non sei morto dissanguato.
Ren si port le braccia dietro la schiena e con la mano
strinse il moncherino. Pizzicava come se avesse toccato il
ghiaccio. Padre John era piegato in avanti. Il rosario di legno
che portava alla cintura sbatteva contro il tavolo a ogni
respiro, avanti e indietro.
Ti affidai a una carovana di pionieri, che tornavano all'Est
per contenere le perdite. Chiesi loro di trovarti un
buon ricovero, un luogo civile, dove potessi ricevere un'istruzione
Il viso di Benjamin Nab si fece serio. Poi mi
misi sulle tracce di quegli indiani.
Imparai a sparare. Imparai a bere e a giocare d'azzardo.
Mi unii agli indiani, quelli buoni, e passai qualche anno
a cacciare bisonti e a vivere nelle tende, senza mai smettere
di cercare quelli che ci avevano fatto del male. Imparai
dove trovare l'acqua quando non ce n'era, imparai a trovare
una pista quando non c'era, imparai a trovare un nascondiglio
quando di nascondigli non ce n'era nemmeno l'ombra.
A quel punto Benjamin Nab fece una pausa e socchiuse
gli occhi. Mi ci sono voluti dieci anni. Ma ho trovato
quegli indiani e ho ritrovato nostra madre e nostro padre.
Dalla tasca del lungo pastrano estrasse un pacchettino di
cuoio e sciolse i lacci. Appoggi due strisce di capelli sul
tavolo, una quadrata di capelli crespi e marroncini, l'altra
di riccioli biondi sbiaditi.
Ecco che cosa ne era rimasto.
Benjamin Nab, padre John e Ren rimasero a guardare gli
scalpi. Il prete si schiar la voce. Ren sent l'impulso di allungare
la mano per toccare i capelli. Aveva notato il punto
in cui due ciocche di riccioli erano annodate insieme.
Vi prego, disse alla fine padre John, rimetteteli via.
Benjamin Nab rimise gli scalpi nella tasca del cappotto.
 mio fratello.  mio e di nessun altro.
Bene, disse padre John.
Naturalmente. E d'un
tratto Ren cap che il prete avrebbe rinunciato a lui. Aveva
trascorso tutta la sua vita l: fra quelle mura aveva imparato
a parlare e a leggere, ma padre John non avrebbe fatto
altre domande. Pos la mano sulla testa del ragazzo e gli
impart la sua benedizione. Poi gli ordin di andare a prendere
le sue cose.
Fra Joseph aspettava fuori, nel corridoio. Quando vide
l'espressione sul viso di Ren fece un respiro profondo e disse:
 giunto il momento, dunque. Accompagn Ren nella
camerata dei piccoli, arrancando su per le scale. Disse:
Pensavo che avremmo avuto qualche anno ancora. Poi
apr la porta, percorse il corridoio e rimase l in piedi mentre
il ragazzo raccoglieva le cose che aveva sotto il cuscino.
Non c'era molto, il pezzettino di stoffa con le lettere ricamate
in blu, un paio di calze e Le vite dei santi.
Fra Joseph raccolse il volume e sfogli le pagine. Dove
lo hai preso, questo?
Ren guard il saio sporco e macchiato del frate, il ventre
che sporgeva sopra la corda che fungeva da cintura. Non
avrebbe mai pi rivisto quell'uomo e tuttavia non riusc a
mentirgli. L'ho rubato.
Hai infranto un comandamento.
Ren scroll le spalle.
Il frate richiuse il libro. Perch lo hai preso?
Ren non sapeva cosa rispondere. Aveva preso il libro perch
voleva conoscere il resto della storia di Sant'Antonio.
Poi per aveva letto di Santa Veronica che aveva guarito
l'imperatore Tiberio con il suo velo, di San Benedetto che
aveva fatto scaturire l'acqua da una roccia, di Santa Elisabetta
con il suo grembiule pieno di rose. Possedere quel libro
aveva significato possedere anche quello che accadeva
nelle sue pagine. Durante il giorno aspettava con ansia il
tramonto, quando sarebbero andati tutti a dormire e lui
avrebbe potuto leggere di nuovo quelle storie. Gli importava
pi che del mangiare, pi che del sonno. Alla fine rispose:
Volevo i miracoli.
Fra Joseph guard il libro, poi il ragazzo e poi di nuovo
il libro. Fece scorrere il dito sulla copertina. Sar meglio
fare un'espiazione rapida.
Il ragazzo si mise in ginocchio accanto al letto. Mentre
Ren recitava le preghiere, fra Joseph si sedette sul lettino
e il suo peso fece scricchiolare il piccolo telaio di legno.
Quando Ren ebbe terminato, il frate gli consegn Le vite
dei santi.
Non dovrei restituirlo?
Fra Joseph fece il segno della croce sulla fronte del ragazzo.
Portalo con te, disse. Non  pi rubato, ora.
Scendendo le scale Ren fece scorrere la mano sulla vecchia
ringhiera di legno.  l'ultima volta che la tocco, pens
e in quell'istante una scheggia gli si conficc nel palmo.
Ren usc e attravers il cortile, succhiandosi la mano per
cercare di estrarre il pezzettino di legno con i denti; lo sentiva
sotto la pelle con la punta della lingua. Alla luce del sole
esamin la scheggia infilata nella carne, un piccolo frammento
dell'orfanotrofio di Saint Anthony che era deciso a
seguirlo.
Si volt e guard la cantina dove si faceva il vino, poi la
cappella e infine l'orfanotrofio. Era difficile credere che
non avrebbe pi lavorato, pregato e dormito in quel luogo.
Tutto ci che aveva sempre desiderato era andarsene, ma
ora che stava per farlo si sentiva a disagio. And fino al muro
alto che circondava gli edifici e premette il palmo umido
sui mattoni. Aveva la consistenza di sempre.
Addio, disse. Ma non pareva abbastanza. Cos diede
un calcio al muro, pi forte che pot. Il colpo gli fece
tremare le ossa della gamba. Rimase l, con il respiro affannoso
per qualche istante, poi se ne and zoppicando, l'alluce
che gli doleva nella scarpa.
Al pozzo lo aspettavano Brom e Ichy.
Te ne vai?
Ren annu. I gemelli infilarono le mani in tasca. Ren sapeva
che si sforzavano di essere contenti per lui. Brom aggrott
la fronte e Ichy strisci un piede nella terra. Tutto
quello che i ragazzi avevano sempre condiviso sembrava imprigionato
in quella linea che Ichy aveva tracciato nella terra
fra di loro. I gemelli avevano condiviso ogni pasto con
Ren, avevano giocato con lui nella prima neve ogni anno,
erano rimasti a guardare insieme a lui dalla finestra quando
i soldati venivano a portarsi via un altro ragazzo. Dal loro
arrivo, si erano distesi accanto a lui ogni sera e ogni mattina
avevano aperto gli occhi insieme a lui.
I tre ragazzi rimasero in piedi in un silenzio imbarazzato,
fino a quando Ichy si chin e prese un sasso dalla linea
che aveva tracciato col piede. Se lo pul sul lembo della camicia,
poi lo diede a Ren. La pietra era calda per il sole, la
superficie nera e irregolare, con minuscoli frammenti di granato
rosso e luccicante. Ren rimase ad ammirarla per qualche
istante, poi chiuse la mano, e sent la scheggia pungergli il palmo.
Dove ti porta? chiese Brom.
Non lo so, rispose lui. E si sent pervadere da una
specie di rimpianto, la nostalgia per tutto ci che stava per
perdere: l'odore di pesce, i cereali a colazione, le coperte
sottili, il rimbombo delle mura di pietra. Sapeva che cosa
si provava a rimanere l quando un altro se ne andava ma,
per la prima volta nella sua vita, non era lui quello che rimaneva
a guardare con lo stomaco contratto mentre un altro
andava verso una casa. Allora disse quello che tutti dicevano:
Torner a trovarvi -, e come tutti gli altri sapeva che non lo avrebbe mai fatto.
...
.
...
Capitolo cinque.
...
.
...
Fu solo quando sent il cancello richiudersi alle sue spalle
che Ren ebbe paura. Le preghiere del pomeriggio stavano
per cominciare. Padre John avrebbe recitato la prima
decina del rosario e Ren non sarebbe stato presente. Era
fuori e seguiva un estraneo lungo la via. Il sole, l'erba e gli
alberi parevano intuirlo; persino l'aria era carica di energia.
Non sapeva che cosa dire, cos cercava di mantenere lo
stesso passo di Benjamin Nab.
Avevano camminato per circa mezzo miglio quando arrivarono
alla fine del boschetto di mirtilli. Era il punto pi
lontano dall'orfanotrofio in cui Ren fosse mai stato. I ragazzi
venivano mandati laggi a raccogliere le bacche mature
alla fine dell'estate. Era sempre un'emozione trovarsi all'esterno
delle mura e Ren associava quella sensazione al gusto
dei mirtilli, alle macchie di succo, alla loro sottile buccia
blu cos delicata. Ora era autunno e i cespugli avevano
un aspetto del tutto diverso, con le foglie arancioni e rosse.
Ren e Benjamin proseguirono per la via. Oltrepassarono
i campi e raggiunsero una collina e quando arrivarono in cima
avevano entrambi il fiatone. Da l Ren riusciva a vedere
in lontananza fino al limitare delle montagne e in basso,
nella valle. Gli alberi ricoprivano completamente il terreno,
il loro fogliame autunnale che rifletteva il sole del pomeriggio
il giallo, il rosso e l'arancione ma anche l'ocra,
il vermiglio, il magenta e l'oro era un panorama vivido e
brillante.
Benjamin Nab pos una mano sul fianco e guard la terra
come se gli appartenesse tutta quanta. Poi si rivolse al
ragazzo. Fatti guardare meglio.
Ren rimase completamente immobile mentre l'uomo gli
girava intorno. Benjamin Nab si accucci, poi sollev il
braccio del ragazzo per esaminare la sommit del polso dove
la pelle era stata ricucita. Ren cerc di riconoscere i soliti
segnali di disagio o di orrore. Ma la faccia di Benjamin
Nab non tradiva nulla di tutto ci. Inarc le sopracciglia.
Be', disse, ne hai un'altra di mano, no?
Aveva dei solchi sotto gli zigomi, rughe di preoccupazione.
Le sopracciglia erano chiare, ma la montatura degli
occhiali le nascondeva abbastanza, conferendogli un'espressione
risoluta. Te la caverai benissimo, disse Benjamin.
Poi si alz e proseguirono la discesa fino alla valle.
Il sole tramont dietro di loro, e il Saint Anthony scomparve
con lui.
Benjamin Nab camminava svelto, evitando con disinvoltura
le radici che sporgevano dal terreno e le pile di escrementi,
scartandoli con la punta dello stivale: il risentimento
per la ferita di guerra di cui si era lamentato al Saint Anthony
sembrava del tutto scomparso. Ren riusciva a
malapena a stargli dietro. Sperava che Benjamin Nab gli
raccontasse un'altra storia sui suoi genitori, ma l'uomo rimase
in silenzio mentre gli alberi si trasformavano in ombre,
e diventavano sagome nere contro il cielo.
Dove stiamo andando? chiese infine Ren.
Lo scoprirai presto.
Devo andare in bagno.
Benjamin Nab si ferm. Si spinse indietro i capelli e li
riannod, poi fece un gesto per indicare il bosco. Ecco il
tuo bagno.
Ren si inoltr riluttante nel sottobosco appena oltre la
strada.
Non allontanarti troppo, disse Benjamin. Nella foresta
ci sono bestie che potrebbero portarti via.
Ren rimase ad ascoltare il rumore degli alberi mentre si
sbottonava i calzoni. Si alzava il vento e nel cielo le stelle
cominciavano ad accendersi. Il ragazzo sentiva il rumore
delle fronde sopra di s, il mugolio di un tronco che ondeggiava.
Qualcosa alla sua sinistra si mosse e lui balz in piedi,
andando a finire nelle spine, che gli si impigliarono tra
i capelli mentre tornava di corsa sulla strada.
Quando emerse dalle foglie, Benjamin lo stava aspettando,
le mani dietro la schiena e il lungo pastrano che ondeggiava
al vento. Guardava verso le cime degli alberi. Ren segu
il suo sguardo e vide una fattoria sulla collina e un sentiero
che conduceva al fienile poco lontano dalla strada.
Non c'era luce alle finestre ma dal camino usciva un filo di
fumo, quello di un fuoco che si andava spegnendo.
Benjamin aggiust la giacca addosso a Ren. Squadr il
ragazzo da capo a piedi.
Sistemati i calzoni.
Ren si abbotton per bene e strinse la corda che serviva
da cintura.
Non aprir bocca, disse Benjamin. Stai zitto. Guarda
me. E impara. Ci detto, afferr la mano di Ren e s'incammin
su per il viottolo che portava alla fattoria.
Era una costruzione piccola, con un orto e cinque acri di
terra alle spalle. Il tetto era d'ardesia e il camino stava proprio
al centro della casa. C'era un cespuglio di rose accanto
alla porta, con qualche bocciolo che ancora resisteva al
freddo. Benjamin buss e dopo qualche minuto a una delle
finestre comparve una candela, poi il vetro si apr e
spunt la canna di un fucile, puntata contro di loro.
Benjamin rivolse un cenno del capo alla canna del fucile
come se fosse stata una persona. Siamo in viaggio verso
Wenham, e a quanto pare ci siamo persi. Speravo che poteste
permetterci di trascorrere la notte nel fienile.
Non faccio entrare estranei nella mia propriet n di
giorno n di notte, disse una voce maschile. Andatevene.
Sar felice di pagarvi il disturbo, disse Benjamin, e
si frug lentamente nelle tasche.  per via del bambino,
sono preoccupato per lui. Ho paura a portarlo di notte per
queste strade. Abbiamo camminato tutto il giorno ed  stanco
da morire.
Mentre pronunciava quelle parole, Benjamin rifil un
calcio a Ren dietro le ginocchia. Il ragazzo cadde a terra
proprio sotto la finestra, finendo col viso a poca distanza
dalla canna del fucile.
Jim, chiam una voce di donna. Ren alz lo sguardo
e vide il suo viso illuminato dalla luce della candela. Aveva
i capelli castani, raccolti in due trecce, e uno scialle sopra
la camicia da notte. La fronte era appoggiata al vetro
mentre li osservava. Nell'oscurit della casa, la donna sussurr
qualcosa. In risposta si ud un mormorio profondo.
La canna del fucile scomparve.
La porta si apr.
Prego, entrate, disse la donna.
Benjamin sollev Ren da terra e gli spolver i vestiti, lo
prese per il braccio e lo spinse dentro. Non potremo mai
ringraziarvi abbastanza.
Ogni cristiano farebbe lo stesso, disse la donna.
La luce della candela era appena sufficiente a vedere dove
mettevano i piedi. Ren sbatt contro qualcosa che pareva
uno sgabello, poi contro lo spigolo di un tavolo, forse.
La donna pos la candela e ne accese un'altra con la fiamma
della prima. Sollev la seconda candela, la sistem in
un portacandela che pendeva dal soffitto e la copr con un
paralume di vetro, una luce soffusa riemp la stanza e fu allora
che Ren riconobbe il fattore che lo aveva scartato al
Saint Anthony, in piedi vicino al camino in camicia da notte,
il fucile ancora stretto fra le mani.
Quando il fattore riconobbe il ragazzo cambi espressione,
parve vergognarsi e abbass il fucile, chin lo sguardo
e per qualche istante rimase a fissare la camicia da notte.
Quando alz di nuovo lo sguardo disse: Pare che tu abbia
trovato qualcuno che ti ha preso con s, alla fine.
Ren non sapeva che cosa rispondere. Poi ricord che non
doveva dire nulla e si sent sollevato.
William sta dormendo, disse il fattore. Ma sono
certo che sar felice di vederti domattina. Si volt verso
Benjamin e gli tese la mano. Anche noi abbiamo preso un
ragazzo al Saint Anthony.
Ah, rispose Benjamin, come se non avesse capito.
Poi ripet: Ah, e cominci a stringere con entusiasmo
la mano dell'uomo.
Si sedettero al tavolo e la moglie del fattore riattizz rapidamente
il fuoco, prepar il caff e serv gli avanzi freddi
di uno sformato di carne. Ren trangugi il cibo. Era proprio
come aveva immaginato. La carne era soffice e gustosa, le
verdure ben condite, la crosta perfetta e compatta, lasciava
in bocca e sulle labbra il gusto del burro. Gli uomini guardavano
Ren mangiare mentre discutevano di quale fosse la
strada migliore per raggiungere Wenham. Quando ebbero
ripulito i piatti, il fattore offr del tabacco a Benjamin e gli
uomini spostarono le sedie accanto al camino.
La moglie del fattore prese un barattolo di vetro da uno
scaffale in alto e lo apr. Ne estrasse un oggetto arricciato
e nero. Lo diede a Ren e il ragazzo rimase a guardarlo, incerto
sul da farsi.
 liquirizia, disse. E quando Ren continu a guardare
aggiunse: Si mangia.
Ren si port il pezzo di dolce al naso. L'odore era strano
ma non del tutto repellente. La moglie del fattore rimase
in piedi accanto a lui, con un'espressione divertita sul viso.
Il ragazzo si mise la liquirizia in bocca con circospezione.
La consistenza era morbida, il gusto assomigliava pi a
un profumo che a un sapore vero e proprio. Aveva qualcosa
che gli faceva torcere le budella. Alz gli occhi verso la
donna e si sforz di sorridere.
Siamo diretti alla fattoria di mio zio, disse Benjamin.
Sono anni che non ci vado.
Avete viaggiato parecchio, disse il fattore.
Benjamin annu. Ho lavorato come cuoco su una nave
mercantile. Siamo sbarcati a Boston tre settimane fa.
Ren smise di masticare la liquirizia.
Il fattore abbass la pipa. E in quali paesi siete stato?
Sono stato in Cina. E in India, una volta.
Com'?
Torrida. Benjamin aspir dalla pipa, espir il fumo
e si chin in avanti. Come se fosse estate tutto l'anno. Il
cibo  troppo speziato e la giungla  piena di serpenti enormi
in grado di inghiottire un uomo tutto intero.
Tremendo, disse la moglie del fattore.
S, mi ha fatto apprezzare il New England, disse
Benjamin. Avevo voglia di neve.
Vedi se riesci a trovare qualche coperta in pi, Mary, -
disse il fattore.
La donna si allontan dal tavolo. Sal una scala appoggiata
al camino e scomparve in un pertugio sopra le loro teste.
Gli uomini continuarono a fumare e a guardare il fuoco.
Avete moglie?
Benjamin esit un istante prima di rispondere: Non ancora.
Il ragazzo resta con i vostri parenti, quindi?
Con mio zio e mia zia. Non hanno figli.
Il fattore guard Ren, poi torn a guardare il fuoco e abbass
la voce. Ci avete fatto caso?
Che cosa volete dire?
 menomato.
Per questo l'ho scelto.
Ma avete detto che i vostri zii sono contadini. Il ragazzo
non gli servir a nulla.
Vogliono qualcuno che gli faccia compagnia, non un
bracciante, disse Benjamin. E il ragazzo possiede altre
qualit.
Il fattore e Benjamin Nab si voltarono sulle sedie per
guardare Ren, che stava sputando sulla mano quello che gli
restava della liquirizia.
Di' a quest'uomo quello che sai fare, disse Benjamin.
Rimasero ad aspettare, mentre il fuoco scoppiettava nel
camino.
So fischiare, azzard Ren.
Be',  gi qualcosa, disse il fattore. Ci puoi fischiare
una canzone, ragazzo?
Ren si infil i resti della liquirizia nella tasca. Si sentiva
l'interno della bocca incollato. Si inumid le labbra. Pens
ai canti che i frati intonavano nella cappella e ne riprodusse
uno, seguendo le note col fiato. Quando ebbe quasi finito,
not la moglie del fattore, in piedi a met scala, intenta
ad ascoltare, con un fagotto di coperte sotto il braccio.
Era proprio come lui aveva sognato che fosse sua madre,
bellissima, e quasi del tutto nascosta nell'ombra. Non voleva
fermarsi, ma l'inno era finito. Lei si volt e rimise le
mani sulla scala per scendere.
Il fattore si alz e diede una pacca sulla spalla a Ren.
Venite, disse, prendendo le coperte dalle mani della moglie.
Andiamo nel fienile.Vi faccio strada.
Uscirono nella notte, con il fattore che camminava davanti
a loro reggendo la lanterna. Gli alberi si piegavano
al vento, sbattendo i rami gli uni contro gli altri. Un mucchio
di foglie si sollev dal campo. Il fattore tolse il chiavistello
alla porta del fienile e la tenne aperta mentre Ren
e Benjamin entravano.
Era una costruzione piccola e al piano di sopra c'era un
pagliaio che riempiva l'aria di un profumo dolce, quasi
capace di coprire l'odore del letame. Ren sentiva il bestiame
muoversi nella stalla, disturbato dalla luce della lanterna.
Da una parte vide il carro con cui l'uomo era venuto al
Saint Anthony.
Solo qualche gallina e una mucca, disse il fattore, e
il cavallo. Ci sono anche i pipistrelli fra le travi ma non dovrebbero
darvi fastidio. Pass le coperte a Benjamin.
Non potremo mai ringraziarvi abbastanza.
Mia moglie sar qui molto presto, per la mungitura
Il fattore esit. Guard Ren come se volesse dire qualcosa,
invece and verso il cavallo. La giumenta bruna alz la testa
e stropicci il naso contro il collo dell'uomo. Lui accarezz
la fronte dell'animale e le diede un altro bacio sul naso.
Vi lascio la luce. Non era chiaro se si stesse rivolgendo
a loro o al cavallo. Con quelle parole pos a terra la
lanterna e chiuse la porta.
Benjamin gett le coperte in un angolo, sopra la paglia,
poi si sedette e si tolse gli stivali. Li ribalt per' far uscire i
sassolini, poi se li rimise. Ren si stropicci le braccia per riscaldarsi
e pens a tutti i posti in cui era stato suo fratello
e alle avventure che aveva vissuto. Il ragazzo aveva cos
tante domande da fargli che non sapeva da dove iniziare.
Hai mai visto un elefante?
Un che?
Un elefante. In India. Ho visto un disegno, una volta,
su un libro.
Non essere sciocco, disse Benjamin. Non ci sono
mai stato, in India.
Si sistem una delle coperte sotto la
testa. Farai meglio a riposare un po'. Dobbiamo svegliarci
fra un'ora o due al massimo.
Il ragazzo fece un passo indietro. Ma hai detto che... -
cominci.
Lo so che cosa ho detto. Non hai ascoltato? Che cosa
ti ho detto prima che entrassimo?
Mi hai detto di non dire niente.
E poi?
Di imparare.
Avevamo bisogno di un riparo per la notte. E ora ce
l'abbiamo. Gli ho raccontato quello che volevano sentirsi
dire in modo che ci dessero quello di cui avevamo bisogno.
 semplice, no?
Ren guard Benjamin Nab che si preparava per la notte
e sent crescere dentro l'inquietudine. L'uomo raccolse un
po' di paglia asciutta con il braccio e la copr con una coperta.
Prese altra paglia e se la infil nel cappotto e negli
stivali. Poi sollev il colletto del pastrano e se lo avvolse intorno
al viso, si avvolse un'altra coperta intorno alle spalle
e si rannicchi sul giaciglio che aveva preparato. Pareva che
avesse dormito all'aperto ogni notte della sua vita.
Vorrei rivederli, disse Ren.
Chi?
I nostri genitori.
Benjamin infil una mano nella tasca del cappotto. Ecco, -
disse, puoi tenerli. Gett a terra il sacchetto di
cuoio.
Ren apr i laccetti. Prese i due scalpi e li esamin alla luce
della lanterna. Quello marrone era piccolo e irrigidito.
Assomigliava al pelo di un cinghiale, i follicoli spessi e lucidi,
appiattiti contro la cute. Quello biondo era pi morbido,
ma i capelli erano secchi come stoppie. Ren riconosceva
i punti in cui i riccioli erano stati incollati al cuoio capelluto.
Non sono male se non li guardi troppo da vicino. Penso
di essere riuscito a imbrogliare quel prete. Ha rinunciato
a te abbastanza facilmente, no?
Ren rimise gli scalpi nel sacchetto e si sistem sopra un
mucchio di paglia. Sentiva le galline razzolare nel pollaio,
raspando il terreno con le zampette. Attraverso le assi del
fienile passavano gli spifferi. Che cosa  successo ai nostri
genitori, per davvero?
Benjamin si rigir sulla schiena e rimase a fissare le travi.
Pass molto tempo, talmente tanto che Ren credette che
non avrebbe mai avuto una risposta. Ma proprio allora Benjamin
disse: Sono stati uccisi. Sono stati uccisi da un uomo
terribile.
Una falena si avvicin alla lampada, proiettando la sua
ombra sulla parete. Ren si strinse il bavero. Perch mi hai
mentito?
Perch non vorresti mai sapere che cosa  accaduto veramente
Benjamin si sedette, con l'aria molto seccata.
Scost le coperte, and a passo deciso verso la porta del fienile
e l'apr. Per un istante rimase l sulla soglia come se
stesse per andarsene, le spalle incurvate dal freddo. Poi richiuse
la porta e si sedette accanto a Ren.
Nostro padre era un soldato. Nostra madre una donna
di ottima famiglia. Si incontrarono un giorno nei boschi.
Lei stava raccogliendo i funghi e lui... non saprei dire con
esattezza che cosa stesse facendo lui. Forse aveva trascorso
talmente tanto tempo in guerra che non sapeva pi che
cosa significasse essere in pace, circondato dagli alberi, senza
la paura che qualcuno gli piombasse alle spalle per cercare
di ucciderlo. Forse stava l semplicemente a guardare
le chiome degli alberi che ondeggiavano nella brezza, quando
lei arriv e gli si mise accanto; indossava un abito verde
come il muschio che calpestavano e non disse nulla, alz
lo sguardo e si mise a guardare anche lei.
Nostra madre aveva un fratello. Alcuni lo definivano
terribile, altri avevano cos tanta paura di lui che non osavano
chiamarlo affatto. Lui per amava sua sorella. L'amava
al punto da non permettere a nessun altro di amarla. E
fu a causa sua che i nostri genitori tennero segreti i loro incontri,
fino a quando nostro padre fu richiamato nell'esercito
e mandato a ovest. Si scrivevano lettere, lettere bellissime
che erano essenziali per loro come il cibo e l'acqua,
ma la posta era lenta e spesso imprecisa, cos nostro padre
ricevette la notizia che lei avrebbe presto avuto un figlio
da lui con un ritardo di sei mesi.
Alla fine disert. Abbandon il reggimento e il suo cavallo
e viaggi per miglia e miglia per tornare, attravers
foreste e fiumi, laghi e montagne. Per tutto quel tempo lei
cerc di nascondere la gravidanza. Poi giunse il momento
del parto e il fratello scopr il suo segreto e le tagli le mani
e i piedi e il naso: ogni parte di lei che nostro padre aveva
amato. La tagli tutta, un pezzo dopo l'altro, fino a che
di lei non rest nulla.
Benjamin allung una mano e avvicin la lanterna.
Dammi il tuo braccio.
Ren ubbid.
Benjamin sollev il polso alla luce e pass un dito lungo
la cicatrice, indugiando nel punto in cui la pelle era stata
ripiegata e cucita. La cicatrice era sensibile in alcuni punti
e intorpidita in altri, ma i piccoli rigonfiamenti in superficie
prudevano. Ren cerc di sottrarre il braccio a quell'esame,
ma Benjamin lo tenne saldo.
Non voglio sapere altro.
D'accordo. Benjamin lo liber. Era questo che volevi
sapere?
No.
L'uomo allung il braccio, prese la lanterna e la spense.
La notte scese sul fienile, avvolgendolo. Bene, disse rivolto
all'oscurit che stava fra di loro.  cos che capisci
che  la verit.
...
.
...
Capitolo sei.
...
.
...
Ren fu svegliato di primo mattino da un rumore di catene.
Il fienile era ancora avvolto nell'oscurit, ma il ragazzo
riusciva a distinguere la sagoma del carro del fattore. Benjamin
Nab si muoveva svelto avanti e indietro, intento ad
attaccare il cavallo al carro.
Che stai facendo?
Zitto! Strisci sotto il carro. Vieni qui e aiutami.
Ren si alz in piedi e si avvicin. La paglia umida gli si
era appiccicata ai vestiti, lasciandogli addosso un odore dolciastro
e penetrante che, tormentandogli le narici, gli confermava
che non era un sogno: Benjamin stava davvero rubando
il cavallo. Ren sent il sangue scorrergli pi veloce
nelle vene, la stessa sensazione che provava quando rubava
al Saint Anthony. Dal fondo della stalla la mucca sbuff
dondolandosi sul posto. Era pronta per farsi mungere.
Benjamin fin di attaccare il morso e port le redini fino
al posto di guida. La giumenta baia scuoteva la testa su e
gi, e i muscoli della groppa guizzavano a ogni movimento.
Ren afferr la briglia e cerc di accarezzare il naso dell'animale.
Fra poco si sveglieranno. Sbrigati! Benjamin corse
verso il punto in cui avevano dormito, raccolse le coperte
e le gett al ragazzo. Ren le mise nel retro del carro e rimase
in piedi accanto alle ruote, domandandosi se non ci fosse
un modo in cui poter rimanere. Se solo fosse riuscito a
convincere il fattore e la moglie che lui non c'entrava nulla
in tutta quella faccenda. Ah, magari avrebbero adottato
anche lui! Ma Benjamin sal sul carro e gli ordin di
aprire le porte del fienile e, mentre tremava di freddo, il
carro gli pass davanti e cap di non avere altra scelta. Sal
a bordo e si accomod accanto a Benjamin, che cal la frusta
sulla testa della giumenta baia. Il carro prese a correre
gi per la collina.
Ren, aggrappato al sedile di legno, si volt a guardare la
casa mentre fuggivano a grande velocit. Vide la luce a una
delle finestre. Trattenne il fiato e aspett che il fattore
uscisse di corsa e li seguisse. Rimase in attesa del colpo di
fucile. La porta di casa si apr proprio quando raggiunsero
la strada. Due ruote si sollevarono mentre percorrevano la
curva. Ren rimase aggrappato al carro, certo che qualcuno
li seguisse, ma quando guard di nuovo indietro verso la casa
tutto ci che vide fu la moglie del fattore, una sagoma
incorniciata dalla porta, con un secchio per mano.
Pass ancora un'ora prima che il sole cominciasse a sorgere.
Ren si tenne una coperta avvolta intorno alle spalle e
rimase a guardare il cielo che lentamente schiariva. L'aria
era fredda, le foglie di un colore simile al bronzo. Uscirono
dalla valle e incontrarono una pianura, coperta di alte
querce, aceri e olmi.
Benjamin era di buon umore e cominci a indicare le cose
che vedevano lungo il cammino, come se fossero stati in
vacanza e non in fuga a bordo di un carro rubato. Raccont
una storia sulle incisioni nei tronchi delle betulle e un'altra
su un muro di pietra che arrivava fino in Maine.
Mentre ascoltava, Ren cercava di immaginare la giusta
pena per quel reato. La pena pi lunga che gli fosse stata
impartita era di dieci Padre Nostro e quindici Ave Maria.
Fuggire con il cavallo di qualcun altro apparteneva a una
categoria di reati completamente, diversa e probabilmente
meritava il doppio, se non il triplo, della pena.
Che cosa stai facendo?
Prego.
Perch non ci inseguano?
No, disse Ren. Perch abbiamo rubato.
Questo non  rubare, disse Benjamin. Si chiama
prendere a prestito, con buone intenzioni.
Ren si strinse nella coperta. Si era detto pi o meno lo
stesso quando rubava al Saint Anthony, ma in cuor suo sapeva
che Dio avrebbe trovato il modo di punirlo. Ren immaginava
il Grande Vecchio come un giardiniere benigno
e distratto, intento a potare coscienziosamente le Sue rose
ma incurante di altre aiuole che lasciava a inselvatichirsi,
finch qualcosa richiamava la sua attenzione, magari un germoglio
che spuntava dalla staccionata, e allora la Sua ira si
abbatteva sull'intera aiuola che veniva spazzata via d'un
colpo. Ren sapeva che quello era un peccato troppo grosso
da nascondere. Ci sarebbe voluto parecchio lavoro per riconquistare
la misericordia di Dio.
Benjamin Nab sput gi dal carro. Rallent la corsa del
cavallo. Ascolta, disse. Ne ho passate parecchie in vita
mia, e pregare non ha mai cambiato niente. Ora, capisco
che sei stato educato secondo regole diverse, ma se vuoi
sopravvivere da queste parti sarai costretto a infrangerle.
Devi sapere ci di cui hai bisogno e quando ti attraversa la
strada, devi afferrarlo al volo.
Il ragazzo guard il dorso della giumenta che sobbalzava.
Era un animale forte e avrebbe facilmente potuto ribellarsi
a loro se avesse voluto, ma teneva il morso in bocca e
continuava a camminare lungo la strada.
Come ci sei finito al Saint Anthony, tanto per cominciare? -
chiese Benjamin.
Non me lo ricordo.
Devi ricordarti qualcosa, almeno.
Mi hanno infilato dentro la porticina, come tutti gli
altri.
Tu non sei come tutti gli altri. Benjamin lo disse con
approvazione e Ren si sent arrossire. Anche solo sentire
quelle parole lo riempiva d'emozione.
Ho buon occhio, io, prosegu Benjamin. Lo capisco
quasi sempre al primo sguardo come vivono le persone.
I dettagli tradiscono. Quel fattore, per esempio. Ho capito
dal modo in cui si allacciava le scarpe che non si era mai
allontanato da casa pi di venti miglia e perci era improbabile
che ci seguisse. E quel tuo padre John. Sapevo che
nascondeva qualcosa nella manica. E sapevo che l'aveva
usato su di te. La sola cosa che non potevo sapere era se te
lo fossi meritato.
Gli uccelli si erano svegliati. Non si riusciva ancora a vederli,
ma mentre il vagone passava sotto gli alberi si udiva
una cacofonia di cinguettii e canzoni che passavano da un
ramo all'altro e che si ripetevano sui due lati della strada.
Era talmente forte che pareva che tutte le creature alate
della terra li avessero circondati.
Non sono tuo fratello, disse Benjamin.
Lo so, disse Ren, anche se, fino a quel momento, non
aveva rinunciato del tutto all'idea.
Benjamin sollev un lembo del pastrano e mise in mostra
una pistola che teneva infilata nella cintura dei calzoni.
Se te la mostro non significa che abbia intenzione di
farti del male, disse. Voglio solo che tu sappia che hai
a che fare con un uomo che sa il fatto suo.
Ren cerc di mantenersi impassibile, ma proprio nel momento
in cui Benjamin disse che non gli avrebbe fatto del
male, il ragazzo si convinse del contrario. Guard verso il
bosco. Si domand se non fosse meglio saltar gi dal carro.
Quella tua mano monca far spalancare i portafogli della
gente pi rapidamente di qualunque pistola. Benjamin
si richiuse il pastrano. Ferm il cavallo. Ora ti ho detto
da dove vengo. E anche se sei stato legalmente affidato a
me e devi fare quello che ti dico, e io sono armato e potrei
spararti se me ne venisse voglia, ti d la mia parola che ti
lascer andare, se lo vuoi. Non ti sar difficile trovare il
modo di tornare indietro. Sorrise. Oppure puoi restare
con me e sfidare la sorte.
Attorno al carro gli uccelli continuavano i loro gorgheggi.
Erano meno striduli ora che il sole stava sorgendo, ma
a Ren sembravano sempre assordanti.
Benjamin si avvicin. Qual  la cosa che desideri pi di ogni altra al mondo?
Nessuno glielo aveva mai chiesto prima di allora. Mentre ci pensava, Ren si rese conto che sapeva bene che cosa non voleva. Non voleva essere ucciso con la pistola che aveva appena visto. Non voleva essere lasciato solo su quella strada. Alz gli occhi verso il cielo chiaro del mattino e pens alla moglie del fattore.
Una famiglia, rispose infine.
Non fare il sempliciotto, disse Benjamin. Intendo qualunque cosa al mondo. Qualunque.
Il ragazzo si sforz di pensare a qualcos'altro, qualcosa che andasse oltre ogni limite. Un'arancia, disse. Voglio un'arancia.
Quella te la posso trovare Benjamin gli tese la mano.
Che ne dici, ometto?
Aveva le dita lunghe e sottili. Non aveva calli n nessun altro segno a testimonianza del fatto che in vita sua avesse mai svolto lavori manuali. Aveva i polsi delicati, le unghie
straordinariamente pulite. Ren not una voglia nel palmo della mano grande come un soldo: un segno di buona sorte, e fu questo pi di ogni altra cosa che lo spinse a stringere quella mano.
...
.
...
Capitolo sette.
...
.
...
Arrivarono a Granston nel tardo pomeriggio, affamati e
assetati, il cavallo coperto di sudore. Era una cittadina portuale;
i negozi e le case abbracciavano la baia e un piccolo
molo fungeva da imboccatura per l'oceano, con un faro che
stava proprio sulla punta. Tutte le strade portavano al mare
ed entro breve il carro si ritrov immerso nella confusione
del porto. I pescatori scaricavano le reti di pesci sotto
sale e pile di cesti carichi di granchi e aragoste ancora vivi,
con le chele che si chiudevano e si aprivano contro le sbarre.
Uomini muscolosi e tatuati scaricavano botti di olio dalle
baleniere. Dai vascelli mercantili arrivavano barili di spezie,
rotoli di tessuto e casse di piatti.
I venditori ambulanti sciorinavano la loro merce sulla
strada, urlando e berciando mentre il denaro passava di mano
e i clienti sceglievano e frugavano fra gli oggetti. Un pescatore
afferr un polpo che si dimenava e gli strapp un
tentacolo prima di posarlo sulla bilancia del porto. Un marinaio
sollev una scimmia sopra la testa. Un gruppo di donne
vestite a festa, con gonne di satin e scialli di pizzo, scoperchi
una cassa di bicchieri e si mise a esaminarli sul posto.
Un soldato apr l'ombrello per schermarsi dal sole. La
carta verde stampata modific il colore della luce. Sopra la
folla torreggiavano gli alberi delle navi, stagliati contro il
cielo azzurro e limpido. Un gruppo di bambini sudici si
arrampicava da un albero all'altro, gridando, mantenendosi
in equilibrio sulle corde prima di gettarle verso terra. Su
tutto aleggiava il puzzo di pesce.
Ren aveva cominciato a sentire quell'odore gi a miglia
di distanza, molto prima di raggiungere la citt. Cavallo e
carro avevano girato un angolo e all'improvviso si erano ritrovati
immersi in quel puzzo di marcio, quasi fossero stati
avvolti dalla nebbia. L'odore aveva scacciato l'immagine
della moglie dell'agricoltore, che aveva tormentato Ren sin
da quando avevano lasciato la fattoria e quando arrivarono
al porto non era pi in grado di distinguere nulla all'infuori
del puzzo.
Il sole si rifletteva sull'acqua e Ren si port la mano agli
occhi, per proteggersi. Non aveva mai visto l'oceano prima
di allora, e adesso era l davanti a lui, si stendeva a perdita
d'occhio, le onde si susseguivano una dietro l'altra a formare
disegni di luce, spingendosi fino all'orizzonte, una
creatura gigantesca e agitata fatta di spazio infinito. Era
come se la mente di Ren si fosse sbloccata e la brezza che
saliva dalle onde la attraversasse, spingendo da un lato tutti
i pensieri che vi si erano ammassati per fare spazio a qualcosa
di nuovo ed emozionante.
Guard oltre il limite del molo. Macchie di alghe marroni
si muovevano avanti e indietro nella marea, come campi
nella tempesta. Mitili e cirripedi ricoprivano il legno marcio,
insieme a gruppi di lumachine di mare bianche. I gabbiani
riposavano in cima ai pali o si gettavano in picchiata,
gridando senza paura.
Benjamin condusse il cavallo lontano dall'acqua e attraversarono
tre strade acciottolate che conducevano a viuzze
di terra e sabbia. Casette di legno tutte uguali costeggiavano
entrambi i lati della via, le case dei pescatori che restavano
in porto solo per poche settimane, o dei pescatori
che aspettavano il prossimo viaggio per le grandi secche di
Terranova. Man mano che proseguiva fra le costruzioni la
strada si restringeva, fino a diventare cos angusta da impedire
quasi al carro di passare.
Davanti a loro due donne parlavano con un soldato. Portavano
abiti vistosi e colorati, corpetti scollati e avevano le
guance imbellettate. Una delle due si stava alzando la gonna,
l'altra cingeva la vita del soldato con entrambe le braccia.
Benjamin dovette rallentare l'andatura del carro per oltrepassare
il gruppetto. Tenne il viso nascosto mentre li superavano,
ma Ren era curioso. Non aveva mai visto donne
come quelle prima d'allora. Si volt per continuare a guardarle
e il soldato gli sorrise strizzandogli l'occhio.
Fermarono il carro due vie pi avanti, davanti a un edificio
abbandonato. Le finestre erano sbarrate da assi di legno
e i mattoni anneriti come dopo un incendio. Benjamin
pass le redini a Ren e apr un cancello di legno, rotto, che
dava su un piccolo cortile. Leg il cavallo e accompagn
Ren sul retro, dove rimasero in piedi davanti a una porta
arrugginita che sembrava fissata a due cardini non suoi.
Buss. Aspettarono. Buss di nuovo. Si ud il rumore di
passi strascicati all'interno.
Chi  l? Una voce bassa filtr attraverso le crepe
del legno.
Sono io, disse Benjamin. Facci entrare.
Ren ud un rumore di catenacci. Un uomo tarchiato dalla
folta barba rossa apr la porta con la stessa cautela con la
quale avrebbe aperto la cella di una prigione, poi rimase in
piedi all'ingresso, strizzando gli occhi per guardarli. Aveva
la camicia cos stazzonata che pareva ci avesse dormito
dentro e sulla gamba dei pantaloni si vedeva una macchia.
Ti trovo bene, disse Benjamin.
Bugiardo, disse l'uomo. E questo chi ? Un'altra
vittima?
Mio figlio, disse Benjamin.
Ah, esclam l'uomo.
Ci fai entrare o no, Tom?
L'uomo borbott qualcosa fra s e s, poi si fece da parte
e li lasci passare.
Una piccola rampa di scale conduceva a una stanza pi
in basso, in una cantina. Il pavimento era di terra battuta,
le pareti erano di pietra imbiancata a calce. C'era un letto
sfondato e disfatto e un tavolo con due sedie. Sul tavolo,
una candela e diverse pipe sparpagliate in un piatto. Accanto
al letto giaceva una fila di bottiglie.
Ti diverti? chiese Benjamin.
Non molto ultimamente, disse Tom. Guard Ren
con aria ansiosa.
Benjamin prese una pipa e pul la caldaia con un dito. Poi,
col dito annerito, scrisse sul tavolo A, B, C. Si volt verso
Ren. Una volta quest'uomo era un maestro di scuola.
All'improvviso Ren ebbe paura che Benjamin lo lasciasse
l. Io so gi leggere.
Vedi com' intelligente? Benjamin prese una delle
bottiglie e si vers da bere. Pensavo che un po' d'aiuto ci
potesse servire.
Per che cosa? disse Tom. Noi dobbiamo muoverci.
Non possiamo trascinarci appresso un bambino.
Questo non  un bambino. Benjamin afferr la manica
di Ren e la tir indietro, mettendo in mostra la cicatrice.
 una miniera d'oro.
Tom socchiuse gli occhi, poi scosse la testa. Per l'amor
di Dio, Benji, disse.
Questo ragazzo  mio da meno di ventiquattr'ore e ho
gi ottenuto un buon pasto, tabacco da fumare, un giaciglio
per la notte e inoltre sono entrato in possesso di un carro
con tanto di cavallo.
Hai intenzione di usarlo come cosa...? Come esca?
Ci aprir molte porte. Quel tanto che basta per consentirci
di entrare.
Benjamin allung un braccio e prese il whisky proprio
quando Tom se ne stava versando un bicchiere.
Non sai nulla di bambini tu, disse Tom. Non portano
altro che guai. Piccoli mostri.
Lui sar il nostro piccolo mostro, disse Benjamin.
Tom si accasci sulla sedia. Lasci cadere la discussione.
Benjamin aspett qualche minuto, poi rimise la bottiglia di
whisky sul tavolo. Il maestro la prese al volo e si vers da
bere.
 deciso, allora. Benjamin annu e Ren capi che la
sua permanenza l non era mai stata messa in discussione
per davvero. Tom sorseggiava rumorosamente il suo whisky
mentre Benjamin puliva gli occhiali per poi ripiegarli e farseli
scivolare in tasca. Ora devo sistemare il cavallo, prima
che qualcun altro ce lo rubi, disse e risal i gradini.
Non appena rimasero soli, Tom svuot le tasche di Ren.
Non c'era molto da prendere. Le tre lettere ricamate con il
suo nome finirono sul tavolo, insieme al sasso che Ichy gli
aveva dato. Poi fece sgusciare fuori dalla manica Le vite dei
santi. Tom prese il volume e lo esamin alla luce della candela.
Quando fu vicino alla luce, Ren vide che l'uomo era
pi giovane di quanto gli fosse sembrato. Aveva le labbra
screpolate, la barba arruffata, e gli occhi di un profondo
verde mare, come l'acqua che aveva visto attraversando il
porto. Tom controll il dorso, fece scorrere le dita sul cuoio,
poi lo apr e cominci a leggere. Aggrott la fronte mentre
voltava le pagine. Ren sper che Benjamin tornasse.
Ci credi davvero, in queste cose? disse infine Tom.
No, disse Ren, anche se era vero il contrario.
Tom gir il libro e lo accarezz col palmo della mano.
Potrebbe valere qualcosa.
Non voglio venderlo.
Non spetta a te decidere. Tom infil la mano sotto
la barba e cominci a grattarsi la pelle in quel punto.
Ren si guard intorno: le pareti dipinte, le bottiglie vuote
e il letto sfondato. Davvero vivi qui?
Nell'ultimo mese s. Tom pos il libro sul tavolo e si
cacci anche l'altra mano sotto la barba continuando a grattarsi,
le dita nascoste in quella massa di peli rossi. Ci spostiamo
da un posto all'altro, a seconda di dove ci porta il
lavoro.
Quale lavoro?
Difficile dirlo, rispose Tom. Cambia continuamente.
Come diceva Ofelia: Sappiamo ci che siamo ma non
quel che potremmo essere. Estrasse qualcosa dalla barba
e lo arrotol con la punta delle dita prima di lanciarlo
sul pavimento. Per lo pi vendiamo cose.
Che genere di cose?
Tom si sporse in avanti, in modo che il suo viso fosse allo stesso livello di quello del ragazzo, gli occhi verdi che lo
scrutavano come se dovesse decidere se fidarsi o no di lui.
Ren non distolse lo sguardo e Tom indic una valigia nell'angolo.
Avanti, disse. Aprila.
La valigia era fatta di legno, con due lacci di cuoio che
la tenevano chiusa. Ren tolse un po' di polvere, poi spinse
i lacci nelle fibbie e li sciolse. La valigia si apr con un
tonfo. Era piena di bottigliette di vetro, circa due dozzine,
ciascuna chiusa da un tappo di sughero e ricoperta da
un'etichetta scritta a mano: Elisir del Dottor Faust per Sogni
Sereni.
 tutto quel che resta? Benjamin era in piedi sulla
porta.
Tutto quello che sono riuscito a salvare, disse Tom.
Il resto  diventato di propriet dello stato del New
Hampshire.
Benjamin sollev una bottiglia, la stapp e l'annus.
Abbiamo usato troppo laudano, credo.
Direi che non ci piove. Tom diede un colpetto con
il gomito a Ren. Ha trasformato la moglie del defunto sindaco
in un'oppiomane.
Non era voluto, disse Benjamin.
Comunque sia, disse Tom. Non credo che dovremmo
continuare a venderlo.
Baster diluirlo. Benjamin si rigir la bottiglia fra le
mani, poi la tenne sollevata verso la luce. Gli cambieremo
nome. Riscriveremo le etichette.
Piuttosto vado a rapinare una banca, disse Tom.
Era chiaro che quei due si conoscevano da anni. Parlavano
con confidenza e si insultavano senza perdere la pazienza.
Tom faceva il gradasso, ma Ren capiva quanto fosse
indeciso e che bastava un'occhiata di Benjamin per fargli
cambiare idea.
Aspetteremo la primavera, disse Benjamin. Allora
saremo pronti a partire. E potremo ricominciare a venderlo.
Tom si stropicci la faccia. D'accordo.
Di soldi ne sono rimasti?
Segu un silenzio imbarazzato, poi Tom cominci a ridere.
Anche Benjamin sorrise, come se si aspettasse quella reazione.
Allung la mano verso una delle pipe sul tavolo. Afferr
una presa di tabacco dal sacchetto che teneva nel pastrano
e la mise nella caldaia della pipa, premendola con il
pollice. Allora dovremmo andare a pesca. Prima che faccia
troppo freddo e il terreno geli.
Avremo bisogno di un'altra pala.
Che ne  stato di quella che avevo comprato?
Tom sollev la bottiglia.
Benjamin scosse la testa. Un giorno o l'altro ti venderai anche l'anima.
Tom si vers ancora da bere. Certo, e pure la tua, disse.
Perch vi serve una pala per andare a pesca? chiese Ren.
Gli uomini parvero a disagio per qualche istante. Poi
Tom punt un dito contro Benjamin. Te l'ho detto, disse.
Piccoli mostri.
Benjamin si accese la pipa con la fiamma della candela.
Aspir profondamente dal bocchino e un sottile filo di fumo
gli usc dalle labbra. Ci serve la pala per cercare i vermi.
Ren si appoggi al tavolo. L'odore del tabacco lo faceva
sentire sul punto di svenire. Non aveva mangiato nulla
dalla sera prima, a casa del fattore. Aveva sperato nella
cena ma ora si rendeva conto che probabilmente non
avrebbe mangiato n quel giorno n il giorno dopo, a meno
che Benjamin non prendesse qualche pesce. Lo stomaco
gli brontolava al solo pensiero e i due uomini smisero di parlare.
Questa  fame, disse Tom.
Deve pur esserci qualcosa qui. Benjamin si mise a
cercare nella credenza vuota, apr tutti i cassetti.
Tom cerc di versarsi un altro bicchiere, ma la bottiglia
era vuota. Scosse la testa. Facevi tanto il gradasso quando
te ne sei andato. Lo sapevo che saresti tornato a mani vuote.
Non sono tornato a mani vuote, disse Benjamin.
Ho il ragazzo.
...
.
...
Capitolo otto.
...
.
...
Il cartello all'esterno del negozio diceva: da jefferson -
nuovo, usato, raro. Era una vetrina polverosa, con la vernice
dell'insegna corrosa dalla salsedine. Ren cerc di sbirciare
all'interno, ma la vetrina era ingombra di libri, le pagine
sgualcite, i dorsi sbiaditi e strappati.
Quando aprirono la porta si ud il suono di un campanellino.
La stanza era buia al punto che alcune candele brillavano
gi qua e l, anche se era solo pomeriggio. Nel negozio
parevano non esserci scaffali. Solo pile di libri che dal
pavimento raggiungevano varie altezze; alcune arrivavano
fino al soffitto, altre erano appoggiate contro le pareti, altre
ancora erano sparse sopra e sotto il tavolo.
Siete qui per comprare o per vendere? La voce arrivava
da destra, da dietro una montagna di libri di anatomia.
Vendiamo, disse Benjamin.
Bene, disse un uomo di colore, robusto, mentre si
faceva largo fra i libri. Spero si tratti di qualcosa di interessante.
Era di media statura e poteva avere una sessantina
d'anni, portava lunghe basette bianche e un abito color
antracite di buona fattura ma ormai logoro. Al bavero
della giacca erano appuntate diverse spille, aveva il colletto
inamidato e, infilato nel panciotto, un fazzoletto verde
brillante.
C' il signor Jefferson? chiese Benjamin.
Sono io il signor Jefferson, disse l'uomo.
Benjamin si blocc solo per un istante. Poi si infil la mano
in tasca e gli consegn Le vite dei santi.
Jefferson spost una pila di biografie e una serie di dizionari
dal tavolo e li appoggi a terra. Poi prese diverse candele
e le dispose intorno al libro di Ren. Fece tutto con molta
cura e sicurezza. Quando ogni cosa fu al suo posto estrasse
un paio di occhiali dalla tasca della giacca e cominci a
ispezionare il volume, a controllare le cuciture del cuoio, a
sfogliare le pagine, a far scivolare la punta del dito mignolo
dentro il dorso per poi muoverlo avanti e indietro.
Ren si sentiva beffato mentre osservava il signor Jefferson
intento a stabilire il costo del libro. Le vite dei santi apparteneva
a lui, e lui non voleva separarsene, anche se era
tutto ci che avevano da vendere. Rimase a un tavolo vicino,
sul quale erano impilati volumi di piccole dimensioni
rilegati in cuoio. Fra questi, uno aveva in copertina il ritratto
di un indiano, con una collana di denti di orso e due
piume che pendevano da un orecchio. Ren inclin la testa
e lesse il titolo: Il cacciatore di cervi.
Jefferson si tolse gli occhiali. Vi d cinque centesimi.
Deve valere pi di cos, disse Benjamin, riprendendosi
il libro.
 un prezzo onesto, disse Jefferson.
Lo porteremo da qualcun altro.
Non c' nessun altro. Non in questa citt, almeno. Potreste
portarlo a Rockport, ma dubito che vi offrirebbero
di pi. I santi non interessano a nessuno da queste parti.
D'accordo. Benjamin lasci cadere il libro sul tavolo e prese uno dei grossi dizionari, soppesandolo fra le mani.
Cinque. Affare fatto, allora.
Jefferson strisci dietro la scrivania e cont le monete.
Ci fu un attimo, mentre Jefferson era voltato, in cui Ren
credette che Benjamin lo avrebbe colpito alla testa col dizionario.
Invece Benjamin apr il volume, si inumid un dito
e volt la pagina. Parsimonioso, lesse. Che mostra
o  caratterizzato dalla parsimonia, eccessivamente
frugale, gretto, spilorcio, di qualit mediocre o di quantit
scarsa. Vedi avaro.
Le vite dei santi giaceva sulla scrivania. Ren ricord fra
Joseph che gli dava il libro, sent il suo peso nella mano. Si
avvicin a Jefferson e gli tir la manica.
 mio, disse Ren.
Jefferson smise di contare i soldi. Scusa?
Voglio tenerlo.
Benjamin richiuse il dizionario. Non preoccupatevi
del ragazzo. Quando era piccolo mia sorella si  distratta
e lo ha lasciato cadere. Ha battuto la testa, e da allora
non  mai stato del tutto a posto. Non fa altro che inciampare
e inginocchiarsi nel mezzo della strada. Benjamin
si avvicin e sussurr all'orecchio dell'uomo: Crede di
essere cattolico.
Jefferson inarc le sopracciglia.
 vero, disse Benjamin. Ha raccolto ammennicoli
papisti di ogni sorta. Se non lo prenderete voi, questo libro,
sar costretto a bruciarlo.
Ren vide che il pensiero di bruciare qualunque libro,
persino un libro cattolico, faceva rabbrividire il signor Jefferson.
L'uomo si pieg di nuovo sul portafogli.
Benjamin rivolse a Ren uno sguardo furente e indic la
porta. Ren lasci andare la manica di Jefferson. Si conficc
le unghie nel palmo della mano. Non c'era modo di riavere
Le vite dei santi, ma in quel momento decise che non
avrebbe lasciato la bottega da jefferson nuovo, usato,
raro a mani vuote.
Per rubare il libro aveva bisogno di distogliere l'attenzione
generale da s. Chiuse gli occhi e invece di andare
verso la porta come gli era stato ordinato, fin deliberatamente
contro la pila di libri pi vicina. La rovesci. I volumi
caddero, andando a urtare la pila vicina, facendo cadere
quella dopo. Libri di storia, biografie, atlanti, libri di
scienza e litografie, autobiografie di schiavi fuggiaschi e libri
di musica si mischiarono in un enorme cumulo sparso
un po' ovunque sul pavimento.
Benjamin strisci fuori da una pila di saggi. Scosse la
testa, poi si rimise in piedi, un po' malfermo. Jefferson rimase
a contemplare a distanza la rovina del suo negozio.
Con espressione arcigna consegn a Benjamin il denaro.
Poi si tolse il fazzoletto verde dalla tasca, si abbass, prese
una raccolta di poesie e cominci a spolverare la copertina.
Sar meglio che ve ne andiate, ora, disse Jefferson
guardando il libro che teneva fra le mani.
Benjamin annu. Poi spinse Ren fuori dalla porta e se la
sbatt alle spalle, incamminandosi lungo la strada.
Ren lo seguiva. E stato un incidente, disse piano.
No, non  vero, disse Benjamin. Si volt a guardare
il negozio e quando parve chiaro che Jefferson non li
aveva rincorsi, cominci a ridere. Per se lo meritava.
Cinque centesimi! Fece scivolare il pugno nella tasca e i
soldi tintinnarono, poi diede uno schiaffo al ragazzo, sul
collo. Questo per non avermi avvertito prima.
Ren fu quasi sul punto di lasciar cadere Il cacciatore di
cervi, che teneva nascosto sotto la giacca. Era pi piccolo
delle Vite dei santi e si incastrava perfettamente fra la camicia
e il punto in cui iniziava la manica. Fece scivolare il
braccio nella manica della giacca e tocc la rilegatura di
pelle. Era stato pi facile di quanto pensasse.
Passarono davanti a maniscalchi e fabbricanti di candele,
mercanti di tessuto e commercianti di pesce. In breve
Ren si rese conto che stavano camminando in cerchio. Gi
fino al molo e di nuovo su, fuori e dentro dai vicoli e poi
di nuovo verso la piazza principale, dove la folla contrattava
sui prezzi, fumava raccolta a gruppetti e si radunava
attorno a uno spettacolino di marionette. Nel frattempo
Benjamin non smetteva un istante di scrutare fra la folla,
osservando i volti delle persone.
Arrivarono al negozio del macellaio. Le carcasse stavano
appese in vetrina, involucri vuoti rossi e bianchi. C'era
una fila di minuscoli teschi di coniglio, con la carne ancora
attaccata all'osso. Benjamin si ferm e Ren fece lo
stesso, accanto a lui. Da qualche parte, l vicino, una campana
cominci a suonare. Ren si volt e vide una chiesa di
pietra squadrata con un campanile di ferro, un po' discosta
dalla strada, e allora si ricord che era domenica. Non
aveva mai saltato una messa prima di allora. E si rese anche
conto che, nella confusione dei giorni passati, non era
andato a confessarsi. Vedeva le porte della chiesa che cominciavano
ad aprirsi e si aspettava quasi di vedere fra Joseph
e padre John uscirne e puntare il dito contro di lui.
I fedeli scendevano le scale. C'erano famiglie. Molte famiglie.
Madri e padri e nonne con gli abiti della festa, i
bambini vestiti di lino bianco inamidato. Gli adulti ridevano
e parlavano e si auguravano l'un l'altro il buongiorno,
i bambini e le bambine gridavano e si rincorrevano per
la strada. Il pastore era in piedi al cancello vestito con la
tonaca, era un uomo basso e magro con un grosso neo sul
mento, che cercava di darsi un contegno mentre la gente
gli passava accanto, ma nonostante lo sforzo riusciva solo
a sembrare spaventato.
Ren si sent spingere da dietro, un urto che gli era ormai
familiare. Cadde dal marciapiede e fin in un mucchio
di sterco di cavallo, proprio davanti alla chiesa. Le famiglie
indietreggiarono. Il pastore sollev la tonaca. E tutti
rivolsero lo sguardo verso il ragazzo caduto nel canale di
scolo e sporco dalla testa ai piedi.
Ehi, tu! Una voce si lev dalla folla. La gente si fece
da parte: qualcuno si faceva largo a spintoni. Ren vide
che si trattava di Benjamin. Indossava gli occhiali e si era
pettinato i capelli per bene all'indietro. Tutto a posto? -
Aiut Ren a rialzarsi, lo ripul dai frammenti di sporcizia
e, attraverso le lenti che aveva sul naso, lo guard dritto
negli occhi come se cercasse anche l qualche avanzo di letame.
Sto bene, disse il ragazzo. Cerc di non guardare il
prete e le donne che si erano raggruppate attorno a lui.
Che cos' questo? disse Benjamin ad alta voce. Afferr
il braccio sinistro di Ren e sollev la manica. Il polso
del ragazzo fu esposto alla vista di tutti, un moncherino
gelido e solitario. Ren cerc di liberarsi, credendo che
quello fosse il castigo per ci che aveva fatto nel negozio
di Jefferson. Ma Benjamin lo tenne stretto e si volt verso
le famiglie radunate sul marciapiede: dipinto sul viso
mostrava un misto di orrore e piet. Ecco, prendi, questo
ti aiuter nella tua povera e miserabile esistenza. Ecco,
tieni, disse Benjamin. Si frug nelle tasche e gli porse
i cinque centesimi di Jefferson. Non  molto, ma spero
che ti sia di aiuto. Sbatt le palpebre pi e pi volte,
come se cercasse di frenare le lacrime. Poi prese il fazzoletto
dal taschino e cominci a pulire con vigore le guance
del ragazzo.
I parrocchiani fissavano a bocca aperta il braccio di Ren.
Alcuni mormorarono fra loro, allontanandosi. I bambini
sembravano spaventati. Ren cercava di liberarsi, ma Benjamin
si rifiut di lasciarlo andare finch un'anziana signora
si avvicin.
Poverino, disse. Ecco, bimbo, tieni. E con la
mano si frug nel reggipetto estraendone una grossa moneta.
Gliela appoggi sul naso ed era calda.
Grazie, disse Ren. Aveva le guance in fiamme. La
donna fece scivolare il soldo nella tasca della giacca di Ren.
Benjamin si ferm un istante, poi ricominci a pulirlo dal
letame.
Anche io voglio dare un soldo al monco. Una ragazzina
pestava i piedi sul selciato. La madre cercava di trascinarla
via, ma la bambina faceva i capricci, scuotendo i
riccioli scuri e lucidi finch la donna le diede una monetina.
La bambina si avvicin, tenendo la moneta lontana da
s, come se stesse per dare il cibo a un animale pericoloso.
Ren rimase a guardarla. Non aveva mai visto capelli cos
perfetti. Avevano lo stesso colore delle ali di un corvo, altrettanto
neri e folti.
Avanti, disse, prendila. Gli tese la moneta, tenendogliela
davanti al viso.
Il braccio sinistro di Ren era inutile. Il destro era infilato
nella giacca e teneva il libro che aveva rubato. Non
voleva mollarlo e cos, invece di allungare una mano verso
il denaro, apri la bocca e tir fuori la lingua e la bambina,
comprendendo, appoggi il soldo sulla lingua come
un'ostia alla comunione. Ren rimase immobile per un istante,
sentendo il peso del metallo, il gusto acido del rame.
La folla applaud sommessamente. Altre persone si fecero
avanti, stringendo una moneta nella mano, e cominciarono
a infilarle nelle tasche di Ren.
'Azie, disse Ren. 'Azie, 'azie La moneta gli cadde
di bocca e Benjamin la raccolse.
...
.
...
Capitolo nove.
...
.
...
Quella sera gli uomini uscirono. Lasciarono Ren nello
scantinato fatiscente con alcune candele e gli fecero promettere
di non aprire la porta a nessuno, per nessun motivo,
chiunque fosse. Tom prese la lanterna e Benjamin afferr
la pala di legno che aveva comperato quel pomeriggio
stesso. Era costata cinque centesimi, proprio la somma che
avevano ottenuto dalla vendita delle Vite dei santi.
Quando se ne furono andati, dopo aver chiuso a chiave
la porta, Ren ridiscese nella cantina e si sedette al tavolo.
Era avanzato qualche tozzo di pane, e alcuni pezzi di salsiccia
e di merluzzo sotto sale che avevano comperato con
i soldi dei parrocchiani. Il ragazzo prese un pezzo di pane
e lo mastic, anche se non aveva pi fame. Il pane era fresco,
morbido e fragrante all'interno.
Gli uomini avevano lasciato una candela accesa, e la luce
fioca proiettava ombre sul muro. Era strano ritrovarsi l
da solo. Ren non era stato quasi mai da solo al Saint Anthony.
L'ultima volta era accaduto due anni prima, quando
i gemelli avevano avuto il morbillo e uno dopo l'altro
tutti i piccoli si erano ammalati. Tutti tranne Ren. Al termine
dell'epidemia, c'erano tre bambini morti. I frati avevano
fatto dormire Ren nel fienile, in modo che non venisse
contagiato. Si era sentito molto solo ed era stato contento
quando tutto era passato.
Sul tavolo c'era il whisky che gli uomini avevano bevuto
prima di uscire. L'umore di Tom era cambiato a ogni
sorso, passando,dalla giovialit iniziale per la cena che avevano
davanti, al silenzio intorpidito, per approdare infine
alla sua solita irascibilit, come se non avesse bevuto
affatto. Ren sollev la bottiglia e l'annus. Gli solletic i
peli del naso, ma quando tent di berlo, il whisky gli bruci
la gola al punto che sput sul pavimento quello che gli
era rimasto in bocca. Non aveva mai assaggiato nulla di
cos terribile, tranne forse il vino che producevano al Saint
Anthony. Ne aveva rubato una bottiglia una volta e l'aveva
bevuta insieme ai gemelli. Nascosti nei campi, i ragazzi
si erano passati l'un l'altro il vino finch si erano sentiti
brilli. Poi Brom si era slogato la caviglia facendo la ruota,
Ichy aveva vomitato e a Ren era venuto un singhiozzo
talmente forte che ci aveva messo due giorni interi per rimettersi.
Ripensandoci, Ren si rese conto di quanto gli mancassero
i suoi amici e decise l per l di scrivere una lettera a Brom
e Ichy. Si mise alla ricerca di inchiostro e penna e li trov,
ma della carta non c'era traccia. Non si arrese finch scopr
una pila di volantini che pubblicizzavano l'Elisir del Dottor
Faust per Sonni Tranquilli. Cominci a scrivere sul retro di
un volantino. Non ne aveva mai scritta una prima di allora,
ma pensava che le lettere dovessero portare buone notizie.
Cari Brom e Ichy,
per prima cosa dovrei dirvi che sono ubriaco. Ho bevuto un'intera
bottiglia di whisky. Probabilmente dovr vomitare prima di finire
questa lettera.
Benjamin ha comprato un cavallo e un carro e siamo venuti in una
citt piena di navi e di marinai che arrivano da posti lontanissimi.
Benjamin ha detto che saliremo su una di queste navi e andremo in
India a vedere gli elefanti.
Ho una camera tutta per me e nessuno mi obbliga ad andare in
chiesa. Spero che troviate entrambi una famiglia molto presto e che
non dobbiate arruolarvi nell'esercito.
Il vostro amico,
Ren
Ora aveva bisogno di una busta. E di un francobollo. Gli
servivano dei soldi per comprarli, immaginava. Pieg in due
la lettera, e poi in quattro. A ogni piega l'entusiasmo scemava.
Immagin che avrebbero riconosciuto le sue bugie.
Poi si rese conto che probabilmente tutte le lettere spedite
dai bambini adottati erano piene di bugie.
Ren ud un rumore fuori della porta. Sal in silenzio le
scale e rimase in ascolto, desiderando nel frattempo di non
essere solo. Ricontroll le serrature, appoggi l'occhio a una
fessura del legno e sbirci fuori. Vedeva un pezzo di cortile,
ma l non c'era nulla. Attese, e attese ancora, poi scese
le scale e prese Il cacciatore di cervi.
L'indiano lo scrutava dalla copertina, freddo, esotico.
Ren fece scorrere le dita sull'immagine, l'avvicin alla luce,
apr il libro e cominci a leggere. Entr nella storia e subito
intorno a lui sorse una foresta di pini e abeti, un lago
si dispieg ai suoi piedi come un grande specchio nel quale
si rifletteva il cielo. E il colpo secco di un fucile gli risuon
nelle orecchie. Ren si fece largo nella foresta insieme
al cacciatore di cervi, abbattendo alberi per ricavarne
canoe, andando a caccia e a pesca e salvando ragazze indiane.
Infine, durante un'imboscata, il cacciatore di cervi uccideva
un pellerossa e gli veniva dato un nuovo nome per
quella impresa Occhio di Falco dallo stesso uomo che
lui aveva ucciso.
Quella storia era meglio dei salmi e delle parabole, persino
meglio delle Vite dei santi. A tratti Ren aveva la sensazione
di leggere frammenti dei suoi stessi sogni, tradotti
in parole che gli sollecitavano il cuore, come se dal suo
petto partissero corde che arrivavano fin dentro il libro e
lo legavano ai personaggi, trascinandolo nelle avventure di
quelle pagine. Il ragazzo lesse e lesse e lesse e lesse finch
non gli bruciarono gli occhi e la candela si spense e anche allora,
nell'oscurit, riusciva a vedere ancora il cacciatore di
cervi che si faceva largo nel bosco e, individuata la preda,
si portava il lungo fucile alla spalla e sparava.
Gli uomini tornarono poco prima dell'alba. Ren sollev
la testa dal tavolo quando li sent scendere le scale, e vide
il bagliore della lanterna di Tom che le illuminava. Erano
luridi, i pantaloni e le scarpe coperte di fango. Ren si aspettava
di sentire puzza di pesce, ma l'unico odore che aleggiava
nella stanza era quello di terra umida. Tom pos la
lampada e Benjamin cominci a svuotare le tasche e ad appoggiare
la roba sul tavolo.
Ne estrasse una collana di perline. Poi una di corallo, una
di turchese e una di vetri colorati. Dalla tasca usc un orologio
a cipolla che Benjamin si port all'orecchio prima di
posarlo sul tavolo. Poi tir fuori un paio di orecchini, la fibbia
di una cintura, alcune catenine d'oro, un bracciale con
tanti piccoli ciondoli, alcuni cammei, due paia di guanti di
pelle e una mezza dozzina di anelli.
Tom apr la bottiglia sul tavolo.  stata una buona pesca! -
Bevve un sorso, facendosi girare in bocca il whisky
prima di inghiottirlo. Ci meritiamo un trionfo pontico.
Veni, vidi, vici.
I gioielli erano coperti di polvere e sporco, residui di terra
erano incastrati fra le perle e nelle scanalature della fibbia.
I cammei erano sporchi, l'orologio macchiato di nero.
Solo gli anelli sembravano un po' pi puliti. Erano, per la
maggior parte, semplici fedi d'oro. Anelli nuziali. Alcuni
avevano un'incisione all'interno. Iniziali. O qualcosa d'altro.
Il verso di una poesia. Una promessa.
Sembra che li abbiate dissotterrati, disse Ren.
Infatti  cos, rispose Tom. Cominci a rovistarsi nelle
tasche, pos la bottiglia, continu a frugare e infine ne
estrasse un fazzoletto annodato agli angoli. Agit il fazzoletto
ripetutamente facendolo tintinnare, poi lo gett sul
tavolo in direzione del ragazzo. Dai un'occhiata, disse.
Il fazzoletto era pieno di denti. Ren li sparpagli sul tavolo
accanto alle collane e agli anelli. Ce n'erano diverse
dozzine in vari stadi di usura, alcuni delle dimensioni di un
pisello, altri totalmente formati, grandi quasi come ghiande,
con radici appuntite e intrecciate. I denti parevano minuscole
bambole di porcellana senza testa, con frammenti
rosa ancora attaccati ai lati, quasi avessero appena banchettato
a base di carne umana.
Ren ritrasse bruscamente le dita e cap.
Gli anelli nuziali, i guanti afflosciati, i denti sparsi sul
tavolo: tutto era stato preso ai morti. Ren ebbe la sensazione
che il pavimento si muovesse e un tremito di paura lo
attravers mentre immaginava la punizione che Dio avrebbe
inflitto per quel peccato. Nella sua mente vide Benjamin
e Tom che scavavano nel cimitero, li vide scoperchiare
le bare. Vide le loro mani frugare nelle tasche dei morti,
i volti stravolti dall'avidit e dalla follia. Ma a quel punto
Benjamin sbadigli. E Tom si gratt la barba, e d'un tratto
tornarono a essere quelli di prima.
Costa troppa fatica strapparli, disse Benjamin.
Non la penserai cos quando vedrai quanto ci posso ricavare, -
disse Tom. Conosco un tizio che sostiene che
una buona dentatura possa valere anche dieci dollari. Apr
il cassetto del tavolo e cominci a rovistarci dentro. Ne tir
fuori uno spazzolino. Fatti da parte, disse a Ren, e si
piazz sulla sedia, dopo aver versato una piccola quantit
di whisky nel bicchiere. Ci intinse lo spazzolino, poi si mise
al lavoro, pulendo i denti uno a uno per rimuovere le parti
molli.
Ho studiato latino con un uomo che non aveva nemmeno
un dente, disse Tom. Profumava sempre di lavanda,
ma era una vecchia canaglia.
Come ti pagavi le lezioni? chiese Benjamin.
In cambio mia madre faceva le pulizie in casa sua, -
disse Tom. Pagava cos tutte le mie lezioni.
Peccato che tua madre non sia qui, ora, disse Benjamin.
Tom si interruppe, le labbra cos sottili che parevano una
linea. Poi pos il dente e prese la bottiglia.
Benjamin fece cenno a Ren di avvicinarsi. Sollev un braccialetto
e un orologio.
Quale pensi che valga di pi?
L'orologio era d'oro, con un albero intagliato nel quadrante.
Il braccialetto era d'argento ed era composto da piccoli
ciondoli dalla forma di strumenti musicali. Ren tocc
un minuscolo pianoforte. Pens al braccio senza vita che
aveva adornato.
Non ti distrarre, disse Benjamin. Estrasse un coltello dallo stivale, lo fece scivolare nella parte posteriore dell'orologio
e lo apr. All'interno centinaia di piccoli meccanismi
si muovevano all'unisono. Prima di scegliere, devi
sempre guardare ogni dettaglio. Rimise il pezzo al suo posto
e con uno scatto richiuse la cassa dell'orologio. E poi,
ricordati, scegli sempre l'orologio.
Gli anelli e le collane vennero sparsi sul tavolo e ispezionati.
I cammei furono lucidati e ne emersero le figurine delicatamente
intagliate con i profili di fate e meravigliose ragazze.
Un paio di orecchini prese a brillare quando Benjamin
lo strofin per togliere lo sporco, e le perle rilucettero
come pelle nuova alla fiamma della lampada.
Con questi tireremo avanti fino a primavera, disse
Tom.
Benjamin annu. Dovremo venderli in qualche citt
lontano da qui, in modo che nessuno li riconosca. Fin di
pulire gli orecchini e li mise da parte. Poi cominci a dividere
il resto dei gioielli in mucchietti, stimando il valore di
ciascuno e sommando le cifre con le dita. Spost un paio di
guanti e vide la copia del Cacciatore di cervi sul tavolo.
Tom smise di sfregare. Lo hai preso stasera?
L'indiano sulla copertina li guardava impassibile mentre
leggevano il titolo sul dorso del libro e lo rigiravano. Benjamin
fece scorrere il dito sulla collana di denti d'orso, toccando
la punta di ciascuno.
Credo che sia stato preso in prestito dal signor Jefferson.
Benjamin strinse gli occhi guardando Ren e il ragazzo
si sent lo stomaco sotto i piedi. Aveva rubato molte cose
al Saint Anthony nel corso degli anni, ma quella era la
prima volta che veniva scoperto.
Tom guard Benjamin, poi Ren e poi di nuovo Benjamin,
infine rivolse un sorriso al ragazzo. E pensare che ti
volevo rispedire al mittente.
Non posso credere di non essermene accorto. Anche
Benjamin sorrideva ora. Fammi vedere come hai fatto.
Prendi qualcos'altro.
Ren rimase immobile per un istante, teso e pronto; poi
port avanti il braccio che teneva dietro la schiena, il pugno
chiuso, distese le dita e mostr l'anello che aveva gi
rubato dal tavolo. Aveva un'incisione d'oro con un disegno
di foglie. All'interno era incisa una data, 1831, e le parole
Non ti scordar di me. Tom e Benjamin si chinarono in avanti
per vedere meglio, poi si riappoggiarono alla sedia e scoppiarono
a ridere.
Benjamin si tir su il colletto e cominci a borbottare facendo
mille versi mentre spolverava il libro con uno straccio,
imitando alla perfezione il signor Jefferson. Poi si mise
a rincorrere Ren attorno al tavolo, gridando fermatelo!
al ladro! -, mentre il ragazzo si rifugiava sotto le sedie,
scappando a destra e a sinistra, al punto che Tom lacrimava
dal gran sghignazzare e anche Ren rideva, e fu come se
d'un tratto qualcosa si fosse scatenato in quella cantina, con
le voci che si alzavano e ciascuno dei tre ormai senza fiato.
Benjamin si lasci cadere su una sedia a gambe aperte. Si
strofin il naso e tenne gli occhi azzurri fissi su Ren, come
se da quel ragazzo ci si potesse aspettare qualunque cosa.
Questo non ha bisogno di addestramento, disse Tom.
No, disse Benjamin.  gi uno di noi.
...
.
...
Capitolo dieci.
...
.
...
Nel cantiere erano state tirate in secca navi di ogni genere.
I maestri d'ascia si davano da fare sotto gli argani,
la sciarpa di lana stretta al collo e i guanti senza dita sulle
mani. Gli uomini rimuovevano le conchiglie di un'intera
stagione di viaggi, ripulivano gli scafi dalle alghe e sostituivano
le assi marce, chiudendo gli interstizi con la pece.
Ren vide una nave in costruzione, le costole vuote, lunghe
almeno settanta piedi, che si protendevano verso il cielo
come una bocca spalancata. Su un'altra goletta gli operai
stavano montando l'albero maestro, un gigantesco tronco
piallato, privato dei rami e coperto di grasso, manovrato
cautamente con un sistema di corde sino a farlo scivolare
nel cuore della nave.
Accanto al cantiere una fila di negozi vendeva attrezzi
da pesca, funi e reti, accessori di ottone e vele e ancore, sale
e ghiaccio, remi, olio, fibbie e arpioni. In quel luogo si
sentiva la puzza delle attivit commerciali, mista di trucioli
di legno e vernice. Tom li guid dietro l'angolo fino a una
scala decrepita. Un'insegna sbiadita era inchiodata al lato
dell'edificio, con le parole sig. bowers, dentista scritte
con la vernice rossa. Sotto, una mano incisa nel legno indicava
la ripida scala a chiocciola.
Tom e Benjamin si guardarono, poi diedero una spintarella
a Ren, e il ragazzo si avvi su per le scale con gli uomini
al seguito. La ringhiera traballava e i gradini sembravano
doversi sgretolare sotto i suoi piedi da un momento
all'altro. Prima che Ren arrivasse in cima, la testa di un uomo
si sporse dal parapetto e guard di sotto.
Aveva le guance scavate, la barba grigia e non rasata da
almeno un paio di giorni; una vecchia parrucca bianca di
riccioli fitti nascondeva solo in parte la calvizie. Si era infilato
un tovagliolo nel colletto. Mentre salivano, Ren vide
che l'uomo aveva anche un occhio nero. Gonfio, livido e
quasi chiuso, aveva un aspetto dolorante.
Il signor Bowers? chiese Tom.
Chi lo cerca?
Il ragazzo ha male ai denti, disse Benjamin, indicando
Ren.
Di solito non ricevo i clienti cos presto, rispose
Bowers. Sembrava indeciso, ma una volta che furono in cima
alle scale parve ansioso di non lasciarseli sfuggire. Il suo
alito sapeva di caff troppo zuccherato. Aveva la mano sudaticcia
e la stretta incerta. Entrate, entrate.
La bottega non era altro che una stanza, con un tappeto
logoro a coprire il pavimento di legno macchiato e come
carta da parati gli annunci pubblicitari dei quotidiani. Una
sedia imbottita era piazzata al centro della stanza, insieme
a un poggiapiedi, un tavolo, e a un armadietto alto con le
pareti di vetro. Sul tavolo c'erano un catino pieno di acqua
rosata e una scatola che conteneva gli strumenti del mestiere:
martelletti, pinze, trapani e lime. Ren li guard con orrore
e sper che non si avvicinassero mai alla sua bocca.
Accanto alla scatola c'erano i resti della colazione del signor
Bowers: un pezzo di pane nero con la marmellata e
una tazza di caff. Bowers si tolse il tovagliolo dal colletto
e fece per coprire il piatto. Poi si ferm.
Ti piace la marmellata? chiese a Ren.
S, disse Ren, sperando che l'uomo gliene offrisse.
Bowers spinse in fuori il labbro inferiore e guard Ren
come se si trovasse a chiss quale distanza da lui. Poi si infil
la mano in bocca e tir fuori i denti, sopra e sotto. Erano
tenuti insieme con il fil di ferro: una dentatura completa.
La tenne, bagnata e scintillante, nel palmo della mano.
Senza i denti, la bocca gli si era rattrappita, con la pelle intorno
al mento cadente.
Ecco cosa succede a chi mangia la marmellata. Senza
denti Bowers esib la smorfia pi simile a un sorriso che gli
riusc di fare. Poi si ficc di nuovo i denti in bocca. Quando
ebbe finito di trafficare con la dentiera, si stir i lembi della
giacca, raddrizz la parrucca e disse: Accomodatevi.
Ren stava ancora fissando i denti di Bowers. Benjamin
dovette dargli un colpetto per riscuoterlo e spingerlo a salire
sulla sedia imbottita.
Diamo un'occhiata, disse Bowers. Ren apr la bocca
e l'uomo si chin su di lui e ci guard dentro. Quale sarebbe
il problema?
Mi ballano i denti, disse Ren.
Davvero? fece Bowers. Diede un colpetto sulle gengive
di Ren, prima quelle di sotto, poi quelle di sopra, facendo
scorrere un'unghia lungo la lingua, afferrando un
dente qua e l. Si ferm quando trov il buco al posto di
un molare che Ren aveva perso anni prima, e ci infil il dito.
Aveva le dita salate.
Li abbiamo tenuti, disse Tom. E appoggi il fazzoletto
pieno di denti sul tavolo, vicino al gomito del dentista.
Ah, fece Bowers, guardando il fazzoletto. Questo
cambia tutto. Tolse le mani dalla bocca di Ren e le immerse
nel catino di acqua rosata, poi se le asciug sulla giacca.
Ren scese in fretta dalla sedia, sollevato al pensiero che
la sua parte nella recita fosse terminata, mentre sentiva ancora
in bocca il sapore delle dita del dentista.
Bowers and alla finestra, tir le tende, poi chiuse la porta
dello studio, tenendo la mano premuta contro il legno
mentre girava la chiave. Sciolse il nodo del fazzoletto e sparpagli
i denti sul tavolo. Dalla scatola degli strumenti prese
una pinzetta e una lente di ingrandimento. Sono freschi.
Bowers ispezion il molare. Provengono da una
giovane donna. Ventitr o ventiquattro anni. Causa della
morte, disse posizionando la lente di ingrandimento sul
dente, probabilmente il parto. Vedete queste scheggiature?
Deve aver digrignato i denti per il dolore.
Quanto valgono? chiese Tom.
Difficile dirlo Bowers volt la schiena al gruppetto
e sollev un incisivo verso la luce che proveniva dalla finestra.
La vedete, qui? Questa crepa? Significa che dentro
 cariato Ne prese un altro dal tavolo. Anche questo.
Malattia delle gengive. Sono marciti alla radice.
Tom prese uno dei denti scartati e lo esamin, facendolo rotolare avanti e indietro sul palmo della mano. State
solo cercando di tirare sul prezzo.
So quello che dico, disse Bowers. Ho un diploma
della Societ Americana di Chirurgia Dentale.
Non m'importa un accidente del vostro diploma, disse
Tom.
Bowers prese in mano un dente, scelse un martello dalla
scatola degli strumenti e con un colpetto leggero lo
spezz, rivelandone la cavit annerita.
Tom lo guard attentamente, poi raccolse velocemente
il resto dei denti, imprecando e li gett dall'altra parte della
stanza. Tutto quel lavoro per nulla.
Te lo avevo detto, esclam Benjamin.
Se non vi dispiace, disse Bowers, abbassandosi a cercare
i denti. Si mise carponi sul pavimento, allungandosi
sotto l'armadietto di vetro per recuperare i piccoli frammenti
bianchi sparsi sul tappeto. Benjamin e Tom si avvicinarono
alla porta e Bowers li segu, strisciando sulle ginocchia.
Afferr il braccio di Ren e cerc di riconsegnargli
i denti marci. I denti ricaddero sul pavimento e un'espressione
dapprima sorpresa e poi divertita si dipinse sul volto
di Bowers nel constatare che Ren non aveva la mano per
raccoglierli.
Mio Dio S'impossess della manica di Ren e ci
guard dentro. Non ti serve un uncino?
Benjamin si ferm, la mano sulla porta. Una piccola vena
gli pulsava con forza sulla tempia. Per un istante Ren
pens che stesse per sbottare di rabbia, invece un sorriso
sornione gli illumin il viso. Siete un comico.
Interessante che diciate questo, replic Bowers.
Sono noto per il mio senso dell'umorismo, soprattutto fra
i membri della Societ Americana di Chirurgia Dentale.
 cos che vi siete procurato un occhio nero? chiese
Tom.
Bowers si port la mano all'occhio e tocc delicatamente
il gonfiore. Parve quasi sorpreso di trovarlo ancora l.
Oh no, disse. Si  trattato solo di un equivoco.
Un equivoco di che genere?
Fra un premolare e un incisivo, spieg Bowers. Attese
che gli uomini ridessero. Benjamin rivolse uno sguardo
a Tom, ed entrambi cercarono di fare del loro meglio.
Anche Ren si sforz di ridere, ma gli riusc qualcosa di pi
simile a un colpo di tosse. Ma il dentista parve apprezzare
lo sforzo perch li guard con maggiore simpatia di prima.
In questo caso, per, sono piuttosto serio, disse
Bowers. I marinai qui apprezzano ogni tipo di attrezzo
che possa sostituire i loro arti mancanti. Conosco un posto
qui sul molo che fa mani di legno che sembrano vere. E
gambe, di legno pure quelle. Conosco il tizio che le fabbrica,
ha fatto anche dei denti per me.
Bowers si avvicin all'armadietto di vetro e lo apr. All'interno
c'erano file e file di dentiere, alcune d'avorio, altre
di porcellana, alcune d'osso di animale, altre fatte di legno
dipinto. Ognuna era tenuta insieme con il filo di ferro,
fissata a un piccolo pezzo di metallo sottile, e aveva una
serie di molle alla base che permetteva ai denti di aprirsi e
chiudersi. Bowers ne prese una che assomigliava a una piccola
trappola di legno. Ren vide il segno del pennello nella
vernice ormai asciutta che copriva i denti piatti e perfettamente
diritti. Sembravano troppo grandi per poter entrare
nella bocca di chiunque.
Bel lavoro, disse Benjamin.
Bowers annu, poi infil di nuovo la mano nell'armadietto
e ne estrasse un'altra dentiera. Saltava subito all'occhio
che era fatta di denti veri. Il colore e la dimensione
dei denti erano irregolari ma l'effetto era molto pi naturale.
Bellissima, non  vero? Ho un accordo con un tizio
che insegna alla clinica universitaria non lontano da North
Umbrage.
North Umbrage. Benjamin ripet quel nome come
se gli avessero assestato un calcio nel petto. Ren cap subito
che qualcosa non andava. Bowers continu a parlare nonostante
Benjamin si fosse allontanato, pallido in viso.
Mi manda quello che avanza quando hanno finito l'autopsia.
Naturalmente questi costano molto di pi.
Tom guard Benjamin. Perch?
Il dottore deve pagare gli uomini che li recuperano.
Credo che la tariffa sia cento dollari a cadavere.
Cento! grid Tom.
 un lavoro rischioso. Bowers rimise a posto la dentiera
e chiuse la porta dell'armadietto. Ma voi mi sembrate
il genere di persone che non si spaventano davanti a un
pericolo.
Se il prezzo  giusto, disse Tom.
Benjamin scosse la testa. Non ne vale la pena, non per
quel genere di lavoro.
Sono un sacco di soldi, Benji, disse Tom.
Non abbastanza.
Tom parve confuso. Di che cosa hai paura?
Benjamin lanci un'occhiata a Ren. Si premette le dita
sul naso, come se cercasse di trattenere uno starnuto.
Il dottore ha bisogno di qualcuno di cui potersi fidare, -
disse Bowers. Qualcuno che sappia fare le scelte giuste
e sappia controllare i denti, prima di tutto. Un corpo in
buone condizioni si riconosce dai denti.
Tom prese da parte Benjamin e cominci a bisbigliargli
furiosamente nell'orecchio, ma Benjamin non gli prestava
attenzione. Si volt verso la finestra e guard il cielo; grigio
come l'acciaio, minacciava pioggia. Si gratt una guancia
e a Ren parve di scorgere le emozioni che lo agitavano,
un pensiero non ancora definito, non ancora concluso.
Bowers si stava ancora dando da fare per raccogliere tutti
i denti. Li richiuse nel fazzoletto e lo tenne sospeso nell'aria.
Ren aspett e quando fu chiaro che nessuno lo avrebbe
preso, allung la mano e afferr il pacchetto dalla mano
del dentista.
Posso mettervi in contatto con il dottore, disse
Bowers, se vi interessa.
Benjamin smise di guardare fuori della finestra. Si infil
le mani in tasca e tenne lo sguardo fisso su Ren, come se il
ragazzo potesse in qualche modo determinare la decisione.
Ci penseremo.
Non pensateci troppo a lungo, per. Il dentista si accomod
sulla poltrona delle visite, avvicin il tavolo e tolse
il tovagliolo dai resti della colazione. Sollev la fetta di
pane e fece il gesto di offrirne un morso a Ren.
La marmellata rossa brillava, stupenda e appiccicosa,
emanando un profumo di frutti di bosco e zucchero, ma
Ren fece di no con la testa e si ritrasse. Bowers parve soddisfatto
e guard attentamente il ragazzo con il suo occhio
nero, come se avesse in mente grandi progetti per lui. Poi
spezz in due la fetta di pane e se ne infil in bocca una
parte, cominciando a masticare. La dentiera si apriva e si
chiudeva come se fosse dotata di volont propria.
I denti vogliono andarsene, biascic. Non dare loro
una buona scusa per abbandonarti.
...
.
...
Capitolo undici.
...
.
...
Poche settimane dopo una terribile burrasca spazz le
strade di Granston. Al porto l'acqua ghiacci fino a una
profondit di parecchie decine di centimetri, al punto che
ci si poteva camminare sopra. Ogni mattina i pescatori rompevano
il ghiaccio intorno alle barche con i picconi, poi alzavano
le vele sotto la neve, gettavano le reti e recuperavano
le nasse delle aragoste.
Ren passava la maggior parte del tempo nella cantina, a
rileggere Il cacciatore di cervi. Tom e Benjamin giocavano a
carte o andavano alla taverna. A met gennaio Tom si ammal
di varicella. Ren l'aveva presa anni prima al Saint Anthony,
e Benjamin disse che l'aveva avuta da bambino. Tom
pass un mese a letto, da solo, a grattarsi e a lamentarsi.
Ren ne fu contento, perch ora Benjamin alla taverna ci
portava lui. Gli insegn a fumare la pipa, gli fece bere la
birra. La sera cenavano insieme tranquillamente e poi Benjamin
gli raccontava delle storie.
Benjamin amava raccontare storie sulla sua presunta vita
da marinaio e sui mille posti che aveva visitato nel corso degli
anni. Raccontava di avere attraversato fiumi e deserti smisurati,
vulcani e montagne. E in quei luoghi aveva visto lucertole
giganti e scimmie, mucche con le mammelle pelose
e pesci con tre occhi. Parl di quando era stato venduto
come schiavo in Marocco e di quando i cannibali dei mari
del Sud se l'erano quasi mangiato, oppure di quella volta
in cui era entrato nell'harem di un principe turco e aveva
visto un migliaio di donne vestite con abiti d'oro massiccio.
Ren osservava gli altri uomini al bar che a bocca spalancata
avvicinavano la sedia per poter ascoltare meglio. Per
la maggior parte erano pescatori del luogo e avevano a loro
volta storie da raccontare, quelle delle strane creature
che avevano incontrato per mare, e degli uomini tagliati in
due dalle sartie delle loro navi. Mostravano le cicatrici degli
arpioni che si erano conficcati nei loro corpi. Ed era sempre
a quel punto che Benjamin chiamava Ren e gli chiedeva
di mostrare il moncherino.
Qualche volta Benjamin ripeteva la storia della loro madre
e dell'indiano. Altre volte era stato un leone a divorare
la mano di Ren, o una tartaruga azzannatrice mentre il
bambino giocava tenendo la mano nella corrente del fiume.
Ai pescatori non importava quale delle storie raccontasse.
Ridevano e facevano girare Ren di qua e di l per il locale
in modo da mostrarlo a tutti. Alcuni avevano le loro ferite:
un orecchio congelato che poi si era staccato, una gamba
amputata da uno squalo. Un vecchio capitano di lungo
corso aveva una mano di legno, proprio come quella descritta
dal signor Bowers, e permise a Ren di provarla, legandogli
i lacci sulla spalla. Era troppo grande per lui e gli penzolava
in fondo al braccio, provocandogli una strana sensazione
per via di quel peso insolito, di quelle dita aperte e
ricurve, pronte a ricevere una stretta di mano.
Quando le storie erano terminate, il barista offriva un
ultimo giro. Si brindava. Si festeggiava la cicatrice di Ren.
Lui la teneva in alto, in bella vista e i pescatori esultavano.
Sul lato opposto della sala, Benjamin alzava il bicchiere e
sorrideva. Quel sorriso era diverso da quello che aveva rivolto
a padre John e al fattore. La bocca era pi rilassata,
gli occhi allegri, sorridenti. Se non lo avesse conosciuto,
Ren avrebbe perfino potuto credere che fosse sincero.
Quando l'inverno fin e la neve si sciolse, Granston si
trasform in un pantano fradicio, con le strade piene di fango.
Le testoline bianche dei bucaneve fecero capolino dalla
terra e i ciliegi fiorirono in tutto il loro splendore. I soldi
ricavati dai gioielli rubati erano finiti e Benjamin dichiar
che era giunto il momento di partire.
Il giorno dopo seguirono il fiume e lasciarono la citt.
Fu un duro compito per la giumenta. Avevano trovato una
stalla li vicino, dove ricoverarla durante l'inverno, ma non
si era quasi mai mossa. Ren la andava a trovare tutte le
settimane, assicurandosi che avesse cibo a sufficienza e
quando si sentiva abbastanza coraggioso le poggiava la testa
sul fianco e restava ad ascoltare il battito del suo cuore
gigante. Ora, in quella tiepida giornata di primavera,
trasportava tre persone, arrancando in salita. Viaggiarono
tutto il pomeriggio, fermandosi in un campo per mangiare
e poi concedersi un pisolino all'ombra degli alberi.
Mancava un giorno di viaggio per raggiungere North Umbrage.
C'era voluto del tempo perch Benjamin cambiasse idea
riguardo l'offerta del signor Bowers. Ren aveva sentito gli
uomini bisbigliare di notte: Tom insisteva per accettare il
lavoro, ma Benjamin rispondeva che a North Umbrage non
sarebbe mai tornato. E infine, un pomeriggio in cui si trovavano
nella loro cantina, quando Tom si era quasi ripreso
dalla varicella, con le ultime croste ormai in via di guarigione,
il maestro aveva aperto la fiaschetta del whisky con l'intenzione
di festeggiare e aveva chiesto a Ren che cosa volesse
fare da grande.
Non lo so, disse Ren, alzando gli occhi dal suo libro.
Non ci hai mai pensato? Nemmeno una volta? chiese
Tom. Che ne dici di fare il pescatore, come quei ragazzi
che hai conosciuto alla taverna?
Benjamin era al tavolo, intento a lucidare gli stivali.
Spalm una striscia di lucido nero sulla punta, poi la freg
con vigore. Lascialo in pace.
Non credi che il mostriciattolo abbia bisogno di una
professione? Tom bevve un altro sorso di whisky. Forse
non vuole passare il resto della vita in una cantina.
Non faremo questo genere di lavori per sempre.
Continui a ripeterlo, fece Tom, togliendosi una crosticina.
Ma quello che ci serve  qualcosa che ci faccia
tirare avanti per qualche anno e non solo per un paio di
mesi.
Quella conversazione aveva gi avuto luogo altre volte.
Ma ora Benjamin smise di fare quello che stava facendo e
sollev lo sguardo dalla scarpa lucidata per met. Erano stivali
vecchi, con i tacchi rotti che avevano bisogno di essere
ribattuti. Guard Ren. Guard di nuovo gli stivali. Poi
cammin scalzo sul pavimento e pass il resto del pomeriggio
a bere whisky con Tom. Ogni tanto guardava Ren, nell'angolo,
e ogni volta che Ren ricambiava lo sguardo, il viso
di Benjamin appariva pi preoccupato.
Il giorno dopo, quando Ren si svegli, Benjamin se n'era
andato. Torn tardi quella sera, puzzava di tabacco, e
disse che aveva cambiato idea su North Umbrage. I due uomini
cominciarono a fare i preparativi e Benjamin smise di
andare alla taverna. Passava la maggior parte del tempo a
fare calcoli, a visitare cimiteri e a prendere appunti su un
piccolo taccuino nero che teneva sempre con s. Scompariva
per giorni, senza tornare alla cantina e quando gli domandavano
che cosa facesse rispondeva semplicemente:
Ricerche. Ren lo aveva seguito una volta, attraversando
una strada dopo l'altra nel cuore del mercato prima di
vederlo scomparire nell'ufficio di un avvocato. Quando ne
usc, Benjamin si rosicchiava le unghie, ma poi si blocc in
mezzo al marciapiede e rise come se gli avessero appena detto
qualcosa a cui non riusciva a credere.
Ora Ren lo osservava, mentre stringeva le redini alla guida
del carro per evitare le buche. Teneva gli occhi fissi davanti
a s e la pipa stretta fra le labbra, lasciandosi alle spalle
nuvole di fumo.
Ben presto raggiunsero una valle stretta fra due colline,
i cui pascoli erano coperti di pecore. Animali dal muso
bianco, marrone e nero pascolavano per tutta la campagna.
Il carro super un gruppo di contadini che lavava il gregge
nel fiume per prepararlo alla tosatura. Gli uomini diedero
loro indicazioni per arrivare a una cittadina non lontana.
Qui il gruppetto trov una locanda e pag una camera
con gli ultimi soldi rimasti. I pavimenti erano coperti di
polvere, la biancheria dei letti piena di bruciature di pipa.
Tom si sistem al tavolo e Benjamin cominci a vuotare la
valigia.
Ren rimase seduto in silenzio nell'angolo a rileggere per
l'ennesima volta le ultime pagine del libro. Il cacciatore di
cervi rifiutava la proposta di matrimonio di Judith Hutter.
Lei aveva fatto tutto ci che era in suo potere per farsi amare
da lui, ma non era stato abbastanza. Ren aveva letto e
riletto il finale molte volte, e ci restava ancora male. Per
tutto il romanzo Occhio di Falco combatteva contro gli indiani
e raddrizzava i torti, ma quando abbandonava Judith
a un destino di solitudine, la sua statura di eroe sembrava
ogni volta sminuita.
Ci sar molta gente domani alla tosatura. Benjamin
apr la cassa di legno e tir fuori una delle boccette marroni
dell'Elisir del Dottor Faust per Sogni Tranquilli.
Qualcuno potrebbe riconoscerci, disse Tom.
Potrebbe riconoscere me, vuoi dire.
Fa differenza? Tom si tolse il cappotto e lo butt sul
letto.
Siamo al verde. E mi  venuta un'idea per usare il ragazzo.
Non dovresti coinvolgerlo in certe faccende.
Lui vuole essere coinvolto. Non  cos, Ren?
Ren alz lo sguardo dal libro. Capiva che Benjamin fremeva
in vista di qualcosa di nuovo. Pi volte durante l'inverno
aveva raccontato a Ren degli imbrogli che aveva portato
a termine con successo: aveva impersonato lupi di mare,
medici e uomini di chiesa. Servendosi di un catalogo
aveva venduto merce che non sarebbe mai arrivata, aveva
contraffatto testamenti e falsificato contratti. La sua tattica
era consolidata: conquistava la fiducia della vittima, metteva
in atto un rapido passaggio di propriet, e poi lasciava
la citt il pi velocemente possibile. Quando avevano bisogno
di restare in un posto pi a lungo, Benjamin e Tom
lavoravano nei cimiteri, dove le vittime erano pi mansuete
e non si prendevano la briga di rincorrerli.
Ren chiuse il libro. Lo voglio fare.
Tom sembrava preoccupato. Non credo che sia pronto
per questo.
Sciocchezze, disse Benjamin.
 solo un bambino. Finir per metterci nei guai.
Benjamin si sedette sul materasso, si appoggi all'indietro
e tir su le coperte. Chiuse gli occhi e sospir. Non
ancora.
Quel pomeriggio Benjamin usc a procurare qualcosa da
mettere sotto i denti per cena mentre Tom e Ren rimasero
a sostituire le etichette, trasformando l'Elisir del Dottor Faust
per Sogni Tranquilli nell'Elisir di Mamma Jones per Bambini
Monelli. Ren mise a bagno le boccette vecchie e gratt via
l'etichetta con un coltello, mentre Tom piazzatosi al tavolo
con penna e inchiostro scriveva il nuovo nome, bevendo
un sorso di whisky fra un'etichetta e l'altra.
Prima di lasciare Granston Tom si era tagliato la barba
e aveva comperato una camicia nuova. Ora si era infilato
un tovagliolo nel colletto per evitare di macchiarla e si era
rimboccato con cura le maniche. La luce della candela gli
danzava sul viso. Pareva calmo e quasi sobrio.
Ren not che aveva una grafia molto elegante. Le lettere
terminavano con uno svolazzo; i tratti di penna fluivano
seguendo onde di vario spessore. Una volta incollate al
loro posto, le etichette avevano un aspetto molto professionale.
Tom si vers da bere e distese le dita macchiate di
inchiostro.
Ren si chin sul tavolo, ammirando le parole. Perch
hai smesso di insegnare?
Tom aggrott la fronte. Si pass una mano sul viso, lasciando
una striscia di inchiostro nero sulla fronte. Hai
amici, tu?
Li avevo, disse Ren. Due gemelli. Brom e Ichy.
E ti mancano?
S, disse Ren. E mentre lo diceva, cap quanto fosse
vero. Gli era mancato tutto dei gemelli, dal modo in cui lo
facevano ridere in chiesa ai loro codici segreti durante la
cena. Gli mancavano anche le cose che aveva sempre odiato,
come quando Brom continuava a picchiarlo, nonostante
lui si fosse arreso, o il fatto che Ichy amasse confessare
peccati che non aveva commesso.
 una grandissima disgrazia perdere i propri amici.
Tom si vers un altro bicchiere. Aveva tante piccole cicatrici
sul braccio, ricordo della varicella recente. Si abbass
la manica per coprirle, poi si pul il naso nel polsino. Avevo
un amico, un tempo. Eravamo cresciuti insieme. Come
diceva Aristotele: Due corpi e un'anima sola. Una vera
amicizia. Non te ne capitano molti di amici cos nella vita,
te lo posso garantire.
Eravamo innamorati della stessa ragazza e chiedemmo
a lei di scegliere. Io ero un maestro e non avevo molto denaro;
Christian possedeva della terra e aveva ricevuto un'eredit.
Cos lei si fidanz con lui. Ma continu a incontrare
me di notte nei boschi. E, Dio mi aiuti, avrei fatto qualunque
cosa mi avesse chiesto.
Tom si port il bicchiere di whisky alle labbra e lo tenne
cos per qualche istante, mordendo il bordo con i denti.
In chiesa lui mi stringeva la mano sorridendo mentre
lei lo teneva sottobraccio. E proprio l sotto il suo naso, lei
aveva ancora addosso il nostro odore, come una ciambella
appena sfornata. Una sera che avevo bevuto troppo gli raccontai
tutto. Gli dissi: Vuoi sapere che sapore ha la sua
pelle? Gli dissi: Non lo senti il mio odore sulle sue dita?
Lui prese la pistola dal cassetto. Mi url di tacere. Io
gli dissi: Non immagini quanto abbiamo riso di te? Lui
si punt la pistola alla tempia e mi url di smetterla, e io gli
dissi: Di, tira il grilletto, e lui lo fece.
Ren afferr la bottiglietta vuota dell'Elisir del Dottor
Faust per Sonni Tranquilli. Rimase a fissare l'etichetta in
modo da non dover guardare Tom. Sapeva da fra Joseph
che ai suicidi non era permesso riposare in terra consacrata.
Venivano seppelliti ai crocevia, nella nuda terra, come
era accaduto alla madre di Brom e Ichy. La loro anima andava
all'inferno e il loro fantasma aveva le fattezze di un
coniglio bianco che restava nei pressi di quella tomba senza
nome per spaventare i cavalli e spingere i viandanti sulla
strada sbagliata.
Tom teneva gli occhi serrati. Si passo pi volte il palmo
della mano sulla fronte, lasciando una traccia di inchiostro
ancora pi profonda sulla pelle.
 stato allora che ho smesso di fare il maestro.
Per qualche istante rimasero seduti in silenzio. Ren
guard Tom per capire che cosa sarebbe successo ora, se
avrebbe pianto o imprecato, ma il maestro di scuola si sfreg
le dita e poi cominci a premere il pollice sul tavolo lasciando
una fila di impronte.
Il ragazzo ricominci a togliere le vecchie etichette, e
Tom sospir, mentre iniziava a miscelare l'Elisir di Mamma
Jones per Bambini Monelli. Si serviva di un imbuto per riempire
le bottiglie di sciroppo d'acero, oppio diluito, olio di ricino
e una piccola quantit di latte rancido finch la mistura
raggiungeva la giusta consistenza di uno sciroppo chiaro
e appiccicoso con una leggera sfumatura marrone. Ne vers
una piccolissima quantit in un bicchiere e lo diede a Ren.
Tutto d'un fiato.
Il ragazzo annus il liquido, poi ci infil la lingua. Aveva
un sapore dolce e amaro al tempo stesso.
Temo che ti toccher avere un'aria pi convincente di
cos.
Ren sollev il bicchiere. La medicina scivol molto lentamente
verso il bordo: sembrava melassa. Gliene fin in
bocca solo una goccia. Aveva un sapore terribile, ma la inghiott
ugualmente. E adesso?
Adesso, disse Tom, dovrai essere molto buono.
La mattina seguente, quando Tom e Ren arrivarono alla
tosatura, la festa era gi iniziata, e i prati erano ancora
umidi di rugiada. Un centinaio fra uomini, donne e bambini
si aggiravano sul prato chiacchierando, gironzolavano e
ispezionavano le greggi. Sull'erba erano stati sistemati tavoli
coperti di cibo e bevande. Nastri di diversi colori erano
legati agli alberi e agli steccati.
Ren si guard attorno cercando Benjamin fra la gente radunata
l intorno. Era uscito prima dell'alba portando con
s la cassa di legno.
Ricorda, aveva detto Benjamin prima di chiudere la
porta, tu non mi conosci.
Dopo aver attraversato il prato Ren si ritrov con gli stivali
fradici. Il cuoio bagnato gli sfregava contro le caviglie
nude. Tom si ferm ai margini della folla, abbass il braccio
e prese per mano Ren. Era strano fingere di essere padre
e figlio. Erano entrambi poco adatti a quei ruoli. Ren
aveva i capelli dritti sulla testa che sparavano in ogni direzione,
e il maestro puzzava di whisky. Tom strinse la presa
e Ren alz lo sguardo su di lui.
Niente eroismi, disse. Se qualcosa va storto, voglio
che tu scappi.
Ren annu e insieme s'incamminarono in mezzo alla folla.
Passarono davanti alle tavole imbandite: pasticcini e dolcetti,
mezzo prosciutto, un barile di sidro, e una distesa di
torte ricoperte di zucchero. Man mano che si avvicinavano
al luogo della tosatura, l'aria sapeva sempre pi di letame
fresco e del puzzo acre della lana.
I contadini prendevano una pecora alla volta e la gettavano
a terra sul dorso, poi si mettevano al lavoro con la tosatrice
manuale, partendo dalla testa e procedendo verso
la schiena e i fianchi, finch il vello dell'animale si staccava
in un unico pezzo. Il mantello veniva poi messo da parte,
pesato ed esaminato in modo da poterne decidere il
prezzo.
Ciuffi bianchi di lana fluttuavano nell'aria. Le dita dei
tosatori luccicavano di lanolina, i loro grembiuli di cuoio
ne erano macchiati. Con l'avanzare del giorno e l'alzarsi del
sole, alcuni fra loro si spogliarono per mettersi a lavorare a
petto nudo, le bretelle calate sui fianchi e i fazzoletti annodati
intorno al collo.
Le bestie aspettavano dietro un cancello, osservando il
loro gregge alla tosatura, e belavano. Una dopo l'altra, le
pecore venivano prese, ribaltate e tosate con mano esperta
e sicura. Dopo, nude, avevano un'aria smarrita. Una volta
liberate, scuotevano il capo e barcollavano cozzando l'una
contro l'altra sull'erba, come appena rinate.
La gara ebbe inizio. Un uomo con il panciotto e gli stivali
alti e un altro con una cicatrice lungo la guancia si sfidavano
in velocit, forbici alla mano, mentre le pecore si
dimenavano e la folla li incitava. Quando ebbero finito, gli
uomini erano coperti di sudore e di fiocchi di lana. I giudici
ispezionarono i velli e dichiararono vincitore l'uomo con
la cicatrice. Tutti esultarono e i due concorrenti successivi
si fecero avanti. Non lontano da l un gruppo di bambini si
arrampicava su un albero per vedere meglio.
Vai, disse Tom.
Ren si allontan dal fianco di Tom controvoglia e si un
agli altri suoi coetanei. Bambine e bambini si rincorrevano
intorno al tronco e si arrampicavano sui rami dell'albero.
Alcuni osservarono incuriositi Ren che si avvicinava e restava
in piedi l accanto. Dalla parte opposta del prato, Tom
attir la sua attenzione e men un fendente in aria. Ren si
bagn le labbra. Strinse la mano a pugno. Poi trattenne il
fiato, si avvicin a un ragazzino biondissimo e lo colp sul
collo con tutta la forza che aveva.
Il bambino cadde a terra, respirando a fatica e rantolando.
Gli altri bambini scesero dall'albero e formarono un
cerchio intorno a lui. La mano di Ren pulsava. Era sorpreso
del piacere che gli aveva dato quel pugno.
Gli si avvicin un ragazzo in tuta da lavoro. Perch
l'hai fatto?
Non lo so, rispose Ren. Perch mi andava.
Tutti guardavano il ragazzino che respirava a fatica. Alcuni
bambini si allontanarono e altri, pochi, si fecero pi
vicini.
Morir? chiese una delle bambine.
No, disse un'altra. Ma se muore sappiamo chi 
stato.
Il ragazzo in tuta spinse a terra Ren. Come ti senti
adesso? chiese e cominci a prenderlo a calci. Ren cerc
di difendersi ma gli altri bambini si unirono al pestaggio,
comprese le bambine. Si lasci andare, aspettando che fosse
tutto finito e provando un forte senso di ingiustizia. A
pochi passi di distanza vedeva il ragazzino che aveva colpito.
Aveva recuperato le forze e adesso stava strisciando verso
di lui per sputargli addosso.
Vieni via, disse un contadino. Dico sul serio,
Charlie.
 stato lui a cominciare, disse il ragazzo in tuta.
Non m'importa un accidente di chi  stato. I bambini
si allontanarono e l'uomo afferr Ren per il cappotto
e lo rimise in piedi. Con la mano tolse dello sporco dalla
giacca del ragazzo, poi si ferm. Ges Cristo.
Ren nascose il polso sfregiato dentro la manica. Gli altri
bambini si zittirono. Ren li guard con rabbia, rosso in faccia.
Ha perso la mano in una trebbiatrice, disse Tom, facendosi
avanti. Da allora litiga con tutti e si azzuffa di continuo.
Be' qui ha trovato pane per i suoi denti, disse il contadino.
Mi dispiace per il disturbo. Tom afferr Ren per il
braccio. Pare che io non riesca proprio a insegnargli le buone
maniere.
Quel che ci vuole per il ragazzo  un po' di sciroppo.
Benjamin comparve tra la folla, sorridente, facendo oscillare
davanti a s la cassa di legno. L'appoggi a terra, apr le
cinghie che la chiudevano, e ne estrasse una bottiglietta. E
oggi ho qui con me proprio quel che fa per lui. L'Elisir di
Mamma Jones per Bambini Monelli.
Se questa brodaglia impedir a mio figlio di cacciarsi
nei guai, te la pagher cinque dollari, disse Tom.
 gentile da parte tua amico, disse Benjamin. Ma
costa solo un dollaro a bottiglia.
Un dollaro, esclam Tom.  un affare.
 vero, disse Benjamin.
Tom gli consegn un biglietto da un dollaro tutto spiegazzato
e lo sciroppo pass da una mano all'altra.
Ren aveva le labbra tagliate e gli facevano male le costole.
Non lo bevo.
Se non lo bevi, ti faccio nero il didietro.
La bottiglietta venne aperta e infilata direttamente nella
bocca di Ren, che la bevve tutta, il liquido denso gli col nello
stomaco soffocandolo quasi, cos dolce e amaro. Quando
non ne pot pi, si pul la bocca nella manica della giacca, si
avvicin al ragazzo che aveva picchiato poco prima, cadde
in ginocchio e chiese perdono.
 un miracolo! esclam Tom.
I contadini non parvero convinti. Fu solo quando Ren cominci
a pregare con un'espressione di sincera gratitudine,
perch l'oppio aveva attutito il dolore alle costole, che le mogli
di alcuni contadini cominciarono ad avvicinarsi.
Risultato garantito, disse Benjamin. Quelle parvero
parole magiche perch non appena le ebbe pronunciate vendette
la prima bottiglia, proprio alla madre del ragazzino
biondissimo.
Una volta somministrata la medicina, i ragazzi smisero di
litigare, di rincorrersi e di arrampicarsi sugli alberi. Smisero
di azzuffarsi, sputare e rubare il cibo dalla tavola. Anzi, smisero
di fare qualunque cosa. Si sedevano sull'erba e guardavano
nel vuoto, in silenzio.
 incredibile, disse una delle madri. Annus il contenuto
della bottiglia.
Ingredienti naturali, disse Benjamin. Aveva venduto
quasi l'intera cassa ormai. La folla aveva abbandonato i tosatori
e si era radunata intorno a lui.
Ren sentiva che gli si aprivano e chiudevano gli occhi e
non poteva farci nulla. Aveva la bocca piena di saliva che gli
colava dagli angoli delle labbra. Volt la testa. Di lato, vicino
al margine del prato, c'era un uomo. Per un istante Ren
credette che fosse padre John e subito dopo ne fu certo, ma
poi pens che fosse un sogno perch l'uomo fumava il sigaro
e padre John non aveva mai fumato. L'uomo guardava attentamente
Benjamin e prima che il sigaro fosse finito lo
spense sulla suola dello stivale e si fece largo tra la folla.
Come ti chiami?
Johnson, disse Benjamin. Gli tese la mano, ma l'uomo
non la strinse.
Ti ho gi visto, ma non era questo il nome.
Doveva trattarsi di un'altra persona.
L'uomo sput a terra. Mi stai dando del bugiardo?
Niente affatto. Benjamin si volt verso la gente che
lo circondava, per mostrare le sue buone intenzioni, ma era
chiaro che l'uomo, al contrario di lui, era una persona nota
nella comunit.
Dove lo hai visto, Jasper? chiese qualcuno.
Su un avviso, a Galesburg, disse l'uomo. E ricercato
per rapina a mano armata. Ne sono certo.
Una delle madri si mise a gridare. Le donne corsero dai
figli, e iniziarono a scuotere e schiaffeggiare bambine e bambini,
gridando i loro nomi. Alcuni uomini si lanciarono in
avanti. Benjamin gli butt addosso la cassa di legno, li fece
cadere, poi salt lo steccato, si mise carponi e scomparve in
mezzo al gregge. I contadini radunarono gli uomini impegnati
nella tosatura e, impugnati i fucili, si divisero in gruppi
che presero direzioni diverse. Impaurite dal trambusto, le
pecore belavano.
Tom prese per mano Ren e lo condusse lontano di buon
passo, dirigendosi verso il carro. Non ti fermare, disse.
Continua a camminare.
Ren si teneva lo stomaco. Fingeva di avere il vomito per
via dello sciroppo. Ma in realt stava benissimo. Meglio di
quanto fosse mai stato prima di allora. L'erba sotto i suoi
piedi non era mai stata cos verde, e sembrava che ci si potesse
affondare all'infinito.
Glielo avevo detto, disse Tom. Non glielo avevo
detto, forse?
Ren annu, bench non avesse idea di cosa stesse dicendo
Tom. Il carro era proprio dove lo avevano lasciato, fra due
alberi. Quando la giumenta smise di brucare e alz la testa,
Ren fu sicuro di leggerle negli occhi uno sguardo deluso.
Gli dispiaceva di averla rubata al fattore, che la amava
tanto e la baciava sul naso. E d'un tratto il ragazzo pens:
Le bacer il naso anch'io, e cerc di afferrare la briglia.
Tom lo insult e gli disse di salire sul carro. Ma Ren era deciso
a baciare il naso della cavalla, almeno quanto lei era
decisa a non lasciarsi baciare da lui. Agit la testa da una
parte all'altra e la drizz verso l'alto, rendendo il naso irraggiungibile.
Ren afferr il morso e tir forte, attaccandosi con
tutto il peso del corpo per cercare di costringere l'animale
ad avvicinarsi a lui. Tom era sceso dal carro, e colpiva il ragazzo
sulle gambe con la frusta, ma Ren non mollava la presa
e il cavallo sgroppava, battendo gli zoccoli contro il legno,
finch una sagoma usc dall'interno del carro.
Volete farci ammazzare? sussurr Benjamin. Era accucciato
dietro il sedile di guida, con un vello di pecora steso
sopra la testa e le spalle. Aveva un aspetto cos strano che
Ren lasci andare il cavallo. Tom trascin il ragazzo sull'erba
e lo lanci sul retro del carro.
La devo baciare, spieg Ren.
Non preoccuparti, disse Benjamin. Puoi baciare me.
Dopo aver condotto il carro sulla strada, Tom mantenne
il cavallo al trotto lento. Le voci delle madri cominciarono
ad affievolirsi alle loro spalle. Di tanto in tanto si udiva un
colpo di fucile attraverso i campi. Quando si furono allontanati
di mezzo miglio, Tom fece prendere al cavallo un'andatura
pi decisa. Ren guardava le nuvole passare sulle loro
teste, le forme fluide in continuo mutamento. Non appena
pensava di averne riconosciuta una, la sua forma cambiava.
Dovremmo essere al sicuro, disse Tom.
Benjamin strisci fuori da sotto le coperte. Grazie a Dio  passata.
Grazie a Dio non ci hanno presi, disse Tom.
Benjamin si tolse il vello dalle spalle e lo gett da una parte.
Diede un'occhiata preoccupata a Ren, steso immobile sulla
schiena, intento a leggere nel cielo ogni genere di cosa.
Tom scosse la testa.  partito del tutto.
Benjamin cominci a cercare nelle tasche del suo cappotto da postiglione. Prese il denaro e lo sventol sotto il naso di Tom. Poi tir fuori tre arance. Il frutto era leggermente
ammaccato, la buccia spessa e pesante, ma il colore era perfetto, allegro e luminoso come il sole. Benjamin ne pass una a Tom. Avevi ragione. Ma ne  valsa la pena.
Ho sempre ragione, disse Tom.
Ecco. Benjamin lanci un'arancia nel retro del carro.
Colp il ragazzo in testa.
Ahi, disse Ren. Ma non si mosse.
Avanti, disse Benjamin. Apri gli occhi.
Ren pensava che fossero gi aperti. Si pass le dita sulle palpebre.
Apri la bocca.
Lo fece e Benjamin gli appoggi uno spicchio di arancia fra le labbra. Il profumo di agrume sbocci come un fiore sotto il naso di Ren. Sent l'acquolina in bocca quando strinse lo spicchio fra i denti e il succo gli col gi per la gola.
Sent qualcosa di duro e lo inghiott. Un seme, pens Ren.
Doveva essere un seme. Benjamin continu a imboccarlo, separando gli spicchi finch il cielo assunse lo stesso magnifico colore del frutto e le mandibole di Ren presero a dolergli dalla felicit.
...
.
...
PARTE SECONDA.
...
.
...
Capitolo dodici.
...
.
...
Era ormai buio quando varcarono il ponte per entrare a
North Umbrage. Le case si ergevano dietro la collina, e
mentre vi si insinuava nel mezzo la strada si faceva pi stretta.
L non c'era traccia alcuna della confusione del porto.
Le vie erano quasi deserte e le persone che stavano all'aperto
si raccoglievano agli angoli a fumare, guardando con
sospetto il passaggio del carro. Ren vide un branco di cani
denutriti che si azzuffavano e un uomo e una donna che si
stringevano l'uno contro l'altra in fondo a un vicolo. I canali
di scolo puzzavano di immondizia. Tom tir fuori la
pistola e la mise sul sedile accanto a s.
Era la stessa pistola che Benjamin aveva mostrato a Ren
sulla via per Granston. Benjamin gli era parso felice e rilassato
a quei tempi; ora invece se ne stava schiacciato sul
bordo del sedile. Si tirava i bottoni del colletto e continuava
a girare la testa verso le finestre, come se si aspettasse
di vedere qualcuno che conosceva nascosto dietro le tende.
Il carro sobbalzava su e gi sui ciottoli. In alto, pi avanti,
una grande ombra oscurava la strada. Correva per l'intera
lunghezza della via e proiettava un muro nero sui tetti
e sulle case di North Umbrage. Il cavallo entr nella cittadina
e l'aria intorno si fece fredda. Ren alz la testa, aspettandosi
di vedere un gigante troneggiare sopra le loro teste.
Invece vide una fabbrica, un edificio costruito come
una fortezza, che si innalzava nel cielo.
Era alta quattro piani, con una grossa ciminiera che sputava
fumo nero. Al secondo piano, i muri di mattoni cedevano
il posto a enormi finestre chiuse da sbarre. Sull'entrata
principale, scolpita nella pietra che formava l'arco, si leggeva
la scritta: fabbrica di trappole per topi mcginty.
Che posticino allegro, disse Tom.
Una volta questa era una citt di minatori, spieg
Benjamin.
Non l'avevo mai sentita nominare.
Non avresti potuto, disse Benjamin. Ci fu un incidente
e da quel momento niente  pi stato come prima.
Un carrello pieno di esplosivo scoppi vicino all'entrata e
tutti gli uomini rimasero intrappolati. Non hanno mai ritrovato
i corpi e la societ mineraria, dopo aver chiuso le
gallerie, ha abbandonato la citt. Quando passai da queste
parti, parecchio tempo fa, vidi donne inginocchiate in mezzo
alla piazza del mercato, con l'orecchio a terra nella speranza
di sentire le voci dei loro uomini.
Il carro urt il bordo del marciapiede e Ren pens agli
uomini intrappolati sottoterra insieme a tutte le altre cose
che la gente aveva gettato via nel corso degli anni: pentole
e padelle arrugginite, stivali vecchi, ferri di cavallo e piatti
di porcellana rotti. Il carro super un vecchio castagno e
Ren immagin le sue radici che affondavano nel terreno,
setacciando il suolo, proprio come le dita delle vedove mentre
frugavano la terra che imprigionava i minatori, con le
vanghe e i picconi, insieme alle altre donne e ai bambini e
ai contadini delle colline l intorno. L'immagine prese vita
nella testa di Ren, i dettagli si aggiungevano uno dopo l'altro
finch non vide l'intera citt intenta a scavare, in lotta
contro il tempo... poi si sentiva un fischio e tutti si fermavano,
in ascolto. E dopo pochi minuti una delle donne gridava:
Che cosa state aspettando? E un'altra diceva:
No! Qui proprio qui, ecco, adesso, lo sentite? Qui, qui!
Tom condusse il carro lungo una strada costeggiata ai lati
da case sbarrate con le assi e abbandonate. Nella strada
successiva gli edifici erano chiassosi, illuminati da luci accecanti,
e dalle finestre veniva un rumore di bicchieri rotti
e musica. Il carro svolt un altro angolo, dove tutto era
silenzioso e buio, e poi un altro, e un altro e un altro ancora.
In nessuna di queste case c'erano luci accese. Alla fine
ne comparve una illuminata. Aveva una piccola insegna di
legno attaccata al cancello, dipinta a mano: camere in affitto.
Eccoci, disse Benjamin. Fermati qui.
Sei sicuro? chiese Tom.
Resta con il cavallo. Benjamin scese dal retro del carro
e Ren lo segu.
Bussarono a lungo prima che una donna venisse a rispondere.
Era pi alta di Benjamin di almeno una spanna e aveva
le spalle larghe, le braccia massicce e un collo molto lungo
e sottile. Dal viso si sarebbe detta una donna di mezza
et,, con gli occhi vispi e luminosi e un naso che aveva una
narice pi larga dell'altra. I capelli erano raccolti in una cuffia
e indossava un grembiule grossolano che copriva un abito
marrone. Legato a una spessa cintura di cuoio che le cingeva
la vita c'era un anello pieno di chiavi.
PERCH BUSSATE? grid.
Cerchiamo una stanza, disse Benjamin.
NON APRO AGLI ESTRANEI.
Mi chiamo Benjamin Nab. Le tese la mano, sfoderando
il suo sorriso. Ecco, vedete, non sono pi un estraneo.
SIGNOR NAB, SONO UNA DONNA CHE LAVORA SODO E HO
UNA VITA DIFFICILE, E NON HO CERTO BISOGNO CHE LE COSE
si facciano ancora pi difficili. Mostr il fucile che teneva
accanto a s. adesso levatevi di mezzo.
Ren cap che quello era il suo momento, doveva suscitare
pena e lo fece al meglio delle sue capacit, rannicchiandosi
un po' per sembrare pi piccolo e sbattendo velocemente
le palpebre.
Lo farei, disse Benjamin, se non fosse per il mio
povero nipote mutilato, che ha appena perso entrambi i genitori
e ha viaggiato per miglia e miglia per arrivare fin qui.
Ren alz il braccio e sventol il moncherino davanti al
viso della donna, come se volesse salutarla.
Sua madre prestava le cure a una vicina malata, disse
Benjamin. E si  ammalata a sua volta. Suo marito la
vegliava notte e giorno. Ha lasciato che i campi andassero
in rovina. Ha venduto tutto quello che avevano per pagare
i dottori. Mi hanno raccontato che mia sorella si era fatta
tutta gialla, e le erano venuti i denti verdi. Poi  rimasto
contagiato anche il padre del ragazzo, urlava e delirava e
leccava le pareti. Quando ho ricevuto la notizia ho ingaggiato
il mio amico Tom, laggi, perch mi conducesse al loro
villaggio, ma quando sono arrivato erano gi stati sepolti,
lasciando solo questo povero orfano. Benjamin si tolse
il cappello mentre pronunciava le ultime parole e se lo
tenne sul cuore.
Improvvisamente i denti della donna fecero capolino.
Una dentatura lunga e sottile, con alcuni buchi di un certo
rilievo, una dentatura irregolare e storta come quella di quasi
tutti i contadini. AH, esclam e prese a succhiarsi il
labbro inferiore, ripensando a ci che aveva appena sentito.
Poi ripose il fucile, prese Ren fra le braccia e lo sbatacchi
da una parte all'altra, come se stesse cercando di finirlo. Era una creatura spigolosa, ma con alcune parti soffici e
ben proporzionate contro le quali inizi a premere la faccia
di Ren. Aveva l'odore del lievito di pane un odore acre e
forte e Ren ne fu talmente sopraffatto che si abbandon
completamente a quella stretta. Si rilass fino a quando
si sent soffocare e a quel punto la locandiera lo rimise a
terra.
Benjamin fece cenno a Tom, che scese dal carro e port
la giumenta in una piccola stalla dietro la casa. Vi siamo
molto grati. Non so per quanto tempo ancora ce l'avremmo
fatta a proseguire su questa via. E io non sono che
un giovane uomo solo e non so come ci si prende cura di un
bambino.
certo che non lo sapete! disse la donna. E li fece
entrare in casa. sono tre dollari a notte per la stanza.
UN DOLLARO A TESTA PER IL VITTO.
Molto ragionevole, disse Benjamin. Ma non accenn
a pagare.
La locandiera gli prese il cappotto e lo appese nell'armadio.
Benjamin la ringrazi e le chiese il suo nome. Lei rispose:
signora Sands.
E vostro marito si occupa della locanda?
MIO MARITO  MORTO E SEPOLTO NELLA MINIERA.
Povera, povera signora Sands. Benjamin si lasci cadere
su un ginocchio e prese la mano della donna fra le sue.
La signora Sands rimase perfettamente immobile. A quel
punto entr Tom, la barba arruffata. Mentre chiudeva il
chiavistello gli cadde la pistola, che si chin lesto a raccogliere
per poi infilarla nel davanti dei pantaloni. La donna
fece un verso e si liber.
BEGLI AMICI AVETE, SIGNOR NAB.
Non ci volle molto a capire che la signora Sands urlava
sempre. Aveva avuto un incidente con una pistola da bambina
e dal quel momento riusciva a capire quello che la gente
diceva leggendo le labbra, ma non riusciva a sentire quello che lei stessa rispondeva. Mand Benjamin e Tom a lavarsi
nella tinozza al piano di sopra. C' una stanza che
POTETE USARE PER LA NOTTE. NELL'ARMADIO TROVERETE DEI
VESTITI CHE DOVREBBERO ANDARE BENE AL BAMBINO. AVEVO
UN'AMICA CON UN FIGLIO DI QUESTA ET. PENSAVA CHE UN
GIORNO AVREI AVUTO UN FIGLIO E MI HA MANDATO LE SUE
COSE DOPO CHE  ANNEGATO NEL FIUME. PENSATE: UN RAGAZZINO
ANNEGATO! E ANCHE QUESTO SEMBRA RIPESCATO DA
un fiume, non  vero? Afferr il retro della giacca di
Ren e cominci a tirare su e gi, poi and nella stanza accanto,
trascinandolo con s.
Entrando in cucina Ren sent un profumino delizioso: un
grosso arrosto affogato nella salsa. Doveva essere stato cucinato
di recente, sebbene non ve ne fosse traccia sul tavolo o
sul mobile, entrambi pulitissimi, come le pentole che brillavano
e i piatti riposti nella credenza di vetro nell'angolo.
La stanza era occupata di fatto da un camino, il pi grande
che Ren avesse mai visto. Copriva un'intera parete e poi,
come se non fosse abbastanza, girava l'angolo e continuava
per met di quella successiva, in un intrico di mattoni e
mensole. Sopra la cappa era appeso un quadro a punto croce
con il Padre Nostro e sotto la cappa c'era un complesso
intrico di ferri e alari in grado di muoversi avanti e indietro,
insieme a un tale numero di braccia e bricchi e pentole
che il tutto pareva un essere capace di distendere le zampe
e mettersi a camminare. Al centro ardeva imperioso un
fuoco alimentato da una mezza dozzina di ciocchi ben tagliati.
Da quell'ammasso di ferraglia la signora Sands estrasse
una tinozza che aveva le dimensioni e la forma di un maiale
all'ingrasso. stavo riscaldando l'acqua per me, -
disse, MA te la lascio.
Ren non aveva mai visto una tinozza cos grande e prima
di rendersene conto si ritrov seduto al suo interno, dopo
che la signora Sands lo aveva spogliato e, vedendo la sua
esitazione, gli aveva dato una pacca sul sedere per convincerlo
a entrare. Ora avvicin una panca, vi si sedette e prese
un coltello per mettere mano a un enorme cesto di patate.
Ren sentiva il profumo dell'arrosto nell'aria e gli brontolava
lo stomaco.
La donna disse: ti dobbiamo far ingrassare un po',
eh?
Ren tenne il moncherino nascosto sotto l'ascella, le gambe
incrociate e le ginocchia ben strette. Con i gomiti colp
la tinozza che risuon come un gong. L'interno della tinozza
era ruvido, l'acqua appena tiepida.
La signora Sands strizz gli occhi per osservare meglio
Ren, poi allung la mano nella tinozza e afferr il suo braccio
sinistro per esaminare la cicatrice. come si chiama
TUA MADRE?
Ren abbass lo sguardo fingendo di non aver sentito.
CHI  TUO PADRE?
Ren scroll le spalle.
non farmi spallucce La signora Sands schiaffeggi
l'acqua. E non fingere di non sapere quello che sai.
Ren si immerse per met in quella specie di pentolone.
allora, disse, posando la patata mezzo pelata e viscida
e chinandosi verso Ren finch lui non sent il suo fiato
sulla guancia. siamo sicuri che quel signor nab sia
davvero tuo zio?
Ren affond le unghie nel moncherino e annu.
E I TUOI SONO VERAMENTE MORTI?
Ren annu con pi forza.
La signora Sands schiacci la patata in grembo. Il ragazzo
si sent perduto. Ma proprio in quel momento Benjamin
e Tom tornarono con un corredo di vestiti che erano appartenuti
al bambino annegato.
La signora Sands rivolse ai due uomini uno sguardo carico
di sospetto, poi strapp i calzoni dalle mani di Tom, li
esamin in cerca di buchi e dichiar: questi andranno
bene per il momento. Indic il fuoco e Ren vide che i
suoi vestiti stavano bruciando sui ciocchi di legno. Fumavano
e si dileguavano tra le fiamme, lingue arancioni che
brillavano nell'oscurit. Il ragazzo rimase a guardare i brandelli
e pens alla prima volta in cui li aveva indossati, almeno
due anni prima. Erano un regalo delle signore anziane
che andavano all'orfanotrofio a lavare i bambini due volte
al mese. Ren si era sentito orgoglioso di quei vestiti, con
le cuciture in vista e i pantaloni lunghi. Non si era reso conto
che fossero ridotti cos male da doverli bruciare. Invece
eccoli l, in mezzo ai ciocchi fumanti, ed ecco lui, immerso
in una tinozza davanti al fuoco, a guardarli ridursi in cenere,
nudo che pi non si poteva.
Benjamin si sedette accanto alla signora Sands sulla panca.
Le chiese il permesso di togliersi gli stivali e quando lei
glielo accord, li sistem accanto al fuoco. Indossava pesanti
calzettoni di lana bucati in punta e sul tallone, fradici
di sudore. Ren riusciva a sentirne il puzzo dalla tinozza
in cui era immerso. Tom rimase in piedi a disagio fino a
quando la signora Sands non gli url di sedersi, per l'amore
del cielo, che ora gli avrebbe preparato qualcosa da mangiare.
Dalla cucina prese una forma di pane nero, prosciutto
tagliato a fette, e una brocca di caffelatte. Li pos sulla tavola,
e diede un pezzo di pane e prosciutto al bambino nella
tinozza, poi torn a pelare le patate. Non mangiavano
da quasi un giorno e tutti e tre si avventarono sul cibo con
furia.
DOVE SI TROVA LA VOSTRA CASA, SIGNOR NAB?
Ho trascorso quasi tutta la vita sulle navi. Dapprima
su un mercantile che navigava verso le Indie, e poi a bordo
di una baleniera. Sarei ancora per mare se non avessi saputo
della malattia di mia sorella.
 UN MESTIERE PERICOLOSO, QUELLO.
Benjamin trangugi il caff. E solitario.
Tom alz gli occhi al cielo.
E IL VOSTRO AMICO?
Disoccupato, disse Tom.
 maestro di scuola, disse Benjamin.
BEL MAESTRO.
Tom si alz. Che cosa vorreste dire?
Ma la signora Sands gli voltava le spalle e continu senza
aver sentito. un maestro lo dovrebbe sapere che un
BAMBINO NON DEVE STARE IN GIRO A QUEST'ORA. UN MAESTRO
NON DOVREBBE PERMETTERE A UN BAMBINO DI VESTIRSI
DI STRACCI.
Vi dir una cosa, inizi Tom, ma non fin la frase.
Rimase a fissare la locandiera e poi il suo pasto e infine disse:
Me ne vado a dormire. Afferr il piatto, ci mise altre
due fette di prosciutto e di pane, e sal le scale pestando
i piedi.
Perdonatelo, disse Benjamin. Era innamorato di
mia sorella.
LEI  STATA FURBA A NON SPOSARLO.
Immagino di s, disse Benjamin con aria pensosa e
vagamente triste. Infil la mano nella tasca alla ricerca della
pipa e prese un rametto di legno dal camino per accenderla.
Poi afferr una patata ed estrasse il coltello. Cominci
a pelarla e continu il lavoro in silenzio insieme alla signora
Sands.
Ren era infreddolito e desiderava un altro pezzo di pane,
ma aveva paura di spezzare quel silenzio o di cercare di
uscire dalla tinozza senza il permesso della signora Sands.
Aveva le dita dei piedi vizze. Una parte della tinozza, quella
che dava verso il fuoco, era pi calda dell'altra e Ren ci
si appoggi.
La signora Sands osservava il viso di Benjamin. Alla luce
del fuoco, con la camicia sbottonata al collo e i capelli
all'indietro sembrava pi giovane di quello che era. Quando
ebbe finito di pelare la patata, Benjamin si pieg in avanti
e aspir una boccata di fumo dalla pipa. Il fumo aveva
l'odore dello zucchero. Ren inspir a fondo. Poi vide Benjamin
che sollevava un lembo del vestito marrone della signora
Sands e le faceva scivolare le dita sul ginocchio. Con
l'altra mano Benjamin continuava a fumare la pipa mentre
la signora Sands rivolgeva l'attenzione alla patata, continuando
a pelarla diligentemente. Un leggero rossore le si
diffuse in viso.
Ren appoggi il mento sul bordo del pentolone. Il fuoco
cominciava a spegnersi. I ciocchi si erano consumati al centro,
anneriti dal fuoco. I vestiti del ragazzo avevano finito
di bruciare. Non ne restavano che alcuni frammenti sotto
la grata. Ren li guard finch non ne pot pi, poi trattenne
il respiro e si immerse nell'acqua. Era immerso da pochi
secondi quando sent bussare sulla pentola. Sollev la testa,
sbattendo le palpebre. Benjamin teneva ancora la mano
sotto la gonna della signora Sands, ma faceva l'occhiolino
a Ren e con la testa gli indicava la porta.
Devo uscire, disse Ren. La signora Sands lo guard
in modo strano. La donna chiuse gli occhi, e tutt'a un tratto
Benjamin riebbe di nuovo tutt'e due le mani, che us per
riprendersi gli stivali.
La signora Sands mise da parte il lavoro e si alz. Con
un solo gesto tir fuori Ren dalla tinozza e lo pos sul focolare,
poi prese a sfregargli il collo con un piccolo asciugamano,
come se fosse arrabbiata con lui. Ren non era
preparato all'aria fredda. Gli venne la pelle d'oca e cominci
a battere i denti finch la signora Sands url: stai
fermo!
Dovreste essere gentile con lui, disse Benjamin, altrimenti
il fantasma di mia sorella potrebbe perseguitarci.
La signora Sands diede una pacca a Ren con l'asciugamano,
per mettere in chiaro che lei non credeva ai fantasmi.
Poi gli mise una canottiera di lana in testa e lo infil a
forza nei vestiti che i due uomini avevano scelto per lui.
Ren era pi piccolo del bambino annegato. I pantaloni
toccavano terra e le braccia non sbucavano dalle maniche.
La signora Sands arrotol i polsi, misur il colletto con le
dita, poi gli tolse i vestiti. Gli infil una camicia da notte
che sembrava pi una coperta, con il tessuto che pizzicava,
i bottoni al collo e un orlo che gli faceva da strascico. Lo
prese fra le braccia come se fosse un neonato e lo port al
piano di sopra.
ecco qua, disse la signora Sands, aprendo con un
calcio la porta. Era una camera piccola con due letti messi
nell'angolo. Tom russava in uno dei due e la signora Sands
lasci cadere Ren nell'altro. Al Saint Anthony Ren aveva
immaginato spesso la mamma che lo metteva a letto. Ma
non era affatto cos. Nei suoi sogni la mamma era bellissima
e sussurrava. Gli accarezzava dolcemente i capelli e lo
baciava sulla guancia. La signora Sands sprimacci i cuscini
come se le avessero fatto un torto, e gli rimbocc le coperte
con tanta forza che quasi non riusciva a respirare.
bene, le conosci le preghiere o no? grid la signora
Sands.
S, quelle le conosceva bene. Ren recit velocemente una
decina di Ave Maria e una preghiera per la signora Sands
che aveva dato loro un ricovero e una per i suoi genitori
morti di febbre e per lo zio Benjamin, che aveva avuto la
fortuna di ritrovare. La signora Sands sembr compiaciuta,
nonostante non recitasse insieme a lui le preghiere, come
Ren non manc di notare.
Avete figli voi? chiese Ren.
buon dio, no. che me ne faccio di un figlio?
Ma la vostra amica vi ha mandato i vestiti del bambino
annegato.
proprio cos La signora Sands guard fuori della finestra,
e il suo viso parve improvvisamente esausto.
Ren si rannicchi sotto le coperte. Sentiva di avere detto
qualcosa di sbagliato. Sareste stata una buona madre, -
aggiunse.
non ne sono affatto certa. Si port le mani ai capelli.
Si aggiust alcune ciocche, infilandole nella cuffia,
poi gli diede un pizzicotto sul braccio. ma ho trovato il
MODO DI USARE QUEI VESTITI, NO?
Credo di s, disse Ren stropicciandosi il braccio nel
punto in cui lo aveva pizzicato.
Spero che abbiate pregato anche per me, disse Benjamin.
Stava in piedi sulla porta, gli stivali in mano. Li mise
nell'armadio e cominci a spogliarsi.
D'un tratto la signora Sands fu presa dalla premura. Appoggi
la chiave in cima alla credenza e usc dalla stanza.
Poi torn di corsa con una pila di asciugamani e li lasci sul
com. Pochi minuti dopo torn con tre cuscini e li gett
sulla sedia a dondolo nell'angolo. Infine torn di nuovo con
una pila di coperte di ogni tipo ai ferri, all'uncinetto, e
trapunte patchwork che lasci cadere sulla testa di Ren.
BUONA NOTTE, grid.
Buona notte, disse Benjamin, e chiuse a chiave non
appena fu uscita.
Quanto tempo dobbiamo rimanere qui? chiese Ren,
spingendo di lato le coperte.
Benjamin si tolse le bretelle. Per ora.
Non mi piace.
Davvero? disse Benjamin. Pensavo che te ne fossi
innamorato.
E io lo pensavo di te.
La stavo solo facendo felice.
Ren immagin serate dopo serate di bagni nel pentolone.
Scalci e dal fondo del letto qualcosa di pesante cadde
sul pavimento. Benjamin si chin e lo raccolse. Era una boule
per l'acqua calda, fatta di porcellana marrone con un tappo
di sughero in cima.
Ren aveva sempre sognato di averne una.
La posso riempire? chiese.
Fai pure, disse Benjamin. Ma bada di non svegliare
la signora Sands.
Ren si lasci scivolare gi dal letto e, dopo avere aperto
la porta, scese le scale senza far rumore, tenendo la boule
dell'acqua calda sotto il braccio e l'orlo della camicia da notte
stretto fra le dita. In cucina il fuoco si era spento, restavano
solo poche braci accese che brillavano nel buio. Ren
riemp rapidamente la bottiglia con l'acqua del pentolone,
poi la spinse nella brace. Le pietre del camino erano ancora
calde e il ragazzo ci appoggi i piedi. Si sofferm a osservare
la cucina linda, le pentole di rame lucido appese al
muro, la decorazione di ananas dipinti lungo il bordo delle
piastrelle, la legna accatastata in bell'ordine in una cesta.
Sembrava proprio una vera casa, come se l'era sempre immaginata.
Sul tavolo accanto al camino c'era un vassoio coperto da
un tovagliolo. Ren sollev un angolo e scopri un intero pasto:
non il semplice pane e prosciutto che gli era stato servito
poco prima, ma fette di arrosto con le patate, le carote
e la salsa. Lo stesso arrosto di cui Ren aveva sentito il
profumo quando era entrato in cucina per la prima volta.
Accanto c'erano un coltello e una forchetta e un boccale di
birra. Una mela. E anche una piccola fetta di torta.
Il ragazzo sent l'acquolina in bocca. La fetta di torta,
dalla forma perfetta, era stesa di lato e pareva solo aspettare
che lui la afferrasse e se la infilasse tutta in bocca. Masticava
velocemente per ingoiarla e cancellare la testimonianza
del suo peccato mentre i semi di papavero gli si scioglievano
sulla lingua unendosi al gusto del limone e dello
zucchero. Tolse le briciole dal piatto e ricopr il vassoio con
il tovagliolo.
Non appena l'ebbe fatto, Ren cominci a preoccuparsi.
La signora Sands si sarebbe accorta di sicuro che aveva
mangiato la torta. Trattenne il respiro, aspettandosi di vederla
spuntare da dietro l'angolo. Ma pass qualche minuto
e la signora Sands non comparve.
Un po' di fuliggine cominci a piovere dalla canna fumaria
atterrando nel camino. Ren sent il rumore di qualcosa
che grattava le pareti dall'interno. Doveva essercisi incastrato
un uccello, o forse uno scoiattolo. Al Saint Anthony,
quando faceva freddo, gli uccellini cadevano nel camino,
attirati dal calore. Volavano come impazziti per la cucina e
di solito passavano il resto della giornata a gettarsi contro
le finestre. Qualunque fosse la creatura che si era infilata
nel camino della signora Sands, ora se la stava prendendo
comoda. Ren ci mise qualche minuto a capire che si stava
calando all'interno. Il cuore prese a battergli forte e il rumore
cess, come se la creatura lo avesse udito.
Ren si accucci e guard su. All'incirca a met della cappa
vide un uomo, che si sorreggeva usando le gambe e le
spalle. Fece scivolare i piedi contro i mattoni, prima uno e
poi l'altro, e alz una nuvola di polvere nera che fin sul viso
di Ren. Il ragazzo si allontan sforzandosi di non starnutire.
Si copr il naso con l'orlo della camicia da notte e lo
tenne ben tappato. Si guard attorno, alla ricerca di un nascondiglio
e infine si infil nel cesto delle patate. Sul fondo
del cesto erano rimaste alcune piccole radici e ora Ren
le sentiva premere contro le ginocchia.
Una gamba penzol dal camino. Poi un'altra. I piedi scalciarono
da una parte i ciocchi di legno e la cenere insieme
a ci che restava dei vestiti di Ren. L'uomo sleg una corda
che si era fissato alla cintura e si chin, strisciando fuori
dal camino, le mani sul pavimento. Infine si alz in piedi,
spolverandosi il cappotto e scuotendo le gambe. Non superava
il metro e venti di statura.
Sembrava assemblato con parti di persone diverse, nessuna
delle quali aveva le stesse dimensioni. La testa era
troppo grossa per il corpo. I piedi troppo piccoli. Aveva le
braccia lunghe e muscolose, ma le gambe erano corte. Gli
occhi erano scuri e con gli angoli un po' piegati all'ingi,
mentre le sopracciglia andavano in due direzioni diverse,
conferendogli un aspetto intelligente. I capelli erano neri e
lucidi, come la barba, che era corta e ben curata.
L'omino si avvicin al tavolo, sollev il tovagliolo dal
vassoio e cominci a mangiare quello che restava della cena.
Quando ebbe terminato, estrasse un coltello a serramanico
dalla manica e tagli a pezzi la mela. Schiocc le labbra
e si ripul i denti facendo rumori strani con la lingua.
Ren immagin che allo stesso modo avrebbe potuto mangiare
una persona, se ne avesse avuta l'occasione.
Il nano pos il torsolo della mela accanto al camino. Poi
si tolse gli stivali e le calze. Erano fatte di lana morbida, a
scacchi, ed erano ricoperte di cenere. Le scosse e Ren vide
alzarsi tante nuvolette, minuscole esplosioni di fuliggine.
Le calze furono appoggiate accanto al torsolo di mela. Poi
si tolse il cappotto. Poi la camicia. Poi i pantaloni. Per un
istante, prima che entrasse nella tinozza, Ren vide il suo
corpo gobbo e malformato. Il rumore dell'acqua riecheggiava
per la stanza mentre l'uomo si lavava, si risciacquava
e usciva dalla tinozza. Ren lo vedeva bene ora: braccia forti
su una spina dorsale ricurva e un pene minuscolo, non
pi grande del suo, che ciondolava. Il nano prese lo stesso
asciugamano che la signora Sands aveva usato per Ren e si
stropicci velocemente la schiena e ciascuna delle gambe
prima di infilarsi di nuovo i vestiti.
Sul tavolo accanto al camino, c'era un paio di calze pulite
e rammendate. Per un istante Ren riusc a intravedere i piedi
nodosi del nano prima che sparissero nelle calze e poi negli
stivali. Quando ebbe finito di allacciare le stringhe, il
nano si infil di nuovo nel camino, si leg la corda in vita
e cominci a risalire. Il tramestio della sua arrampicata riecheggi
nella cappa del camino, e si plac quando raggiunse
la met. Ren fece capolino dal cesto. Il nano aveva lasciato
dietro di s le calze sporche. Aveva lasciato il torsolo della mela. Aveva lasciato anche un cavallino di legno.
Il ragazzo spinse da una parte le patate e usc dal cesto.
Il cavallino gli stava tutto nel palmo della mano. Era stato
intagliato in un nodo del legno, si vedeva il punto in cui era
spuntato il ramo: dove doveva esserci la sella il legno era ritorto.
Sulle zampe, leggeri tagli indicavano gli zoccoli. Due
minuscoli buchi erano le narici e le linee intagliate con precisione
rappresentavano la coda.
Ren prese la bottiglia dell'acqua calda, la ripul dalla cenere
con la camicia da notte e se la infil sotto il braccio.
Era calda e pesante e istintivamente il ragazzo ci si rannicchi
intorno. Sopra di lui, i rumori nel camino si andavano
affievolendo. Si ud il tonfo di un calcio. Ren si mise in
ginocchio nel camino e sbirci nell'oscurit. Dapprima non
vide nulla. Poi comparvero la notte e le stelle.
...
.
...
Capitolo tredici.
...
.
...
Albeggiava ma il cielo fuori era ancora buio. A Ren prudevano
le spalle. Sentiva la camicia da notte di lana legata
attorno alle gambe. Era mezzo addormentato e stava cominciando
a rendersi conto di essere in un letto vero e proprio
e non accucciato sul pavimento della cantina e avvolto
in una coperta quando sent dei colpi che provenivano
da fuori. Ren salt gi dal letto e corse alla finestra. La signora
Sands era di sotto, sul marciapiede, teneva stretti nella
mano un secchio e una piccola scopa di metallo, e gettava
la cenere del camino per la strada. Diede un altro colpo
sul fondo del secchio e un'ultima nuvola di fumo grigio si
disperse nell'aria.
Portava un grembiule e un vestito viola scuro con le maniche
arrotolate ai gomiti. Sulla testa aveva la stessa cuffia
che indossava la sera prima. Era evidente che la signora
Sands si era svegliata di buon'ora per pulire la casa. Ren
guard la sua faccia mentre si cacciava il secchio e la scopa
sotto il braccio e osservava accigliata le nuvole. Aveva un'espressione
dura, quasi si aspettasse che qualcuno cominciasse
a lanciarle contro degli oggetti.
All'altro capo della stanza, Tom russava. Benjamin si rigir
sul fianco e si tir la coperta sulla testa. La stanza,
che la notte prima gli era sembrata fredda e inospitale, ora
alla luce del mattino gli pareva ordinata. Il legno del pavimento
era lucidato a olio, i tappeti, scoloriti in qualche punto
dal sole, erano puliti. Le cassettiere erano ornate di centrini
fatti all'uncinetto e gli specchi erano lucidi e senza un
granello di polvere. Su una parete era appeso un imparaticcio
di ricamo per trapunte. Sull'altra un mazzolino di fiori
di campo, messi sotto vetro e incorniciati. E sulla parete
pi lontana c'era una mensola con un solo libro: la Bibbia
di Re Giacomo.
Ren sent un rumore di passi avvicinarsi alla porta. Corse
a guardare dal buco della serratura, ma tutto ci che riusc
a vedere fu un'immagine confusa e il frastuono roboante
di un paio di stivali sulle scale. Un refolo d'aria gli fece
chiudere l'occhio e mentre si tirava indietro sent una zaffata
di pancetta infilarsi dal buco della serratura.
Ren prov la maniglia. Con un clic la porta si apr. Fuori
trov i vestiti del bambino annegato, ripiegati in una cesta,
che lo aspettavano. Erano stati aggiustati: i calzoni, rivoltati,
avevano l'orlo, la vita era stata stretta e le maniche
accorciate. Ren si tolse la camicia da notte e li prov. Ora
erano proprio della sua misura. L'interno della giacca era
foderato, i bottoni lucidati. I polsini della camicia erano rifiniti
e le tasche non avevano buchi. Ren fece scivolare la
mano all'interno di una tasca e ne estrasse un fazzoletto,
stirato in un quadrato perfetto.
Quelli non erano di certo i calzoncini corti e la giacca
rammendata di un orfano. Erano gli abiti di un uomo. Ren
allarg le braccia, le dita tese che sbucavano da una manica,
il moncherino che faceva capolino dall'altra. Il tessuto
cadeva alla perfezione, disegnando una linea perfetta sulle
spalle. La signora Sands doveva averci lavorato tutta la notte
per aggiustarlo. Ren gir il polsino e osserv la cucitura,
i punti erano piccoli e precisi. Sent un fremito di gioia.
Nessuno aveva mai fatto una cosa simile per lui prima di
allora.
Dalla cucina si sentivano alcune voci. Ren scese la scala,
tenendo la mano appoggiata al muro. Si ferm sull'ultimo
gradino ad ascoltare.
TOGLIETE LE DITA DI LI.
Una serie di risate stridule si lev dalla cucina, mettendo
in chiaro che la signora Sands e le sue urla non avevano
avuto alcun effetto sulle autrici delle risate. Ren gir l'angolo
e le vide: quattro ragazze sedute sulla panca. Brutta,
brutta, brutta, brutta. Indossavano tutte scarponi pesanti
e identici abiti grossolani di tela blu. Una di loro aveva il
labbro leporino.
Non ho toccato nulla, disse la ragazza con il labbro
leporino. Dietro la schiena nascondeva un pezzo di pancetta.
Il grasso le stava macchiando il vestito, una piccola macchia
scura che si espandeva pian piano.
Tu sei la peggiore di tutte, disse la signora Sands,
e le diede una sberla sull'orecchio. La ragazza mise avanti
le mani per ripararsi dalla caduta. Atterr sul pavimento
e la pancetta si spezz in due. La signora Sands raccolse velocemente
i pezzi come un uccello. Fece una smorfia, mostrando
i denti storti, e ripul la pancetta con la gonna del
grembiule.
La ragazza si tocc la testa nel punto in cui aveva colpito
il bordo della panca. Gli angoli della bocca le si sollevarono
attorno al labbro leporino. Alz le dita. Niente
sangue stamattina, disse. Perdete colpi, signora
Sands.
Tutto rimase sospeso per qualche istante. Poi la signora
Sands cominci a tossire e le ragazze sulla panca scoppiarono
a ridere a crepapelle, come se si fossero trattenute per
anni. Le ragazze picchiavano i piedi sul pavimento e gridavano
mentre quella con il labbro leporino si rimetteva in
piedi. La signora Sands si volt e pos con cura la pancetta
sul piatto. Finch non si asciug gli occhi, Ren non si rese
conto che stava ridendo anche lei.
zitte! disse. sveglierete tutti!
Dovrebbero gi essere svegli, disse Labbro Leporino.
La gente onesta non dorme al mattino.
Una delle ragazze sedute sulla panca, con lunghi capelli
castani e uno spazio enorme fra gli incisivi, vide Ren che si
nascondeva dietro la porta. Chi  quello?
QUELLO  IL NOSTRO NUOVO BAMBINO AFFOGATO! disse
la signora Sands. And verso Ren, lo prese per il colletto
e lo trascin nella stanza.
Perch non ci avete parlato di lui? chiese Labbro Leporino.
NON SONO TENUTA A DIRE NULLA A NESSUNO IO! esclam
la signora Sands e d'un tratto riacciuff Ren e se lo
tenne stretto, abbracciandolo forte. Poi lo rimise a terra, gli
torse un orecchio e tenendolo cos lo costrinse a sedersi.
HAI DORMITO BENE IN QUEL VECCHIO LETTO? gli chiese.
S, disse Ren. Ma c'era qualcosa di strano nel camino.
La signora Sands si azzitt, come se volesse lasciare a
quella notizia il tempo di abbandonare la stanza. Poi grid:
allora, hai fame ragazzo? Ren rispose di s e qualche
istante dopo la signora Sands gli pos dinnanzi un piatto
colmo di uova e pancetta, pane e burro.
Ren dimentic il nano. Si infil il tovagliolo nel colletto
e mangi tutto quello che aveva nel piatto. Fin la pancetta
e la signora Sands gliene serv dell'altra. Mangi tutto il
pane e lei gli diede delle focaccine. Quando Ren fin di leccare
il tuorlo dal cucchiaio, la signora Sands gli mise davanti
un altro uovo alla coque con il guscio gi rotto e l'albume
bianchissimo condito e profumato di aceto e sale.
Le ragazze osservarono la scena in silenzio dalla loro panca,
facendo dondolare gli stivali nel vuoto. Quella con lo
spazio fra gli incisivi alz gli occhi al cielo e Labbro Leporino,
vedendo che Ren la guardava, gli mostr la lingua.
Era di un rosso molto acceso, come la pelle del palato. Ren
non riusciva a distogliere lo sguardo e mentre continuava a
fissarla, lei gli lanci un bacio.
C' dell'acqua? Benjamin era in piedi sulla porta,
mezzo svestito. Aveva i capelli in disordine, gli occhi rossi.
La signora Sands arross. Prese rapidamente un catino da
sotto il mobile e cominci a riempirlo con l'acqua di un secchio.
Benjamin non rimase ad aspettare che avesse finito, si
avvicin al tavolo e infil la faccia direttamente nel secchio.
Rimase cos per qualche istante, con le bolle che gli salivano
alle orecchie, poi rovesci la testa all'indietro e la scroll
come un cane. La signora Sands cominci a tossire.
La ragazza con i denti separati diede una gomitata a quella
con il labbro leporino, che stava fissando Benjamin: l'acqua
gli aveva inzuppato la camicia e gli correva lungo il petto
e le spalle.
Chi ti credi di essere? disse Labbro Leporino.
Benjamin si avvicin alla panca e rimase in piedi davanti
alle ragazze. Si abbotton la camicia, poi si sistem le
bretelle sulle spalle. Credo, disse, di essere il vostro
coinquilino.
La signora Sands cominci a impastare sul piano di lavoro,
spargendo la farina e poggiando ritmicamente il peso sul
mattarello di legno. Ren appoggi la testa contro la spalliera
della sedia e la guard, come se lo avesse fatto tutte le
mattine da tempo infinito. Dall'altro lato della stanza le ragazze
si profusero in un torrente di risate mentre Benjamin
si presentava. La signora Sands sbatt con pi forza la pasta
sul tavolo.
Si ud il suono forte di una campana, seguito da un altro,
pi acuto. Le ragazze si alzarono dalla panca, presero
i loro scialli e se li tennero sulla testa come vele prima di
avvolgerli sulle spalle e annodarseli al collo.
Ci vediamo a cena, disse Labbro Leporino, guardando
Benjamin da sopra la spalla. Un istante dopo uscirono
sbattendo la porta.
Chi sono? chiese Ren.
LE OPERAIE DELLA FABBRICA DI TRAPPOLE, disse la signora
Sands e ammucchi una pallina di pasta sull'altra. Gli
indic con la testa un angolo della stanza. Sul pavimento
c'era un piccolo contenitore di legno. Quando Ren si accucci
sent l'odore del legno tagliato di fresco. Su uno dei
lati c'era un'apertura circolare coperta con un pezzo di latta.
Si apriva a spinta verso l'interno, come la porticina nel
portone di legno del Saint Anthony. Ren ci infil un dito
e l'apr. La scatola trem, prendendo improvvisamente vita,
e il ragazzo ritir velocemente il dito. Sent il topo che
graffiava il lato interno della porticina.
lavorano per mcginty, disse la signora Sands. 
LUI CHE HA COMPRATO LA TERRA DOPO LA CHIUSURA DELLA
MINIERA E HA COSTRUITO LA FABBRICA DI TRAPPOLE PER TOPI.
Benjamin prese uno stuzzicadenti dalla tavola, si fece scivolare
in bocca la punta di legno e la morse. Ne ho sentito
parlare.
ALLORA SAPRETE ANCHE CHE COSA HA FATTO A QUESTO
posto La signora Sands si tolse la farina dalle mani, sfregandole.
ALL'INIZIO ERAVAMO CONTENTI. AVEVAMO BISOGNO
DI LAVORO E DI SOLDI. MA LUI SI E PORTATO DIETRO
QUELLE RAGAZZE. RAGAZZE BRUTTE SENZA MARITO E SENZA
CASA. LE PAGA POCO E LE FA LAVORARE IN FABBRICA TUTTO
IL GIORNO E TUTTA LA NOTTE. LA MAGGIOR PARTE DELLA BRAVA
GENTE DI QUESTA CITT SE N' ANDATA. MA IO SONO NATA
QUI E QUI  SEPOLTO MIO MARITO. NON SAPREI PROPRIO
DOVE ANDARE.
La signora Sands toss nel grembiule. Poi strinse le labbra
e torn al suo impasto, sollevando uno strato di pasta e
tirandola delicatamente su un piatto. L'aria profumava di
farina, acqua e sale. Ren rimase a guardare mentre la locandiera
usava le dita per stendere la pasta, un coltello per tagliarla
a misura e una forchetta per farci dei buchi sul fondo.
La riemp con della carne e la copr con un altro strato
di pasta, sigill le due sfoglie, rimboccando i bordi e disegnandoli
con la forchetta. Le sue dita si muovevano sicure.
Ren si alz dalla sedia e and verso il tavolo dove la signora
Sands stava lavorando. Allung la mano e tocc quella
sporca di pasta della donna. Grazie per avermi sistemato
questi vestiti, disse.
La signora Sands si guard la mano su cui era appoggiata
quella di Ren. Strinse le labbra e alz la testa. Sembr
sul punto di crollare e poi, altrettanto improvvisamente, si
riprese.  stato un piacere farlo per te Allung una
mano per sistemargli la giacca sulle spalle, ammirando il lavoro
fatto, poi sospir e prese uno straccio per togliere le
impronte di farina che avevano lasciato le sue mani.
IMMAGINO CHE CERTE PERSONE SIANO DESTINATE AD ANNEGARE.
Forse quel ragazzo se lo meritava, disse Ren.
CHE cosa dici?
Forse Dio ha voluto punirlo.
DIO HA TROPPO DA FARE PER ANDARSENE IN GIRO A PUNIRE
i ragazzini. Diede un colpetto sulla spalla a Ren, come
se avesse gi dovuto sapere certe cose, e torn a preparare
le sue torte salate.
Durante tutto quel tempo Benjamin era rimasto seduto
al tavolo della cucina e li aveva osservati, facendo andare
avanti e indietro lo stuzzicadenti con la lingua. Morse
lo stecchino di legno e chiese: Questo McGinty, ha famiglia?
La signora Sands sollev altra pasta e la sbatt con forza
sul tavolo. NON CHE IO SAPPIA. AVEVA UNA SORELLA.
Ren not che l'interesse di Benjamin aumentava. Succedeva
sempre prima che iniziassero un nuovo imbroglio e
Ren si domand se la sorella di McGinty non fosse per caso
il loro prossimo obiettivo. Aveva la sensazione che Benjamin
ne sapesse pi di quanto dava a vedere. Che cosa
le  accaduto?
L'HA MANDATA VIA. DICONO CHE AVESSE PERSO LA RAGIONE.
SAREBBE SUCCESSO ANCHE A ME CON UN FRATELLO
COME LUI.
Benjamin si pass le dita fra i capelli e rimase a fissare
pensieroso la sua tazza di caff. Dei passi risuonarono sulle
scale e comparve Tom, la camicia sbottonata. La signora
Sands lanci un'occhiata nella sua direzione e indic il
secchio sul tavolo. Tom si sciacqu la faccia, finendo col
rovesciare gran parte dell'acqua sul pavimento. La signora
Sands prese uno straccio dal ripostiglio e glielo pass.
SONO LA PADRONA DI CASA IO, NON LA SERVA.
Quando si volt, Tom si lasci andare a una serie di imprecazioni
ma rimase dov'era ad asciugare il pavimento, finch
gli fu servita la colazione. La signora Sands appoggi un
piatto di uova e pancetta sul tavolo, davanti a ciascuno dei
due uomini. Mise del pane a tostare sulla stufa e lo impil in
un cestino. Una volta sistemati Benjamin e Tom, la signora
Sands port le sue torte vicino al forno e una dopo l'altra le
fece scivolare sulla griglia. Prima che il forno si richiudesse,
Ren vide l'impasto bianco luccicare per un istante.
Si rese conto solo allora che la signora Sands sapeva del
nano nel camino. Aveva lasciato la cena apposta per lui. Gli
aveva rammendato le calze. Il cavallino di legno era per lei.
Ren si infil la mano nella tasca della giacca e tocc il cavallo
con la punta delle dita. Il legno era liscio e lucido.
L'unico giocattolo che aveva avuto fino a quel momento
era un soldatino di latta rotto, portato da una delle signore
caritatevoli quando lui doveva avere non pi di cinque
o sei anni. Lo aveva condiviso con Brom e Ichy per quasi
un anno. Il soldatino aveva la faccia sfigurata e gli
mancavano una gamba e il fucile, ma i ragazzi avevano passato
ore e ore a ricreare le sue battaglie, inventandosi mille
stratagemmi per supplire alle sue parti mancanti. Poi Ichy
lo aveva fatto cadere nel pozzo. I ragazzi avevano pianto il
soldatino per mesi, avevano persino inciso i suoi anni alla
base del pozzo per ricordarsi il tempo trascorso con lui.
Ren si sentiva in colpa per aver rubato il cavallino alla
signora Sands, ma non voleva separarsene.
Sei pronto? Benjamin si stava infilando il cappotto.
Ren non sapeva esattamente per che cosa dovesse essere
pronto, ma annu e si alz dalla sedia mentre Tom prendeva
un altro pezzo di pane dalla tavola.
MI DOVETE SEI DOLLARI.
E di sicuro ve li daremo, disse Benjamin. Le mise
una mano sulla spalla, poi la fece scivolare verso la vita.
Lei fece un passo indietro. dovete pagare entro oggi.
La signora Sands rimase aggrappata al catino che Benjamin
non aveva usato, quasi avesse l'intenzione di tramortirlo
con quello stesso oggetto. Tom si avvicin alla porta,
tenendo il pane in una mano, e l'altra mano sulla pistola infilata nella cintura.
Benjamin le prese il catino dalle mani. Lo appoggi sul bancone. Entro oggi, ripet.
DEVO ASPETTARVI PER CENA?
S, disse Benjamin. Ci saremo tutti. Afferr Ren
per la manica e prima che la signora Sands potesse aggiungere altro, se ne andarono.
...
.
...
Capitolo quattordici.
...
.
...
North Umbrage sembrava diversa alla luce del giorno.
Gli edifici deserti che avevano costeggiato la sera prima si
erano trasformati in negozi. Maniscalchi e venditori di stoviglie,
banchi della frutta e bancarelle di fazzoletti. Tutto
era governato da donne. Il panettiere era una donna, con
le forme di pane sugli scaffali e il profumo del lievito che
usciva dal negozio. Era una donna anche il maniscalco, che
teneva ferma tra le ginocchia la zampa di un cavallo, mentre
i bambini alle sue spalle azionavano il mantice. Il macellaio
era una donna, con le maniche arrotolate fin sopra
i gomiti e il grembiule sporco di sangue. Persino lo spazzino
era una donna, e il suo carretto della spazzatura, trainato
da un asino e pieno di verdura marcia, stracci e frantumi
di stoviglie, era seguito da un piccolo branco di maiali.
Benjamin guid il carro oltre la fabbrica di trappole per
topi. Alla luce del giorno, Ren vedeva l'intricato disegno
di mattoni e il fumo che saliva nero contro il cielo. Quel
posto faceva a Ren uno strano effetto, gli dava la nausea,
e fu contento quando Benjamin condusse il cavallo verso il
ponte per avviarsi fuori citt.
Il ponte era consumato, il fondo era coperto di sabbia e
pietra e marcato da due tracce profonde lasciate dalle ruote
dei carri nel corso di un secolo. Sui due lati si ritrovavano
gruppetti di vecchi. Alcuni, canna in mano, stavano andando
a pesca. Altri fumavano. Altri si facevano da parte,
cercando di calcolare il valore del cavallo.
Mancava ancora un miglio prima di raggiungere il bosco,
e l'erba e i cespugli si facevano via via pi folti ai due lati
della strada. Ren vide un angolo dell'ospedale, in lontananza.
Era proprio come l'aveva descritto il dentista, con spesse
mura di pietra e una torretta solitaria, come un castello
nel mezzo del nulla. I due uomini erano di ottimo umore,
intanto che vi si avvicinavano. Benjamin canticchiava sottovoce
una melodia mentre il carro avanzava ballonzolando,
e Tom masticava un po' di tabacco. Ren cerc di unirsi
al buon umore, ma l'avvicinarsi del cancello lo rendeva
nervoso. Che cosa dovrei fare quando arriviamo?
Devi solo chiedere del dottor Milton, disse Benjamin.
Ricordati, sei un suo paziente.
Perch devo andarci io?
Il dottore pensa che sia pi sicuro. Ha gi avuto problemi
in passato. Benjamin afferr il ragazzo per la spalla.
Questo potrebbe essere il nostro biglietto vincente.
Non deludermi.
Ren si costrinse a scendere dal carro. Voleva compiacere
Benjamin, ma non aveva mai svolto un lavoro da solo
prima di allora. Rimase in piedi accanto alla ruota anteriore
del carro, tenendosi ai raggi, nella speranza che uno degli
uomini cambiasse idea e prendesse il suo posto.
Ti aspettiamo pi avanti, lungo la strada, disse Tom
e le ruote cominciarono a girare, sottraendo i raggi alla presa
di Ren. Rimase a guardare il carro che si inoltrava sotto
gli alberi per poi scomparire. Poi si volt verso l'ospedale.
La parte bassa dell'edificio era fatta di granito. C'erano
tre cancelli: quello per entrare nel cortile, quello per entrare
nel cortile interno e l'ingresso vero e proprio che conduceva
all'ospedale. Il ragazzo non sapeva bene da dove cominciare.
Tocc il muro dell'edificio. Era freddo. Fece due
volte il giro prima di trovare il campanello. Quando lo tir,
un suono cupo riecheggi all'interno, come se il vero scopo
del campanello non fosse annunciare i pazienti ma spaventare
colui che suonava. Poco dopo comparve una suora. Ren
la vide al di l dei due cancelli: li superava camminando a
zig zag, con una padella in mano e un'espressione austera
dipinta sul volto mentre si occupava delle sue faccende.
Sorella! grid.
La suora picchi la padella contro il muro interno. Chi
? chiese spazientita, poi si avvicin al cancello e si ferm.
Era sulla cinquantina, aveva naso e viso affilati, gli occhi
cos scuri e le palpebre cos pesanti che iride e pupilla si
confondevano.
Ren si tir indietro la manica e mostr la cicatrice. Il
dottor Milton ha detto che mi pu aiutare.
La suora guard il braccio di Ren, poi la sua faccia, poi
di nuovo il braccio. Dio sia lodato, disse piano. Per un
istante un'espressione diversa le attravers il viso, poi torn
impassibile e scostante. Si infil la padella sottobraccio e
apr il cancello.
Sei molto in anticipo, disse. Sta ancora operando.
Lo accompagn dentro l'edificio e oltre una serie di ampie
stanze. I letti erano sistemati uno accanto all'altro e in
alcuni punti c'erano materassi appoggiati sul pavimento,
che arrivavano fino nel corridoio. Ren cerc di trattenere
il respiro. L'edificio puzzava di fumo stantio e di carne bollita.
Negli angoli c'erano le padelle piene di escrementi.
I pazienti indossavano camicie da notte. Erano di lana
pesante, non dissimili da quella che la signora Sands aveva
fatto indossare a Ren dopo il bagno. Qualcuno sollev lo
sguardo al suo passaggio, ma la maggior parte dei pazienti
dormiva, le braccia o le gambe avvolti in strati e strati di
bende. Un uomo allung la mano verso il ragazzo e gli afferr
i pantaloni.
Ho bisogno di acqua, disse. Aveva la testa rasata, e
le braccia coperte di croste.
Te la far portare, disse la suora. Adesso lascialo.
L'uomo obbed e si lasci ricadere sul letto. La suora prese
Ren per una spalla e lo condusse verso le scale.
Era una suora della Carit. Ren l'aveva riconosciuta dal
colore dell'abito, grigio. La cugina di fra Joseph apparteneva
alla stessa confraternita, e una volta era venuta a trovarli
al Saint Anthony. Si chiamava suor Sarah ed era rimasta
con loro solo cinque giorni, ma in quel breve lasso di tempo
era riuscita a debellare l'odore di pesce dal dormitorio
dei piccoli. Tutti i giacigli dei bambini erano stati portati
fuori, alla luce del sole, e sbattuti accuratamente. I pavimenti
erano stati lavati con l'acido fenico. Aveva messo all'opera
i ragazzi affinch cucissero a ogni bambino un nuovo
corredo di biancheria e aveva provveduto lei stessa a
portare il tessuto e il filo. Quando se n'era andata, molti
bambini avevano pianto. C'era voluta una settimana intera
perch l'odore di unto tornasse e in quelle sere Ren ricordava
che al momento di andare a letto aveva affondato
il naso nel profumo di pulito del cuscino.
Come hai perso la mano? chiese la suora.
Non me lo ricordo.
La suora aggrott la fronte, come se quella risposta fosse
insoddisfacente e indic una panca nell'angolo. Ren si sedette
e la guard mentre si allontanava di fretta e scompariva
dietro una porta alla fine del corridoio, l'orlo dell'abito
che svolazzava leggermente a ogni passo.
Ren dondolava le gambe nel vuoto, avanti e indietro,
mentre guardava a destra e a sinistra nel corridoio. Le pareti
erano decorate con ritratti di aristocratici, uomini e
donne in posa insieme ai loro cani da caccia oppure in piedi
accanto a finestre che davano sulle loro propriet di campagna.
Solo uno fra quei ritratti era decisamente diverso.
Mostrava un uomo con una giacca di buona fattura ma un
po' stropicciata, seduto a un tavolo colmo di libri. Dietro
di lui, su uno scaffale, c'erano un barattolo di vetro con
dentro una rana, un uccello impagliato e la sagoma inequivocabile
di un teschio umano. L'uomo nel ritratto si toccava
il mento, colto nel bel mezzo di qualche pensiero illuminante.
Ren cerc di immaginare quale potesse essere quel pensiero.
Immagin che fosse di natura scientifica, ma pi esaminava
il ritratto e pi Ren si rendeva conto che l'uomo
non sembrava affatto intelligente. Sembrava solo affamato.
Probabilmente pensava a un piatto di salsicce e Ren se
ne era ormai convinto quando un grido si lev dal fondo
del corridoio. Per poco il ragazzo non cadde dalla panca.
Un altro grido. E poi un altro ancora.
Al principio si trattava di suppliche. Ren riusciva a distinguere
le parole. Fermo! Lasciatemelo! Vi prego! implorava
la voce. Diede dell'assassino a qualcuno, poi smise
di lottare e si abbandon alle urla, ancora e ancora finch
Ren non ne pot pi. Si mise la mano su un orecchio e il
moncherino sull'altro e canticchi ininterrottamente finch
non gli s'intorpidirono le labbra. La voce nell'altra stanza
divenne rauca e lentamente si trasform in un mugolio
per poi tacere del tutto.
Ren abbass le braccia. Consider la possibilit di cercare
il modo di uscire dall'edificio. Ma prima che si decidesse
le porte si aprirono e una grossa cesta avanz lungo
il corridoio. La trasportavano in quattro, si erano tolti la
giacca e avevano le maniche della camicia arrotolate. Dentro
la cesta giaceva un uomo pallido, la parte bassa del corpo
coperta di bende, le coperte e il cesto intrisi di sangue
che macchiava l'intrico dei vimini. Ren si sporse un po' in
avanti per vedere il viso dell'uomo. Era scavato, come se
tutte quelle urla gli avessero strappato la carne dalle ossa.
Poi arriv la suora, che reggeva la gamba dell'uomo. Era
avvolta in un lenzuolo e la donna la teneva fra le braccia
come un bambino. Il sangue sgocciolava dal panno in un rivolo
continuo, macchiandole di righe sottili il grembiule.
Ren si abbandon sulla panca.
Gli ho detto che sei qui. La suora lo disse senza fermarsi
e senza girare la testa n, perdere la presa sulla gamba.
Poi segu la cesta gi per le scale.
Una folla di giovani medici si fece avanti, portando fra
le braccia libri e carte. Indossavano l'abito con il panciotto
e il soprabito abbinati, gemelli ai polsi, orologi da taschino
e scarpe lucide. Uno apr una scatoletta d'argento dalla
quale estrasse una presa di tabacco. Un altro si tolse gli occhiali
dalla montatura dorata e pul le lenti con una pezzuola
di camoscio. Passando, alcuni guardarono di sfuggita Ren
e lui si sent subito in imbarazzo con il suo vestito da bambino
annegato. Qualcuno scomparve in fondo al corridoio,
altri scesero le scale. Alla fine la sala rimase vuota e torn
il silenzio.
Ragazzo! chiam una voce dalla stanza.
Ren si alz in piedi. Si appoggi al corrimano. Voleva correre
gi per le scale, ma il pensiero di deludere Benjamin lo
trattenne. Fece qualche passo verso la voce, poi segu la traccia
di sangue fino alla stanza da cui erano usciti tutti.
Appena entrato fu sorpreso dalla quantit di luce. Il soffitto
era coperto di finestre, dato che il tetto era stato tolto
e sostituito con spessi pannelli di vetro. Era un locale
destinato ad assemblee numerose. Alcune panche circondavano
una piattaforma rialzata che stava al centro della
stanza e sulla piattaforma, intento a pulire una sega per ossa
con un panno lubrificato, c'era l'uomo del ritratto appeso
nel corridoio.
Era un po' diverso rispetto al quadro. Ren riconobbe che
era invecchiato. Le sopracciglia erano irsute, i capelli folti
e grigi. Ma la fronte del dottor Milton rimaneva inconfondibile,
bitorzoluta e dalla forma insolita, e anche la sua
espressione era la stessa dell'uomo del ritratto, affamata di
salsicce, persino ora che sputava sullo straccio e sfregava
via una macchia di sangue rappreso.
D'ora in poi vieni sempre alle dieci. Una volta la settimana.
Un appuntamento regolare. L'abito del dottore
era impeccabile, pulitissimo. C'era solo una macchia, a forma
di farfalla, su una delle maniche. Il dottor Milton fin
di pulire la sega, poi l'appoggi sul tavolo. Vieni qui.
Ren pass davanti alla fila di panche e sal sulla piattaforma.
Il dottor Milton osserv il ragazzo, poi lo sollev e lo
mise a sedere sul bordo del tavolo operatorio. Ren prov
una strana sensazione di vertigine, come se fosse in equilibrio
sul crinale di un precipizio. Afferr l'angolo. C'era della
segatura che gli si appiccic alle dita.
Il dottore si chin verso di lui. La sua barba odorava di
tabacco. Il tuo lavoro consiste nel fare quel che ti viene
detto. Alla lettera. Pensi di riuscirci?
Ren annu.
Bravo. Il dottor Milton prese un bisturi. Vedi come
 uncinato in punta? E cos per rendere pi semplice
tagliare intorno alle vene. Pul la lama sullo straccio, poi
lo pass a Ren. Ora, disse. Rimettilo via.
Il bisturi era pesante, lucido, e aveva un'aria solida. Sull'altro
lato del tavolo c'era una cassetta di legno aperta, e
all'interno una moltitudine di strumenti scintillanti come
argenteria. Due ripiani interni erano stati tolti e spostati a
sinistra. Ogni strumento aveva un posto preciso. C'erano
le sagome degli attrezzi scavate nel velluto verde, spazi vuoti
a decine. Il ragazzo sent che gli sudava il palmo della mano,
il manico gli scivolava fra le dita. Infine riconobbe l'alloggiamento,
in uno dei ripiani, sotto la sega per le ossa. La
punta uncinata aveva consumato il velluto.
Ren lo rimise al suo posto e il dottor Milton parve compiaciuto.
I suoi occhi esaminarono il ragazzo e quando si
posarono sulla cicatrice, il dottore borbott per la sorpresa.
Gli esamin il braccio, rigirandolo da una parte e dall'altra.
Il taglio  grezzo, ma le arterie sono state suturate
subito. Chiunque sia stato, sapeva quel che faceva. Sei
un ragazzo fortunato. Dillo.
Sono fortunato.
Il dottor Milton pizzic un frammento di pelle. La mia
prima esperienza in chirurgia  stata proprio nell'amputazione
degli arti. Sono sempre curioso di vedere come si rimargina
la pelle in queste situazioni. Prese un bisturi pi
piccolo dalla cassetta degli strumenti. Ti dispiace se prelevo
un campione?
Prima che Ren potesse rispondere, il dottore inzupp un
angolo dello straccio nell'acqua per pulire la punta del moncherino.
Sentirai solo un pizzicore. Mentre lo diceva,
tagli. Il bisturi affond direttamente nella cicatrice e prelev
una porzione di tessuto dalla sommit. Fu talmente rapido
che Ren se ne rese conto solo a cose fatte.
Si mise la mano sulla ferita. Non era profonda, ma bruciava.
Il dottor Milton afferr la pelle con un paio di pinzette
e la sistem su un piattino di vetro, poi lo trasport
fino al microscopio, come se avesse tolto un pezzo di corteccia
da un albero. Appoggi l'occhio al microscopio e cominci
a regolare le manopole.
La pelle normale ha una struttura a squame, disse il
dottor Milton. Squame che si incastrano perfettamente.
Ma il tessuto cicatriziale  diverso. Non ci sono follicoli n
ghiandole sudoripare. Fece segno a Ren di avvicinarsi, e
poi si fece da parte in modo che il ragazzo potesse guardare.
Ren si chin, sempre tenendosi il braccio. Al principio
non vide nulla. Solo un po' di luce. L'ingrandimento gli faceva
girare la testa. Poi riusc a mettere a fuoco l'immagine.
Il pezzettino di pelle era liscio da un lato, ma sotto Ren
vide che si apriva a ventaglio formando tante linee sottili,
come ghiaccio su un vetro.
Ho riscontrato gli stessi segni su alcuni organi interni.
Nascosti nel cuore, nel fegato e nella muscolatura. Il tessuto
cicatriziale pu riprodursi, date certe condizioni. Il
dottor Milton afferr di nuovo il braccio di Ren e vers un
po' di liquido da una bottiglia marrone direttamente sul taglio
che gli aveva procurato. Hai mai visto l'interno di un
corpo?
No.
 bellissimo. Il dottor Milton tenne due dita premute
sul gomito del ragazzo. Soprattutto i muscoli nei punti
pi vicini all'osso. Flexor pollicis longus, gli pizzic la
parte destra, flexor digitorum profundis, fece scorrere un
dito lungo la parte anteriore del braccio, e pronator quadratus,
che normalmente dovrebbe essere qui da qualche
parte e diede un colpetto sulla parte sinistra del moncherino
di Ren. Non sapevi di avere dentro di te tutte queste
cose, vero ragazzo? Il dottor Milton prese il frammento
di pelle dal vetrino del microscopio e lo lasci cadere in
un barattolo di vetro. Lo tapp accuratamente. Chiese il
nome di Ren e lo scrisse su un'etichetta che poi appiccic
sul retro.
Che cosa ti ha ricordato quello che hai visto al microscopio?
Ren ci pens su un istante. Vecchie ragnatele.
Il dottore pos il barattolo. Consider Ren con nuovo
interesse. Il dottor Milton prese un taccuino e appunt
quello che Ren aveva detto. Poi si rimise in tasca il taccuino.
Il mio amico, il signor Bowers, dice che posso fidarmi
di te e dei tuoi amici. Pensi che dovrei credergli?
Il signor Bowers era stato pagato per dire cos. Tuttavia
Ren cerc di sembrare convincente. S.
Il dottor Milton fece un verso e l'espressione dei suoi
occhi pass dalla voglia di salsicce al desiderio di tacchino
natalizio e torta alla crema. Da una tasca laterale della cassetta
degli strumenti estrasse un mazzo di chiavi e le ficc
in mano a Ren. Sai contare?
Il ragazzo annu.
Allora di' al tuo amico che me ne servono quattro. Devono
essere freschi, morti da non pi di un giorno o due.
Deve portarmeli di notte, alla porta che conduce alla cantina.
Non deve farsi vedere da nessuno. Te lo ricorderai?
S.
Quanti?
Quattro.
Ne ho bisogno entro gioved prossimo. Indic il
mazzo di chiavi e Ren comprese che servivano per aprire
i cancelli esterni. Conservale con cura. Poi me le dovrai
ridare. Il dottore diede un colpetto nel punto in cui aveva
asportato la pelle di Ren. Ora ricorda: tu sei un mio
paziente e questo si  infettato e io sto cercando di evitare
l'amputazione fino a qui. Il dottor Milton apr le dita
a mo' di forbice e si avvicin alla spalla di Ren.  per
questo che vieni da me. Dillo a suor Agnes quando te
ne vai.
Glielo dir, disse Ren, e cos fece. Suor Agnes lo
aspettava sulla panca fuori della stanza e lui le spieg la situazione
mentre lei lo accompagnava oltre le varie porte
dell'ospedale. Ren si teneva il braccio. Alla prossima visita,
decise, se lo sarebbe legato al collo.
Fu un sollievo essere di nuovo fuori. Ren fece un respiro
profondo, cercando di liberarsi i polmoni dell'odore dell'ospedale.
Sentiva il peso delle chiavi nella tasca. Aveva
svolto il suo compito. E lo aveva svolto bene.
Suor Agnes apr i cancelli e lo fece uscire. Dove abiti? gli chiese.
A North Umbrage.
 lontano a piedi.
Mi vengono a prendere.
La suora guard in fondo alla strada. Era ombreggiata
dagli alberi e le foglie si univano in alto. Benjamin e Tom
passarono sotto quella volta, il cavallo davanti a loro, le facce
cariche di aspettativa ma diffidenti. Suor Agnes aggrott
le sopracciglia come se i due uomini si stessero avvicinando
con un carico di padelle.
Sei cristiano? chiese rapidamente.
S.
Dio sia lodato. Lo disse come se avessero appena evitato
un disastro, poi si fece il segno della croce, due volte.
Vuoi che preghi per voi? .
Le dita di Ren andarono istintivamente a toccare la fronte.
Riusciva a sentire ancora il punto esatto in cui fra Joseph
gli aveva tracciato la croce prima di dargli Le vite dei
santi. Il ragazzo lasci cadere la mano e la rimise sulla ferita.
Rispose a suor Agnes di s, lo voleva.
La suora allora gli appoggi il palmo della mano sulla testa.
Aveva una mano calda e morbida ma anche forte e Ren
si immaginava tutti i lavori caritatevoli che aveva svolto.
Benjamin ferm il carro al lato della strada vicino a loro.
Tir il freno e batt le dita sulla fiancata di legno, come se
bussasse a una porta. Ren sentiva il cavallo digrignare i denti,
e Tom toss per attirare la sua attenzione, ma lui aspett
che la preghiera fosse terminata. Suor Agnes gli teneva una
mano sul capo e lui non voleva muoversi finch lei non l'avesse tolta.
...
.
...
Capitolo quindici.
...
.
...
La cancellata che circondava il cimitero era alta almeno
tredici piedi, e lo spazio tra le sbarre di ferro ricurve e nere
era troppo stretto perch una persona potesse passarci.
Ai lati c'erano quattro pilastri di granito. In cima le sbarre
terminavano in punte acuminate, piegate verso il basso come
la testa di un fiore. Il cancello principale era decorato
da intrecci di foglie dell'edera mentre una croce, posta al
centro, chiudeva i due battenti assicurati da un grosso lucchetto.
Benjamin e Tom si fermarono davanti al cancello, in silenzio.
Poi scesero dal carro e percorsero il perimetro del cimitero,
toccando le barre di ferro qua e l per saggiarle; poi
controllarono un capanno non lontano da l, per assicurarsi
che non ci fosse nessuno. Ren teneva gli occhi fissi sulla chiesa,
aspettandosi di vedere una luce accendersi all'improvviso,
ma le vetrate colorate restarono buie e silenziose.
Quando quella sera, poche ore prima, Benjamin aveva
trascinato Ren gi dal letto e gli aveva detto di vestirsi, il
ragazzo si era infilato camicia e calzoni raccogliendoli da
terra, troppo addormentato per avere paura. Adesso aveva
la nausea dal terrore. Sentiva in lontananza una musica provenire
da uno dei bordelli. Il cimitero era al limitare della
citt, vicino a un parco pubblico, ma c'era comunque il pericolo
di essere colti sul fatto.
Nulla? chiese Benjamin al ritorno.
No, disse Ren. Non c' nessuno.
Benjamin diede una pacca sulla spalla al ragazzo, come
se avesse fatto un gran lavoro. Poi si tolse un chiodo dallo
stivale. Si chin sul cancello del cimitero e infil il chiodo
nel lucchetto: il suo viso esprimeva la massima concentrazione
mentre restava in ascolto aspettando di sentire lo scatto.
Tom era in piedi l accanto e si stava mordendo il labbro
quando il cancello si apr.
Insieme gli uomini trasportarono i badili all'interno. Ren
rimase accanto al cavallo, a tenere le redini e sorvegliare l'entrata,
preoccupato. C'era troppa luce. La luna era quasi piena
e pareva riempire il cielo. Tenne la mano alzata e l'ombra
si proiett sulla strada. Oltre il cancello di ferro sentiva
i badili affondare nella terra, il rumore di uno stivale che
colpiva la lama. Ogni suono sembrava amplificato nell'oscurit.
Il ragazzo si accucci sul sedile di guida, con il cuore
che gli batteva forte nel petto, mentre il suo respiro formava
nuvolette di vapore nell'aria fredda della notte.
Non aveva mai visto un cimitero come quello, chiuso da
una recinzione. Al Saint Anthony c'era solo un piccolo prato
accanto alla cappella dove erano sepolti alcuni monaci e
qualche bambino. Era un camposanto semplice, in cui le
tombe erano indicate con croci di legno. Fra i ragazzini correvano
spesso voci sulla presenza dei fantasmi che vi si aggiravano
di notte e Ichy giurava di aver visto lo spirito del
piccolo Michael, morto di febbre l'estate prima, aleggiare
sopra le latrine. Ren guard la cancellata nera del cimitero
e sper che fosse alta abbastanza perch i fantasmi non potessero uscire.
Parve trascorrere un'eternit prima che Tom e Benjamin
uscissero dal cancello. Trascinavano un sacco di tela grezza
tenendolo ai due lati, cos grande e pesante che, per
riuscire ad avanzare, dovevano tirarlo entrambi da un lato
e poi passare dal lato opposto. Tom si ferm a riposare.
Benjamin starnut e si pul il naso. Ripresero il sacco,
facendolo rotolare sull'erba. Riuscirono a malapena a sollevare
il corpo, insieme, e a issarlo sul carro. Atterr con
un tonfo sordo, sollevando una nuvola di polvere dalle assi di legno.
Eccone uno, almeno, disse Benjamin.
Per questo ci dovrebbe pagare il doppio, disse Tom.
Con il badile spinse il sacco verso il fondo del carro. Il cavallo
si mosse, rincul e poi and avanti. Ehi, fermo li!
Tom diede un pugno al carro e il legno vibr fino al sedile
del conducente. Attento! disse.
Ren tir forte il freno fino a quando il cavallo smise di
muoversi. La giumenta mastic il morso. Le si era depositata
agli angoli della bocca saliva verde. Gir la testa, cercando
di guardare oltre i paraocchi. Benjamin e Tom tornarono
nel cimitero e da quell'istante la sola cosa a cui Ren
riusc a pensare fu il sacco nel retro del carro.
Odorava di foglie schiacciate, di corteccia marcia, di vecchi
aghi di pino e di tutti i detriti che si accumulano di solito
sotto gli alberi. Ren si attorcigli le redini alla mano e
sent il cuoio che gli tagliava le dita. Intorno a lui il silenzio
era quasi assoluto, se non per il ronzio degli insetti, e il
ragazzo immagin di sentire il rumore delle loro mandibole
mentre cercavano di trovare una via d'accesso al sacco e
di divorare qualunque cosa contenesse.
Ren si soffi sulle dita. Guard nel carro. Non riusciva
a tenere a lungo gli occhi sul sacco. A ogni sguardo gli sembrava
pi umano e la coscienza gli rimordeva sempre pi.
Sentiva lo sguardo di Dio su di s, come un bastone appuntito
puntato alla nuca. Cerc di fischiare ma aveva le labbra secche.
Benjamin e Tom portarono gli altri corpi, tenendoli fra
le braccia come legna da ardere. Gli uomini si muovevano
agilmente ma tenevano la faccia voltata di lato. Dopo avere
attraversato il prato, lasciarono cadere i sacchi dietro il
carro. Ogni nuovo sacco puzzava pi dell'altro.
Speriamo che ne valga la pena, disse Tom, togliendosi
l'ultimo dalle spalle.
Gli uomini caricarono i cadaveri. Quando ebbero finito,
Tom si ferm un istante a bere un sorso dalla fiaschetta,
poi torn a ricoprire le tombe. Benjamin fece un respiro
profondo, si schiar la gola e sput. Aveva il cappotto coperto
di terra, le unghie incrostate. Si tolse lo sporco dai
capelli, poi si volt e sistem le coperte sul retro del carro.
Mentre lo faceva, si tenne la mano sul naso.
Puzzano tantissimo, disse Ren.
Non resteranno a lungo con noi.
Che cosa succede se le loro famiglie li vengono a cercare?
Non accadr.
Ma se lo fanno?
Quando si metteranno a darci la caccia, dei corpi non
sar rimasto pi nulla.
Ren pens alla cassetta degli strumenti del dottor Milton.
Le pinze. Gli aghi. La serie di bisturi. La curvatura
delle lame. La sega per le ossa.
Non sei un duro tu, ometto?
Sono un duro, disse Ren.
Allora dimostralo. Benjamin afferr l'estremit di
un sacco che si era slacciata. La leg stretta in un nodo e
torn verso il cancello.
Il cavallo sbuff vedendolo andare via. I muscoli del suo
corpo fremevano, come se cercasse di scacciarsi di dosso
qualcosa. Ren scese dal carro e and vicino alla giumenta,
accarezzandola piano con la mano, proprio sopra una gamba.
Era stato un viaggio lungo dalla stalla fino al cimitero.
L'animale non era pi in forma come un tempo, ma conservava
lo stesso mantello fitto e lucido e gli occhi intelligenti.
Ren si domand se il fattore avesse gi trovato un degno
sostituto. Se baciasse anche il suo secondo cavallo, cos
come aveva baciato lei.
Mentre guardava le narici del cavallo dilatarsi e richiudersi,
Ren ud qualcosa muoversi alle sue spalle. Rimase immobile.
Tenne la mano appoggiata al cavallo. Passarono alcuni
istanti prima che trovasse il coraggio di voltarsi e guardare.
Quando lo fece, non vide altro che la strada vuota.
Alla sua destra, il cancello del cimitero era aperto. Alla sua
sinistra c'erano i campi comuni, con l'erba che si piegava
sotto il vento. Non ho paura, pens Ren. Poi guard nel
retro del carro. Uno dei sacchi si era messo a sedere.
Era il sacco pi grande, quello che Tom e Benjamin avevano
trasportato per primo. Il sacco di tela era ancora chiuso
ma Ren riusciva a distinguere il profilo della testa e delle
spalle. Il ragazzo lasci cadere le redini e il sacco si volt
verso di lui, il collo leggermente inclinato, come se cercasse
di sentire qualcosa, come se si aspettasse di sentirlo parlare.
Ren cerc di chiamare Benjamin, ma non aveva pi voce.
Apr la bocca, e sent chiudersi la gola. Fece qualche
passetto verso il cancello. La testa nel sacco si gir a guardarlo.
Il ragazzo rimase immobile. Cominci a muoversi
nell'altra direzione e la testa nel sacco lo segu anche stavolta.
Benjamin arriv a passo spedito dal cimitero. E vide tutta
la scena. Il badile gli cadde a terra. Il sacco si gir di scatto
verso il rumore e si pieg in direzione di Benjamin. Pi
di ogni altra cosa, Ren avrebbe voluto correre, ma Benjamin
gli indic con la mano di restare fermo. Con l'altra mano
estrasse lentamente il coltello dallo stivale, come se cercasse
di non allarmare il sacco che stava nel carro, come se
la sua vita e la vita di Ren e ogni altra cosa intorno a loro,
la luna, il cavallo, il carro e i morti dipendessero tutti
dalla cura che metteva in quella operazione. Poi, in un
istante, fu accanto al corpo e tagli la tela.
Il cavallo cominci a muoversi. Diede un calcetto con la
gamba e colp il legno, e Ren all'improvviso ritrov la voce.
In quel momento Tom usc dal cimitero barcollando e
con una mano tapp la bocca al ragazzo, ma Ren continu
a gridare attraverso le dita di Tom.
Va tutto bene, disse Benjamin. Non ti muovere, disse.
Nel carro c'era un morto, seduto e con gli occhi aperti.
La tela gli penzolava come un cappuccio appoggiato alle
spalle. Aveva la testa quadrata, tozza e sporca. Era calvo.
Ho fame, disse il morto. Aveva del fango sulle labbra.
Gi, disse Benjamin. Sembrava nervoso, ma continu
a usare il coltello per liberare l'uomo dalla tela del sacco.
Fece dei piccoli tagli e poi strapp il resto con le mani,
rivelando un vestito di velluto viola.
Caspita, esclam Tom. La terra che aveva fra le dita
si spalm sui denti di Ren. Il ragazzo aveva smesso di
gridare, ma sentiva ancora le mani tremanti del maestro sui
due lati della gola.
L'uomo vestito di viola era seduto sul carro e sbatteva
le palpebre, infastidito dalla luce della luna. Aveva le occhiaie,
come se avesse dormito per settimane. I lineamenti
erano grossolani: la mandibola sporgeva da sotto le orecchie,
il naso sembrava fosse stato rotto molte volte. Ora
che si era seduto, pareva occupare tutto il retro del carro.
Aveva le spalle larghe come una parete. Persino da seduto
era pi alto di Benjamin.
Ren si avvicin per vedere meglio. Proprio in quel momento,
l'uomo chiuse gli occhi e si accasci contro una
sponda del carro.
Adesso  morto? chiese Tom.
Speranzoso, Benjamin tocc il collo dell'uomo. No.
Andiamo via di qui.
Non possiamo lasciarlo, disse Benjamin. Qualcuno
lo scoprir.
Allora lo seppelliamo di nuovo. Non noter la differenza.
Benjamin rimase immobile per qualche istante, soppesando
le diverse possibilit. Si dondolava leggermente avanti
e indietro, e la sua ombra oscillava sopra l'uomo ai suoi
piedi. Non abbiamo tempo, decise infine. Salt a terra.
Spinse Ren verso il cavallo. Prendimi la corda. Quest'uomo
viene con noi.
Ren trov la corda sotto il sedile di guida e Benjamin cominci
a legare il morto. Gli attrezzi e i corpi erano nascosti
sotto le coperte. Tom si frug in tasca alla ricerca della
fiaschetta, ma quando cerc di bere scopr che era vuota.
Si accomod accanto a Ren e afferr le redini.
Vai dietro, brontol.
Ren scavalc l'asse che separava il posto di guida dal resto
del carro. Si tenne su un lato mentre sobbalzavano per
la via. Sotto le coperte i corpi erano rigidi ma non del tutto,
come pezzi di legno che hanno appena cominciato a marcire.
Era difficile per Ren capire dove finiva un corpo e dove
cominciava l'altro. Ci pass sopra pi in fretta che pot,
cercando di non immaginare le loro facce mentre si apriva
una via verso il fondo del carro.
L'uomo morto non indossava la camicia. Il vestito di velluto
viola era bucato, con forellini piccoli dai quali si intravedevano
i peli e la pelle. Era anche scalzo e per qualche
motivo anche questo faceva s che anche le sue mani sembrassero
nude, cos appoggiate in grembo, le dita grosse, la
pelle secca. Dal colletto del vestito sbucava il collo, con le
pieghe di grasso coperte di lividi blu.
Ren rimase il pi possibile vicino a Benjamin. Si accucci
e afferr il bordo del carro. Cont tutto quello che vedeva.
C'erano tre corpi, due ladri, un uomo morto e lui. Il
cavallo continuava la sua marcia, con il rumore degli zoccoli
che riecheggiava sul selciato.
Benjamin sedeva sul bordo del carro, le dita fra i capelli.
Ogni tanto si voltava e schiaffeggiava il morto.
Ehi tu, disse. Sei ancora fra noi? In risposta si
ud un lungo rantolo provenire dal vestito viola. Immagino
di s, disse Benjamin. Immagino che tu sia ancora fra noi per davvero.
...
.
...
Capitolo sedici.
...
.
...
Tom e Benjamin faticarono a trasportare l'uomo per le
scale. Ren stava davanti, con la lampada in mano, apriva le
porte, girava le chiavi nelle serrature, diceva loro di pazientare
in silenzio un istante finch fosse stato sicuro che la signora
Sands non era in cucina. Erano quasi le quattro, gli
ultimi respiri gelidi della notte prima del sorgere del sole.
Il morto russava ancora lievemente quando lo fecero rotolare sul letto.
Che ne facciamo di lui? chiese Tom. Non possiamo lasciarlo qui.
Per ora s, disse Benjamin. Non abbiamo altra scelta.
Allung una mano verso le tasche posteriori dei pantaloni
e ne estrasse la pistola che pass a Ren.
Tienilo d'occhio, disse. Poi soffi sulla candela e la spense.
Ci vollero alcuni minuti perch la vista di Ren si abituasse
al buio. Rimase ad ascoltare i due uomini che scendevano
le scale, poi scost la tenda e li guard allontanarsi. Riusciva
a distinguere Tom nel retro del carro. Benjamin si era
messo alla guida ora e, dal modo in cui stava chinato in
avanti, Ren cap che era preoccupato. Se non fossero riusciti
a consegnare i corpi all'ospedale prima dell'alba, sarebbero rimasti col carro pieno di cadaveri.
Ren stava in piedi da solo nel buio e pensava ai parenti
dei morti che avrebbero pregato sulle tombe svuotate da
loro. Alle sue spalle, il vestito viola russava. Era un suono
pesante e umido, in crescendo a ogni respiro, finch il morto
parve riempire non solo il letto ma met della camera, su, su fino al soffitto.
Ren si arrampic sul materasso di Tom e appoggi la pistola
sul ginocchio. Fece scorrere le dita sul cane. Il metallo era freddo. Se avesse tirato il grilletto, il proiettile avrebbe
trapassato il cuore dell'uomo. Di certo quello l'avrebbe
fermato. Ma Ren sper di non dover arrivare a tanto. Che
cosa avrebbe detto alla signora Sands se fosse entrata e
avesse scoperto che aveva ucciso un uomo? Lei lo considerava
un bravo bambino e Ren non voleva che sapesse la verit.
Si avvicin alla porta e rimase in ascolto. La casa era immersa
nel silenzio. La signora Sands dormiva ancora, ignara
dell'uomo che albergava sotto il suo tetto. Ren torn al
suo posto, sollevato. Un piccolo ragno che camminava sulla
pancia del morto si ferm un momento prima di riprendere
la marcia. Doveva averne addosso molti di insetti, decise
Ren, e ora sarebbero finiti tutti nel suo letto.
L'uomo aveva la bocca aperta, i denti brillavano alla luce
della luna. Ren si domand come era accaduto che fosse
stato sepolto vivo, se un medico non si era accorto del
battito o se l'uomo avesse trovato un modo per ritornare
dal mondo dei morti. Qui non si trattava di Sant'Antonio
nelle Vite dei santi, che faceva risorgere un bambino per scagionare
il padre. Non c'era niente di santo, neppure lontanamente,
in quella risurrezione. Ren si allung verso la coperta
e colp il ragno con il pollice e l'indice. Atterr sul pavimento
e Ren si alz e lo schiacci contro le assi di legno.
Quando ebbe finito, vide che il morto si era svegliato.
Ren sollev la pistola. La trov pesante da tenere sospesa
in aria. Gli tremava leggermente la mano.
L'uomo sbatt le palpebre. Era sdraiato sul fianco e la
pancia gli strabordava dal letto. Teneva le mani sotto la testa,
come se non fosse abituato a usare il cuscino. Adesso
sembrava perfino pi grosso e pareva in grado di schiacciare
un ragazzo calpestandolo con la stessa facilit con cui si
schiaccia un ragno. Ren sentiva il braccio stanco. Us il sinistro
per sorreggere il destro, puntellandolo col moncherino
proprio sotto il polso.
Sembra che tu stia ballando, disse l'uomo. Alz una
mano e si tolse qualcosa dal viso. Ren vide un piccolo insetto
cadere sul pavimento. Aveva molte zampe e ora le usava
per correre verso il piede del ragazzo. Ren alz la scarpa
e lo schiacci, rigirandoci sopra il piede da una parte all'altra.
Ecco, di nuovo, disse l'uomo. Dov' la musica? -
Aveva la voce profonda e rauca, come se non avesse parlato
per anni. Una sensazione inquietante si fece largo in Ren,
l'idea che l'uomo fosse rimasto sepolto non per un giorno
ma per un secolo. La stanza era buia, ma un'oscurit ben
pi sinistra pareva alzarsi direttamente da lui, come una
nebbia fitta e maligna. L'uomo chiuse gli occhi per un istante.
Ho freddo.
Ren si infil la pistola sotto l'ascella e, con la mano tremante,
gli tir una delle trapunte della signora Sands.
Che lusso, disse l'uomo. Poi rimase in silenzio per
un po', e Ren pens che si fosse riaddormentato. Abbass
la pistola e continu a tenere gli occhi aperti per assicurarsi
che non ci fossero altri insetti. Poi si rese conto che l'uomo
stava piangendo.
Ren aveva sempre creduto che il pianto fosse un fenomeno
destinato a scomparire con l'et. Ora, guardando
l'uomo singhiozzare, si rese conto che doveva essere una di
quelle cose che non sparivano mai. Il letto tremava, l'abito
viola oscillava piano avanti e indietro. Un suono profondo
saliva dal petto dell'uomo, quel genere di lamento che
fa piegare in due le persone. Ren aveva gi sentito quel
pianto, nella camerata dei piccoli. Capitava nelle notti difficili,
quando i bambini ricordavano la propria madre.
Ren and a sedersi sul bordo del letto. L'odore della nebbia
era ovunque ormai, cos forte e pieno che si poteva quasi
percepire come un sapore. Tocc la caviglia dell'uomo sopra
la coperta e la sent piegarsi sotto la sua mano. Ren inizi
a dargli qualche colpetto sul piede. Rimase l seduto ad
accarezzarlo con dolcezza e dopo un po' l'uomo smise di
piangere.
Segu un silenzio snervante. L'uomo non si soffi il naso
n si asciug gli occhi. Lasci che lacrime e moccio seguissero
la loro strada fino ad asciugarsi da soli, disegnandogli
rivoli sottili sul viso. Era come se non avesse mai pianto
prima in vita sua. L'uomo inspir profondamente e
quando espir emise un suono stridulo dalle narici. Toss.
Ho sete.
Nel corridoio Ren trov una brocca e la riemp con l'acqua
del catino, poi si mise in tasca la pistola e port la brocca
in camera. Quando apr la porta, vide l'uomo seduto sul
letto. Si era tolto la giacca. Aveva le spalle grosse e il corpo
forte, lo stomaco gonfio sotto un petto ampio e peloso.
Corrugava la fronte, come se si stesse sforzando di ricordare.
Che cosa ne  stato degli altri?
Torneranno presto, disse Ren. Gli porse la brocca
dell'acqua e l'uomo allung un braccio per prenderla.
Aveva mani enormi almeno tre volte quelle di Ren -
il palmo calloso e le dita grosse e tozze. Bevve a grandi sorsi;
il collo contuso deglutiva in silenzio. Quando ebbe finito,
appoggi la brocca sul pavimento. Chi sei tu? -
chiese.
Sono Ren,
Io sono Dolly. Guard la pistola e Ren cap che stava
decidendo se prendergliela oppure no. Hai intenzione
di spararmi?
Non credo, ammise Ren.
Bene, disse Dolly. Perch non penso di poter restare
ancora seduto.
Ren lo aiut a sdraiarsi e, sollevando la trapunta, vide
una dozzina di insetti che scorrazzavano sul materasso.
Dolly sospir. Grazie, disse. Volt la faccia verso il
soffitto e si gratt i peli sul petto. Non sembrava preoccupato
della sua situazione, o di essere stato sepolto vivo.
Aveva dei tatuaggi sul petto: un'ancora e una catena che
gli correva intorno alla vita massiccia, facendo due giri.
Gli anelli erano ombreggiati di nero e lunghi quasi come
le dita di Ren. Quasi quasi si aspettava di sentirli tintinnare
a ogni respiro di Dolly, ma in realt si muovevano soltanto,
seguendo l'alzarsi e l'abbassarsi del petto.
Dove te la sei fatta quella?
A New York. Dolly si pass la mano enorme sul petto,
poi segu con il dito tutti gli anelli in fondo alla catena.
Philadelphia. Boston. Alz lo sguardo su Ren e la
sua espressione si fece dura.  cos che tengo a mente le
cose.
Qualcosa nel tono delle sue parole spinse Ren a stringere
la presa sulla pistola. La nebbia ormai invadeva la stanza
e il ragazzo si sentiva sempre pi vicino alla disperazione;
desiderava pi di ogni altra cosa il ritorno di Benjamin.
Ma anche cos non riusciva a frenarsi dal fare domande.
Che cosa ci fai a North Umbrage?
Sono venuto a uccidere una persona.
Ren se lo sentiva e a quel punto riusc a malapena a sussurrare.
E lo hai fatto?
No. Non ne ho avuto modo. Dolly si diede una pacca
sullo stomaco nel punto in cui terminava la catena. Ma
lo far fuori. E poi trover un altro lavoro. Il New England
 pieno di rancori e ci sono molte persone che vanno
ammazzate e altre che cercano qualcuno per farlo. Io lo faccio
da anni. Ci sono tagliato. Dolly indic la fila di anelli.Ce n' uno per ogni uomo che ho ucciso.
Si vantava. Persino ora che aveva ancora addosso l'odore
della morte; persino mentre si toglieva gli insetti dalla
faccia. Era evidente a Ren che Dolly non provava alcuna
compassione per le sue vittime, nessun rimorso per quanto
aveva fatto. Qualcosa in quell'uomo non funzionava a dovere:
era come se non appartenesse n a questo mondo, n
a quell'altro. Era agghiacciante trovarsi cos vicini a un assassino,
tuttavia Ren non pot fare a meno di chiedersi come
sarebbe stato non provare pi sentimenti, n sensi di
colpa. Non dover recitare mai pi l'Atto di dolore.  cos
che ti sei fatto male al collo? chiese.
No, disse Dolly. Mi hanno strangolato.
Ren guard di nuovo la gola di Dolly, i lividi color porpora
a forma di dita. Perch?
Non lo so.
Non ti strangolano per niente.
Be' replic Dolly. Immagino che un motivo ci doveva
essere.
Ti ha fatto male?
Dolly parve pensieroso. Mi hanno preso alle spalle con
una corda, rispose. Due uomini con dei gran cappelli.
Mi hanno sorpreso sulla scala di una taverna. Mi hanno
messo la corda al collo e hanno cominciato a tirare. Ho rotto
il corrimano, e ne ho usato un pezzo per prenderne uno
a bastonate sul naso, finch non mi ha lasciato andare. L'altro
l'ho buttato gi dalle scale, ma non prima che riuscisse
a mordermi. Sollev il braccio e mostr una serie di croste
a forma di mezza luna. Segni di morsi su tutta la pelle.
E poi?
Gli ho spaccato la faccia a calci. Non torneranno fra i
vivi quei due, te lo assicuro.
Ma tu s invece.
S, disse Dolly. E sul suo viso si dipinse una smorfia
che somigliava a un sorriso. Quando mi sono svegliato
era mattino ed ero in fondo alle scale. Continuavo a chiedermi:
Perch non  ancora arrivato nessuno? E in quel
momento  entrata la locandiera, ha cominciato a gridare,
ha pianto un po' e poi mi ha chiuso gli occhi con le dita.
Pensava che l'avessi salvata da una rapina. Ha mandato a
chiamare i becchini perch portassero via gli altri corpi e
ha pagato una bara per me.
I becchini mi hanno coperto il viso con un lenzuolo. Mi
hanno rubato le scarpe e la camicia, ma mi hanno lasciato il
vestito. Hanno detto che era troppo rovinato per venderlo.
Li ho sentiti lamentarsi perch ero pesante. Ho cercato di
fermarli, ma non riuscivo a muovere le braccia. E in un istante
mi sono ritrovato nella bara. L'hanno coperchiata. E poi
hanno cominciato a inchiodarla. Un chiodo mi ha preso l'orecchio.
Dolly sollev la mano e indic. Sul lobo c'era il
grumo rosso di una crosta. Appena dietro, sul collo c'era un
buco, proprio sopra i lividi color porpora.
Dopo il chiodo tutto  diventato confuso. Mi hanno
sollevato e posato. Sentivo il peso della terra sopra la bara
mentre spalavano. Era come una coperta tirata sulla testa.
Dolly disse: Immagino che fosse cos. Parlava e
la saliva gli colava ai lati della bocca, formando una schiuma
bianca agli angoli delle labbra e due macchie sul cuscino.
Ren sollev gli angoli della coperta e pul la schiuma. Poi
ripieg la coperta in modo da nascondere la parte umida,
infilandola sotto il materasso. Dolly non poteva essere rimasto
a lungo sottoterra, decise Ren. Poteva esserci stato
per qualche ora, un giorno al massimo, ma era comunque
un miracolo che fosse ancora vivo.
Sono sveglio? mugugn Dolly.
Direi di s, disse Ren.
Si sent un rumore sonoro provenire dal piano di sotto
della casa e Ren cap che doveva essere la signora Sands
che puliva la cenere dal camino della cucina. Dolly ricominci
a piangere e Ren gli accarezz di nuovo il piede. I
singhiozzi dell'uomo ora erano pi lievi. Si port le mani
enormi alla bocca, come se cercasse di acchiappare le parole
che diceva.
Mi dispiace.
Ren non capiva di che cosa si dispiacesse, ma sapeva che
cosa significava provare rimorso.
Lo so, disse.
Dolly cominci a stropicciarsi gli occhi. I segni del pianto
sulle guance e sul mento gli davano un aspetto tremendo,
come se qualcuno gli avesse gettato terra in faccia.
Contrasse la mandibola e d'un tratto allung le braccia muscolose
verso il ragazzo. Ren fu preso dal panico, pensando
che volesse prendere la pistola, invece Dolly afferr il
moncherino di Ren e lo strinse forte, come se fosse stata
una mano.
Ren era certo di avere sentito Benjamin sulle scale. Cerc
di liberarsi, ma Dolly lo teneva stretto.
Adesso siamo amici.
Non era una domanda. Tuttavia Ren rispose. S.
...
.
...
Capitolo diciassette.
...
.
...
Benjamin scivol furtivamente in camera dopo l'alba. I
suoi vestiti emanavano uno strano odore agrodolce, come
se fossero stati immersi nell'alcol.
Dov' quello col vestito viola?
Sotto il letto. Penso che gli facciano male gli occhi.
Benjamin sollev una delle coperte. Quando fu certo che
Dolly dormisse, apr il cappotto. Guarda qua. Nelle tasche
aveva rotoli di banconote e monete. Pi di quante ne
avesse guadagnate con la chiesa, o con i gioielli rubati o con
l'Elisir di Mamma Jones per Bambini Monelli. Era pi di
quanto Ren avesse mai visto.
Avresti dovuto vederci fuori dei cancelli dell'ospedale, -
disse Benjamin. Tom aveva i brividi e io pensavo che
non saremmo mai riusciti a entrare. Ma il dottore era l ad
aspettarci, proprio come ti aveva detto. Aveva il denaro
pronto e contato. Benjamin prese una manciata di monete.
Mi porti fortuna, lo sai?
Il ragazzo scosse la testa. Si sent arrossire appena, d'orgoglio.
Ti avrei dovuto adottare prima.
Le banconote erano sparse sul letto, e insieme i due cominciarono
a contarle. Ren sapeva fare le moltiplicazioni
usando le dita. Quindici. Trentasei. Quarantadue. Sessantasette.
Settantacinque. Il pollice correva sulle altre dita.
Fece una pila di banconote, le une sulle altre e Benjamin
parve piacevolmente stupito quando cont le banconote
una seconda volta e ottenne lo stesso risultato. Quando
ebbero terminato, diede qualche dollaro a Ren. Poi svit
un pomello del letto, ci nascose il resto del denaro arrotolato,
e lo riavvit al suo posto.
Mi comprer un paio di stivali nuovi. Benjamin si
sedette sul letto. E tu, che ci farai? Un'altra arancia?
Ren si port le banconote al naso e le annus. Il denaro
odorava di dita sporche. Nella sua mente fluttuarono
le immagini di tutte le cose che, con quei soldi, erano state
comprate e vendute: abiti nuovi e pesche e zoccoli per
i cavalli e legna e libri e nastri e padelle per friggere. Chiuse
gli occhi. Era troppo stanco per pensare.
Benjamin prese il coltello dallo stivale. Lo apr e pul la
lama con l'orlo della camicia. Ecco, disse. Perch
non prendi questo finch non avrai pensato a qualcosa?
Ren aveva visto il coltello prima di allora, ma mai da vicino.
Sul manico di legno era intagliato un orso, le zampe
anteriori con gli artigli protesi verso l'alto come se fosse
intento ad arrampicarsi su un albero. La testa dell'animale
stava vicino all'estremit con un'aria sonnolenta, gli occhi
grandi il doppio del naso. Ren tocc la punta del coltello
con il dito. Era affilata e luccicante e rifletteva un
raggio di luce sul suo viso.
 la prima volta che ti vedo sorridere, disse Benjamin.
Ren sorrideva davvero. Non poteva farne a meno. Sentiva
l'aria fresca del mattino sui denti, le guance tese sino
a fargli male. Il coltello riposava sul palmo aperto della
sua mano, splendido e pericoloso. Era pi di un regalo:
se l'era guadagnato. Benjamin si era fidato di lui, convinto
che avrebbe superato la notte da solo e lui ce l'aveva
fatta.
Un fischio della fabbrica lacer l'aria, seguito da un secondo.
Ren sent il rumore degli stivali delle ragazze che
uscivano dalla fabbrica di trappole. Qualcuno si ferm davanti
alla loro porta, poi prosegu lungo le scale. Ren guard
dalla finestra le ragazze vestite di blu che correvano a decine
per la strada, gli scialli sulla testa. Pioveva.
Da Dolly, sotto il materasso, venne un lamento. D'un
tratto il letto si sollev, levitando per qualche istante prima
di riappoggiarsi al pavimento. Benjamin e Ren si avvicinarono
alla parete e aspettarono di udire l'uomo che ricominciava
a russare.
Che ne faremo di lui? sussurr Ren.
Tom si  portato la sua parte di guadagno dritto al bar.
Non potremo contare su di lui per le prossime settimane
Benjamin si sedette sull'altro letto e cominci a sbottonarsi
il cappotto. Ci far comodo un aiuto in pi.
Allora lo teniamo?
Se possiamo, s.
Penso che sia un assassino, disse Ren.
Questo potrebbe tornarci comodo. Benjamin si appoggi
ai cuscini. A patto che non uccida noi.
Quando Ren si svegli il sole splendeva dietro le tende.
Non sapeva quanto avesse dormito, se ore o giorni.
Accanto a s nel letto sentiva il calore del corpo di Benjamin.
Nella mano stringeva la pistola. Benjamin gli aveva
detto di tenere d'occhio Dolly, ma Ren si era addormentato.
Ora sentiva il collo rigido perch aveva dormito
appoggiato alla testiera del letto, e un formicolio
doloroso alle dita.
Il ragazzo rotol gi dal letto. Sul lato opposto della stanza
l'altro materasso era ancora vuoto, anche se probabilmente
brulicava di insetti. Sotto il letto, sul pavimento, c'era
una pila di coperte. Dolly era scomparso.
Ren scost le coperte. Controll nell'armadio e guard
dalla finestra dopo aver sollevato la chiusura a ghigliottina
in preda al panico, sporgendosi verso la strada. Apr la porta
e scese le scale di corsa. Si ferm quando sent un rumore
lieve in cucina. Un lieve sfregamento. Poi un rombo e
una serie di colpi soffocati.
Il ragazzo sbirci da dietro l'angolo pian piano. Dolly era
seduto su una cassa vicino al camino, la giacca abbottonata
fino al collo, la pancia che sporgeva in avanti. Mangiava
una scodella di zuppa d'avena e nelle sue mani il cucchiaio
sembrava un aggeggio minuscolo.
Cerchi la donna?
Ren annu.
Dolly buss sul lato della cassa.
Lasciala uscire! grid Ren. Gli prese la scodella dalle
mani e lo spinse perch si alzasse dalla cassa. Signora
Sands! chiam, premendo la bocca sulla serratura.
Dolly si alz e Ren sollev il coperchio. La signora Sands
era li dentro, senza scarpe e con le ginocchia piegate. Una
calza le tappava la bocca. La pelle del viso era pallida ma
gli occhi lanciavano saette, nonostante la luce improvvisa
la costringesse a sbattere di continuo le palpebre. Ren le
tolse la calza di lana umida dalla bocca.
chi  questo individuo?! url, con il collo coperto
di macchie rosse. Ren non l'aveva mai sentita gridare cos
forte. La signora Sands si mise in ginocchio dentro la cassa
e da l strisci sul pavimento. Poi cominci a tossire. Era
una tosse profonda che la scosse tutta, rimescolandole nel
petto un catarro umido e pesante. Carponi sul pavimento,
allung una mano fino all'attizzatoio del camino e con quello cominci a picchiare Dolly sulla gamba.
Il morto trasal appena ma non si mosse.
Non picchiatelo in quel modo! Ren afferr l'attrezzo
e cerc di sottrarlo alla signora Sands, ma la donna continuava
a tossire e menare fendenti. Con un semplice gesto,
Dolly le immobilizz il braccio e le tapp la bocca con
la mano enorme, che le copriva il viso da un orecchio all'altro.
Ecco perch l'ho chiusa nella cassa.
La signora Sands lasci penzolare i piedi nel vuoto.
Lasciala!
Il ragazzo cerc di togliere le dita di Dolly dal viso della
signora Sands, ma quando riusc a staccare il pollice,
Benjamin entr di corsa in cucina, tenendo fra le mani la
Bibbia di Re Giacomo che aveva preso in camera da letto.
La lanci contro Dolly che, sorpreso, liber la signora
Sands.
La signora  la nostra padrona di casa, disse Benjamin.
Non toccarla. Poi prese a sgridare il morto come
un bambino.
Dolly fece qualche passo indietro verso il camino. Cercavo
solo di mangiare, disse.
Ren aiut la signora Sands a sedersi sulla panca, il corpo
esile fra le sue braccia. Quando infine riusc a riprendere
fiato, la locandiera ricominci a tossire. Benjamin and
a prenderle un bicchiere d'acqua, poi rimase in piedi accanto
a lei con l'aria preoccupata.
QUELL'ASSASSINO MI HA CHIUSA NELLA CASSA!
Mia cara signora Sands, disse Benjamin. C' un'ottima
ragione per la quale vi ha chiusa l dentro.
Incuriositi, si voltarono tutti ad ascoltare la spiegazione
di Benjamin. Dolly stringeva il libro fra le mani. Ren si mordeva
il labbro e la locandiera lo guardava come se avesse
perso il senno.
Quest'uomo  nostro cugino ed  un predicatore ambulante, -
disse Benjamin. Ha saputo della morte di mia
sorella e si  messo sulle nostre tracce.
La signora Sands annus in direzione dell'abito viola,
poi si sventol una mano davanti al viso. Puzza di letame.
Interessante che diciate questo, disse Benjamin.
Perch ha dovuto attraversare ogni genere di letame, umano
e animale, per portare la parola della Bibbia in tutto il
paese e convertire i pagani che vivono nella foresta. E proprio
in quella foresta ha incontrato una principessa indiana,
chiamata Piuma Felice, che  diventata la sua sposa cristiana.
Ma Piuma Felice non ha creduto abbastanza in Ges
e mentre nostro cugino predicava la parola del Signore,
lei  fuggita con lo sciamano di un'altra trib.
Dolly esamin il libro che gli aveva tirato Benjamin, rigirandolo
da una parte e dall'altra. Ren guard la signora
Sands, domandandosi se si fosse resa conto che Dolly teneva
fra le mani la sua Bibbia di Re Giacomo e la leggeva
al contrario. La signora era chinata sul pavimento, intenta
a cercare le scarpe, ma teneva la testa alzata in direzione di
Benjamin, per leggere le sue labbra. L'espressione sul suo
viso era un misto di rabbia e impazienza.
Da quel momento nostro cugino non ha fatto che cercarla,
folle di dolore e di rabbia, vivendo alla giornata. E
poi questa mattina vi ha vista, cos bella, proprio come Piuma
Felice e ha perso la testa per un momento. Ha temuto
che sua moglie fuggisse di nuovo. Perci vi ha chiusa nella
cesta. Lo ha fatto per amore. Con una mano Benjamin sistem
la giacca di Dolly e con l'altra gli tolse dei resti di
zuppa dal petto. Abbiate piet, signora Sands.
dammela, disse la padrona di casa. Strapp la Bibbia
dalle mani di Dolly. Guard le pagine, bordate d'oro e
consumate agli angoli. Le lettere formavano minuscoli blocchi
di testo e guardandoli aggrott le sopracciglia, poi
guard Dolly. Pos la Bibbia. Infine afferr la scopa e cominci
a picchiare tutti. Benjamin sul viso e Dolly sulle spalle.
Ren la schiv e lei lo colp sulle gambe con il manico.
SIETE DELLA PEGGIOR RAZZA!
Il gruppetto batt in ritirata, con Ren che correva davanti
agli altri e Dolly, incredulo, a chiudere la fila. Raggiunsero
la porta e si precipitarono sulla strada, con la signora
Sands alle calcagna che brandiva la scopa. Non mi
lascer inscatolare! grid. E con questo sbatt la porta
con tanta forza che la serratura scatt da sola.
I tre si ritrovarono in mezzo al canale di scolo della strada.
Ren si massaggiava le gambe. Dolly piegava le dita enormi.
Benjamin si tolse dei fili di saggina dai capelli.
Bene, disse. Un bell'inizio. Tese la mano e si present
a Dolly. Bentornato nel mondo.
La sua mano scomparve fino al polso, fagocitata in quella
di Dolly. Quando infine riusc a liberarla, Benjamin pieg
le dita nel tentativo di ripristinare la circolazione. Il sole
del tardo pomeriggio era ancora molto luminoso e Dolly
socchiuse gli occhi. Pareva disorientato dalla gente che andava
avanti e indietro, dal passaggio dei carri sulla strada.
Incurv le spalle e si avvicin a Ren.
Pare che tu gli piaccia, disse Benjamin, alzando un
sopracciglio.
Ren era imbarazzato. Credo di s.
Benjamin si spazzol il cappotto con la mano, come se la
cosa gli fosse indifferente. Tolse un ultimo frammento di
saggina dal colletto.  ora di recuperare Tom al bar.
Il mercato stava chiudendo, i fruttivendoli sistemavano
la verdura e la frutta in modo da nascondere le parti marce,
il panettiere tagliava a fette il pane secco e il macellaio
stava sull'angolo intento a bollire gli ossi avanzati.
Ho fame, disse Dolly.
Hai mangiato ora, disse Ren.
Gi, disse Benjamin. E noi non abbiamo mangiato
nulla, invece.
Dolly si mise a sedere sul marciapiede, tenendosi la testa
fra le mani. La gente cominci a fissarlo, e d'un tratto
Ren si rese conto di quanto Dolly fosse fuori posto l. Una
vecchia vestita di stracci si tapp il naso passandogli accanto.
Un ragazzo si sporse da un carro di passaggio e indic
l'abito di velluto viola. All'angolo della strada un gruppetto
di soldati fumava. Uno di loro si ferm ad accendersi il
sigaro. Alz il mento indicandoli. Poi lasci cadere il fiammifero.
Leviamoci di qua, disse Benjamin.
Io non mi muovo, disse Dolly.
Devi muoverti, disse Benjamin. Teneva il viso girato
in modo che i soldati non lo vedessero. Ren vide che si
stava lentamente allontanando, un passo alla volta e in breve
li avrebbe abbandonati li.
Ti prego, grid Ren. Ti prego, Dolly. Afferr
la giacca viola, poi gett le braccia al collo dell'uomo. Nascose
il viso nel velluto umido finch sent una mano sulla
spalla.
D'accordo, disse Dolly. Non ti angustiare.
Ripulirono Dolly nei pressi di una chiesa abbandonata,
lo lavarono con secchi di acqua piovana, e gettarono i suoi
vestiti nella spazzatura. Dolly non protest. Diede un'ultima
occhiata triste all'abito di velluto viola, e poi lasci che
lo radessero. Benjamin prese il coltello con l'orso da Ren e
si mise al lavoro, senza quasi graffiargli la pelle. Senza i baffi,
e con i pantaloni lunghi, Dolly aveva un aspetto decisamente
migliore: le guance rosee, la testa pelata e lucida.
Non sembrava che fosse mai morto.
Decisero che Dolly aveva bisogno di un travestimento,
almeno sinch fosse rimasto a North Umbrage. Benjamin
aiut Ren a calarsi dentro la chiesa da una finestra aperta
per cercare degli abiti. All'interno le panche erano state tolte,
le vetrate colorate rimosse, ma il leggio era ancora l, cos
come alcune pile di breviari. Il ragazzo cominci a cercare
dentro un ripostiglio dietro l'altare. Nella cassapanca
trov i rimasugli di un presepe: la testa impolverata di un
asino, una bambola con un'aureola di fil di ferro attaccata
alla testa, e una tunica marrone di tela grezza da pastore.
Un colletto da predicatore sarebbe andato meglio, -
disse Benjamin, quando Dolly fu vestito.
Non  un predicatore, disse Ren,  un frate E
per qualche motivo sembrava appropriato. Il ragazzo ricord
un gruppo di frati cappuccini che era passato dal
Saint Anthony e si era fermato una notte. Erano uomini
strani e severi. Non mangiarono. E dormirono all'aperto
sulle pietre del cortile, senza coperte. Ren li aveva osservati
dalla finestra della camerata dei piccoli. I corpi rannicchiati,
i sai adagiati a ventaglio per terra. Alla luce della luna
sembravano angeli caduti.
Ren fece del suo meglio per spiegare la differenza fra Dio
e lo Spirito Santo, fra un Padre Nostro e un Gloria. Non
avevano un rosario su cui lavorare, tuttavia Benjamin tir
fuori una collana di terraglia e con quella Ren insegn a
Dolly a recitare l'Ave Maria, come dire una decina del rosario,
e come osservare i misteri: quelli gaudiosi, quelli dolorosi
e quelli gloriosi.
Dolly stringeva un grano fra le dita enormi. Si volt verso
Ren, un'espressione smarrita sul volto. Non me lo ricorder.
Non preoccuparti, disse Benjamin. Fai cos. Con
due dita disegn una croce in aria. In questo modo non
dovrai dire nulla.
Dolly disegn la croce.
Bene, disse Benjamin.
Lo fece di nuovo.
Giusto! grid Ren.
Forte dell'incoraggiamento, Dolly continu a fare il segno
della croce, tracciandolo dapprima lievemente, poi con
forza, ancora e ancora finch Ren fu certo che avesse usato
le dita per esprimere ogni possibile emozione.
 stato un bene che siamo arrivati al momento giusto, -
disse Benjamin, pulendo il coltello con l'angolo della
giacca. O saresti ancora sottoterra.
Dolly si ferm, le dita a mezz'aria, e squadr freddamente
Benjamin. Lasci cadere le mani sui fianchi e cominci
ad aprire e a chiudere ripetutamente le dita. Vuoi qualcosa
in cambio?
Oh, no, disse Benjamin, allontanandosi con cautela.
Ma credo che tu sia in debito con noi. Non che io sia il
tipo di persona che va in giro a riscuotere i debiti. Si
schiar la voce. Tuttavia, penso che sia giunto il momento
di parlare d'affari.
Vuoi che uccida qualcuno per te? chiese Dolly.
Benjamin sembr colto di sorpresa. No, niente affatto.
Allora non ti posso aiutare.
La vetrata della chiesa proiettava un arcobaleno di colori
nel vicolo. Benjamin digrign i denti e si sfreg le mani,
come faceva sempre quando si stava preparando a convincere
qualcuno a contraddire i propri istinti. Abbiamo bisogno
di un altro uomo, disse. Qualcuno che ci dia una
mano a scavare.
Io lavoro da solo.
C' da fare parecchi soldi. Probabilmente pi di quanti
tu ne abbia mai visti in un anno.
Dolly parve riflettere, sfregandosi la manica del saio sul
mento.
Benjamin restitu il coltello a Ren.
Permettimi di offrirti
da bere, disse e sfoder il suo sorriso, bianco e luminoso
e bellissimo. Ren rimase a guardare mentre Dolly
si lasciava lentamente disarmare, finch anche lui rispose
con un ghigno. Benjamin allung una mano e afferr le dita
tozze di Dolly. Conosco il posto giusto.
Li scort attraverso il parco, spingendo avanti Ren con
un braccio mentre teneva l'altro appoggiato sulle spalle possenti
di Dolly. Passarono davanti al palco di una banda che
cadeva a pezzi e a uno stagno soffocato dalle erbacce. Benjamin
indicava la via. Sulla strada oltre il parco c'era una
taverna animata. Ma quando furono pi vicini, Dolly si ferm di colpo.
Quella gente, disse Dolly. La conosco.
In piedi fuori della taverna c'erano due giovani che fumavano la pipa. Uno indossava un cappello a falda rialzata, l'altro aveva un'espressione sgradevole e un paio di ghette abbottonate fino al ginocchio.
Chi sono? chiese Benjamin.
Tipacci.
Sono pericolosi?
Se mi vedono, sono guai.
Benjamin inspir. Allora non ti vedranno. Sollev il cappuccio della veste di Dolly in modo da coprirgli il viso e lo accompagn dietro una quercia gigante. Resta qui, disse. Rimani nascosto. Poi afferr Ren e, passando davanti a quei brutti ceffi, entr di filato nella taverna di O'Sullivan.
...
.
...
Capitolo diciotto.
...
.
...
Non c'era un'insegna vera e propria, solo un nome Dennis O'Sullivan e la data scolpita su una lastra di granito
all'entrata. Oltre la porta d'ingresso, una fila di lanterne
era appesa a due lunghe catene sopra il bancone mentre altre
erano agganciate lungo le pareti. Un bagliore arancione
si diffondeva sui volti degli avventori, disegnando ombre
soprattutto negli angoli dove l'olio nelle lanterne si era consumato
senza che nessuno lo sostituisse. I tavoli erano di
legno d'acero grezzo ammorbidito dalla birra e da un secolo di giochi d'azzardo. Appoggiando la testa sul tavolo, si
sentivano tutti gli odori sedimentati nel corso del tempo:
migliaia di mani sporche e unte e il puzzo acido del luppolo penetrato nelle fibre del legno. Le gambe traballanti delle
sedie poggiavano su un pavimento sconnesso. Le panche,
pesanti, erano tappezzate dai segni dei coltelli. Il legno delle
sedie era modellato ormai dalla forma del posteriore dei clienti.
La taverna era piena. Gli avventori rivolsero a malapena
un'occhiata a Benjamin e Ren che si facevano strada tra
la folla. Non si sentiva quasi una parola nel bar. Era gente
silenziosa, uomini che stavano da O'Sullivan sin dal giorno
prima, o forse da quello prima ancora.
Benjamin e Ren trovarono Tom in fondo alla sala. Era
circondato da bicchieri vuoti e impegnato a versarsene un
altro. Sembrava invecchiato di anni. Aveva due borse scure
sotto gli occhi e il viso coperto di rughe profonde che gli
solcavano le guance. Ren si sedette di fronte a lui nel spar
e Benjamin si accomod a capotavola.
Abbiamo un nuovo socio.
Tom si drizz, allarmato. Non puoi tenerlo.
Benjamin appoggi un piede sulla panca. L'hai detto
tu stesso che abbiamo bisogno di aiuto.
Qualcuno crede di averlo ucciso, disse Tom. Non
pensi che lo noteranno quando lo vedranno in circolazione?
Ha ucciso gli uomini che volevano ucciderlo, disse
Benjamin.
Tom si rivolse al ragazzo.  cos?
Ren si sent in colpa per quella risposta. Mi ha raccontato
di avergli spaccato la faccia a calci.
Tom fiss il bicchiere vuoto. Non voglio avere a che
fare con un assassino.
Con il suo aiuto possiamo raddoppiare il guadagno.
Benjamin diede una moneta a Ren. Prendimi una birra.
Ren voleva rimanere, ma quando Benjamin gli rivolse
un'occhiata eloquente sgattaiol fuori dal spar e si incammin
verso il banco. Sapeva che ci sarebbe voluto un po'
per convincere Tom, e lo preoccupava l'idea di far aspettare Dolly.
Trov il barista che dormiva. L'uomo era adagiato su
uno sgabello, con la faccia appoggiata al bancone vicino a
una scodella di zuppa. Il contenuto si era rovesciato sul legno
e sul grembiule dell'uomo, gi parecchio sporco; intorno
a lui, sul banco, una miriade di bicchieri vuoti. Ren si
guard attorno per cercare di capire come fare a svegliarlo,
ma nessuno lo guardava.
Pass una ragazza, che portava un vassoio pieno di bicchieri.
Non doveva avere pi di dodici anni e camminava
piano, con cautela, fra gli avventori. Alle orecchie aveva un
paio di orecchini a cerchio e la sua pelle era giallastra con
una leggera sfumatura di verde. Port le birre a un tavolo
di uomini che giocavano a carte, poi torn al bar e cominci
a riempire il vassoio di bicchieri vuoti. Ren pass l'ordine
di Benjamin.
La ragazza annu. Aveva i capelli biondi raccolti in una
coda lungo la schiena e Ren pens alla bambina che gli aveva
infilato una moneta in bocca e aveva i capelli ricci e neri
che parevano ali di corvo. Questa ragazza non era altrettanto
carina, ma aveva gli occhi nocciola e Ren non aveva
mai visto una ragazza con gli occhi di quel colore. La osserv
mentre s'infilava dentro una porta a battente. Dopo
pochi istanti torn con l'ordinazione.
Ecco, disse, e Ren pag. Appoggi la birra sul bancone,
poi si alz la gonna e cominci a tormentarsi una crosta
che aveva sul ginocchio.
Grazie, disse Ren.
La ragazza lo guard con maggior attenzione questa volta.
Che cosa ti  successo alla mano?
Ren cerc di pensare a qualcosa di interessante da dire,
ma i sottili peli biondi sulla coscia della ragazza gli annebbiarono
la mente. Me l'ha divorata un leone, disse, ricordando
una delle storie raccontate da Benjamin. Era
un leone del circo. Si chiamava Pierre. In bocca a lui le
parole avevano un suono sbagliato.
La ragazza smise di grattarsi la crosta sulla gamba. Non
sei molto bravo a dire le bugie.
Alle sue spalle la porta si spalanc lasciando entrare un
fascio di luce. Tre uomini vestiti di nero fecero il loro ingresso
e si avvicinarono al bancone, dove stava Ren. Era
sicuro che avessero trovato Dolly e che ora fossero venuti
ad arrestare loro. Invece gli uomini si fermarono accanto al
barista. Il pi piccolo dei tre gli tocc le palpebre e le sollev.
Le iridi erano immobili e avevano un che di vitreo.
Non durano a lungo in questo posto, eh? disse l'uomo.
Si mise una mano in tasca e ne estrasse una piccola sacca
che fece scivolare sulla testa del barista, assicurandola
con un nodo intorno al collo. Dov' il capo? chiese alla
ragazza.
Lei indic il retro, come se quel genere di cose succedesse
ogni giorno nel bar.
Lo affido a voi, disse l'uomo agli altri due e, dopo
essersi toccato leggermente il cappello con le dita, oltrepass
le porte a vento.
I becchini cercarono di raddrizzare il corpo, ma era troppo
rigido, cos lo fecero scivolare a terra, con il cucchiaio
ancora stretto fra le dita ormai immobili. Uno degli uomini
lo afferr sotto le ginocchia e l'altro sotto le ascelle, cingendolo
attorno al petto. I clienti strascicarono le sedie spostandosi
per farli passare e i becchini si avviarono a fatica
verso l'uscita, a piccoli passi. Mentre procedevano, il braccio
del barista pass sopra le teste degli avventori, che chinarono
il capo sulle carte o sulla schiuma della birra che si
dissolveva lentamente nei bicchieri.
Intanto che si facevano strada attorno ai tavoli, uno dei
becchini inciamp e il cucchiaio che il barista ancora stringeva
saldamente in mano urt un cappello, gettandolo a terra.
Era un cappello a falda larga, simile a quello di un prete,
con una banda rosso sangue intorno. Volteggi come se
fosse stato portato dal vento e atterr, un po' schiacciato,
vicino al bancone e in mezzo alla segatura.
Il proprietario del cappello si alz dalla sedia come
un'ombra allungata sul muro. Aveva gli occhi molto distanti
uno dall'altro. Ren not questo dettaglio prima di qualunque
altra cosa. Lo spazio fra gli occhi era talmente largo
che la faccia pareva concava, una distesa di nulla. Era
pallido, con i capelli lunghi incollati ai lati del mento. Indossava
un cappotto di pelle e i guanti rossi, dello stesso
rosso della banda sul cappello.
I becchini si fermarono di colpo. Vedendo avvicinarsi
l'uomo dai guanti rossi, lasciarono cadere a terra il barista.
Non l'abbiamo fatto apposta, disse uno dei due. L'altro
fece qualche passo indietro. I clienti dei tavoli vicini
presero i bicchieri e si spostarono all'altro lato del locale.
L'uomo dai guanti rossi non disse una parola. Ma sotto gli
occhi di tutti estrasse un grosso coltello dalla cintura, lo appoggi
alla mano del barista morto e gliela seg via.
La ragazzina dalla pelle verde afferr la manica di Ren e
ci nascose il viso. Ren sentiva il suo respiro caldo sul tessuto
della camicia e sulla pelle. La mano del barista tremava
mentre l'uomo segava con forza l'osso. Quando ebbe terminato,
l'uomo dai guanti rossi si chin a raccogliere il cappello.
Lo spolver, lo rimise in forma con le dita e se lo calc
in testa. Poi prese la mano del barista, che teneva sempre
stretto fra le dita il cucchiaio, e la port con s al tavolo.
Indic la ragazzina con la pelle verdastra. Tu, portami lo
stufato.
La ragazza corse in cucina mentre alcuni avventori spinsero
con i piedi la segatura per coprire il sangue e ripresero
il loro posto. I becchini parvero sollevati. Si diedero da
fare attorno al corpo, lo sollevarono e uscirono di fretta dal
bar. La porta si richiuse e la luce del giorno scomparve lasciando
solo il bagliore delle lanterne controvento e tutti
gli uomini proprio tutti cominciarono improvvisamente
a parlare, come se fino a quel momento avessero trattenuto
il fiato.
La ragazzina torn con una scodella di stufato. Ren la
osserv mentre si faceva largo fra la gente. Chiuse gli occhi,
ma non serv a nulla. Vedeva ancora il movimento del
coltello, avanti e indietro, la carne viva del braccio amputato.
Era come se la lama fosse entrata nel suo corpo. Si
strinse forte la cicatrice, infilandoci le unghie.
La stanza parve restringersi e allontanarsi, fino a quando
Ren ebbe la sensazione di stare affacciato al pozzo del
Saint Anthony e di sentire l'eco nell'acqua. In quella eco
Ren riviveva un terrore che aveva provato in passato; ora
iniziava a ricordare, e quel terrore si faceva quasi palpabile,
mentre le voci degli uomini nel bar gli ronzavano nelle
orecchie, finch la ragazza dalla faccia verdognola gli afferr
il gomito e disse: Cos la rovesci.
Il bicchiere di birra che teneva in mano era inclinato.
Ren non ricordava di averlo preso dal bancone. Lo raddrizz.
Ringrazi la ragazza, che gli rivolse un sorriso indifferente
prima di tornare al lavoro. Malfermo sulle gambe,
Ren torn al tavolo. Benjamin e Tom guardavano l'uomo
dai guanti rossi, che mangiava lo stufato usando la mano
del barista.
Dobbiamo andarcene da questo posto, disse Tom.
Sei ubriaco, disse Benjamin.
S, ammise Tom. Ma lo dico sul serio.
Non andremo da nessuna parte, disse Benjamin.
Non ancora.
Tom si vers un altro bicchiere. Sono rimasto in questo
bar per due giorni, e ho sentito pi di quanto avrei voluto.
Guard i tavoli intorno, poi si chin in avanti e abbass la
voce. L'uomo delle trappole, McGinty, controlla il mercato
nero. Oppio, romanzi francesi, cartoline, denti d'oro,
whisky, olio di balena, pistole, bracciali d'avorio e rossetto
per le labbra. Qualunque cosa si possa desiderare. Controlla
tutto dalla sua fabbrica, e su ogni transazione si prende la
percentuale. E quando non gli viene riconosciuta la parte che
gli spetta, i suoi uomini vanno a fare i conti al posto suo.
Tom indic con la testa l'uomo dai guanti rossi, poi fece
un gesto di scuse all'indirizzo di Ren. Sono affezionato
alle mie mani. Non ho intenzione di perderle.
Benjamin non rispose. Era troppo intento a studiare l'uomo
dai guanti rossi che mangiava, come se quel semplice
gesto gli stesse insegnando qualcosa, una cosa importante
che aveva cercato di scoprire da anni. Il viso di Benjamin
cambiava ogni volta che l'uomo sollevava la mano mozza
del barista, finch assunse un'aria furiosa quanto Ren non
gli aveva mai visto prima. Si allontan dal tavolo. Cominci
ad abbottonarsi il pastrano.
Dove vai? chiese Tom.
Lo facciamo ancora una volta, disse Benjamin. Ancora
una volta, poi ce ne andiamo. Parve aver fretta, all'improvviso.
Diede a Ren la chiave della camera. Prega
la signora Sands di farti entrare.
E Dolly?
Benjamin si ferm un istante. Diede un colpetto sul mento
a Ren. Assicurati che non uccida nessuno, per il momento.
Detto questo si alz il bavero e con due passi si
immerse tra la folla.
Ren strinse la chiave. Tom vers del liquido chiaro in
due bicchieri e ne spinse uno verso Ren. Ecco, disse.
Sono stufo di bere da solo.
Devo occuparmi di Dolly.
Solo uno.
Ren sollev il bicchiere. Ne assaggi un sorso e lo inghiott.
Sent la bocca in fiamme.
Come si chiamavano i tuoi amici? chiese Tom.
Brom e Ichy, disse Ren.
Il mio si chiamava Christian.
Me lo ricordo.
Tom sospir. E un peccato perdere gli amici.
Ren infil la lingua nel whisky. Aspett per vedere quanto
tempo riusciva a tenere in bocca il whisky prima di ingoiarlo.
Sent un calore piacevole in fondo alla gola. Benjamin
non  tuo amico?
Tom si vers da bere. Aveva la bocca impastata, le parole
erano quasi incomprensibili. Ren dovette avvicinarsi e
concentrarsi per capire.
Quando l'ho conosciuto, Benji era in fuga, aveva disertato.
E la sua sorte non mi ha commosso forse? Non l'ho
accolto con tutto il cuore, offrendogli un tetto? Non
l'ho sfamato e non gli ho insegnato a infilarsi e a sfilarsi dai
guai? Gli ho insegnato a giocare a carte e fare in modo che
una donna non si prendesse gioco di lui. E ora le nostre
strade sono unite a tal punto che ci impiccheranno alla stessa
corda.
Benjamin era nell'esercito?
L'avevano venduto, disse Tom. Suo zio lo aveva
venduto per pagare un debito di gioco. L'esercito l'ha mandato
a ovest, e l ha visto uomini fatti a brandelli che cercavano
di rimettersi le budella nella pancia. Tom appoggi
la testa sul tavolo e gemette. Era un ragazzo, allora.
Aveva solo qualche anno pi di te.
Ren pos il bicchiere. Poi lo riprese. Il fondo lasci un
cerchio umido sul tavolo di legno. Una linea sottile e continua,
un cerchio perfetto. Pens a Sebastian, che sussurrava
dalla porticina di legno. Avrei dovuto usarla prima.
Avrei dovuto esprimere subito il desiderio.
La storia che Tom gli aveva raccontato si frammentava
nella sua testa, e Ren sapeva che se avesse aspettato abbastanza
a lungo, le parole avrebbero abbandonato il locale,
si sarebbero infilate fra i tavoli e sarebbero uscite dalla porta
e allora sarebbe stato come se Tom non le avesse mai dette.
Tom sembrava addormentato ora, la testa fra le braccia.
Ren si lasci scivolare gi dalla sedia ma prima che riuscisse ad andarsene, il maestro alz la testa.
Brom e Ichy.
Giusto, disse Ren.
Bei nomi. Tom riabbass la testa. Tienteli stretti.
...
.
...
Capitolo diciannove.
...
.
...
Dolly dormiva sotto un acero e a Ren che lo guardava
pareva quasi beato. Aveva la testa appoggiata alla corteccia
ruvida, il cappuccio tirato sulla faccia. Era una serata
tiepida. Gli alberi nel parco formavano una fila come pedine su una scacchiera.
Ren gli url nell'orecchio. Gli afferr il naso e gli schiaffeggi
la guancia ma Dolly non reag. Allora Ren si sedette
sull'erba e rimase a guardare il tramonto. Ogni tanto,
per controllare che Dolly respirasse, gli sollevava il collo del
saio. Cont gli anelli della catena tatuata sul petto: erano
diciassette. Cerc di immaginare come dovesse essere avere
alle proprie spalle tutti quei fantasmi.
Pass quasi un'ora prima che Dolly aprisse gli occhi.
Quanto ho dormito?
Un centinaio di anni, disse Ren.
Dolly si tocc la faccia per controllare i baffi. Fece un
sorriso storto. E allora come mai non sono vecchio?
Lo sei, disse Ren. Solo che non si vede.
Le strade erano buie quando si incamminarono verso casa.
Dolly seguiva Ren in uno stato di intontimento, inciampando
in ogni ciottolo del marciapiede. Ren lo guid lungo
una viuzza fino a superare un altro gruppo di soldati che
fumavano fermi all'angolo. Avevano le uniformi sporche e
tenevano i fucili appesi alle spalle con noncuranza. Quando
Ren si volt a guardarli, uno di loro sorrise, mostrando
i denti marci e radi e in risposta Dolly alz la mano, facendo
il segno della croce.
Quando raggiunsero la locanda era quasi sera. Le finestre
lungo il marciapiede erano chiuse. Ren abbass la maniglia
e scopr che la porta era aperta. Il fuoco in cucina era
spento. Il coltello e la pasta erano ancora sul tavolo, il mattarello
era coperto di farina ma della signora Sands nessuna
traccia. Dolly rimase a guardare mentre Ren apriva le
credenze e gli armadi, rovesciava il cesto delle patate, spostava
i cappotti appesi all'appendiabiti vicino alla porta e
infine saliva correndo le scale.
Signora Sands?
Ren controll nei loro letti, poi sal al piano di sopra.
Apr la porta della camera delle ragazze. Era una stanza ampia,
che ospitava agevolmente quattro brande. Appesi alla
parete c'erano frammenti di specchio. Nell'armadio trov
i loro abiti della domenica; gli stivali pesanti e i vestiti blu
invece non c'erano. Rovesci una scatola di belletto. Sal
affannato un altro piano di scale fino alla soffitta.
Buss e quando nessuno rispose entr. La stanza era piccola,
con un soffitto spiovente e due lucernari. Sotto i lucernari
c'era un vecchio letto di corda su cui, distesa di traverso,
ancora in abiti da cucina, stava la signora Sands.
Aveva il viso in fiamme e la sommit del colletto strappata
e aperta. Le mani erano ancora sporche di farina. Ren
le tocc la spalla. Signora Sands, sussurr. La donna cominci
a tremare, piano dapprima come se stesse solo rispondendo,
poi sempre pi forte sinch cadde quasi a terra.
Ren prese la coperta, gliela mise addosso e la tenne ferma
con tutto il suo peso.
cos mi ammazzi.
Cerco di aiutarvi.
La signora Sands si concentr un istante sul viso di Ren.
Allung una mano e lo afferr.  il bambino annegato
La signora Sands scosse la testa. Si aggrapp alle lenzuola.
NON HO MAI VISTO NESSUNO CHE AVESSE TANTA FAME.
Che cosa vi prende? disse Ren.
NON PORTER VIA LA SCODELLA, LO PROMETTO. Afferr
il braccio di Ren e cerc di alzarsi. devo preparare
la cena. Scese dal letto e cominci a tossire, piegata
in due per lo sforzo. Si accasci a terra, si premette le mani
sulle costole e cominci a piangere. Un rivolo di sangue
le sgocciol dalla bocca e fin sul tappeto.
Dolly! grid Ren. Corse verso le scale. Dolly!
La scala cominci a vibrare come se a ogni passo dell'uomo
fosse sul punto di crollare. Dolly irruppe nella stanza,
le mani in avanti, come un cieco.
Le esce sangue dalla bocca.
Dolly si chin sul pavimento con il suo saio da frate.
Squadr la locandiera da capo a piedi, poi le tocc lo stomaco.
La signora Sands gemette.
Non fare cos! disse Ren.
Sta male.
Lo so, disse Ren. Aiutami.
Insieme distesero la signora Sands sul letto e la avvolsero
in una coperta. Ren aveva visto bambini ammalarsi di
quella stessa febbre al Saint Anthony. Quando tossendo sputavano
sangue, fra Joseph li spostava in un'altra stanza. Se
i frati aspettavano troppo a chiamare il dottore, bisognava
scavare un'altra tomba nel prato vicino alla cappella.
Dolly trasport la signora Sands al piano di sotto mentre
Ren svitava il pomolo del letto di Benjamin. Ci servir
del denaro, pens, e lo prese tutto. Cavallo e carro si trovavano
nella stalla; ci volle del tempo per attaccare l'animale
ai finimenti e per sistemare la signora Sands sul carro.
Ren rimase ad ascoltarla mentre tossiva, poi afferr le
redini con la mano buona e sper di ricordarsi la strada al buio.
Pass quasi un'ora prima che arrivassero al ponte. Per
tre volte Ren aveva preso la strada sbagliata. Dolly non ricordava
da dove fossero arrivati e la signora Sands era crollata
in un sonno agitato, in un bagno di sudore. Mentre
passavano, Ren vide alcune sagome nelle vie laterali, persone
che si muovevano attorno a un fuoco, un vagabondo
appoggiato a un muro, una vecchia che si teneva alzata la
gonna fino alla vita: la lasci cadere vedendoli passare. Il
ragazzo guard avanti, come se non avesse notato nulla, e
quando infine vide il ponte in lontananza tir un sospiro
di sollievo. Da l in poi c'era una sola strada che portava all'ospedale.
Il carro oscill mentre attraversavano il fiume. Ren
guard in basso, verso la corrente tumultuosa. Pens al
bambino annegato e si chiese se in quel momento il suo spirito
si potesse accorgere che i suoi vestiti passavano sopra
di lui. Ren tenne salde le redini e cominci a patteggiare
con Dio. Se fossero riusciti ad attraversare il ponte sani e
salvi, avrebbe recitato dieci rosari. Se fossero riusciti a raggiungere
l'ospedale, ne avrebbe detti venti.
Sotto un lampione poco pi avanti vide due uomini che
fumavano la pipa. Uno dei due indossava un cappello di feltro
calcato sulle ventitr; l'altro indossava le ghette allacciate
al ginocchio. Erano gli stessi uomini che Dolly aveva
riconosciuto fuori della taverna di O'Sullivan. Ren esit,
ma senza fermarsi. Quando furono vicini, l'uomo con le
ghette prese un disco piatto e rotondo da sotto il braccio e
lo batt sul braccio. Con uno schiocco il disco si trasform
in un cilindro. L'uomo se lo mise in testa e balz davanti
al cavallo, afferrando la briglia.
 un po' tardi per il catechismo, non crede, padre?
L'uomo con il cilindro non poteva avere pi di vent'anni.
Aveva il viso liscio, e un'esagerata fiducia in se stesso.
Alle sue spalle, l'uomo con il cappello a falda rialzata aveva
estratto una catena di tasca e se la faceva scorrere fra le dita.
Sono un frate, disse Dolly.
Non  quello che ricordo io, disse il Cilindro. Io
ho in mente un vestito viola.
Ren strinse le redini. La giumenta agit la testa avanti e
indietro. Dolly si tolse il cappuccio dalla faccia, poi scese
dal carro.
Lascia andare il cavallo.
Vogliamo solo la vostra benedizione, disse il Cilindro.
Allora forse potremo anche dimenticare di avervi visto.
Ce la darete la vostra benedizione, padre?
Dolly sollev le dita come per fare il segno della croce.
Alle sue spalle, l'uomo col cappello a falda rialzata sollev
la catena. La cal con forza sul collo di Dolly. Ren grid,
ma Dolly non reag. Si volt senza scomporsi e afferr l'uomo
per la gola, stritolandola. La catena cadde a terra. Dolly
spinse l'uomo contro il lampione e gli fracass il cranio picchiandolo
pi e pi volte contro il palo finch il cappello
non rotol sul marciapiede.
Ren fu strappato via dal sedile. L'uomo col cilindro gli
urlava nell'orecchio e solo in quel momento si rese conto di
avere un coltello puntato alla guancia. Un attimo dopo rotolarono
a terra e Dolly era sopra di loro. Volavano gomiti
e ginocchia dappertutto. Ren sent una puntura sulla guancia.
Un piede nello stomaco. Si copri il viso con le mani e
rotol gi dal marciapiede, nel canale di scolo. Sopra di lui
qualcuno urlava e gemeva. In pochi istanti fu tutto finito
e torn il silenzio. Le dita del ragazzo toccarono qualcosa
di umido. Puzzava di pesce marcio, e lo era. Ren si guard
intorno. Era circondato da teste e code, i resti di una giornata
di pesca nel fiume.
Dolly afferr il ragazzo per il gomito e lo rimise in piedi.
La tunica da pastore era coperta di schizzi di sangue.
L'uomo con il cilindro era sdraiato sul marciapiede; uno dei
due occhi era scomparso e dalla palpebra vuota sgorgava un
filo di sangue che gli arrivava all'orecchio.
Ren tremava. Aveva le gambe fradicie. Sent delle voci,
poi un grido nella viuzza, sempre pi vicini. Dolly guardava
verso il buio, tranquillo, e il ragazzo cap che avrebbe
potuto ucciderne altri dieci a quel modo. Cerc di non farsi
prendere dal panico. Prov a immaginare che cosa avrebbe
fatto Benjamin.
Mettili sul carro, presto, disse Ren.
Insieme caricarono i due uomini nel retro del carro, e li
adagiarono ai due lati della signora Sands. Il trambusto l'aveva
disturbata. Era sveglia, la faccia piena di macchie rosse,
la fronte coperta di sudore.
MI RUBANO SEMPRE LA PANCETTA! grid.
S, lo sappiamo, disse Ren. Copr i cadaveri.
La signora Sands parve pi contenta quando i due corpi
sparirono sotto la coperta. Richiuse gli occhi. ben gli sta.
Ren le aggiust la trapunta fin sotto il mento. Prese Dolly
per mano. Andiamocene.
Le dita di Dolly erano viscide; Ren tocc qualcosa che
poteva essere capelli o pelle sul palmo. Non voleva farlo,
pens mentre risalivano sul carro, ma in cuor suo sapeva
che non era cos e che Dolly lo avrebbe fatto ancora, e ancora.
Da quel momento Ren smise di pensare. Sentiva solo l'aria fresca che gli sferzava il viso madido, la puzza di
pesce sugli abiti. Il lampione scomparve alle loro spalle e il
ragazzo si rese conto che divideva il sedile con un assassino.
Non ci sarebbero stati altri baratti con Dio. Gli toccava
andare all'inferno, di sicuro.
Ren spinse il cavallo, cercando di mettere pi distanza
possibile fra loro e la citt. La legge avrebbe dato loro la
caccia ben presto, se non era gi sulle tracce di Dolly. Cominci
a sudargli la mano al pensiero che li avrebbero potuti
prendere. Si voltava di continuo per controllare che
nessuno li seguisse. Poco dopo raggiunsero il confine della
citt e furono in aperta campagna. Dolly si appoggi al sedile,
come se tutto quello che era successo non fosse capitato
a loro, ma a qualcun altro. La luna fece capolino da una
nuvola, ma il viso dell'uomo rimase nell'ombra.
Li hai ammazzati, Dolly.
 colpa loro.
Questo non migliora la situazione. Si sent un fruscio
nel bosco, ai lati della strada. Ren si volt. Si sentiva
osservato dagli alberi. Le querce, gli olmi e gli aceri sovrastavano
il carro, con i rami che oscillavano sopra le loro teste.
Ren sentiva le parole di contrizione che premevano per
farsi largo finch non riusc pi a contenersi. Mio Dio,
mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati.
Osserv Dolly che stava guardando le stelle. Dovresti
confessarti anche tu.
Per che cosa? chiese Dolly.
Per tutto.
Ci vorrebbero anni, disse Dolly. E in pi non mi
ricordo nemmeno la met di quel che ho fatto.
Se non lo fai, non ti potrai salvare.
Ren si volt rapidamente
per vedere che effetto avessero su Dolly le sue
parole. Con sorpresa dovette constatare che non ne avevano
alcuno.
Il ragazzo fece del suo meglio per spiegargli i sette peccati
capitali, il Secondo Avvento e la fine del mondo. Raccont
a Dolly che i morti sarebbero risorti e sarebbero stati
in mezzo ai vivi nel giorno del giudizio e che Cristo avrebbe
deciso chi doveva andare in paradiso e chi doveva finire
all'inferno per l'eternit.
Io ci sono gi stato all'inferno, disse Dolly. E sono
tornato indietro.
Ma  un peccato, disse Ren. Ed  contro la legge.
Andrai in prigione. E ti impiccheranno. Non riusciva a
capire l'indifferenza di Dolly. Si alz un vento gelido e a
Ren cominci a colare il naso.
Una nuvola scopr la luna e il viso di Dolly usc dall'oscurit.
Diede una pacca sulla spalla di Ren. Te l'ho detto.
Io sono fatto per uccidere.
Nel retro del carro gli uomini rimasero muti, in tacito assenso.
D'un tratto Ren fu preso dall'ansia, per paura che
fossero ancora vivi. Ferm il cavallo, poi sollev un lembo
della coperta. Il bordo del cappello a falda rialzata era appoggiato
di lato, il retro del cranio dell'uomo era spaccato
in due. Il viso dell'altro grondava sangue: avevano lasciato
il suo cilindro per la strada. Ren rest in attesa di un segno,
sentendo crescere la nausea. Il dottor Milton si sbagliava.
Non c'era nulla di bello in quei corpi.
Nel buio Ren guard la strada che stava davanti a loro.
In fondo c'era uno spiazzo e tra le foglie riusc a intravedere
in lontananza la torretta dell'ospedale, come un gigante
che aspettava di essere sfamato. Il ragazzo fece un respiro
profondo, poi copr i due cadaveri, tolse il freno, e rimise
in marcia il cavallo. Padre John gli aveva sempre detto che
il Giorno del Giudizio sarebbe arrivato mentre loro due
erano ancora in vita. Ma quando Ren guard indietro, vide
che nessuno li seguiva, e il giudizio non sembrava affatto prossimo.
...
.
...
Capitolo venti.
...
.
...
Al cancello videro suor Agnes con le padelle in mano, come
se li stesse aspettando. Sbatteva i contenitori a uno a
uno contro il muro e con il piede spingeva i rifiuti in un
mucchio. Aveva l'aria stanca, come se non avesse mai smesso
di lavorare.
Il carro si avvicin e Ren cap che non c'era modo di arrivare
allo scantinato senza incontrare suor Agnes. Fu sul
punto di vacillare, poi decise di fare come avrebbe fatto
Benjamin. Sorrise e agit la mano in segno di saluto, passando
le redini a Dolly. Tir il freno. La nostra locandiera
 malata.
Suor Agnes pos a terra le padelle e apr il cancello. Se
 contagiosa dovrete portarla via -, Si asciug le mani nel
grembiule grigio, e prima che Ren riuscisse a fermarla and
verso il retro del carro e sollev le coperte.
Ren si aspett di sentirla gridare. Oppure di vederla
scoppiare in lacrime. Ma dopo aver dato un'occhiata ai due
cadaveri, suor Agnes li spinse di lato e cominci a misurare
la temperatura della signora Sands.
Febbre, disse la suora. Sollev le palpebre della signora
Sands. Pupille dilatate.
Le tocc il collo. Gonfiore. Apr la bocca della paziente, sbirciando fra le labbra.
Infezione. Per tutto quel tempo la signora Sands
cerc di allontanarla, ma suor Agnes la evit facilmente.
Poi le afferr i polsi, le appoggi l'orecchio al petto e lo tenne
cos per qualche istante.
Guarir?
Silenzio!
assassini! grid la signora Sands.
Ren sent il sangue defluirgli dal viso. Ma la suora ignor
del tutto la signora Sands. Rimase in ascolto per un altro
minuto poi si alz e rimise a posto le coperte. La vostra
locandiera ha l'influenza.
 grave?
Pu esserlo. E causata dall'umidit. Ed  contagiosa.
Diffonder la malattia fra gli altri pazienti. Non possiamo
ospitarla. Rimbocc le coperte attorno al corpo della signora
Sands con mano esperta. A meno che non abbiate
la possibilit di pagare una camera privata.
Ren affond la mano nella tasca e tir fuori i soldi che
aveva tolto dal pomolo del letto. Suor Agnes li prese e Ren
temette che non fossero abbastanza. La suora li cont in silenzio,
poi pos gli occhi scuri su Dolly, ancora seduto sul
sedile di guida. Guardava avanti, le spalle curve. Nelle ultime
tre miglia non aveva prestato attenzione a Ren e ora
ignorava anche suor Agnes.
Fratello.
Dolly guard la suora.
Venite dal Saint Anthony? chiese.
S, disse Ren, viene da l.
Dolly fece il segno della croce e suor Agnes lo osserv attentamente.
Da dove vengono quegli uomini?
Suonava come un'accusa e Dolly si fece scuro in viso.
Ren sapeva che la stava studiando, calcolando i rischi. Si
fece avanti.
Li abbiamo trovati per la strada.
Quando suor Agnes si avvicin a Dolly, per osservare
meglio la sua veste, Ren cap che aveva dei dubbi sulla loro
identit. Poi la suora strinse le labbra come se i suoi sospetti
avessero trovato conferma. Infil le mani nelle maniche
e con un cenno del capo indic il retro del carro.
Mettete gli altri due nella cantina. Il dottore sta facendo
le visite del mattino, ma sono certa che riceverete la giusta
ricompensa.
Rimase accanto a loro mentre avvolgevano i corpi nelle
coperte e li trasportavano nello scantinato. Nella parte inferiore
della porta si apriva una porticina pi piccola dalla
quale si potevano infilare i corpi, quasi identica a quella nel
portone del Saint Anthony. Ren sollev la maniglia e sbirci
all'interno. Un lungo scivolo di metallo accoglieva le
consegne. Uno dopo l'altro, Dolly spinse i corpi all'interno
e Ren li sent scivolare nell'oscurit.
Il mattino cominciava gi a tingere il cielo dei suoi colori
quando suor Agnes li accompagn al piano di sopra nel
reparto a pagamento. Dolly saliva i gradini con grande cautela,
portando in braccio la signora Sands. Ren li seguiva.
Sentiva i pazienti delle camerate che si rigiravano nei letti,
e il loro mormorio che riecheggiava nei corridoi.
Al secondo piano suor Agnes prese una chiave del mazzo
che teneva legato in vita. Apr una porta che conduceva
a un lungo corridoio su cui affacciavano le camere. Seduta
davanti a ogni porta c'era una suora della Carit. La
maggior parte delle suore lavorava a maglia, ma Ren si accorse
che una o due dormivano. Suor Agnes le pungol
mentre passava e le suore si accasciarono ancora di pi sulle
sedie, prima di svegliarsi di soprassalto.
A ogni sorella sono affidati due pazienti. Le sorelle sono
a disposizione notte e giorno, e sono responsabili dei pasti
e del cambio della biancheria. Se la vostra locandiera ha
bisogno di qualcosa, deve suonare il campanello e suor Josephine
risponder. Una vecchia suora piena di lentiggini
era appoggiata al muro fuori della stanza vuota, con il
velo a sghimbescio in posizione precaria e la bocca aperta.
Una nuova paziente, disse suor Agnes.
La suora spalanc gli occhi. Era sulla settantina, e lunghe
ciocche di capelli grigi le spuntavano dal velo. Pareva
una donna forte, nonostante l'et.
Prendete la tinozza e l'acqua, disse suor Agnes. Bisogner
spidocchiarla.
Suor Josephine si avvi lungo il corridoio con i piedi strascicati,
tirandosi su le maniche e scoprendo due braccia di
proporzioni notevoli. Dolly depose la locandiera sul letto
mentre Ren esaminava la stanza. Era una camera gradevole,
con il pavimento pulito, la carta da parati a fiori e le tende
bordate di pizzo.
NON SONO UN PIDOCCHIO!
Silenzio! disse suor Agnes. Sveglier gli altri pazienti.
Non pu farne a meno, cerc di spiegare Ren.
ragazzo!
Shhhh. Afferr la mano della signora Sands e la strinse
con forza.
DEVI PREPARARGLI LA CENA. DEVI PORTARGLI LE CALZE.
Ren cerc di tapparle la bocca, ma la signora Sands gli
prese le dita.
LASCIA TUTTO VICINO AL CAMINO.
Allora il ragazzo cap. Parlava del nano che era uscito dal
camino. La signora Sands sapeva che Ren lo aveva visto.
Sapeva che Ren aveva rubato il cavallino di legno.
Suor Agnes estrasse dalla manica dell'abito una bottiglietta
marrone. La tenne sotto il naso della signora Sands
e la locandiera cominci subito a starnutire. L'avete fatta
agitare.
La porta si spalanc e arriv suor Josephine con una bacinella
piena d'acqua. Fuori dai piedi! disse rivolta a
Dolly, che si schiacci contro il muro, tenendosi lo stomaco
nel punto in cui la suora lo aveva appena colpito con una
gomitata.
Ha bisogno di dormire, disse suor Agnes. Dovreste
andarvene. Sar curata a dovere qui. Dio sia lodato.
Ren si chin sul letto. Gli occhi della signora Sands non
riuscivano a metterlo a fuoco. La sua mano era senza vita.
Ren le vedeva l'interno della bocca. Sulla destra c'era un
molare con un'otturazione d'oro. Suor Josephine cominci
a togliere le forcine dai capelli della signora Sands.
Quanto tempo ci vorr perch migliori?
Non si pu dire, rispose suor Agnes.
Torner presto, disse Ren alla signora Sands. La locandiera
tir qualche sberla alle suore che cercavano di spogliarla,
e suor Agnes spinse Ren e Dolly fuori dalla stanza.
Odio questo posto, disse Dolly mentre varcavano le
porte della corsia.
Non sei mai stato malato? chiese Ren.
Dolly si sedette sulle scale e sollev la tunica. Mostr a
Ren un foro ricucito, delle dimensioni di una moneta da un
quarto di dollaro, che aveva nella coscia.
Come te lo sei fatto?
Un tizio mi ha sparato, disse Dolly. Tocc il foro con
le dita.
Perch?
Perch lo stavo strangolando. Dolly spinse la lingua
di lato gonfiando dall'interno la guancia e Ren cap che si
stava vantando di nuovo. Mostr a Ren il punto da cui il
proiettile era uscito, sul lato opposto della gamba.
Ha mancato di poco l'osso, disse il dottor Milton.
Era sul pianerottolo al piano di sotto e li guardava attraverso
la ringhiera delle scale, con l'abito immacolato, la
barba ben curata, le unghie pulite e tagliate. Che visita
inattesa.
La nostra padrona di casa, disse Ren.  malata.
Febbre? chiese il dottor Milton. Abbiamo avuto
diversi casi molto interessanti. Una persona  morta la notte
scorsa. Sal le scale, si chin in avanti e tocc il foro
del proiettile di Dolly. Deve essere stato davvero molto
doloroso.
Dolly distolse lo sguardo, quasi in imbarazzo.
Il dottor Milton esamin le mani enormi di Dolly, il suo
petto, la testa squadrata e calva. Tolse il dito dal foro. Dovete
condurre una vita assai affascinante voi.
Dolly lo guard interdetto.
S, esclam Ren. S, proprio cos.
Il ragazzo sent che l'ospedale si stava lentamente risvegliando,
mentre i medici, gli studenti e i pazienti cominciavano
la loro giornata. Una sorella della Carit pass reggendo
un vassoio con l'occorrente per le medicazioni. Due giovani
studenti che salivano le scale salutarono il dottor
Milton con un cenno del capo. Sembrarono sorpresi nel vedere
Dolly, con la tunica insanguinata sollevata fino alle ginocchia.
Vorrei parlare con voi, disse il dottor Milton. In
sala operatoria, prego. Guid Ren e Dolly lungo il corridoio,
oltre una fila di ritratti fra cui il suo, quello in cui
sembrava affamato. La sala operatoria era vuota, il palco tirato
a lucido e coperto da poco di segatura. Il sole del mattino
entrava dai lucernari e illuminava le file di panche. Il
dottor Milton chiuse la porta.
Ho ricevuto la vostra consegna. Temo ci sia un problema.
Quale? chiese Ren.
Sono stati uccisi. Il dottore indic l'angolo del proprio
occhio. Qui, disse. E qui. Si tocc la nuca. Il
sangue non  ancora rappreso. Sono morti da poche ore.
Quando un corpo arriva in queste condizioni, sono tenuto
a informare la polizia.
Ren toss.  stato un incidente.
Per me non fa alcuna differenza.
Nella stanza cal il silenzio. Ren guard Dolly, che era
rimasto in piedi vicino alla porta e apriva e chiudeva le mani
di continuo, la fronte corrugata. Se solo ci fosse stato
Benjamin con loro, pens Ren. Avevano bisogno di una storia
che li tirasse fuori da quel guaio. Il ragazzo cerc una
spiegazione verosimile. Ma Dolly si avvicin al dottore e
gli diede un colpetto sulla spalla.
Li ho uccisi io, disse.
Prego? disse il dottor Milton.
Li ho uccisi e non mi dispiace, disse Dolly e poi si
volt verso Ren, come se avesse appena compiuto un'azione
meravigliosa.
Be', disse il dottor Milton, inspirando a denti stretti.
Questo  molto interessante.
Il discorso che Ren gli aveva fatto lungo la via aveva dato
dei risultati e aveva portato alla luce la verit. Dolly aveva
confessato, ma l'aveva fatto con l'uomo sbagliato. Ren
gemette. Eccoci, pens. Siamo spacciati. Fu sorpreso
di scoprire che si sentiva pi sollevato che impaurito. Si
sedette sui gradini, lasci cadere in avanti la testa e aspett
che il dottor Milton mandasse a chiamare la polizia. Ma il
dottore non diede l'allarme. Estrasse dalla tasca un piccolo taccuino e cominci a scrivere alacremente.
Vorrei esaminarvi, disse a Dolly. Me lo permettete?
Indic il tavolo operatorio al centro del palco. Dolly
gett un'occhiata a Ren, e quando il ragazzo si strinse nelle
spalle, Dolly segu il dottore gi per i gradini. Il dottor
Milton tolse un po' di segatura dal tavolo e Dolly ci si sedette
sopra per poi sdraiarsi come se volesse fare un pisolino.
Il dottore prese qualche altro appunto, poi si chin sul
viso di Dolly. Ora vi toccher la testa.
Perch?
Voglio fare alcune misurazioni. Il dottor Milton pos
la punta delle dita sulle tempie di Dolly. Poi le fece scorrere
lentamente sul cranio, soffermandosi su ogni bitorzolo,pass il pollice al centro, tastando la sutura centrale come
se fosse quella a tenere unite le due met dell'uomo. Il
sole del mattino entrava dal lucernario e illuminava la faccia
del dottore.
Ho conosciuto un gigante una volta, disse il dottor
Milton. Aveva la stessa forma della testa. Quando venni
a sapere che era malato, cercai di stringere un patto con
lui, ma rifiut di vendermi il suo corpo. Fece promettere
ai suoi amici di sigillarlo in una bara di piombo e di gettarlo
nell'oceano. Io per pagai i becchini perch riempissero
la cassa di pietre.  stata un'acquisizione preziosa per
la mia collezione. Il dottor Milton pass le dita sulla mandibola
di Dolly. Un assassino mi manca. Forse potrei riuscire
a convincervi in modo da poter ampliare i miei studi
di frenologia?
Dolly sbatt le palpebre, senza capire. Poi comprese. La
nebbia scura gli riemp di nuovo gli occhi, alz una mano e
con un solo movimento afferr il braccio del dottore e lo
rovesci all'indietro. Il dottor Milton grid e cerc di liberarsi,
afferrando Dolly con la mano libera. Dolly si mise a
sedere sul tavolo operatorio e sub la gragnuola di colpi come
se niente fosse.
Il dottore cominci a gridare e Dolly gli tapp la bocca,
proprio come aveva fatto con la signora Sands, soffocando
le grida con le sue dita enormi. Ren guard il dottor
Milton agitarsi e si ricord di quanta paura aveva provato
quando era andato l per la prima volta, e si era seduto sul
bordo di quel tavolo. Aspett ancora qualche istante e poi
disse: Basta cos.
Dolly lo liber. Il dottor Milton si allontan barcollando,
tenendosi il braccio e imprecando. Penso che sia
rotto.
Lo avete spaventato.
Io avrei spaventato lui?
 dispiaciuto. Non  cos, Dolly?
No.
Il dottor Milton pieg lentamente il braccio, con una
smorfia di dolore. Si rimbocc la manica e tast l'osso.
Non  rotto. E slogato. Ma mi impedir di operare per
almeno una settimana. Lo spiegherete voi alla signora Fitzpatrick
e al suo gozzo?
No, non direi, rispose Ren.
Conoscere la storia di una persona pu essere d'aiuto, -
disse il dottor Milton. Era ci che intendevo dire.
Se conosco la professione di un uomo o il suo temperamento,
posso capire in che modo questi elementi hanno influenzato
la crescita del suo corpo. Se ha il fegato malato o il cuore
troppo piccolo. Un'anomalia pu aprire la porta alla comprensione.
Il dottor Milton indugi sulla scatola degli
strumenti, come se gli offrissero una sorta di protezione.
Con la punta delle dita tir fuori una benda e cominci a
fasciarsi il braccio ferito, sino al polso.
Non sono diverso da chiunque altro, disse Dolly.
S, invece, disse il dottor Milton, brandendo un paio
di forbici. Ren intuiva che aveva ancora paura. Voi siete
un assassino.
Le forbici luccicarono alla luce, creando un bagliore che
parve un segno. Anche gli uomini che abbiamo portato
qui erano assassini, disse Ren.
Il dottor Milton parve interessato, se non del tutto tranquillizzato.
Hanno famiglia? Qualcuno che potrebbe cercarli?
Ren guard il dottore dritto negli occhi. No.
Non vi pagher il solito prezzo, disse il dottor Milton.
E prima voglio che quest'uomo se ne vada.
Io non lascio Ren, disse Dolly.
Il ragazzo appoggi la mano sul braccio di Dolly. Solo
per qualche minuto, disse. Aspettami fuori.
Dolly fece scrocchiare le nocche. Rivolse al dottor Milton
un'occhiata minacciosa, poi slanci il corpo in avanti e
scese dal tavolo operatorio. Ren rimase a guardare Dolly
che se ne andava e quando si volt vide che il dottor Milton
si era confezionato un sostegno per il braccio. Con un
po' di fatica, l'uomo tir fuori il portafogli dalla tasca e ficc
le banconote nella mano di Ren. Era meno di un terzo di
quanto avevano ricevuto la volta prima.
Sei un ragazzo in gamba, disse il dottor Milton.
Non so che cosa ci fai con un tipo del genere.
 mio amico, disse Ren.
Dovresti andare a scuola. Potresti studiare scienze.
Oppure trovarti un lavoro. Un'occupazione rispettabile.
Quelle possibilit si aprirono davanti agli occhi di Ren
come carte da gioco distese su un tavolo, poi si richiusero
finch non ne rimase che una. Non avrebbe mai studiato
scienze; non sarebbe mai diventato una persona rispettabile.
E si era stancato di cercare di fare il bravo. Il meglio che
poteva fare era seguire la strada che Benjamin gli aveva indicato.
Ormai apparteneva a quel mondo.
Non voglio che torni qui, disse il dottor Milton. A
meno che non sia lui la consegna. Per questo potrei pagare un extra.
Ren immagin le ossa di Dolly appese accanto a quelle del gigante. Non penso che approverebbe.
Non deve approvare, disse il dottore. Deve solo essere morto.
...
.
...
Capitolo ventuno.
...
.
...
Frugando nei cassetti della signora Sands alla ricerca delle
calze per il nano, Ren e Dolly trovarono montagne di camicie
da notte. Ren si stup della quantit di biancheria,
dal momento che addosso alla locandiera aveva visto solo
due vestiti, quello viola e quello marrone. Nel suo armadio
ne aveva trovato un altro, di seta grigia leggera, coperto
con la carta e legato con uno spago. Immagin che si trattasse
del suo abito da sposa.
Per tutto il tempo che passarono a cercare, Ren si chiese
che cosa avrebbe detto a Benjamin e a Tom. Voleva raccontare
degli omicidi sotto il lampione, ma temeva che potessero
denunciare Dolly. E poi c'era il denaro sparito dal
pomolo del letto. A Benjamin doveva pur raccontare qualcosa,
ma pi pensava a una scusa e pi la sua mente era vuota.
Dolly apr una scatoletta piena di nastri, arrotolati e fermati
con gli spilli. Li tir fuori uno dopo l'altro finch si
aprirono spargendosi sul com in ampie spirali. Guard nello specchio appeso sopra la cassettiera. Ren, disse.
Guarda!
Impilata sulla trave sopra le loro teste c'era una montagna
di giocattoli che, nascosti sotto uno strato di polvere,
aspettavano di essere trovati: una marionetta a forma di
scimmia, una flotta di navi vichinghe, cubi con le lettere,
minuscoli maiali, una maschera a forma di luna, un castello
con il drago, una serie di pesci, dal pi grande al pi
piccolo, che si potevano infilare uno dentro l'altro, con lo
squalo che ingoiava il pesciolino. Dolly prese Ren sulle
spalle e insieme recuperarono i giocattoli e li appoggiarono
sul letto.
Ren and a prendere il cavallino di legno dal nascondiglio
nella sua camera e lo mise accanto agli altri giocattoli.
Non c'era dubbio che fosse opera della stessa mano. Negli
spigoli appuntiti delle orecchie e nella forma tozza del muso,
il cavallino assomigliava alle creature che ora lo circondavano.
Il nano non poteva essere cos malvagio, pens
Ren, se aveva fatto tutte quelle cose belle.
Trovarono una borsa che conteneva il lavoro a maglia in
una cassapanca ai piedi del letto. L sotto, avvolte in una tela
grezza, c'erano le calze pulite. I talloni e le punte erano
bucati. Ren not che erano state rammendate molte volte.
Le sollev e riconobbe la taglia e lo stile. Evidentemente
non era il solo a indossare gli abiti del bambino annegato.
Dolly cominci a rovistare nella borsa del lavoro a maglia.
Ne estrasse un rocchetto di filo, una serie di aghi, e
un paio di forbici minuscole. Ho bisogno di un pomolo del letto.
A cosa ti serve?
A rammendare le calze.
Tornarono nella loro camera e Dolly fece scivolare il calzino
bucato sul pomolo del letto. Poi infil l'ago e cominci
a cucire con piccoli punti verticali lungo i bordi del buco.
Quando ebbe finito un i punti sulle due estremit con
un pezzo di filo pi lungo, creando una gabbia. Poi lo tagli
e ricominci lo stesso lavoro nella direzione opposta,
sopra, sotto e di traverso.
Dove hai imparato?
Me l'ha insegnato mia madre.
Ren rimase a osservare mentre il rammendo prendeva
forma nelle mani di Dolly. Era difficile credere che Dolly
avesse mai avuto una madre. Rammendava le calze nello
stesso modo in cui aveva ucciso gli uomini sotto il lampione,
con metodo e senza alcuna emozione. Spinse l'ago avanti
e indietro finch ebbe tessuto una tela delicata al posto
del buco. Ripet la stessa operazione sul tallone, contando
i giri di filo a bassa voce.
Perch pensi che la signora Sands si prenda cura di
lui? chiese Ren.
Non lo so, disse Dolly.
Scommetto che ha fatto qualcosa di terribile.
Ma  solo un nano, disse Dolly. Non penso che abbia
potuto fare granch. Dolly mise da parte la prima calza
e fece scivolare la seconda sul pomolo. Con la saliva inumid
l'estremit del filo e infil l'ago con le dita giganti. Ricominci
a tessere la sua tela, questa volta sul tallone bucato.
Il pomolo scompariva man mano che Dolly lavorava. Ren
pens a tutte le cose terribili che Dolly aveva fatto. A tutte
le cose terribili che avrebbe fatto ancora.
Hai ancora intenzione di ucciderlo? chiese Ren.
Chi?
L'uomo che sei stato ingaggiato per uccidere.
Penso di s.
Perch?
Mi hanno gi pagato per farlo. Tolse la calza rammendata
dal pomolo del letto e la pass a Ren. E poi lui
lo sa che lo devo uccidere. Se non lo faccio, sar lui a uccidere
me. Dolly strisci al suo posto sotto il letto. Adesso
per sono troppo stanco. Forse lo far domani.
Ren si sporse dal bordo del materasso. Come fai a ucciderli?
Dolly entrava a malapena nello spazio sotto il letto, con
la fronte che quasi toccava le assi di legno. Il collo. Il collo  la cosa pi facile.
Non usi una pistola?
Troppo rumore.
Ren rotol sul letto. Si tir una delle coperte della signora
Sands sulle spalle e rimase a guardare il sole del tardo pomeriggio
che si rifletteva sulle pareti. E se ti chiedessi di
non ucciderlo?
Dolly sospir.
Ce ne andremo di qui. Potresti venire con noi. Ren
strinse la coperta nella mano.
Ci penser, disse Dolly. Ma non ti prometto niente.
Dopo pochi minuti si gir, spostando il materasso e sollevando
Ren insieme a tutto il resto. Poi il letto torn ad appoggiarsi
sulle gambe, ad alcuni centimetri di distanza rispetto
a prima e sulla sinistra. Ren sent il respiro del suo amico
farsi sempre pi regolare. Poi Dolly cominci a russare.
Ren rimase a fissare il soffitto e a pensare all'uomo col
cappello a cilindro, al peso del suo corpo mentre lo spingevano
attraverso la porta dello scantinato, all'ospedale. Si
tocc la cicatrice sulla guancia dove il coltello dell'uomo l'aveva
tagliato. Nel giro di una settimana la crosta sarebbe
andata via, scoprendo la pelle nuova, rosata e fresca. Ren
aveva gi convinto Dolly a confessare. Se ora fosse riuscito
a impedirgli di uccidere un altro uomo, e se avesse pregato
pi che poteva, forse sarebbe stato come se tutte quelle
cose non fossero mai accadute.
A mezzanotte, dato che Benjamin non era ancora tornato,
Ren scese le scale per mantenere la promessa fatta alla
signora Sands. Prese lo stesso vassoio che aveva visto usare
da lei e mise insieme in fretta una cena a base di pane
raffermo e salsiccia secca, insieme a una piccola mela ammaccata,
e copr il tutto con un tovagliolo. Appoggi il vassoio
sul tavolo vicino alle calze che Dolly aveva rammendato.
Poi si rannicchi nella cesta delle patate e aspett.
Pass quasi un'ora e Ren ormai sentiva un gran formicolio
alle gambe. Proprio quando cominciava a pensare che
il nano non sarebbe arrivato, sent un rumore nel camino.
Alcuni istanti dopo l'omino scivol fuori dal focolare. Dall'interno
della cesta di patate Ren rimase a guardarlo mentre
ispezionava la stanza, poi sollevava il tovagliolo e sbuffava.
Ignor il pane secco e la salsiccia, prese la mela e la
port con s allo sgabello vicino al fuoco. Tagli il frutto
con mano esperta, mangiando i pezzi direttamente dalla lama
del coltello. Indossava gli stessi vestiti che Ren gli aveva
gi visto: una giacca marrone corta, pantaloni verdi e
minuscoli stivali malconci. Quando ebbe finito la mela, il
nano addent il torsolo e sput i semi nel fuoco. Poi si lecc
le dita, si slacci gli stivali, si tolse le calze, e prese quelle
che Ren gli aveva lasciato.
Ispezion la punta. Tocc il tallone. Un istante dopo era
in piedi e camminava tra i tavoli dietro il bancone, andando
a sollevare il coperchio della cassapanca. Ren cerc di
tenerlo d'occhio dal cesto di patate, ma il nano si allontan
fuori vista, verso il fondo della cucina dove il ragazzo lo
sent spostare sedie e sbattere padelle.
Ren trattenne il respiro, e rimase in ascolto. All'improvviso
si sent quasi strappare i capelli dalla testa. Venne sollevato
dalla cesta e gettato sul pavimento e quando apr gli
occhi la faccia orrenda e piena di rughe del nano era schiacciata
contro la sua.
Dov' Mary? abbai, sputando i frammenti di mela
sulla fronte di Ren.
Non conosco nessuna Mary.
La donna che vive qui. La padrona di casa!
Ren cerc di togliersi le dita dell'uomo dai capelli. 
all'ospedale.
L'uomo moll la presa. Rimase di sasso.  morta?
Ha l'influenza. Mi ha pregato di prendermi cura di te.
Il nano lasci andare il ragazzo. Afferr il coltello che
aveva usato per tagliare la mela. Ti sembra che io abbia
bisogno di qualcuno che si prenda cura di me? La lama
era lunga quasi quanto il manico ed era ricurva in cima. Il
nano rientr nel camino, poi afferr la corda. Quando
torna?
Non lo so.
L'omino sembrava indeciso se andarsene oppure no. La
sua voce si fece lamentosa. Ma non si ammala mai, lei
Si rigir la corda fra le mani, come se la malattia della signora
Sands potesse seguirlo su per la cappa del camino e
trovare il modo di farlo fuori.
Ren ci mise un po' a rendersi conto che l'uomo aveva
paura. Prese il vassoio con il cibo. Dovresti mangiare qualcosa.
Il nano diede un'occhiata al pane e alla salsiccia. Poi un
pensiero cominci a farsi strada nella sua mente. Lasci cadere
la corda e si infil il coltello nella tasca. La dispensa
 chiusa a chiave?
Aprirono la porta della stanza sul retro e trovarono la dispensa
ben fornita. Le mensole erano stipate di barattoli di
conserve e sottaceti, strani colori e forme sospette che galleggiavano
nel vetro. C'erano anche un pezzo di carne secca
avvolta nella stamigna, un barilotto di birra, una fila di
salsicce appesa a un uncino, scatole di metallo piene di farina
e zucchero di canna, e una latta con un'etichetta su cui
si leggeva la parola Melassa.
L'omino scelse un barattolo di un arancione giallastro.
Ren glielo prese dallo scaffale, poi rimase a guardare mentre
il nano lo apriva con la punta del coltello. All'interno c'erano
mezzelune di un rosa chiaro. Il nano ne infilz una, luccicante,
e se la port alla bocca. Pesche, disse, e infil il
coltello nel barattolo per prenderne un'altra. Non ne offr a
Ren. Il ragazzo rimase in piedi accanto a lui, domandandosi
per quale motivo la signora Sands tollerasse un simile individuo.
Il nano vuot il barattolo e si accinse a leccarne i
bordi, infilandoci la lingua e ripulendolo dai resti del succo.
Prendimene un altro. Quello, quello lass. L'omino
indic un barattolo verde nell'angolo. Era pieno di cipolle
sottaceto. Le arpion una a una col coltello, pel uno strato
trasparente dopo l'altro facendoseli scivolare fra le labbra.
Pareva che non dovesse mai smettere di mangiare. Ren
gli pass un barattolo alla volta e il nano li fece fuori tutti,
allineando quelli vuoti lungo le pareti della dispensa. Il ragazzo
si domand se dovesse porre fine a tutto ci, ma le
parole della signora Sands e la sua promessa continuavano
a tornargli alla mente.
Il nano non si ferm sinch non arriv alle aringhe. Solo allora, dopo aver divorato l'ultimo pezzo di pesce dalla
latta, fece una pausa, si pul la bocca nella manica, e si accasci
contro il muro. Ce l'hai tu la chiave?
No, disse Ren.
Dobbiamo trovarla. Le ragazze della fabbrica ripuliranno
tutto nel giro di un'ora. Si slacci la cintura e scivol
sul pavimento. Cristo.
Perch vivi nel camino? chiese Ren.
Non vivo nel camino. Vivo sul tetto.
E la signora Sands te lo permette?
Questa casa  tanto mia quanto sua. Nostra madre l'ha
lasciata a tutti e due.
Ren si volt sorpreso verso il nano e incroci il suo sguardo
severo. Era lo sguardo di chi temeva di essere ridicolizzato,
uno sguardo di sfida. Ren ricord che mentre suor Josephine
la spidocchiava, tutto ci di cui la signora Sands si
preoccupava erano quell'omino e le sue calze.
 morta?
Il nano si pul le mani sul tovagliolo. Certo che  morta.
Le madri muoiono.
Ren teneva stretto il barattolo vuoto di conserva. Sotto
le dita sentiva una scheggiatura nel vetro. Deve fare freddo
d'inverno lass.
Fa freddo. Ma sono al sicuro.
Al sicuro da che?
Al sicuro da quelli che odiano le persone come me. O
come te. Indic con la testa la cicatrice di Ren, e d'istinto
il ragazzo nascose il braccio nella manica.
Almeno quella la puoi nascondere, disse il nano.
Ren oscillava avanti e indietro sui talloni, si sentiva chiuso
nell'angolo. Poi fece scivolare il moncherino fuori dalla
manica. Era tozzo e rosa e attraversato da cicatrici. Ma si
rese conto che, al confronto del nano, non era poi cos orribile.
No davvero.
L'uomo fece un rutto soffocato e si accarezz la pancia
minuscola. Ho una casa lass. E una stufa. S'infil la
camicia nei pantaloni, poi si rimise in piedi. Ti andrebbe
di vederla?
Magari, rispose Ren, e si rese conto di averne voglia.
Mi piacerebbe molto.
Il nano parve contento, quasi quanto si era mostrato contento
nello scoprire che la dispensa non era chiusa a chiave.
Si infil nel camino. Devi spingerti su di qua, disse,
aggrappandosi alla corda. Punta i piedi, uno sotto e
uno di lato. E tieni la bocca e gli occhi chiusi se riesci. Cos
non ti entrer la fuliggine. Detto questo si leg la corda
in vita, si infil tra gli alari del camino e si iss su per la
cappa.
Ren lo osservava da sotto, restando ad ascoltare il rumore
che produceva la schiena del nano contro i mattoni. Gli
ci volle pochissimo per arrivare in cima. Quando il nano si
spost, Ren vide il chiarore del cielo, come una piccola finestra
nell'oscurit.
La corda scese verso il ragazzo nello spazio vuoto. Pesava
poco, l'estremit era sfrangiata e irregolare. Ren se la
leg in vita come aveva visto fare all'omino. Guard su
verso il pertugio. Gli sembr pi lungo di prima. Si accucci
e sal sulla grata di metallo, spost con un calcio i pochi
ciocchi di legno impolverati rimasti, e infil la testa
nella cappa.
Era uno spazio angusto, non molto pi largo delle sue
spalle. Le pareti erano imbrattate di nero qua e l e ricoperte
da una crosta spessa e grigia. Ren le tocc con le dita.
I mattoni erano freddi. Afferr la corda con l'unica mano
che aveva, piant il gomito dell'altro braccio nella pietra
alle sue spalle, spinse un tallone nell'angolo e si iss fino
a entrare nel camino.
A circa due terzi la cappa si restringeva. Il corpo di Ren
ci passava solo in diagonale, le spalle schiacciate contro gli
angoli, la testa piegata di lato. Non riusciva pi a sollevare
le ginocchia per darsi la spinta. Si aggrapp alla corda e fu
preso dal panico.
Sono incastrato! grid.
Si pieg da una parte, e poi dall'altra. Scivol all'indietro
per un po' prima di riuscire a infilare l'alluce in una fessura
arrestando la discesa. Una nuvola di cenere si stacc
dalle pareti e la fuliggine gli s'infil nel naso e in bocca, fra
i denti e sotto la lingua. Aveva le braccia graffiate, una caviglia
piegata malamente sotto di s. Cado!
Sent il nano che diceva: Cristo. E poi Ren si sent
tirare per la vita. Lentamente dapprima, e poi con crescente
velocit, venne aiutato a risalire la cappa del camino picchiando
qua e l la testa e i gomiti. In un paio di occasioni
perse l'appoggio dei piedi e rimase appeso alla corda come
un pesce all'amo. Dopo qualche minuto si ritrov oltre quello scampolo di cielo, all'aria fresca, mentre l'omino lo afferrava
per la giacca e lo trascinava sul tetto.
Il nano gli diede qualche pacca sulla schiena. Scendere
 pi facile.
Ren si pul la faccia nella manica. Toss e sput la cenere.
Era quasi mattina, il sole illuminava l'orizzonte a est.
Dal tetto Ren distingueva tutta la citt, con la fabbrica di
trappole per topi che incombeva al centro e il fiume che
cingeva tutto l'abitato in un abbraccio protettivo. A sud
c'era la piazza del mercato. A ovest il ponte sul fiume apriva
la via per i boschi. Proprio dietro a quei boschi c'erano
le colline. Da qualche parte, in mezzo alle colline, c'era l'entrata
della miniera che era costata la vita a tutti gli uomini
di North Umbrage, e pi in l ancora iniziava la strada per
l'ospedale.
Lass l'aria era pi pulita, quasi priva del sapore rancido
della strada. Ren pens a tutto quello che aveva fatto
da quando aveva lasciato il Saint Anthony. Pens a ogni
passo che lo aveva portato fino a l. Cos, distesi davanti a
lui, sia la citt sia il suo passato sembravano meno spaventosi.
Ren si rese conto che tutto era meglio, se lo si guardava
dall'alto.
Il nano fece cenno a Ren di seguirlo all'interno della casa,
che da fuori sembrava poco pi che una baracca; una
piccionaia abbandonata, ricoperta di stracci. Ma l'interno
era piuttosto accogliente, con le pareti tappezzate di pelli
d'animali. Frammenti di cuoio consumato e quella che sembrava
pelle di cinghiale erano tesi fra gli altri pezzi. Pellicce
di scoiattoli, procioni e castori coprivano il pavimento e
in un angolo Ren vide una grossa pelle di cervo. Aveva ancora
la testa attaccata, con gli occhi di vetro incastonati nel
cranio. A giudicare dal cuscino, quello doveva essere il letto
del nano. Sopra c'erano alcune mensole con i libri.
All'angolo opposto si trovava una minuscola stufa panciuta,
ed era attorno a questa che ora il nano si dava da fare.
Si tolse di tasca piccoli pezzi di legno e di carta e li infil
nel braciere, da una piccola brocca di terracotta vers
l'acqua in una pentola sbeccata che mise sulla stufa, prese
un pezzo di pietra focaia nascosta sotto una tegola del tetto,
la sfreg contro una pietra e ottenne una scintilla con
cui accese il fuoco.
Il nano prese a frugare in una scatola di legno e ne estrasse
un sacchettino di radici e foglie, che mise nella pentola
dell'acqua. Prese due tazze da uno scaffale. Con grande attenzione
vers la miscela che aveva preparato. Ren prese
la tazza fra le mani. Aveva un odore amaro e gli bruci la
lingua.
Assenzio, disse l'omino. Nostra madre ce lo preparava
sempre quando eravamo malati. Ne metter un po'
in un barattolo e tu lo porterai a Mary.
Perch non glielo porti tu?
Io non lascio mai il tetto, disse il nano.
Perch no?
Il nano appoggi la sua tazza di tisana sul pavimento.
Io scendo solo per andare in cucina.
Non ti senti mai solo?
Mai, toss il nano.
Ren non gli credette.
C'erano pile di libri in un angolo e altri sulle mensole appese
al muro. Ren si avvicin per leggere i titoli. Ce n'erano
diversi in greco e in latino e in altre lingue che non capiva.
Le opere complete di Shakespeare stavano in equilibrio
sul pavimento, insieme ai libri di poesia, ad alcuni
romanzi, a una storia dell'impero romano, e a un grosso volume
illustrato del Don Chisciotte. Ren lo prese e lo apr al
primo capitolo. Sent la carta soffice e spessa fra le dita.
L'acqua bolliva di nuovo. Il nano si gir verso la stufa e
riemp il barattolo che stava preparando per la sorella. Alcuni
erano di mio padre. Ma la maggior parte apparteneva
a una donna che viveva a North Umbrage. Era una persona
strana. Un giorno la vidi camminare oltre il mercato e
andare verso il fiume. Entr dritta nell'acqua. Abbandon
la cesta che si allontan galleggiando, trascinata dalla corrente.
Lei fece un altro passo e un altro ancora, finch il
suo abito cambi colore e affond. Alcuni pescatori la trassero
in salvo. Li vidi mentre l'accompagnavano a casa. La
gonna fradicia lasciava una lunga traccia bagnata lungo tutta
la strada, dal fiume.
Che ne  stato di lei? chiese Ren.
 scomparsa, disse il nano. Dicono che suo fratello l'abbia mandata via, in un manicomio. Dopo ho visto i
suoi libri in vendita al mercato e ho chiesto a Mary di comprarmeli.
Si chin in avanti e sfogli le pagine sino al frontespizio.
C'era un disegno di Don Chisciotte a cavallo del
suo ronzino malconcio e sul lato opposto un nome, scarabocchiato
in un angolo: Margaret McGinty. Il nano fece
scorrere il dito sulla carta. Suo fratello  il proprietario
della fabbrica di trappole per topi.  molto ricco. Ma ha
venduto tutte le sue cose per la strada, quasi come se lei
fosse stata una criminale.
Ren chiuse il Don Chisciotte e lo ripose sullo scaffale. Ora
capiva perch il nano aveva paura. Senza la signora Sands
non aveva cibo, n abiti, n famiglia. Era completamente
abbandonato.
Si ud un fischio provenire dall'esterno. Il nano apr la
porta. Dalla fabbrica si alzava il fumo. Le ragazze correvano
per le vie della citt con le loro uniformi blu, alcune
stringevano ancora fra le mani i resti della colazione. Arrivavano
da ogni angolo e andavano tutte nella stessa direzione.
Dobbiamo chiudere a chiave la dispensa, disse l'omino.
Altrimenti si mangeranno tutto.
Non pagano per il cibo?
Hanno diritto a due pasti al giorno. Ma ora che mia
sorella non c' si prenderanno tutto.
Il sole del mattino sorse sui tetti, cos rosa da far risplendere
i canali di scolo. Lentamente le strade presero vita, i
negozi aprivano e i bordelli chiudevano. Tutte le ragazze
erano scomparse all'interno della fabbrica e il portone s'era
richiuso alle loro spalle, come la bocca di un gigante.
Ren guard il fiume che circondava la citt. Si tocc l'orlo della giacca. I punti della cucitura erano regolari e allineati.
Come una fila di formiche viaggiavano lungo i bordi,
attraverso le spalle e gi per le maniche. Pens alla signora
Sands che lavorava con l'ago e il filo, asciugando
l'acqua dai vestiti del bambino annegato fino a renderli della
taglia perfetta.
il nano gli pass il barattolo pieno di tisana. Quando
vedi Mary, disse, voglio che le ricordi che ha promesso
di prendersi cura di me per sempre. L'ha promesso dopo
la morte di nostra madre. Ogni promessa  debito.
Per un istante Ren desider di poter prendere il posto
del nano. Pens che non gli sarebbe dispiaciuto affatto essere
confinato sul tetto se ci fosse stata sempre la signora
Sands al capo opposto del camino. Appoggi una mano al
muro e guard gi nell'oscurit. Era ripido come il pozzo
del Saint Anthony. Ren strinse al petto il barattolo di vetro.
La tisana della signora Sands era pesante tra le sue braccia.
Si leg la corda alla vita, augurandosi che non si spezzasse,
e si lasci scivolare nel camino.
...
.
...
Capitolo ventidue.
...
.
...
Scendere era pi facile. Ren appoggiava i piedi contro i
mattoni della canna fumaria e si calava pian piano, aggrappato
alla corda. Scivol solo una volta e per poco non lasci cadere
il barattolo, quando tutt'a un tratto si sent cogliere da
una gran stanchezza. Aveva scambiato completamente il giorno
e la notte, la fine dell'uno sfumava confondendosi nell'inizio
dell'altro. Ora gli capitava sempre pi spesso di ritrovarsi
sveglio alle quattro del mattino e di rannicchiarsi in un
angolo buio per fare un pisolino a mezzogiorno. Ren aveva
sempre pensato ai giorni come a qualcosa di fisico, come il
quadrante dell'orologio nell'ufficio di padre John: un sole e
una luna divisi a met, giorno e notte. Ora capiva che non
esisteva un momento preciso in cui la notte si trasformava in
giorno, che non c'era mai un giorno completamente nuovo.
Quando arriv in fondo alla canna fumaria sent delle
voci basse in cucina. Scese silenziosamente nel camino e vide
Benjamin con Labbro Leporino. La ragazza, seduta in
braccio a lui, con un cucchiaio prendeva la conserva da un
barattolo e lo imboccava.
Benjamin teneva una mano sotto la sua gonna. Nel punto
in cui era sollevata, Ren intravide la calza nera. L'orlo
si stava strappando e lasciava scoperta la pelle delicata dietro
il ginocchio. Benjamin sussurrava qualche cosa all'orecchio
della ragazza e lei sorrideva.
Sono gi in ritardo, disse. Labbro Leporino scivol
a terra, le guance infuocate. Era difficile dire se la sua faccia
esprimesse imbarazzo o rabbia quando vide Ren in piedi
nel camino. Afferr lo scialle dall'attaccapanni, gli fece
una linguaccia e se ne and.
Ren aspett che la porta si chiudesse, poi si cal in cucina
e appoggi il barattolo di tisana sul pavimento. Si sleg
la corda dalla vita e si scosse la fuliggine di dosso.
Babbo Natale! disse Benjamin. Indossava un cappotto
nuovo, con un colletto di velluto blu come i suoi occhi e
un paio di stivali nuovi di zecca dalle punte arrotondate. Il
cuoio era lavorato a mano e i lacci erano ancora lucidi.
Dove sei stato? chiese Ren.
Ho seguito il barista. Viveva lontano, in campagna,
ma ne  valsa la pena. E morta anche la sua famiglia. Tutti
colpiti dalla febbre Benjamin scroll la fuliggine dalla
giacca di Ren. Ma come diavolo sei finito nel camino?
Ren non aveva nessuna scusa pronta, cos decise di raccontare
la verit. Prima gli raccont di aver trovato la signora
Sands in quelle condizioni, poi parl dell'incontro
con i due brutti ceffi con il cappello per la strada. Benjamin
aggrott le sopracciglia quando seppe degli omicidi, poi
tocc il taglio sulla guancia di Ren. Ma non appena si parl
di denaro, Benjamin afferr la giacca del ragazzo e incominci
a frugargli le tasche. Tir fuori le banconote rimaste.
Le gett sul tavolo.
Dov' il resto?
L'ho usato per pagare il dottore.
Benjamin spinse Ren lontano da s. Si avvicin al camino
e cominci a gettare la legna sugli alari.
Ren rimase immobile, le dita strette intorno alla sedia.
Dicevano che sarebbe morta.
Dovresti derubare gli altri, disse Benjamin. Non me.
Non ho rubato.
E come lo chiami allora?
Ren ricord che cosa aveva detto Benjamin sulla strada,
dopo aver rubato il cavallo del fattore. Prendo in prestito,
con buone intenzioni.
Benjamin alz lo sguardo e scosse la testa come se stesse
parlando in privato col soffitto. Poi gett un altro pezzo
di legna sul fuoco. Senti, disse. Non puoi andare
in giro a prenderti cura degli altri. Finiranno col dipendere
da te, e allora non sarai pi in grado di lasciarli e di andartene
quando dovrai.
Ren lo guard mentre si chinava ad accendere la legna.
Lo stesso odore di cenere aveva riempito la cucina del fattore
quando sua moglie aveva acceso il fuoco, cercando di
ravvivarlo quanto bastava per riscaldare la loro cena.
E se io non volessi lasciarli? disse Ren.
Chi? chiese Benjamin. Il morto?
Non  morto. E mio amico.
Adesso chi vogliamo prendere in giro? Benjamin
gett un ramo di pino tra le fiamme e gli aghi scoppiettarono
fumando. Non avrei dovuto lasciarlo con te.
Ma lo hai fatto, disse Ren. Raccolse dal pavimento
il barattolo con la tisana di assenzio e lo pos con cura
sul tavolo della cucina. Gli ho detto che poteva rimanere
con noi.
Le fiamme ardevano nel camino ora, le braci accese fra
la cenere. Benjamin si accarezz il mento e sospir. Avvicin
una sedia e con un cenno indic a Ren di fare lo
stesso.
Quell'uomo non  tuo amico. E un assassino. Se gli salta
in mente uccider anche noi. Ren fece per protestare,
ma Benjamin sollev la mano. Ho gi visto uomini come
lui. Uomini che non sentono pi nulla. Ora ti offrono da
bere e un momento dopo ti tagliano la gola o aprono in due
una donna a due passi da te, o segano via la mano a qualcuno
senza un motivo. Benjamin si stropicci il naso, poi
guard il ragazzo per accertarsi che lo stesse ascoltando.
Ren pens all'uomo con i guanti rossi, mentre mangiava col
cucchiaio del barista. Il suo unico valore sta in quello che
pu fare per noi. Ho cercato di insegnarti quello che so, -
disse Benjamin. Ogni volta che ti leghi a qualcuno ti stai
mettendo in pericolo.
Ren aveva il viso in fiamme. Faceva troppo caldo per accendere
il fuoco. Sapeva che la signora Sands non avrebbe
approvato quello spreco di legna, e si preoccup che il camino
non si raffreddasse in tempo per quando il nano sarebbe
sceso per la cena. Anche Benjamin doveva avere caldo
con il suo cappotto nuovo, ma rimase dov'era, la fronte
imperlata di sudore, in attesa che Ren gli dicesse ci che
voleva sentire.
Non corro nessun pericolo.
Bene, disse Benjamin.
Quel pomeriggio uscirono a cercare Tom. Ren lo cerc
da O'Sullivan e Benjamin entr in tre bordelli di Darby
Street ma nessuno lo aveva visto. Sulla strada del ritorno
comprarono un pacchetto di noci, e Benjamin le mangi
tutte spaccandole una dopo l'altra sul tavolo della cucina
per estrarne il contenuto.
Si far vivo presto, disse Benjamin. Ma Ren capiva
che era preoccupato.
Salirono insieme al piano di sopra per controllare Dolly.
Mentre si avvicinavano lo sentirono russare dall'anticamera.
Benjamin si accucci sul pavimento della camera per osservare
bene l'uomo sotto il materasso, valutandolo come se
fosse una propriet che non era sicuro di voler tenere.
Non so perch dorma tanto.
Pare che ne abbia bisogno, disse Ren.
Benjamin si rialz e si spolver le ginocchia. Non so
tu, disse, ma se io avessi la possibilit di vivere una seconda
vita, la vivrei.
Non c'era molto per cena. Le ragazze della fabbrica avevano
saccheggiato le conserve, proprio come il nano aveva
predetto, ma era rimasto il maiale salato con le patate. Benjamin
lo tagli a pezzi e lo mise a friggere nel lardo. Tagli
a fette qualche patata e ce le butt sopra. Poi aggiunse una
mezza dozzina di uova delle galline che stavano nel cortile
e infil tutto nel forno. Quando estrasse la pentola, l'impasto
si era solidificato e Benjamin lo tagli a pezzi proprio
come uno sformato.
Che cos'? chiese Ren.
Una ricetta che ho imparato in Messico, disse Benjamin.
Ren ne assaggi un pezzo. Aveva una strana consistenza.
Se lo fece rigirare in bocca per un po' cercando il modo
d'inghiottirlo. Era cos terribile stare laggi?
Benjamin soffi sulla forchetta. Non era un bel posto.
Ma alcuni ci si sono trovati bene.
Ren cerc di immaginare che genere di uomini fossero.
Poi cap che probabilmente erano come Dolly. Mangiucchi
una patata. Sapevi che mi avrebbero mandato nell'esercito?
Forse padre John me lo ha accennato.
 per questo che mi hai scelto?
 uno dei motivi.
Ren alz la testa. Sentiva di doverlo ringraziare. E cos fece.
Una volta tanto Benjamin parve a corto di parole. Si
schiar la voce e raccolse i piatti. Li port al piano di lavoro
e cerc un posto dove appoggiarli, poi li mise in equilibrio
precario in cima a tutti gli altri piatti sporchi che si
erano accumulati da quando la signora Sands se n'era andata.
Qualcuno buss alla porta. Benjamin parve sollevato.
Dev'essere Tom.
Ren and ad aprire, si appoggi con tutto il peso sulla
maniglia, e la spalanc lasciando entrare la luce del mattino.
Socchiuse gli occhi, poi sbatt le palpebre una volta. E
un'altra. Davanti a lui c'erano Brom e Ichy. Fradici, tremanti,
e quasi fuori di s dallo spavento.
Ti ho portato i tuoi amici, disse Tom. Barcoll e spinse
avanti malamente i gemelli. Finalmente siamo una famiglia.
I ragazzi caddero a terra e si rialzarono immediatamente
andando a nascondersi in un angolo della stanza, nel tentativo
di mettere pi distanza possibile fra s e Tom. A Ren
parvero due mendicanti, le camicie stracciate, i pantaloni
troppo piccoli, le giacche logore e piene di buchi.
Sei uscito di senno? grid Benjamin. Che cosa ce
ne facciamo di tre ragazzini?
Tom si tolse il cappotto, lo butt per terra e barcoll fino
a una sedia. Ren non lo aveva mai visto cos ubriaco.
Riusciva a malapena a camminare ed era difficile immaginare
come fosse riuscito ad arrivare al Saint Anthony, per
non dire che cosa avesse raccontato a padre John per farsi
consegnare i ragazzi. Poi Ren ricord quello che aveva detto
fra Joseph a proposito di Brom e Ichy che nessuno li
avrebbe adottati e cap che il Saint Anthony aveva consegnato
i gemelli nelle mani di Tom con la stessa facilit
con la quale aveva consegnato lui in quelle di Benjamin.
Tom si frug le tasche in cerca di un sacchetto di tabacco
umido e lo gett sul tavolo. Dall'altra tasca estrasse la
bottiglia. Sono i suoi amici. Tom diede un pugno sul tavolo.
Un ragazzo ha bisogno dei suoi amici.
Li riportiamo indietro, disse Benjamin. Stasera.
Io sono loro padre, disse Tom.
Non essere stupido.
Tu hai Ren.
Benjamin and verso il punto in cui Brom e Ichy s'erano
rannicchiati uno contro l'altro. Uno alla volta, prese i
ragazzi per il mento e li trascin verso la luce. Benjamin
scosse la testa, incredulo. Alz le braccia al cielo. Gemelli!
La sfortuna ci perseguiter, me lo sento.
Brom e Ichy avevano pianto. Avevano gli occhi rossi e
le facce stremate. Ren prese i suoi amici sottobraccio e li
trascin su per le scale, fino in camera da letto. I gemelli lo
seguirono ciecamente, troppo esausti per fare domande.
Sembravano pi piccoli dei ragazzi che aveva lasciato, pi
bambini, nonostante avessero quasi la sua et. Ren era contento
di vederli e appena furono soli gett loro le braccia
al collo.
Ci ha detto che ci portava da te, disse Brom. Ma
non eravamo sicuri di niente Aveva l'aria magra e pallida.
Ichy non voleva venire.
S che volevo.
No, non  vero. Si  nascosto in giardino e non voleva
andare a prendere le sue cose. E poi ha pianto per tutta
la strada. E pap s' infuriato e ha detto che ci avrebbe
strangolati tutti e due se Ichy non la smetteva.
Ci ha detto di chiamarlo pap.
Ha detto che ci avrebbe strangolati se non lo facevamo.
Ichy afferr la giacca di Ren. Pensi che ci strangoler
davvero?
Ren sapeva che i suoi amici erano gi abbastanza spaventati,
perci decise di fare come avrebbe fatto la signora
Sands se fosse stata l. Trov dell'acqua, in modo che i gemelli
potessero lavarsi la faccia e le mani. Prese un paio di
camicie da notte e qualche altra coperta dalla stanza della
locandiera. I ragazzi si cambiarono alla svelta, togliendosi
i vestiti infangati e si infilarono nello stesso letto, con le coperte
tirate fino al mento.
Ci ha portato via i sassi.
Ce li ha buttati via lungo la strada.
Ci ha detto che padre John  un imbroglione.
E ha detto che Dio non esiste.
Il materasso sotto di loro cominci a tremare. I gemelli
si guardarono incerti. Poi il letto si spost, sollevandosi da
terra per un istante, oscill avanti e indietro sospeso nell'aria
per poi riappoggiarsi sulle gambe. Ichy url e Brom si
attacc alla testata.
 solo Dolly, disse Ren. Il letto si muove quando
si gira.
I gemelli sbirciarono sotto il letto. Videro Dolly ancora
vestito con il saio da frate, la bocca aperta e il petto che si
alzava e si abbassava contro il materasso.
Dove l'avete preso? chiese Brom.
Ren esit. Lo abbiamo trovato per la strada.
Ichy allung la mano e tocc Dolly con un dito. Perch
dorme l sotto?
Preferisce cos, credo.
Dal piano di sotto giunsero le urla di Tom. Si ud il rumore
di un piatto rotto e di una sedia rovesciata. I gemelli,in ansia, guardarono Ren.
Non era proprio cos che ci immaginavamo che fosse.
Pensi che ci riporter al Saint Anthony se glielo chiediamo?
Potresti venire con noi.
Ren pens alla sua vita al Saint Anthony. A fra Joseph
e a padre John, alle signore caritatevoli che andavano a lavare
i ragazzini, e al risveglio mattutino nella stanza dei piccoli.
Ricord la lettera che aveva scritto, quella prima notte
che aveva trascorso da solo nello scantinato. Non l'aveva
mai spedita. Ma ora capiva che era proprio di quello che
i ragazzi avevano bisogno: di buone notizie.
Ren mostr loro i suoi nuovi abiti, la giacca e i pantaloni
del bambino annegato, fece notare com'erano stati aggiustati
bene, mostr i mutandoni lunghi e le calze rammendate
con cura. Descrisse le colazioni della signora
Sands, ricche di muffin e latte fresco, uova, bacon e salsicce,
con la possibilit di prenderne anche due o tre volte se
si voleva. Gli raccont delle taverne e di come gli avevano
dato da bere il whisky, e che la sera poteva stare sveglio finch
voleva. Poi si ricord i giocattoli che il nano aveva intagliato.
Ren usc dalla stanza e torn con le braccia piene
e li lasci cadere sul letto come una valanga di regali.
I ragazzi erano troppo grandi per i giocattoli, ma quando
li videro tutta la paura e la stanchezza abbandonarono
i loro volti e rimasero a guardare incantati quei pezzi di legno
sapientemente scolpiti. Sollevarono un giocattolo dopo
l'altro passandoselo. Accarezzarono i maialini, aprirono
e richiusero le bocche dei pesci, fecero ballare la marionetta
sulla testata del letto. Ichy si prov la maschera della luna
e rimase in piedi accanto alla finestra dicendo: Sono
la luna piena! Poi si gir di lato: Adesso sono la mezza
luna!
Ren guardava i suoi amici giocare, ma non aveva voglia
di unirsi a loro. Ricordava il soldatino rotto che avevano
condiviso, doveva essere ancora in fondo al pozzo, sotto
l'acqua. Nessuno sapeva che fosse l, tranne i tre ragazzi in
quella stanza.
Ichy era in punta di piedi e cercava di guardarsi allo specchio.
La maschera della luna era troppo larga per la sua faccia.
L'occhio sbucava al posto del naso. All'altro capo della
stanza Brom si mordeva il labbro per la concentrazione
e guidava le navi vichinghe sulle coperte, sistemate in modo
da formare le onde dell'oceano. C'era una tempesta pi
avanti, un'onda enorme stava arrivando. Brom sollev le
estremit del lenzuolo e fece naufragare tutte le navi.
...
.
...
Capitolo ventitr.
...
.
...
Le rane erano uscite allo scoperto. Era piovuto poco prima
e ora, mentre il carro attraversava le paludi immerse
nell'oscurit, si sentiva un coro che gracchiava sincopato.
Benjamin era seduto al posto di guida, con una lanterna in
equilibrio ai suoi piedi. Tom sedeva accanto a lui e Dolly e
i ragazzi stavano dietro, aggrappati alle sponde laterali,
mentre il carro sobbalzava tra le buche del sentiero roccioso.
Il cavallo arrancava nella notte sotto il peso dei passeggeri.
Ogni mezzo miglio si fermava, come se volesse rinunciare
del tutto. Allora Benjamin faceva schioccare la frusta
e la giumenta riprendeva il cammino.
Dove stiamo andando? sussurr Ichy.
Ren guard Benjamin e Tom, le spalle ricurve nell'oscurit.
A pesca, disse.
Il carro attravers un ponte coperto che gemeva e scricchiolava
e pareva non finire mai. Quando raggiunsero l'altra
sponda si diressero verso sud. Qui la campagna era fatta
di paludi e marcite. Ren teneva d'occhio Brom e Ichy,
che avevano le facce un po' spaventate e un po' eccitate, e
pens a quanto fossero lontani ormai da Saint Anthony.
Fece scivolare le dita nella tasca e tocc il bordo ricamato
del suo colletto. Lo portava sempre con s ovunque era, come
se quelle tre lettere blu che formavano il suo nome potessero
proteggerlo dal resto del mondo.
Gli alberi lungo il fiume lasciarono spazio ai campi aperti
e ondulati. Le staccionate tracciavano i confini tra le fattorie.
Di quando in quando una luce brillava in una casa vicina.
Brom e Ichy si parlavano all'orecchio sussurrando
mentre guardavano Dolly, seduto di fianco a loro e addormentato.
Tom era appoggiato al sedile di guida, il viso pallido
in preda ai postumi della sbronza. Il carro prese una
buca e lui emise un gemito.
 colpa tua, disse Benjamin.
Non parlarmi, disse Tom.
Ci rallenterai.
Star bene. Smettila di parlare.
C'era voluta gran parte del giorno e della notte perch
Tom tornasse sobrio. Era stato allora che si era avventurato
nel giardino della signora Sands e aveva trascorso alcune
ore rannicchiato accanto a un gran cespuglio di rosmarino.
I gemelli erano rimasti a guardarlo dalla finestra, mordendosi
le labbra per la preoccupazione. Ora Ren osserv
le loro scarpe consumate, le giacche troppo piccole chiuse
con lo spago. Non sapevano dov'erano diretti, e Ren non
glielo avrebbe detto.
Quando raggiunsero il cimitero della chiesetta videro che
non c'era nessun campanile, nessun cancello di ferro, nessun
lucchetto da aprire. Le tombe erano sistemate in un
campo aperto senza protezione, circondate solo da un muretto
basso di pietra e una scaletta di legno per superarlo
tenendo lontane le mucche.
Benjamin ferm il carro.
Si alz il vento, le foglie frusciavano sopra di loro. Tom
scese dal carro con un'espressione di dolore dipinta in viso.
Prese la lanterna e una delle pale e scavalc il muretto,
attraversando l'erba umida. I gemelli balzarono gi dal carro,
poi rimasero in piedi al bordo della strada. Guardarono
prima Ren poi il cimitero, e poi di nuovo l'amico.
Benjamin leg le redini del cavallo a un albero e cominci
a scaricare le sacche di tela dal carro. Fece un cenno col
capo verso Dolly. Sveglialo.
Ren pizzic la mano di Dolly. L'uomo apr gli occhi e,
barcollando, scese dal carro. Benjamin gli pass una pala.
 giunta l'ora di ripagare il debito.
L'attrezzo pareva un giocattolo nelle mani di Dolly. L'uomo
aggrott la fronte.
Per favore, disse Ren. Abbiamo bisogno del tuo
aiuto.
Non appena il ragazzo ebbe parlato, l'indecisione di
Dolly scomparve. Afferr la pala come se volesse spezzarla.
Mostratemi dove.
Gli uomini superarono la scaletta, con Benjamin in testa.
Non appena se ne furono andati Ren si accosci accanto
al carro, fingendo di aggiustare qualcosa in modo da non
dover affrontare i suoi amici, ma un istante dopo i gemelli
furono dietro di lui.
Che cosa ci facciamo qui?
Ci hai mentito.
Brom afferr Ren come se potesse costringerlo a rispondere,
ma Ren lo respinse.
Adesso lo sapete, disse. Si ud un urlo provenire dal
cimitero. Benjamin chiamava Ren. I ragazzi, spaventati, abbandonarono
la discussione e corsero oltre il muretto. Trovarono
le pale abbandonate a terra. Dolly aveva sollevato
Benjamin da terra e lo teneva schiacciato contro un albero.
Per l'amor di Dio. Benjamin si agitava nel suo cappotto
blu nuovo. Dimenava le gambe, dava schiaffi all'aria,
ma Dolly non lo mollava.
Mettilo gi! grid Ren.
Io non dissotterro i morti, disse Dolly. N per te,
n per nessun altro.
Rischiando di perdere la presa, Dolly spinse pi forte
contro l'albero, mentre le sue mani avanzavano verso la gola
di Benjamin. Ren si gett sul braccio di Dolly. Si aggrapp
con tutto il peso, ma il braccio non si mosse, come
se fosse stato il ramo di un albero.
Ascolta, la voce di Benjamin era un sibilo. Ascolta.
Nella foschia apparve Tom, la pesante vanga di ferro sulla
spalla. Arriv in silenzio alle spalle di Dolly, alz la pala
e lo colp in testa. Dolly rimase immobile per un istante,
strizzando gli occhi, poi croll insieme a Benjamin, e il suo
corpo cadde a terra col tonfo sordo di un tuono.
Toglietemelo di dosso, disse Benjamin, e imprec.
Tom e i ragazzi accorsero, facendo rotolare Dolly fino a liberare,
le gambe di Benjamin.
Ren pizzic di nuovo la mano di Dolly. Lo chiam per
nome. Quando Dolly non rispose, Ren appoggi l'orecchio
alla sua bocca e rimase in ascolto. Dopo qualche istante
sent un filo d'aria, un rumore profondo come il vento che
si alza dall'acqua.
Tom si chin. Il suo mal di testa sar ben peggiore del
mio.
Non c'era bisogno che tu lo colpissi, disse Ren.
Davvero? disse Tom. E riesci a pensare a un modo
migliore per impedirgli di strangolare la gente?
Nell'oscurit il gruppetto si radun intorno a Dolly e rimase
ad ascoltare il suo respiro affannoso. Ren e i gemelli
si diedero da fare per appoggiarlo contro l'albero. Dolly era
ancora incosciente, con la testa contro la corteccia e le ginocchia
che sbucavano da sotto il saio.
Non riusciremo mai a finire senza di lui. Benjamin si
accucci nell'erba. Si torment un po' i capelli. Poi pos lo
sguardo sui ragazzi, e il suo viso parve illuminarsi. Prese la
pala di Dolly e la mise in mano a Ren. Il manico di legno era
ruvido dopo essere rimasto esposto alle intemperie.
Benjamin prese i gemelli e li spinse verso le tombe. Cercate
i contrassegni, disse. Dobbiamo andarcene prima
che sorga il sole.
Le lapidi al centro del cimitero erano fatte di pietre lunghe
e nere che sbucavano dal terreno. Su un lato ce n'erano
alcune di marmo con urne e angeli che guardavano addolorati
i nomi e piangevano. Benjamin indic l'angolo pi
lontano. Ho messo una pietra bianca alla base di ognuna, -
disse. Dovreste riuscire a vederle anche al buio.
Tom si mise al lavoro scavando lungo la fila. Perch di
questo si trattava, ora Ren lo vedeva: una fila di tombe ancora
fresche. C'erano quattro lotti. Due croci di misura media
e due pi piccole. Il barista e la sua famiglia.
Prima il vecchio.
 quello che sto facendo. Tom era gi al lavoro. Respirava
a fatica e aveva il viso arrossato per lo sforzo.
Benjamin condusse i ragazzi verso una croce pi avanti
nella fila. Non  necessario liberare tutta la tomba. Abbiamo
solo bisogno di raggiungere la testa della bara.
Ren si avvicin titubante, trascinandosi dietro la vanga.
Ai piedi della croce c'era un pezzo di quarzo chiaro. Lo prese
e pass il pollice sulla superficie. Gli angoli erano arrotondati,
e avevano delle piccole macchie iridescenti che brillavano
nella sua mano. Lo strinse fra le dita. Si volt verso
i gemelli. Dobbiamo scavare.
Brom scosse la testa.
Non voglio, sussurr Ichy.
Ren spinse la pala nel terreno, ne sollev un po' e puntell
il manico col moncherino. Il terreno era pesante per
la pioggia e la superficie era dura come una crosta. Cerc
di non guardare la croce, n il nome Sarah, moglie di
Samuel che era inciso nel legno davanti a loro. Pens a
quello che aveva detto Dolly: li aveva sentiti scavare sopra
la sua tomba. Li aveva sentiti arrivare, entrare nel terreno.
Tom prese a male parole i gemelli finch non si misero al
lavoro. Brom fece i turni alla vanga con Ichy, mentre Ren
toglieva le pietre. Sembrava che il lavoro non dovesse mai
finire. Scavarono sempre pi in profondit, finch d'improvviso
si ud un colpo sordo, quando la pala urt il legno.
Ren si accucci sul bordo della buca. Vedeva la bara di pino
chiaro in basso, che sbucava dalla terra come una testa
da una coperta.
Benjamin si fece avanti con una vanga dal manico lungo.
Spinse da parte i ragazzi, poi fece scivolare la vanga nella
buca. Dopo tre tentativi riusc a colpire la bara e sentirono
il legno rompersi. Poi Benjamin estrasse la vanga, e
Tom prese due catene che avevano due grossi uncini di ferro
alle estremit. Erano uncini per la carne; mentre li calavano
nella tomba, Ren ricord d'averli visti nella bottega
del macellaio.
Ce l'hai? disse Benjamin.
Quasi, disse Tom. Ecco, ci siamo. Cos. Preso.
Agganciarono il corpo per le ascelle e lo tirarono in superficie.
Sarah, moglie di Samuel, era stata seppellita con l'abito
da sposa. Non era seta, ma un lino duro e rigido con i fiori
rosa ricamati attorno al collo e alle spalle. Una fila di bottoni
di madreperla andava dal collo alla vita e le mani della
morta erano coperte dai guanti fatti all'uncinetto.
Ren cerc di concentrarsi sul vestito e non sul viso della
donna, che aveva un aspetto terrificante: la pelle era rigida
e fredda come cera, i capelli sembravano di paglia. Benjamin
tolse gli uncini e la afferr con le mani, trascinandola
fino a uno spiazzo d'erba, sporcando il vestito. Gli
stivaletti di pelle bianca sbucavano dalla gonna come due
rametti dipinti. Aveva le labbra violacee e scure, leggermente
aperte.
Passami il coltello, disse Benjamin.
Ci volle un attimo perch Ren capisse. Mise una mano
in tasca, tir fuori il coltello con l'orso e glielo pass, pieno
d'apprensione. Benjamin fece scivolare la lama sotto il
colletto dell'abito da sposa e con un movimento deciso tagli
la fila di bottoni. Le perle saltarono in aria come riso
e si sparpagliarono nell'erba, trasformandosi in macchioline
bianche alla luce della luna.
Benjamin restitu il coltello a Ren. Toglietele il vestito.
Vale almeno cinque dollari. Lasci soli i ragazzi e and
da Tom, e insieme i due uomini cominciarono a dissotterrare
un'altra bara.
Ren si volt verso i suoi amici, con il coltello in mano.
Che cosa facciamo? sussurr Brom.
Io voglio andare a casa, frign Ichy.
Ren avrebbe voluto prenderlo a calci. Non andiamo da
nessuna parte.
Cerc di sfilarle il vestito dalle spalle, ma le braccia non
si piegavano. Minacci Brom e Ichy finch non si misero
in ginocchio e lo aiutarono. Ormai i gemelli avevano troppa
paura per non dargli retta. Alla fine fecero rotolare il
corpo a faccia in gi, tagliarono i lacci posteriori e tolsero
il vestito da dietro, mentre Ren tagliava lungo le cuciture.
Sotto la donna indossava un corsetto bianco e una sottoveste.
Aveva un neo alla base del collo, due piccole macchie
nere quasi unite che sembravano una piccola, minuscola
bocca.
I ragazzi rimasero in piedi accanto a lei, tremanti e in
preda ai sensi di colpa. Ichy cominci a recitare una preghiera
sottovoce e subito Brom si un a lui. Padre nostro
che sei nei cieli. Ren si volt verso la tomba vicina e vide
il corpo nudo di un uomo steso a terra, il pene come un
pezzo di corda molliccia, gli occhi spalancati e fissi.
Ci vollero ore per finire il lavoro. I ragazzi scavarono finch
ebbero le braccia doloranti, le schiene indolenzite e le
vesciche sulle mani. Benjamin camminava dal cimitero fino
alla strada, per mettersi a osservare, tendendo l'orecchio.
Ogni volta che tornava a unirsi al gruppo, pareva pi
nervoso e insisteva perch lavorassero pi in fretta.
Quando ebbero finito di caricare l'ultimo sacco sul carro,
Tom copr i corpi con una coperta, poi prese la fiaschetta
dalla tasca e ricominci a bere. I gemelli si arrampicarono
sul carro e crollarono esausti, mentre Benjamin si mise
alla guida.
E Dolly? chiese Ren.
Il viso di Benjamin era impassibile. Sali.
Il cavallo scart di lato. Per alcuni istanti il solo rumore
nel buio della notte fu il respiro dell'animale. Poi Ren cominci
a camminare, dapprima lentamente, un passo alla
volta, poi sempre pi veloce, e infine si mise a correre allontanandosi
dal carro fino a superare la scaletta, diretto
verso Dolly. Seguirono subito altri passi, Ren li sentiva alle
sue spalle, vicini, sempre pi vicini, dietro di lui. Benjamin
afferr Ren da dietro, sollevandolo, e lo tenne stretto.
Non ci  di aiuto.
Ren cerc di liberarsi.
Vuoi restare con lui? Vuoi che ti lasci qui?
Ren riusciva a vedere il profilo di Dolly, pareva una montagna
di terra smossa. Era ancora sotto l'albero, gli occhi
chiusi. Ren non voleva lasciare il suo amico. Ma il pensiero
di essere abbandonato nel cimitero era peggio. Smise di
opporsi, d'un tratto si sent senza forze. Benjamin allent
la presa e lo rimise a terra, poi lo ricondusse al carro.
Ti avevo avvertito, disse Benjamin.
Ren guard l'albero di Dolly mentre si allontanavano.
Immagin il suo amico che lo chiamava nell'oscurit,
tutt'intorno a lui le croci e le lapidi silenziose. Il cimitero
si dissolse in lontananza e Ren nascose il viso nel cappotto.
Avanti, disse Tom. Basta con queste storie. Hai i
tuoi amici, ora!
Brom e Ichy erano fermi come bambole, gli occhi fissi
sui corpi ammassati di fianco a loro sul carro. Tom toss,
estrasse la fiaschetta dal cappotto e bevve un lungo sorso.
Quando ebbe finito, schiocc le labbra.
Cantiamo una canzone.
Gli orfani non risposero.
Non ne conoscete? Non vi hanno insegnato a cantare?
Conosciamo gli inni, si azzard a dire Brom.
Per sono in latino, aggiunse Ichy.
Non serviranno certo a risollevare l'umore. Che ne dite
di Hey Nonny No? Oppure Contile My Bonnie?
Non le conosciamo, quelle canzoni.
Bene,  tempo d'impararle Tom bevve un sorso. Si
schiar la gola e cominci a cantare, la voce alta e sorprendentemente
gradevole.
Lavanda blu, trallall
Lavanda verde,
quando sar re, trallall
tu sarai regina con me
Tu questa la conosci, disse Tom. Lanci la bottiglia
a Benjamin.
Un giovanotto audace, trallall
Conobbe una fanciulla
E giacque con lei, trallall
Sotto una betulla
Benjamin bevve un sorso, poi restitu la bottiglia.
Ecco, disse Tom, passandola a Brom. Canta. Tutto
quello che devi sapere  il ritornello: trullall.
Brom tent di bere un sorso dalla bottiglia e fece una
smorfia. Ichy fece lo stesso, sputando in un attacco di tosse
quel poco che aveva bevuto, ma quando arrivarono al ritornello
si unirono a Tom e cantarono.
Perch io e te, trullall
Ora siamo una cosa sola
E non giaceremo, trullall
Mai pi da soli.
Ren osservava i suoi amici. La canzone li aveva fatti stare
meglio. Ma le parole riecheggiavano nella sua testa come
un avvertimento. Non si muoveva una foglia. Non un
alito di vento scuoteva gli aghi dei pini. Era come se tutti
gli alberi fossero in ascolto. Ren alz lo sguardo verso Benjamin,
seduto alla guida. Teneva le spalle ricurve e non cantava.
Guardava avanti, verso il crocevia.
Un senso di disagio cal sul carro all'avvicinarsi del segnale
stradale. Ren si sporse di lato. Vide alcune ombre in
fondo alla strada. Altri viaggiatori che venivano in senso
contrario. Benjamin imprec e si mise dritto sul sedile, mentre
Tom gettava un'altra coperta sopra i corpi.
Erano cinque uomini a cavallo. Con la luna alle spalle
sembravano altrettanti alberi con le ombre che si stendevano
lunghe davanti a loro. Gli uomini indossavano cappelli
di diverse misure e fogge. Una bombetta, una paglietta, un
berretto con la visiera, un cilindro e un cappello bordato di
rosso. La figura al centro indossava una lunga redingote nera.
I cavalli sembravano irrequieti, come se aspettassero da
tempo, alzavano e abbassavano la testa di continuo, tirando
le redini.
Signor Nab, disse l'uomo con la redingote.
Benjamin ferm il carro. Guard gli uomini Non vi
conosco, disse.
L'uomo a cavallo abbass il colletto della redingote. Era
l'uomo dai guanti rossi, quello che aveva tagliato la mano
del barista da O'Sullivan. Teneva in mano un fucile, accanto
alla sella, ma non accenn a puntarlo.
Benjamin sorrise. Ci dev'essere un equivoco.
Nessun equivoco. L'uomo dai guanti rossi indic il
carro e Bombetta e Paglietta avvicinarono i cavalli. Paglietta
si chin e con la canna del fucile tast i sacchi, poi spinse
di lato la tela rivelando il viso di Sarah moglie di Samuel.
Aspettate. Benjamin alz le mani. Queste persone,
tutte quante, sono miei parenti. Gli unici che mi siano
rimasti. E avrebbero dovuto seppellirli con la mia famiglia,
non in un angolo abbandonato di un cimitero di campagna.
Li porto a casa con me, per dare loro una degna sepoltura.
 semplicissimo.
Ren vide l'uomo dai guanti rossi sistemarsi meglio sulla
sella. Masticava tabacco e si rigirava di continuo le redini
tra le dita.
A noi non interessa chi sono o come li avete trovati, -
disse l'uomo. Ma non li porterete da nessuna parte.
Benjamin scroll le spalle tenendo le mani alzate. Poi
d'improvviso si chin in avanti e fece schioccare forte la
frusta. Ha! e la giumenta si lanci in mezzo agli uomini
a cavallo.
Tenetevi! grid Tom.
Il carro sobbalz lungo la strada, prese una buca e Ren
venne quasi sbalzato fuori. Si aggrapp alla sponda, mentre
il carro prendeva velocit. Finirono in un'altra buca e
questa volta tocc a Brom e Ichy essere sballottati verso il
bordo. Ren afferr Brom per la camicia, stringendo le dita
sino a farsi male, il braccio teso nello sforzo di trattenere
il peso. Tom allung una gamba e con il piede ferm Ichy
un istante prima che il ragazzo scivolasse gi.
Benjamin era in piedi. Schioccava la frusta di continuo.
Gli uomini a cavallo, ripresisi dalla sorpresa, li inseguivano.
Ren si gir e attraverso la polvere li vide spronare i cavalli.
Il ramo di un albero lo colp su una guancia. Il rumore
del carro e degli zoccoli dei cavalli gli tuonava nelle orecchie.
Due degli uomini avevano estratto le pistole. Ormai
li avevano raggiunti, erano di fianco al carro. Andavano
avanti e rallentavano quando la strada si restringeva.
Tom afferr uno dei corpi. Fece un cenno con il capo a
Ren e insieme lo trascinarono fino al bordo del carro. Era
difficile tenere il sacco. Ren sentiva in gola il sapore della
polvere. Tom spinse il cadavere fuori dal carro e Ren lo vide
cadere davanti a quello con il berretto con la visiera. Il
cavallo inciamp e l'uomo fu sbalzato a terra.
Presero un altro corpo e cominciarono a trascinarlo verso
il fondo. Un colpo di pistola risuon sopra le loro teste.
Tom si abbass e cominci a spingere il corpo con i piedi.
Atterr sulla strada, ma questa volta gli uomini spronarono
i cavalli e lo superarono con un balzo.
Il carro imbocc una curva con un gran fracasso di ruote,
mentre Brom e Ichy scivolavano sulle assi. Andarono a
sbattere contro il lato dove si trovava Ren e si aggrapparono
a lui, infilandogli le unghie nella pelle.
Due uomini a cavallo si separarono dal gruppo ed entrarono
al galoppo nel bosco. Dopo pochi istanti riapparvero
pi avanti sulla strada e si fermarono ad aspettarli. Erano
l'uomo dai guanti rossi e Paglietta. Si ritrovarono all'altezza
del panchetto del conducente, cos vicini a Benjamin da
poterlo toccare. Puntarono le pistole.
Attento! grid Ren.
Spararono al cavallo. Uno, due colpi nel collo dell'animale
e poi un terzo nella zampa. La giumenta sband a sinistra
e a destra, inciamp, cerc di raddrizzarsi, poi cadde. Il carro
le pass sopra, le stanghe colpirono il suolo e si ruppero,
e Ren vide Benjamin cadere in avanti, poi il carro si rovesci
e fu come se la terra si fosse spalancata sotto di loro,
precipitandoli in un baratro. Ren and a sbattere con la faccia
contro qualcosa e sent un enorme peso sulla schiena.
Nel silenzio che segu Ren ebbe la sensazione che gli alberi
lo venissero a prendere. Sentiva le loro parole che si
facevano strada da sotto la corteccia. Gemendo, i rami si
allungavano verso di lui. Cerc di avvertire gli altri, ma aveva
la gola chiusa. Poi si sent trasportare, e a ogni movimento
era come se uno stivale lo calpestasse.
 morto?
Ancora stivali. Stivali con gli speroni. Ren cerc di chiedere
aiuto. Sent un filo d'aria entrargli nei polmoni. L'inspir
tutto e poi riusc a fare un altro piccolo respiro, e poi
un altro.
Erano finiti in un pantano. Il carro era sottosopra e quasi
sommerso dal fango, le ruote spezzate e gocciolanti. Brom
e Ichy erano in piedi l accanto. Quello con il berretto con
la visiera gli puntava una pistola contro. Tom era sotto il
carro, le sue grida arrivavano soffocate, la parte bassa del
cappotto era appena visibile. Bombetta e Paglietta stavano
scavando per tirarlo fuori.
L'uomo con il cilindro trasportava Ren. La falda del cappello
era ampia, le parti laterali di raso, e in un angolo c'era
una macchia rosso scuro. Era lo stesso cappello che indossava
l'uomo ucciso da Dolly sotto il lampione. Ren ne
era certo. Ma l'uomo che lo indossava ora era pi vecchio,
e aveva la faccia coperta dalla barba.
Pilot, disse il nuovo Cilindro. Ne ho trovato un altro.
L'uomo dai guanti rossi guard Ren senza avvicinarsi.
Mettilo insieme agli altri.
La giumenta era ancora viva. Dalle narici le uscivano
sbuffi irregolari. Chiudeva e apriva velocemente le palpebre,
come se uno sciame di mosche la infastidisse. Ren pens
al fattore che le baciava il naso e si sent travolto dalla
colpa. Pilot ricaric la pistola. Quando ebbe finito richiuse
il tamburo, l'appoggi contro la testa del cavallo proprio
sotto l'orecchio e premette il grilletto. Il colpo riecheggi
attraverso la palude.
Doveva toccare a te, disse Pilot, e fu solo allora che
Ren vide Benjamin rannicchiato a terra. Il cappotto blu strappato,
un taglio sopra l'occhio, e la guancia destra gonfia.
Da sotto il carro giunse un urlo. Era Tom. Malediceva
gli uomini che lo stavano tirando fuori. Poi cominci a piangere
e a gridare e la sua voce lacer la notte. Ricomparve
l'uomo con la bombetta.
Ha la gamba rotta.
Digli di stare zitto, disse Pilot.
Cilindro frug nelle tasche di Ren e gli sequestr il coltello
con l'orso. Poi prese di nuovo in braccio il ragazzo e lo
port vicino ai gemelli, sistemandolo sul terreno in mezzo a
loro. I ragazzi erano sporchi di fango dalla testa ai piedi.
Avevano i vestiti e il viso dello stesso colore marrone. Per
la prima volta in vita sua Ren non riusciva a distinguerli.
Ho l'acqua in un orecchio.
Ci uccideranno?
Ren cerc di rispondere ma gli facevano male le costole.
Vide Benjamin parlare con Pilot. Questa volta si sarebbe
dovuto inventare una storia veramente fantastica per tirarli
fuori da quel guaio, pens Ren. Cerc d'immaginare le
parole di Benjamin che si srotolavano nell'aria una dopo
l'altra, e cominci a pregare come se quelle parole fossero
i grani di un rosario che a ogni ripetizione acquistavano forza
e potere. Poi il cerchio si chiuse.
Ora Benjamin gesticolava. Stava recitando parte del racconto.
Pilot annuiva ascoltando attentamente, e alla fine
alz la pistola e colpi Benjamin sulla faccia. Un fiotto di
sangue gli usci dal naso. Pilot fece un passo indietro, come
se temesse di macchiarsi la redingote. Poi disse qualcosa a
Bombetta e a Cilindro, e gli uomini si avvicinarono e cominciarono
a picchiare Benjamin finch cadde a terra, cercando
di proteggersi la testa con le mani mentre li pregava
di lasciarlo stare. Ren chiuse gli occhi. Si copr le orecchie.
Le urla proseguirono mentre i corpi venivano raccolti, i cavalli
sistemati e Tom estratto da sotto il carro. Continuarono
a riecheggiare nei boschi finch Ren ebbe esaurito tutte le preghiere.
...
.
...
PARTE TERZA.
...
.
...
Capitolo ventiquattro.
...
.
...
Vedendo gli uomini a cavallo entrare a North Umbrage
i vecchi pescatori si rintanarono sotto il ponte, i vagabondi
si nascosero nei vicoli e le vedove chiusero i negozi e tirarono
le tende. Solo il fumo della fabbrica di trappole per
topi, che rifletteva i raggi del primo sole del mattino, salut
l'arrivo di Pilot e dei suoi prigionieri. Ren ricord come
gli era apparso l'edificio dall'alto: le ragazze in uniforme
che si riversavano all'interno dell'unica porta, un
oceano che si restringeva fino a diventare un fiume.
Due degli uomini col cappello furono spediti a liberarsi
dei corpi. Quelli che rimanevano tagliarono le corde e liberarono
Tom, che era stato legato a un'asse di legno presa
dal carro e trascinato dietro i cavalli. Per il primo quarto di
miglio non aveva fatto che gridare e poi, con sollievo di tutti,
era svenuto.
Pilot scese da cavallo. Poi si volt, afferr il braccio di
Ren e lo trascin a terra. Nell'ultima ora Ren aveva cavalcato
davanti a lui afferrando la sella con gli occhi fissi sui
guanti rossi che stringevano le redini. Si sentiva Pilot appoggiato
alla schiena, con il suo puzzo di sudore e di cuoio. Ren
nascose il moncherino nella manica, lo sent pulsare al ritmo
degli zoccoli del cavallo finch raggiunsero North Umbrage.
Guard i suoi amici. Il fango che copriva i gemelli s'era
seccato formando una maschera marrone che ricopriva i loro
volti, le spalle e le braccia fino al gomito. Le gambe di
Brom penzolavano dalla sella di Visiera. Ichy si accasci sul
marciapiede. Benjamin scese da cavallo pian piano, facendo
molta attenzione. Aveva i vestiti strappati e la faccia cos
gonfia e rossa da renderlo irriconoscibile.
Dopo aver sputato sul marciapiede, Pilot buss due volte
alla porta con la mano stretta a pugno e un altro uomo,
con un altro tipo di cappello, venne ad aprire. L'edificio all'interno
aveva l'odore di una chiesa, freddo, umido e con
un retrogusto di terra. Il gruppo sal la scalinata principale,
seguito da due uomini che trasportavano Tom. Tutto intorno
rimbombava il suono meccanico delle attrezzature.
Persino il pavimento sembrava tremare sotto i loro piedi.
In cima alla scala altre porte si aprivano nel cuore della
fabbrica: file di tavoli da lavoro, macchinari, materiali e ragazze.
Scatole di trappole per topi erano allineate lungo le
pareti. Pile di assi e segatura erano ammassate negli angoli.
Le ragazze impilavano e tagliavano, impilavano e tagliavano
usando una fila di seghe circolari. Nel corridoio accanto
i pezzi di legno venivano assemblati. Alcune ragazze
attaccavano i bordi con la colla, mentre altre applicavano
le ganasce e inchiodavano gli angoli.
Al centro della stanza c'erano le operaie che lavoravano
i pezzi di metallo. Alcune attaccavano i cardini, altre piegavano
gli angoli e altre ancora manovravano le manovelle
delle macchine. Sottili fili di ferro venivano introdotti negli
ingranaggi e ne uscivano trasformati in lunghe spirali,
che scendevano verso terra arrotolate come serpenti. Una
ragazza tagliava le molle e le passava ad altre operaie che le
sistemavano all'interno delle trappole per topi. China su
uno di quei tavoli, con le mani nere di grasso, c'era Labbro
Leporino.
Li aveva visti arrivare. Ren la scorse quando entrarono
nella stanza. Quando aveva visto il viso gonfio di Benjamin
aveva smesso di lavorare. Ora per teneva la testa china
su una trappola e muoveva svelta le mani attorno alla
molla di ferro, come se fosse stato un lavoro di cucito con
ago e filo.
Il direttore del piano, un uomo calvo sulla quarantina,
camminava lungo le file per spegnere le lampade utilizzate
durante il turno di notte. Quando pass davanti a Ren
si ud un urlo provenire dal fondo della stanza. Alcune ragazze
abbandonarono la postazione e accorsero. Una
ragazza stava in piedi di fronte a una delle seghe circolari,
tenendosi la mano fra i denti mentre il sangue le colava
sul mento.
Al vostro posto! Al posto! grid il direttore del piano.
Dopo un attimo di esitazione, le ragazze tornarono ai
propri posti. Dopo il primo grido, la ragazza non aveva pi
detto una parola. Era rimasta in piedi a sanguinare. Ren vide
la segatura ai suoi piedi scurirsi.
Ecco, disse il direttore del piano e cerc di porgerle
uno straccio.
La ragazza per cadde a terra. Il direttore del piano le
avvolse lo straccio attorno alla mano e la port fuori. Torn
pochi minuti dopo, si diresse verso Labbro Leporino, la prese
per il braccio e la accompagn alla sega circolare.
Promozione! grid, facendola accomodare alla catena
di montaggio. Non appena il direttore si fu girato, Labbro
Leporino alz gli occhi al cielo, poi lanci un'altra occhiata
verso Benjamin. Si morse il labbro, prese una manciata
di segatura e la gett sulla macchina. I trucioli
s'intrisero di sangue e lei li butt sul pavimento con le dita
e poi con lo stivale li spinse da un lato della macchina.
Pilot si fece strada fra le operaie girando tra le file, poi
sal una scala presidiata da due uomini che si fecero da parte,
solleciti, per farlo passare. Il corridoio che si apriva alle
loro spalle aveva il pavimento coperto da una lunga passatoia
con un disegno floreale verde. Era cos spessa che le
scarpe di Ren non produssero alcun rumore quando ci cammin
sopra. Il piede affondava nel tessuto e Ren pens al
muschio nei boschi dietro l'orfanotrofio, a quel colore verde
smeraldo che cresceva dove cadevano gli alberi.
Alla fine del corridoio c'era una porta aperta. Gli uomini
col cappello trasportarono Tom oltre quella porta. Ren li segu
in quello che scopr essere un ufficio. Una calcolatrice
era posizionata in un angolo. Una fila di libri mastri stava
accanto a uno scaffale stracolmo. Al centro troneggiava una
scrivania di legno gigantesca, con la superficie scarabocchiata
e macchiata, e le maniglie lucide e splendenti. La scrivania
occupava gran parte della stanza. Ren e i gemelli si piazzarono
intorno come se fosse stato un tavolo da pranzo.
Aspettate qua, disse Pilot.
 un errore, disse Benjamin.
Lo scopriremo presto. Gli uomini col cappello sistemarono
Tom sul tappeto e lasciarono la stanza ghignando.
Poi Pilot chiuse la porta a chiave.
Benjamin si appoggi alla parete toccandosi con circospezione
le costole. Aveva le labbra gonfie, la pelle attorno
agli occhi spaccata e coperta di lividi.
Sei ferito, disse Ren.
A Benjamin usc una voce rauca. Star bene.
Che cosa faremo?
Dobbiamo pensare. Che cosa sa? Che cosa vuole? -
Benjamin si tast la mandibola. S'infil una mano in bocca
e, strizzando gli occhi, si tolse un dente.
Ren si guard attorno, domandandosi che cosa potesse
volere da loro McGinty. A giudicare da quella stanza doveva
avere gi molti soldi. Le sedie erano rivestite di cuoio
pregiato, le lampade di ottone luccicavano. Sulla scrivania
c'era un corredo di penne d'oro e dietro, appesi al muro,
una serie di quadri raffiguranti scene di caccia alla volpe.
Ecco il trombettiere, che guidava i cavalli. Ecco i primi cavalieri
che superavano d'un balzo la collinetta. Ecco le mute
di cani che correvano nell'erba. Ed ecco la volpe, una
macchiolina rossa che in alcune scene attraversava il prato,
in altre si rannicchiava terrorizzata solo pochi istanti prima
di essere stanata.
Sull'altro lato dell'ufficio c'era un'ampia finestra che
guardava verso l'interno della fabbrica. Benjamin si trascin
fino a l e appoggi una mano contro il vetro. Pareva
voler controllare se ci fosse un'apertura negli angoli e quando
non ne trov, lasci cadere il braccio lungo il fianco.
Io devo andare in bagno, disse Ichy.
Brom lo spinton. Dovevi dirlo prima.
Ren rimase a osservare i gemelli che litigavano. Non
riusciva a scrollarsi di dosso la sensazione che fosse la loro
presenza a portare sfortuna. Desider che Tom non li
avesse mai adottati. Desider di non essere mai stato loro
amico.
Ichy cominci a piangere e Ren si sent vagamente in colpa.
Ci deve pur essere qualcosa che puoi usare, disse, e
cerc finch non trov un vecchio barattolo di marmellata
pieno di matite. Le rovesci e pass il barattolo di vetro a
Ichy. Per un istante Ichy sembr sollevato. Corse verso
l'angolo della stanza e si slacci i pantaloni. Quando ebbe
finito, rimase in piedi tenendo in mano il barattolo con il
liquido giallo.
Cosa dovrei farci con questo?
Dallo a me Ren prese il barattolo. Il vetro era caldo
sotto le sue dita. Avvit il tappo. Apr un cassetto e lo
nascose nella scrivania.
Tom cominci a lamentarsi.
Corsero da lui, e Benjamin gli tast attentamente la gamba.
Ma non appena la tocc Tom cominci a gridare. Benjamin
gli disse di tacere. Si tolse il cappotto, poi si strapp
una striscia di tessuto dalla camicia e l'avvolse attorno alla
gamba spezzata.
Tom url di nuovo. I miei ragazzi!
Brom e Ichy rimasero a guardare a bocca aperta il sangue
che sgorgava dalla gamba.
Vuole che andiate vicino a lui, disse Ren.
Dobbiamo?
Tom conficc le unghie nel braccio di Ren.
S.
Brom fece qualche passo avanti e prese la mano di Tom.
Ichy gli tenne l'altra. Il maestro guard un punto sopra le
loro teste, poi chiuse gli occhi e svenne. Benjamin prese le
dita di Ren. Le mise nel punto in cui aveva legato la camicia.
Gli disse di tenere premuto. Ren premette, e sent il
battito nella gamba di Tom.
Pensi che potremmo chiedere di chiamare un dottore? -
chiese Ren.
Benjamin scosse la testa, poi guard la porta. Stava arrivando
qualcuno.
Cilindro e Paglietta entrarono con le pistole spianate.
Presero posto ai due lati della porta. Pilot entr dopo di
loro, sistemandosi i guanti di pelle. Poi tenne la porta
aperta per lasciar entrare un uomo che indossava un abito
giallo.
L'uomo entr con l'aria di chi intendeva dimostrare
qualcosa. Si era tolto la giacca e la portava sopra la spalla,
aveva le bretelle ben tese, le maniche della camicia arrotolate
e legate con due nastri rosa. Era grasso quasi quanto
fra Joseph, e la maggior parte del peso era concentrato nella
pancia, che lo precedeva come una grossa palla rotonda.
Attravers la stanza e prese posto dietro l'enorme scrivania.
Sembrava seccato, come se si fossero radunati tutti l
per impedirgli di occuparsi di qualcosa di pi importante.
Era chiaro che tutto in quella stanza i quadri alle pareti,
il tappeto sotto i loro piedi e la fabbrica al di l della finestra
apparteneva a lui. Silas McGinty.
Punt un dito verso Benjamin.
Nab, disse Pilot.
Come mai non lo conosco?
Perch non ne valeva la pena, disse Pilot.
Adesso invece si McGinty spost il peso da una
gamba all'altra. Quando parlava, sembrava che le sue parole
passassero attraverso una grattugia, e alcuni frammenti
si perdessero nel tragitto. E i bambini?
Le nostre sentinelle, disse Benjamin.
Ve ne servivano tre?
Una per ogni direzione.
McGinty si tocc i nastri sulle maniche della camicia, infine
abbass lo sguardo sul pavimento, dove Tom stava lentamente
sanguinando sul tappeto.
Benjamin premette una mano contro l'altra, come se si
stesse preparando a concludere un affare. Mia sorella e
la sua famiglia sono morti di febbre la scorsa settimana.
Per paura del contagio li hanno sotterrati senza dirci nulla.
Quando l'ho saputo sono andato a prenderli, per poter
dare loro una sepoltura cristiana. Sorrise, e Ren si accorse
che sentiva dolore anche solo a compiere quel movimento.
McGinty estrasse un fazzoletto dalla tasca e si soffi il
naso. Bella storia, disse. Adesso te ne racconto una
io. Una volta c'era un maiale a cui piaceva mangiare e dormire
e rotolarsi nella merda, ogni tanto. Un giorno il padrone
and dal maiale e gli tagli la gola, gli pul le budella
e fece pancetta del suo culo. Fine della storia.
Benjamin smise di sorridere.
Avete messo le mani sul cimitero, disse McGinty.
Non va bene. Non va bene per niente.
Per favore, disse Benjamin, statemi ad ascoltare
per un istante.
Ren osserv il viso lentigginoso di McGinty, la gobba che
aveva sul naso. Intu che stava per perdere la pazienza.
Non lo permetto. Non nella mia citt. McGinty si
rivolse a Pilot. Quanto vale?
Settecento dollari.
Sono parecchi soldi. Deve aver fatto qualcosa di molto
interessante per valere cos tanto.
Pilot infil una mano nella tasca dell'impermeabile e ne
estrasse un volantino piegato in quattro che cominci a leggere.
Una dopo l'altra le parole riecheggiarono nella stanza:
Incendio doloso, rapina al treno, rapina in banca, abigeato
e furto in generale, diserzione dall'esercito, scommesse
e gioco d'azzardo. Si  finto: pubblico ufficiale,
capitano di una nave, ministro della fede. Inoltre  colpevole
di: usurpazione di una concessione mineraria, vagabondaggio,
disturbo della quiete pubblica, aggressione a
mano armata, insudiciamento del suolo pubblico e vendita
di scritture legali fasulle.
Ren guard Benjamin, che era diventato bianco come il
foglio di carta che Pilot teneva in mano. McGinty apr un
cassetto della scrivania e prese una pistola. L'appoggi sul
tavolo. Tutti rimasero a guardarlo mentre da una scatola si
versava alcuni proiettili in mano e cominciava a caricarla.
Dite, signor Nab, siete un uomo religioso?
Benjamin scosse la testa.
Con uno scatto, McGinty chiuse la pistola e la rivolse
verso di lui. Date un'occhiata all'incisione.
Benjamin esit.
Avanti, disse McGinty. Leggete che cosa c' scritto
sul tamburo.
Benjamin si chin in avanti. Le anime dei giusti sono
nelle mani di Dio.
Avete mai sentito la mano di Dio? McGinty lucid
l'incisione col fazzoletto, come se solo guardandola Benjamin
l'avesse macchiata.
Tutti aspettavano la risposta di Benjamin. Lo stomaco
di Ichy brontol. Accanto alla porta Tom si agitava, lamentandosi.
Alla parete c'era un orologio. Ren non l'aveva udito
prima, ma ora lo sentiva ticchettare sopra le loro teste.
Scandiva ogni secondo.
Posso spararvi per ci che avete fatto. Oppure potrei
consegnarvi alla giustizia per riscuotere la taglia, e considerata
la lista direi che sarete impiccato. McGinty smise
di lucidare la pistola. Fece ruotare il tamburo. Una volta.
Due. Poi con un cenno del capo indic Tom. Roviner
il tappeto.
I gemelli alzarono lo sguardo terrorizzato su McGinty.
Si tenevano per mano e stringevano ancora la mano di Tom,
formando un cerchio. Come se fosse diventato improvvisamente
contagioso, si allontanarono da lui.
Ren aspett che Benjamin raccontasse una storia migliore,
una storia che li tirasse fuori di l. Ma Benjamin rimase
immobile con l'aria abbattuta e il viso che sembrava gonfiarsi
di minuto in minuto, sempre di pi. Se qualcosa si
doveva fare, toccava a lui farla, pens Ren. Si fece avanti
e in un attimo si tolse il cappotto e lo distese sul tappeto.
Cerc di pulire il sangue, sfregandolo avanti e indietro, e
d'un tratto sent il silenzio calare nella stanza. Quando si
volt vide che tutti lo guardavano.
McGinty era in piedi dietro la scrivania. Teneva ancora
in mano la pistola, ma quasi senza rendersene conto. Il suo
sguardo saettava dal braccio alla faccia di Ren, avanti e indietro.
Chi  quello?
Nessuno, disse Benjamin.
McGinty inarc le sopracciglia. Fece un cenno con la pistola
e Pilot punt la sua alla nuca di Benjamin. Nella stanza
cal un silenzio ancora pi assoluto, come se tutti avessero
smesso di respirare, tutti tranne Benjamin, che cominci
ad annaspare come se fosse stato sott'acqua. Ren sent
Cilindro che lo afferrava per il colletto e lo trascinava verso
la scrivania.
Da vicino, McGinty odorava di menta. Ren vide che le
lentiggini non gli coprivano solo la faccia, ma anche il collo e persino le mani. Sotto le ascelle aveva due macchie di
sudore che si espandevano ai lati della camicia inamidata.
Afferr Ren, gli alz la manica e rimase a fissare il moncherino.
Ren cerc di liberarsi, ma McGinty strinse pi forte.
Tocc la cicatrice con le dita, poi pos il palmo della mano
sulla ferita e spinse contro l'osso finch gli fece male.
Da dove vieni?
Ren era troppo spaventato per mentire. Dal Saint Anthony.
Orfano?
S.
Ragazzo fortunato. Ora era McGinty a respirare affannosamente.
Lasci andare il moncone e pizzic la guancia
di Ren.
 solo un bambino, disse Benjamin con un filo di voce,
la pistola ancora premuta contro la nuca. Non vale
nulla.
McGinty lasci andare Ren, estrasse un orologio da tasca
d'oro e lo apr. Guard il ragazzo e guard l'orologio.
Poi incroci le braccia e s'immerse nei suoi pensieri, e parve
disinteressarsi del tutto a loro per un po'. Benjamin chiuse
gli occhi. Il resto del gruppo rimase in attesa, sentendo
il calore aumentare nella stanza.
Ren guard Benjamin, in attesa di un segnale, ma il viso
dell'uomo era teso per la paura. Ren deglut. Ripens alle
volte che si era trovato nell'ufficio di padre John in attesa
della punizione, quando il silenzio era peggio delle botte.
Cominci lentamente a indietreggiare e questo parve rompere
l'incantesimo. McGinty annu a Pilot, che spost la
pistola, liberando Benjamin.
Benjamin lasci cadere indietro la testa come se la canna
della pistola l'avesse sostenuta fino a quel momento.
Apr gli occhi. Vi pagher pi di quello che vi darebbero
loro.
Non voglio denaro, disse McGinty.
Benjamin guard la porta. Pilot era l che puliva il coltello
e i suoi occhi non lo abbandonavano nemmeno per un
istante. Non capisco.
Lascerete la citt stanotte, Nab, disse McGinty.
Non voglio rivedervi mai pi. Non voglio pi sentire il
vostro nome. Non voglio pi sapere nulla di voi.
Pilot apr la porta. Indic il tappeto. Cilindro e Paglietta
si chinarono ciascuno da un lato di Tom e cominciarono
ad arrotolarlo nel tappeto. Lo fecero senza dire una parola,
come se lo avessero fatto molte altre volte prima. Brom
e Ichy si avvicinarono e tutti rimasero a guardare Tom che
scompariva tra le pieghe del tappeto. Poi gli uomini col cappello
afferrarono le due estremit e trascinarono il tappeto
nel corridoio con i gemelli al seguito.
Benjamin prese la mano di Ren. Gli avevano strappato
un'unghia. Mentre si giravano per andarsene, Ren vide il
livido sopra la nocca, una piccola macchia scura. Pilot si
par davanti alla porta bloccando il passaggio. Tolse dalla
tasca il foglio che aveva letto poco prima. Lo pieg in due.
E di nuovo in due.
McGinty si appoggi alla sedia. Il ragazzo resta.
Benjamin esit. Le sue dita abbandonarono la mano di
Ren e si posarono sul punto in cui Pilot gli aveva premuto
la pistola sulla testa. Ren rimase a guardare, il cuore gli batteva
cos forte che lo sentiva nelle orecchie.
Ditegli addio, disse McGinty.
Ren aspett che fosse Benjamin a parlare. Aspett di sentire
una qualche spiegazione. Perch quello era un errore,
loro non potevano separarsi. Ma Benjamin non lo guard
quasi.
Addio, disse.
Un istante dopo Ren fu trascinato fuori dalla stanza.
Abbass lo sguardo e vide il tappeto verde scorrere veloce
sotto le sue ginocchia. Pilot lo trascin gi per le scale,
oltre le file delle ragazze. Le operaie continuarono a lavorare
fingendo di non notarlo, ma Ren vide che alcune si
fermavano a guardare. Labbro Leporino era ancora al suo
posto e per un istante i loro sguardi si incontrarono, prima
che Pilot lo trascinasse oltre una porta, lungo un corridoio
e infine lo scaraventasse in un magazzino, pieno di
carta e di scatole.
Sei fortunato, davvero, disse Pilot. Poi chiuse a chiave
la porta alle sue spalle.
...
.
...
Capitolo venticinque.
...
.
...
Lo stanzino non aveva finestre. C'erano casse di legno
ammassate contro le pareti e sparpagliate ovunque sul pavimento.
Due schedari erano sistemati in un angolo, insieme
a un piccolo scrittoio e a uno sgabello. Sullo scrittoio
c'erano un calamaio e un corredo di penne d'oro identiche
a quelle che stavano nell'ufficio di McGinty. C'era anche
una stufa panciuta con una piccola canna fumaria che s'infilava
nel muro. Ren apr il braciere e vide che era pieno di
cenere.
Si sedette sullo sgabello e appoggi la testa sul tavolo.
Cerc il contatto del legno che premeva contro la guancia.
Aveva il corpo appesantito, come se tante funi lo tenessero
legato a terra. Non si era mai sentito cos triste e solo.
Una parte di lui voleva credere che dietro a tutto ci ci
fosse un piano, che nel giro di un paio d'ore la porta si sarebbe
aperta e fuori avrebbe trovato ad attenderlo Tom e
i gemelli, e Benjamin con il suo sorriso, un nuovo carro con
un altro cavallo e molte centinaia di dollari in pi. Ma col
passare delle ore sentiva lo stomaco brontolare per la fame,
cominci a lasciarsi prendere dalla disperazione e a rimuginare
sulle varie occasioni in cui Benjamin lo aveva ingannato.
Era difficile da credere. Eppure era cos.
Pi accusava Benjamin, e pi si rendeva conto di essersi
comportato nello stesso modo con Dolly. Lo aveva abbandonato.
Aveva pensato a se stesso. Probabilmente a
quell'ora Dolly era sveglio e vagava per la strada chiamandolo
per nome. Forse era gi inciampato nel cavallo morto.
Ren ripens a Pilot che puntava la pistola alla testa della
giumenta baia, nello stesso punto in cui il fattore la salutava
con un bacio.
Desider di trovarsi ancora nella cucina della signora
Sands. Lei non lo avrebbe mai abbandonato, lo sapeva. Ren
se la immagin mentre faceva irruzione nella fabbrica di
trappole per topi, brandendo la scopa, e picchiava gli uomini
col cappello sino a farli svenire per poi prendere lui, Ren,
fra le braccia. Sarebbe andata proprio come in una delle storie
che raccontava Benjamin. Ren riusciva a immaginarsi il
luccichio dei denti storti della signora Sands, il rumore della
scopa che si spezzava sulle spalle di Pilot, immaginava il
suo corpo a corpo con McGinty. Rimase ad ascoltare convinto
di sentire i passi della locandiera nel corridoio. Aggiunse
altri dettagli, poi si rimise in ascolto.
Col passare del giorno, Ren diventava sempre pi annoiato
e irrequieto e cominci a frugare le scatole impilate
nella stanza. Preg persino Sant'Antonio, perch gli consentisse
di trovare un coltello o una corda, qualunque cosa
che potesse aiutarlo a fuggire, ma le casse erano piene solo
di molle, segatura e carta. Una conteneva trappole rotte,
simili a quella che aveva visto nella cucina della signora
Sands. Ne prese una e spinse la porticina di metallo, poi la
sent scattare mentre ritirava il dito.
Frug nel cassetto e ne estrasse una pila di vecchi quaderni.
Le pagine interne erano piene di schizzi di trappole.
Disegni sempre pi complessi di piccole macchine assassine,
uno dopo l'altro. Il primo raffigurava un topo che precipitava
in acqua da uno scivolo munito di esca. In un altro
il soffitto della trappola si abbassava con l'ausilio di
un'enorme vite, fino a schiacciare l'animale. Quello dopo
raffigurava un complesso labirinto, dove il passaggio si faceva
via via pi stretto finch diventava impossibile per il
topo girarsi e tornare indietro.
I disegni erano brevetti o idee per brevetti. Raffiguravano
ogni modo possibile per liberare il mondo da una specie
indesiderata.
Ren cominci ad andare avanti e indietro per la stanza.
Ogni volta che arrivava contro il muro, si voltava finch si
ritrov a girare come una trottola e quasi non sent il rumore
della chiave nella toppa. La porta si apr e McGinty
entr tenendo in mano un sacchetto, che per forma e dimensioni
ricordava una testa umana. Era vestito da ufficio,
la giacca gialla abbottonata, i nastri alle maniche legati
e nascosti. Pos il sacchetto sulla scrivania.
Ecco qua, disse.
Ren fiss il sacchetto.
 per te, disse McGinty. Aprilo.
Il ragazzo allung la mano e tocc la carta stropicciata.
Scost lentamente i lembi, con le dita tremanti. Nel frattempo
sentiva la presenza di McGinty alle sue spalle.
Il sacchetto era pieno di dolciumi. Bastoncini alla menta
e lecca lecca, cubetti fondenti, bonbon colorati, zuccherini,
tavolette di cioccolato, mou al limone, croccante
alle arachidi, foglie d'acero allo zucchero, gelatine, spumoni,
cera zuccherata da masticare e caramelle dure da
succhiare. Ren aveva sentito parlare di quei dolci e li aveva
visti nelle vetrine dei negozi, ma non li aveva mai assaggiati.
Il profumo dello zucchero che gli saliva alla faccia
in una nuvola lo rendeva al tempo stesso confuso e famelico.
McGinty rovesci il sacchetto e i dolci rimbalzarono sul
tavolo in un turbinio di colori, coprirono i quaderni e caddero
sul pavimento. Avanti, disse. Mangiali.
Ren si domand se le caramelle fossero avvelenate.
Queste sono le mie preferite, disse McGinty e prese
un bastoncino di zucchero alla menta. La spezz. La succhi
per alcuni minuti, facendosela girare in bocca, infine
la ruppe sotto i denti. Ne prese un'altra e la porse a Ren.
Assaggiala.
Il ragazzo ripens al signor Bowers, che si toglieva la dentiera
come se fosse stata un segreto. Ecco cosa succede ai
ragazzi che mangiano la marmellata. Scosse la testa.
Assaggia qualcosa, per l'amor di Dio! tuon McGinty.
Ren afferr il bastoncino e se lo infil tutto in bocca. La
dolcezza lo accec quasi, gli si riemp la bocca di saliva e
d'un tratto non gli import pi che fosse avvelenata.
Cos va meglio, disse McGinty.
Ren scart una tavoletta di cioccolato e la mangi in tre
morsi, la lingua foderata di quella delizia liquefatta. Mastic
lo zucchero candito finch gli si frantum sotto i denti;
tir la gommosa con le dita, portandosela ad alcuni centimetri
dal naso. Succhi il ripieno della cera zuccherata e
si infil un pezzo di croccante nella guancia, dove gli si attacc
ai denti, sciogliendosi lentamente.
Li hai visti questi? McGinty indic i quaderni degli
schizzi.
Ren si ripul la bocca. S.
McGinty ne prese uno e lo apr. Sfogli una pagina e poi
un'altra, poi mostr a Ren lo schizzo di una trappola che
nascondeva una minuscola ghigliottina. Avvicinandosi al
formaggio, il topo toccava una leva che faceva scattare la
ghigliottina. La testolina mozzata rotolava fuori dal lato opposto.
Ho cominciato come cacciatore di ratti, io, disse McGinty.
Ratti neri, pantegane e ratti rossi. Quelli neri salgono
dalle fogne, le pantegane vivono nei muri delle case,
e i rossi seguono le mandrie. Sono capaci di mangiarsi un
cane o anche un bambino se gli capita l'occasione.
McGinty sfogli qualche altra pagina, poi mostr a Ren
un altro disegno, che raffigurava un branco di topi. Stavano
cercando di far passare un bambino attraverso un buco
nel muro. Alcuni spingevano, altri tiravano, altri ancora gli
rodevano le membra.
I topi non sono intelligenti quanto i ratti. Ma si riproducono
pi velocemente. Quando ho cominciato non facevo
in tempo a costruire le trappole che gi le avevo vendute.
Ma dopo un po' di tempo, smettevano di funzionare. I
topi capivano come funzionava il meccanismo e non ci cascavano
pi. Si passano l'informazione all'interno del
gruppo, da un topo all'altro. Cos ne ho progettato un altro
tipo e ho ricominciato a prenderli. E quando anche
quella trappola ha smesso di funzionare ne ho ideato un'altra.
Il trucco  continuare a cambiare le trappole, cos si dimenticano
che cosa li uccide.
McGinty chiuse di scatto il quaderno. Si infil in bocca
un'altra caramella. Eri un bambino bruttissimo.
Ren teneva in mano un pezzetto di cera zuccherata. Ora
la sent iniziare a sciogliersi nel palmo della mano, all'improvviso
sudato per il timore, mentre le dita lasciavano
un'impronta sulla superficie.
Non somigli a lei, comunque. Non le somigli affatto.
McGinty infil la mano nella giacca e ne estrasse l'orologio.
Premette il pulsantino e lo apr. Da un lato c'era il
quadrante, sull'altro il ritratto di una giovane donna. Era
bellissima, aveva i capelli castani e la pelle cos pallida che
sembrava risplendere. Teneva le labbra morbide serrate e
aveva gli occhi di un blu profondo, con uno sguardo ironico,
come se si facesse beffe dell'artista che la ritraeva.
McGinty richiuse l'orologio. Ci pass sopra il pollice un paio
di volte, poi lo appoggi sulla scrivania.
Questa  mia sorella. McGinty scelse un altro bastoncino
alla menta e lo ruppe con i denti. Minuscole schegge
di zucchero bianco e rosso gli rilucevano sulla lingua.
Mi raccont che eri morto dopo aver perso la mano. Avrei
dovuto capirlo che mentiva.
La cera zuccherata si era sciolta. Si era consumata nella
mano di Ren che ora aveva le dita appiccicate mentre i due
pezzi del dolce giacevano a terra ai suoi piedi. Rimase a fissare
l'orologio. Voleva aprirlo di nuovo. Lo sentiva ticchettare
sul tavolo come un minuscolo cuore di metallo.
Vi sbagliate, disse Ren.
McGinty smise di masticare la menta. Io non sbaglio
mai.
Ren sentiva che tutte le caramelle che aveva mangiato si
erano raggrumate in una palla in fondo allo stomaco. Premevano
per liberarsi, spingendo alla base della gola. Afferr
un'estremit della scrivania., poi si volt e vomit in una
scatola di trappole aperta. Quando ebbe finito si pass la
manica sulla bocca. Voglio andare a casa, grid. Ma non
appena ebbe pronunciato quelle parole, si rese conto di
quanto fossero vane. Non ce l'aveva, una casa.
McGinty si chin sul tavolo. Prese una delle penne d'oro
e la us per pulirsi lo sporco sotto le unghie.
Hai detto di essere orfano.
S. Ren si chin sulla scatola di trappole per topi,
spaventato e sorpreso. Se quell'uomo credeva di essere suo
zio, era anche il genere di zio che rinchiude il nipote nello
sgabuzzino.
Prendine ancora.
Ren prese un pezzo di zucchero alla menta. L'odore gli
chiuse lo stomaco. Si infil in bocca la menta e la tenne
stretta fra i denti, cercando di evitare il contatto con la
lingua.
McGinty lo tocc con il piede. Nessuno  mai venuto
a reclamarti?
Ren scosse la testa.
Sicuro?
Ren annu debolmente.
Prendi un'altra caramella.
Non ho famiglia! grid Ren. Io non ho nessuno!
Bene, disse McGinty, facendo una pausa. Ora hai
me. Si infil un altro pezzo di zucchero nell'angolo della
bocca e lo lasci li a penzoloni, come un lungo stuzzicadenti
colorato.
Ren immagin per un istante come sarebbe stato vivere
nella fabbrica insieme a McGinty. Guardare le ragazze andare
avanti e indietro. Trascorrere il resto dei suoi giorni
chiuso nello stanzino.
McGinty lo osservava. Non mi credi.
No.
La mandibola dell'uomo si sporse in avanti trasfigurandolo,
come una tenda che scendeva piano fino a oscurare
una finestra. Ti faccio vedere io. Te lo dimostro.
Afferr il ragazzo per il braccio e prima che Ren se ne
rendesse conto, furono fuori dello sgabuzzino. Gli uomini
col cappello erano schierati nel corridoio e si fecero da parte
al loro passaggio. Uno di loro corse avanti ad aprire la
porta, poi scesero le scale. Per tutto il tempo McGinty tenne
salda la presa sul braccio di Ren, lasciandolo solo un
istante per prendere il cappotto che Pilot gli porgeva. Uscirono
da una porta secondaria e arrivarono sulla strada.
Era ormai tardo pomeriggio, i negozi erano gi chiusi, i
fuochi accesi e le finestre illuminate. Ren si voltava a ogni
angolo, per cercare Benjamin. Aveva sperato che i suoi amici
fossero l fuori ad aspettarlo, ma per strada c'erano solo
altri uomini col cappello, che li precedevano, li circondavano,
li seguivano facendo loro largo tra la gente. McGinty
sbuffava camminando, con lo sguardo irato e la mano stretta
sul braccio di Ren.
Giunsero alla piazza della citt e attraversarono il parco.
Sull'altro lato c'era la chiesa con la cancellata nera e alta
che circondava il terreno tutt'intorno. A ogni passo l'espressione
sul viso di McGinty si faceva pi determinata;
la pancia in fuori, l'abito giallo che svolazzava al vento. Ren
guard il campanile della chiesa. L'edificio gli pareva familiare,
come se lo avesse gi visto in sogno. E poi, un istante
dopo, Ren si rese conto che era il luogo in cui era stato
sepolto Dolly. Quello da cui lo avevano liberato. McGinty
era in piedi accanto al cancello che Benjamin aveva aperto
con un chiodo, e lo stava aprendo con la chiave.
Gli uomini col cappello si sparpagliarono intorno alla chiesa
mentre Pilot entrava, tenendo aperto il cancello. McGinty
trascin dentro Ren e si fece strada velocemente tra le file
di tombe. I cognomi si ripetevano sui due lati: Beckford,
Bartlett, Hale, Wood. Ren inciamp in una fila di minuscole
lapidi, un gruppetto di neonati appartenuti alla stessa famiglia,
morti a un anno di distanza l'uno dall'altro.
Dopo un po' si lasciarono la chiesa alle spalle e si diressero
verso un mausoleo, situato nella parte retrostante del
cimitero. L'edificio aveva le dimensioni di una grande rimessa
per carrozze, con una serie di gradini di pietra che
conducevano a un piccolo portico, chiuso da un altro cancello.
Su entrambi i lati c'erano vasi di marmo che contenevano
rose gialle e rosa. Sopra il portico una torretta con
una campana al centro. Ren rimase a guardare mentre McGinty
estraeva dalla tasca un'altra chiave e apriva il cancello.
La porta oltre il cancello era ornata da un bassorilievo
di angeli e nell'arcata soprastante c'era una finestra di
vetro istoriato che raffigurava una fonte che sgorgava dalla
terra.
McGinty spinse avanti il ragazzo. Il pavimento era di
granito, la stanza buia e fredda. Ren vide un ampio tavolo
sulla sinistra, appoggiato contro la parete. Gli angoli della
stanza erano coperti di terra e foglie morte. Il soffitto era
basso, le pareti vicine. L'unica via d'uscita era bloccata da
McGinty.
Eccola.
McGinty indic il tavolo e Ren si accorse che non si trattava
affatto di un tavolo, bens di una tomba. Il ragazzo si
avvicin e lesse: Margaret Ann McGinty. Le lettere erano
intagliate con bravura, e l'iscrizione sottostante era incisa
con mano ferma: Le anime dei giusti sono nelle mani di
Dio. Ren tocc le lettere. Il marmo era liscio e lucido. Non
c'erano asperit, solo i bordi netti delle lettere scolpite nel
marmo.
Ren pens al ritratto di Margaret, al suo sguardo leggermente
divertito. Fece scivolare la mano in tasca e accarezz
l'orologio di McGinty. Lo aveva rubato dal tavolo mentre
uscivano dallo stanzino. Il metallo era caldo; sentiva l'orologio
ticchettare fra le dita.
La luce colorata screziava l'abito giallo di McGinty. C'era
una croce sul muro, appesa sopra la tomba di Margaret,
ma l'uomo non la degn di uno sguardo. Si pass la mano
avanti e indietro sulla faccia, come se cercasse di cancellare
l'emozione che esprimeva. Poi spinse Ren verso il fondo
buio della cripta.
Avanti, disse. Guarda.
Non c'era nient'altro nella stanza se non un tavolo pi
piccolo appoggiato alla parete sul fondo. Ren si avvicin, a
disagio. La lapide era della stessa pietra che copriva la tomba
di Margaret e, avvicinandosi, lesse un nome inciso sulla
superficie: Reginald Edward McGinty.
Ecco. McGinty fece voltare il ragazzo. Vediamo
se sei l dentro.
Pilot entr nel mausoleo, insieme ad altri quattro uomini
col cappello, ciascuno fornito di una sbarra di ferro. Spinsero
Ren da parte, infilarono le sbarre di ferro sotto la lapide
e la sollevarono. Uno stridio acuto riecheggi nella
cripta mentre spostavano la lapide. Quando l'appoggiarono
a terra, dalla tomba si lev uno strano odore, un misto
di muffa e di foglie di t bagnate.
Ren si chin in avanti e guard all'interno. C'era un piccolo
fagotto, avvolto in una tela di sacco, della forma e delle
dimensioni di un neonato.
Il fagotto era coperto da uno strato di polvere grigia. Qua
e l la tela era bucata, mangiata dagli insetti o consumata
dal tempo. Ren intravide un pezzo di tessuto al di sotto. Era
lo stesso lino spesso del colletto sul quale era ricamato il suo
nome. Toss e avvert un sapore di bile salirgli in gola. Sapeva
che non poteva essere lui quello nella tomba, eppure
sentiva i peli delle braccia che cominciavano a rizzarsi.
Pilot pass il coltello a McGinty che inizi a tagliare la
tela, aprendo la cucitura da sotto. Quando ebbe finito, fece
un passo indietro con il respiro affannato, e fu solo il
suono della sua risata che spinse il ragazzo a guardare. Il
sacco era squarciato a met e dentro c'erano solo pietre.
Avevano dimensioni e colori diversi, alcune erano spezzate
e ruvide, altre ancora coperte dalla polvere e dalla terra
del suolo da cui provenivano, altre ancora talmente piccole
da stare nel palmo della mano di Ren.
Chinandosi, Ren vide un paio di calzini minuscoli. Qualcuno
si era preso la briga di cucire le pietre dentro un vestitino
da neonato. Le estremit delle maniche erano cucite insieme,
il collo chiuso. C'era del pizzo sul colletto e una cuffietta
in tinta, con i nastri annodati in un fiocco. McGinty
aveva strappato tutto, facendo rotolare le pietre sul marmo.
Senza pensarci, il ragazzo allung la mano e ne prese una.
Era una pietra qualsiasi. Grigia e bucherellata. Al Saint Anthony,
nessuno l'avrebbe raccolta.
...
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...
Capitolo ventisei.
...
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...
Quella notte Ren trov i topi nella fabbrica. Non appena
la serratura dello stanzino scatt alle sue spalle, il ragazzo
ud gli animali correre sul pavimento. Sollev la lampada
che Pilot gli aveva lasciato e vide una madre con i suoi
piccoli che divoravano una tavoletta di cioccolato. Ren spost
lo sgabello al lato opposto della stanza e si sedette, sollevando
i piedi da terra.
Ren aspettava nel buio, la mente ormai confusa, le dita
dei piedi infreddolite. Dopo un po' spost lo sgabello, prese
pezzi di legno dalle scatole di trappole rotte e cominci
a infilarli nel braciere. Us la lampada per appiccare il fuoco
e in breve la stufa prese a funzionare. Si tolse le scarpe
e appoggi i piedi sulla porticina di ferro della stufa. Lentamente,
attraverso le calze del bambino annegato, sent i
piedi che si riscaldavano.
Dopo aver scoperchiato la tomba, McGinty era parso
esausto. Aveva fatto un cenno a Pilot che aveva prontamente
riportato Ren nello sgabuzzino. Ora il ragazzo si
guardava intorno: le scatole impilate, il soffitto basso, e i
topi che correvano da una parte all'altra. Era uno sgabuzzino
dimenticato, quello. Immagin giorni e poi anni trascorsi
entro i confini di quelle quattro mura.
Ren prese l'orologio che aveva rubato e lo apr. Il ritratto
di Margaret McGinty ricambiava il suo sguardo. Aveva
il collo lungo ed elegante, i capelli castani morbidamente
raccolti dietro le orecchie. Indossava una collana di perle e
un paio di orecchini dello stesso tipo. Ren fece scorrere un
dito lungo il naso perfetto della donna.
Pos l'orologio sulla scrivania e si tocc il viso, seguendo
la forma delle orecchie, del naso, della bocca, come a
cercare di capire se corrispondevano in qualche modo a
quelle della donna. Non aveva mai trascorso molto tempo
davanti allo specchio. All'orfanotrofio ce n'era solo uno,
nell'ufficio di padre John, nel quale Ren si specchiava da
lontano mentre aspettava di ricevere la punizione. Talvolta
passavano mesi prima che rivedesse la propria immagine
riflessa. Era una sensazione strana. Pareva di salutare un
estraneo.
Il ragazzo si infil la mano nella tasca e ne estrasse il pezzettino
di colletto con le lettere del suo nome. Erano le stesse
di sempre. La R e la E ricamate con vigore, e la N che
terminava con uno svolazzo. Ren accarezz quelle minuscole
protuberanze. Capovolse la tela e osserv i nodi. Proprio
sotto la punta dell'ultima lettera c'era un buco, come
se l'ago fosse stato spinto attraverso il tessuto ma si fosse
fermato prima di passare il filo. Dunque la N non era una
N, comprese. Era l'inizio di una M.
Tutti gli anni che aveva trascorso a domandarsi da dove
venisse e chi lo avesse spinto oltre la porta del Saint Anthony
non avevano pi alcuna importanza. Aveva un nome,
ora. Aveva una madre. E poi si ricord: aveva anche
uno zio.
La serratura scatt ed entrarono Cilindro e Bombetta,
portando un cavallino a dondolo. Aveva gli occhi di vetro,
la sella dipinta e la coda fatta di vero crine di cavallo. Gli
uomini spostarono alcune scatole e sistemarono il cavallo
in un angolo. Quando Ren chiese perch lo tenessero chiuso
l dentro, l'uomo con la bombetta guard Cilindro, che
si limit a ridere e con un calcio spost un mucchio di carte
in modo da poter richiudere la porta.
Il cavallino a dondolo era un giocattolo adatto a un bambino
molto pi piccolo di Ren. Incastrato fra le scatole, era
impossibile muoverlo. Ciononostante, era un giocattolo bellissimo,
con le staffe di ottone e una briglia di cuoio ornata
di borchie e Ren non pot fare a meno di paragonarlo favorevolmente
a quello intagliato dal nano del camino, con
i suoi buchi grezzi e le scanalature al posto delle narici. Questo
animale aveva una testa perfetta dipinta di bianco, con
le narici larghe a sufficienza da farci entrare un dito.
Ren stava proprio infilando il pollice nel naso del cavallo quando entr McGinty. L'uomo si era tolto il cappotto
e si era arrotolato le maniche della camicia fino ai gomiti.
Aveva piccoli schizzi di sangue sulla fronte. Le nocche della
mano erano gonfie e sbucciate. Diede una pacca sul sedere
del cavallo. Ti piace?
Ren guard il sangue sulla camicia dell'uomo. Annu.
Avanti, montaci sopra, allora.
Il ragazzo sal sul cavallo. Non riusciva a infilare i piedi
nelle staffe, perci lasci penzolare le gambe ai lati.
Cavalcalo, forza.
Ren sollev le ginocchia e infil la punta dei piedi nelle
staffe. Afferr la criniera con forza, cercando di tenersi in
equilibrio. McGinty si avvicin da dietro e gli diede una
spinta e il ragazzo cominci a dondolare avanti e indietro,
andando a sbattere contro le scatole impilate l accanto, finch
il cavallo a dondolo cominci a scivolare e ad avanzare
sul pavimento dello stanzino.
Ecco, disse McGinty. Contento?
Il cavallo batteva ritmicamente contro il legno. Ren teneva
le ginocchia strette attorno al corpo dell'animale.
Bene, disse McGinty. Si batt una mano sulla gamba
dei pantaloni, poi si port una nocca alla bocca. Aveva
lo stesso mento a punta della sorella. Ma i suoi occhi erano
grigi invece che blu e il collo, tozzo, sembrava incassato fra
le spalle.
Quel tizio che ti ha portato qui, disse McGinty.
Pensi che abbia mai ucciso qualcuno?
Sentendo parlare di Benjamin, Ren prov fastidio. Non
credo, borbott.
McGinty si sedette sul bordo della scrivania, allung le
gambe poi le accavall. Probabilmente aveva intenzione
di venderti.
Ha detto che non valgo nulla.
McGinty gli lanci un'occhiata severa. Pensi che sia
cos?
No, disse Ren.
Faresti meglio a crederci. Mia sorella la pensava cos.
Ren pens alle iniziali sul colletto, alla bella stoffa e al
filo color indaco. Anche se non aveva terminato il lavoro,
Margaret aveva ricamato quelle lettere con cura. Aveva voluto
dargli un nome. E se gli aveva dato un nome, pensava
che qualcuno lo avrebbe trovato.
Come  morta?
McGinty lo guard. Poi and fino allo sgabello, lo avvicin
alla stufa e ci si lasci cadere.
Febbre. Pochi giorni dopo che sei nato tu. Strinse le
mani una contro l'altra. Il riflesso del fuoco lo illuminava,
guizzando sulle scatole impilate ovunque nella stanza. Ren
tolse i piedi dalle staffe e li appoggi a terra.
Com'era?
McGinty sollev l'attizzatoio e lo us per aprire il braciere
della stufa. All'interno le trappole per topi erano ridotte
in cenere. Aveva una voglia sulla pelle, disse.
Piccola. Sul lato del viso. Portava sempre la cuffia per coprirla.
Non le piaceva che la gente la guardasse. La faceva
sentire diversa, come se fosse stata marchiata.
Nostro padre le diceva che era brutta, anche se di notte
lo sentivo andare da lei a importunarla. Un giorno tornai
a casa e lui le stava facendo una cosa orribile. Ormai
ero grande abbastanza e la feci finita. McGinty infil l'attizzatoio
nella stufa. Dopo la trovai gi al fiume, a piedi
nudi, la gonna alzata: lavava il sangue, con le mani nell'acqua.
Prese i miei vestiti e lav anche quelli e poi trascinammo
il corpo nel bosco.
Fu un periodo sereno, dopo, disse. Eravamo solo
noi due. Io guadagnavo abbastanza con le trappole per mantenere
tutti e due, e poi misi da parte abbastanza per aprire
la fabbrica e poi abbastanza per poterle comprare tutte
le cose che voleva. Ma Margaret non amava la citt. Andava
nella foresta, camminava per miglia e miglia, scompariva.
Dovevo mandare i miei uomini a cercarla.
Una volta me la riportarono a casa dopo diversi giorni.
Mi raccont che era scesa nella miniera. Aveva trovato una
vecchia caverna e ci si era infilata strisciando e usando la
torcia che si era fatta con un pezzo del suo vestito. Era un
abito costoso, di seta, e mi fece rabbia che lo avesse rovinato.
Non parlava d'altro che degli uomini che aveva trovato
laggi, morti, nient'altro che ossa, tutte accatastate
insieme. Dovevano essersi stretti gli uni agli altri, per proteggersi
dal freddo, continuava a ripetere. Dovevano essersi
cercati nell'oscurit.
Da quel momento non fu pi la stessa. Pensai che finalmente
fosse tornata in s. Cominci ad andare in chiesa.
Smise di vagare da sola e ogni giorno andava a fare spese
al mercato. La domenica si metteva un cappotto con i
nastri e un cappellino originale fatto di piume e anche un
manicotto di coniglio. Era bellissima.
Poi all'improvviso cerc di annegarsi. Un gruppo di vecchi
la port a casa, fradicia e in lacrime come se fosse la fine
del mondo. Io continuavo a vederla come una bambina,
quella bambina che si lavava le mani nell'acqua del fiume.
McGinty prese di nuovo l'attizzatoio. Strinse l'impugnatura
con tanta forza che i tagli sulle nocche si aprirono e ricominciarono
a sanguinare. Pochi mesi dopo ti diede alla
luce. Non mi volle mai dire chi era stato.
Ren stringeva le redini del cavallo a dondolo. Si sentiva
tutto informicolito, ma non osava muoversi come se ogni
minimo cambiamento potesse interrompere il racconto di
McGinty. Il fuoco nella stufa si era spento. Restava solo
qualche brace accesa, e nella stanza era calata di nuovo l'oscurit,
che si stendeva fra loro insieme al silenzio di McGinty,
finch Ren intu le ragioni dell'uomo.
C'era un motivo per il quale lo aveva chiuso nello sgabuzzino.
C'era un motivo per i dolci e per il cavallo.
Smont. Non so chi sia.
McGinty si asciug il naso. Lo saprai.
Ren tenne stretta la criniera del cavallo. Era secca e ruvida,
come se non fosse stata attaccata a qualcosa di vivo
per anni e anni. Che cosa succede se lo troverete?
Risponder di ci che ha fatto.
E se non lo troverete?
McGinty non disse una parola e il ragazzo cap che, se
suo padre non fosse stato trovato, sarebbe toccato a lui rispondere.
Alla sua mente cominciarono ad affacciarsi tutti
i possibili modi in cui avrebbe potuto rispondere della
morte di Margaret. Ren pens a Margaret che entrava nel
fiume, alla corrente. Pens a lei che cercava di annegare se
stessa e lui, prima ancora che nascesse.
Deve avermi odiato.
McGinty lasci cadere l'attizzatoio. Si srotol le maniche,
alz il colletto e fece passare un bottone slacciato nell'occhiello.
Era pronto per tornare al lavoro. Prese la chiave
dalla tasca.
Non saprei, disse. Ma io s, ti odiavo.
...
.
...
Capitolo ventisette.
...
.
...
Il fuoco si ridusse a una fiammella e poi, una a una, anche
le braci si spensero. Il ragazzo s'infil la carta sotto la
giacca per proteggersi dal freddo e si appoggi uno dei quaderni
dei brevetti sulle spalle, le pagine aperte su un disegno
che includeva molle e fili coperti di lame. Aveva trascorso
gran parte della sera ad ascoltare i topi che correvano
di qua e di l e a pensare a tutto ci di cui era venuto a
conoscenza. Ora stava tutto l davanti a lui come una serie
di tacche sul muro tracciate per segnare i giorni.
Aveva una madre, che era morta. Aveva uno zio, che lo
odiava. Adesso che conosceva la verit, tutte le fantasie che
si era creato nel corso degli anni sulla famiglia erano state
spazzate via. Non era figlio di un re. Non era il frutto dell'unione
fra un prete e una suora. Non era il figlio di un
pioniere ucciso dagli indiani. Non era niente di ci che aveva
creduto di essere.
Per tutta la vita aveva aspettato di scoprire quel segreto.
Ora lo conosceva ed era sorpreso di non sentirsi diverso.
Non lo faceva sentire pi forte o pi coraggioso e non
gli regalava la pace. Era lo stesso ragazzo di sempre, con
una sola differenza: adesso le possibilit di una vita diversa
erano sfumate definitivamente. Avrebbe voluto cancellare
ogni singolo passo che lo aveva portato fino a l, avrebbe
voluto ripercorrere il corridoio fino all'ufficio di McGinty
a ritroso, riattraversare la fabbrica e tornare per la
strada, con tutte le sue possibilit ancora intatte.
Ren avvicin a s il libro. Il peso gli schiacciava il petto
e la sua mente torn agli amici. Cominci a promettere a
Dio che sarebbe tornato a cercare Dolly, che sarebbe stato
sempre gentile con i gemelli, che avrebbe ritrovato Benjamin
e lo avrebbe perdonato. Quei pensieri lo pungevano
dall'interno come spilli, pi e pi volte, e dopo un po' sent
il corpo completamente indolenzito. Si mise a scrutare il
buio, senza riuscire ad addormentarsi.
Dopo mezzanotte Ren ud il rumore della chiave e alz
la testa. I cardini scricchiolarono e una lama di luce entr
dalla porta. Sbatt le palpebre, aspettandosi di vedere di
nuovo McGinty, e sent che lo stomaco gli si chiudeva per
la paura. Invece una sagoma si intrufol nella stanza e quando
gli occhi di Ren si abituarono alla luce riconobbe Labbro
Leporino in piedi sulla porta.
Indossava ancora l'uniforme della fabbrica, il grembiule
di traverso, gli stivali allacciati alla bell'e meglio. Stringeva
un fagotto all'altezza della vita. Entr di fretta e richiuse,
poi rimase in piedi con la schiena appoggiata alla
porta. Guard la pila di scatole, le caramelle sparse per la
stanza, il cavallino a dondolo, e Ren mezzo disteso sul tavolo
con il libro in grembo.
Te la spassi?
Che cosa ci fai qui? sussurr Ren.
Sono venuta per farti uscire. Gett a terra il fagotto.
Non che me ne importi nulla.
Ren scese dal tavolo e apr il fagotto. Era un abito blu.
Un'uniforme da operaia.
Non posso mettermi questo affare.
Allora rimani qui, disse Labbro Leporino, se ti piace
tanto. Torn indietro e appoggi la mano alla maniglia.
Ma non la gir.
Dall'altra parte della porta si ud un rumore di passi. Rallentarono.
Labbro Leporino rimase immobile ad ascoltare.
Ren e la ragazza si guardarono, respiravano appena, e lui si
rese conto di quanto rischiasse lei nell'aiutarlo. I passi si
fermarono un istante, poi ripresero lungo il corridoio. Labbro
Leporino tenne la mano sulla maniglia finch i passi si
furono definitivamente allontanati. Quando la lasci, la mano
le tremava, ma quando si volt verso Ren aveva un'espressione
trionfale. Non  nemmeno brutta, pens Ren
per un attimo e si infil l'uniforme blu dalla testa.
Labbro Leporino si diede da fare con i bottoni. L'uniforme
era piccola e la cucitura quasi si apriva sulla schiena di
Ren. Insieme riuscirono a infilare la sottana e i pantaloni
lunghi dell'uniforme sopra i suoi calzoni. Quando fu vestito,
Labbro Leporino gli calc la cuffia sul viso, per coprirglielo,
poi gli avvolse lo scialle attorno alle spalle.
Perch mi stai aiutando?
Labbro Leporino si appoggi al tavolo, come se stesse
semplicemente ammazzando il tempo. Fece del suo meglio
per sorridere con la bocca sfigurata. Benjamin mi ha chiesto
di sposarlo.
Ren ne dubitava.
 cos, disse. Aspetteremo che io compia diciotto
anni. Manca solo un anno.
Non hai nemmeno quindici anni.
Labbro Leporino lo guard torva e Ren si sent arrossire.
Nessuno l'avrebbe mai sposata.
La ragazza gli lesse nel pensiero. Gli afferr il braccio e
gli torse il polso dietro la schiena con tale rapidit che Ren
si morse la lingua. Uno schiaffo si abbatt una, due volte
sul suo orecchio finch lo sent fischiare. Poi si avvicin e
lo baci nello stesso punto in cui lo aveva colpito, gli succhi
l'orecchio Con il labbro, lasciando un'orribile traccia
umida di saliva. Ren si divincol. Il braccio gli doleva e aveva
la gonna attorcigliata in vita. Labbro Leporino lo spinse
in mezzo alla stanza, poi lo guard con un ghigno mentre
lui cercava disperatamente di asciugarsi la faccia da quel
bacio.
Adesso apro la porta, disse la ragazza.
Il corridoio era pieno di ombre e puzzava di grasso. Girarono
un angolo e passarono davanti a una serie di stanze
piene di casse. Cilindro era appoggiato a una delle porte,
intento a fumare una sigaretta marrone. Li vide passare.
Ren tenne la cuffia calcata sulla fronte. Labbro Leporino
agit la sua all'indirizzo di Cilindro che cominci a fischiare
e si interruppe non appena la vide in faccia.
Le postazioni di lavoro nella fabbrica erano illuminate fiocamente
dalle lampade appese al soffitto. Labbro Leporino
guid Ren verso l'angolo pi buio e lo mise di fianco a s alla
catena di montaggio con tutte le altre ragazze, ad allineare
le tavole di legno e a infilarle sotto la sega circolare.
Non alzare lo sguardo, sussurr. Qualunque cosa accada.
Qualche ragazza guard nella loro direzione, poi
torn al lavoro. Non fecero un cenno, ma Ren cap che sapevano.
Tenevano la testa bassa e muovevano rapidamente
le dita, continuando a produrre trappole come se il guardiano
del piano fosse proprio alle loro spalle e non invece addormentato
sotto il suo cappotto all'altro lato della stanza.
In quel modo trascorse un'ora. E poi un'altra. Ren teneva
nascosta la cicatrice e restava vicino a Labbro Leporino,
imitando ogni suo gesto, terrorizzato all'idea di essere scoperto.
Il grasso gli copriva le dita, le assi stridevano sotto
la sega e un sottile strato di segatura gli si pos sul viso come
rugiada. In un'occasione gli scivol la mano perch non
riusciva a tenere fermo il legno con il moncherino e le schegge
volarono su tutto il tavolo. Labbro Leporino allung la
mano e sostitu rapidamente la tavoletta di legno. Il guardiano
del piano alz la testa per un istante, poi l'appoggi
e richiuse gli occhi.
A Ren cominciarono a dolere le spalle. Ma pi a lungo
restava accanto a Labbro Leporino, e pi capiva come fosse
la sua vita quotidiana, il rumore e la sporcizia della fabbrica
di trappole per topi, e pi si addolciva nei confronti
della ragazza. Ren osserv con quanta cura tagliava e impilava
i pezzi davanti a s. Salvandolo, cap, sperava di cambiare
la propria vita. Non ebbe il cuore di dirle che Benjamin
se n'era gi andato.
Quando la campana della fabbrica annunci la fine del
turno, Labbro Leporino ripul velocemente la sua postazione,
poi afferr la mano di Ren. Aveva il palmo umido di
sudore. Le altre operaie si allontanarono dalle loro postazioni
e si chiusero a cerchio attorno a loro. Si avvicinarono
a tal punto che Ren poteva sentire la puzza dell'olio sui
loro abiti, l'odore della segatura sui loro capelli e il profumo
da pochi soldi misto al belletto.
Le ragazze si mossero in gruppo, tenendo Ren al centro.
Per uscire dovevano passare davanti al guardiano. Ren
vide l'uomo in lontananza, che si infilava le dita nel naso
mentre contava le ragazze che entravano e uscivano. Labbro
Leporino strinse le dita di Ren e le altre ragazze si avvicinarono
ancora di pi. Ren era certo che lo avrebbero
scoperto. Dovette fare uno sforzo per evitare di mettersi
a correre.
Erano quasi arrivati davanti al guardiano quando una delle
ragazze che stava dalla signora Sands, quella con gli incisivi
separati, si stacc dal gruppo. Si avvicin all'uomo e cominci
a parlargli, aprendosi il colletto dell'uniforme e facendo
una risatina, proprio nel momento in cui Ren pass.
Le ragazze rimasero unite fino a quando superarono l'ingresso
principale e uscirono in strada, chiacchierando rumorosamente
e coprendosi la testa con lo scialle, mentre superavano
un gruppo di uomini col cappello di guardia vicino
ai cancelli. Ren imitava i movimenti delle ragazze, coprendosi
il viso con la lana pesante. Quando ebbe finito, Labbro
Leporino gli prese di nuovo la mano e insieme attraversarono
la folla come si cavalca un'onda, sentendo sempre la presenza
della fabbrica alle loro spalle. Infine girarono l'angolo.
Labbro Leporino sussurr: Adesso, e abbandon il
gruppo attirando Ren in un vicolo.
Ren e Labbro Leporino si appoggiarono al muro, con il
respiro affannato. Sopra la loro testa file di panni stesi univano
una casa all'altra. Lenzuola pulite e asciugamani, pantaloni
e biancheria sventolavano splendenti come bandiere.
Non so come ti chiami, disse Ren.
Jenny, disse Labbro Leporino. Tolse la mano dalle dita
di Ren, lui per l'afferr di nuovo e se la port alle labbra,
la cuffia contro il polso di lei, la sua bocca calda contro
il palmo aperto. Poi gett lontano la mano della ragazza, imbarazzato
per il gesto che aveva compiuto. La ragazza cerc
di sorridere, ma una smorfia le si dipinse sul viso. Chiuse la
mano stringendo il punto in cui lui l'aveva baciata e disse:
Non farti rivedere mai pi.
...
.
...
Capitolo ventotto.
...
.
...
L'ospedale si stagliava nel cielo notturno che gi cominciava
a schiarire, in vista dell'alba. Sembrava addormentato.
Tutte le tende erano tirate. Nel giro di qualche ora
avrebbe aperto le porte per accogliere medici, studenti e
pazienti, ma per ora Ren rimaneva fuori, a guardare le finestre
attraverso il cancello. Dietro una di quelle c'era la
signora Sands e lui era deciso a vederla prima di andarsene
da North Umbrage.
Non sapeva quanto tempo gli restava prima che McGinty
scoprisse la sua fuga. Gli uomini col cappello potevano gi
essere sulle sue tracce, forse in quel preciso momento correvano
a cavallo su quella stessa strada. Era un rischio fermarsi,
ma Ren aveva bisogno di dirle addio. Dopo quel saluto,
non sapeva bene che fare. Aveva paura di pensare a
che cosa sarebbe successo dopo, a dove sarebbe andato e a
come se la sarebbe cavata. Se si fosse soffermato a pensare
non sarebbe stato in grado di partire. Invece doveva partire.
Doveva proseguire quel giorno e quello dopo. E almeno
un altro giorno ancora.
Trov il campanello, afferr la corda e tir. Dopo qualche
istante la porta del piano interrato si apr, e il dottor
Milton in persona usc tenendo in mano una lanterna. Indossava
un abito sgualcito ma pulito.
Ah, disse il dottore. Sei tu. Pareva che lo stesse
aspettando. L'uomo tir fuori le chiavi e apr il cancello.
Entra, su, disse. Ti stanno aspettando. Stavamo proprio
per cominciare.
Ren segu il dottore oltre il cortile e insieme entrarono
nello scantinato. Il dottor Milton chiuse il chiavistello alle
loro spalle. Lo scivolo di metallo da cui facevano entrare
i cadaveri correva lungo le scale, di fianco ai piedi di
Ren. Le pareti erano coperte di ragnatele. Ren riusciva a
malapena a vedere dove metteva i piedi e protese le braccia
in avanti, procedendo a tentoni. In fondo alle scale c'era
una stanza umida e fredda col pavimento di terra. La
cantina era illuminata da lampade a olio e conteneva diversi
tavoli operatori. Disteso sul tavolo centrale c'era Tom.
I gemelli erano inginocchiati ai due lati e gli tenevano ancora
le mani.
Vedendoli Ren prov un grande sollievo. La paura che
aveva sentito per tutto quel tempo si dissolse, mentre i gemelli
si alzavano gridando il suo nome. Brom rise e Ichy
and incontro a Ren. Avevano ancora i vestiti infangati, le
braccia piene di lividi e graffiate, ma erano gli stessi ragazzi
del Saint Anthony. Adesso per la loro sfortuna s'era trasformata
in fortuna.
Come siete arrivati qui? chiese Ren.
Brom ha rubato un carretto con un asino.
La proprietaria ci ha fatto seguire dai suoi maiali.
Noi gli abbiamo lanciato i sassi.
Ti abbiamo cercato.
Ma pap ha detto che dovevamo portarlo all'ospedale.
Poi ha cominciato a gridare.
Poi ci ha picchiati.
Poi non ha pi detto niente.
Abbiamo avuto paura che morisse prima di arrivare qui.
Ma abbiamo pregato, disse Ichy. E lui non  morto.
Ren abbass lo sguardo sul viso stravolto del maestro.
Aveva le guance pallide, la barba incolta piena di fili d'erba.
Ren allung la mano e gli tolse un sassolino dal mento.
Tom apr gli occhi. Dov' Benji?
La gioia che Ren aveva provato nel rivedere i suoi amici
scomparve. Si guard attorno nella stanza, ma non vide
che flaconi di medicine, uncini, cesti e secchi d'acqua.
Non  con voi?
I gemelli scossero la testa.
Tom gemette. La gamba si era gonfiata fino ad assumere
le dimensioni di un tronco d'albero, la pelle era rossa, ferita
e tesa. D'un tratto Ren ebbe paura che Tom potesse morire.
Anche i gemelli lo pensavano. Glielo leggeva in faccia.
Il dottor Milton si avvicin e pos la lanterna sul tavolo.
Capisco che questo sia un incontro del tutto inatteso.
Ma se volete salvargli la gamba  tempo di mettersi al
lavoro.
Il dottore impart istruzioni a ciascuno dei ragazzi. Ichy
doveva pulire la ferita, Brom doveva stare pronto con le
bende, e Ren doveva aiutare il dottor Milton a raddrizzare
l'osso. Per sistemarlo dovevano lavorare in gruppo.
Il dottore si allontan, raggiunse il fondo della stanza dove
apr una porta, e poco dopo fu di ritorno con il whisky.
Brom gli tenne la bottiglia e Tom vi si attacc come a un
biberon. I ragazzi collaborarono velocemente ai preparativi,
poi rimasero ad aspettare mentre il dottore diceva al paziente
di prepararsi. Tom delirava. Gli misero fra i denti la
cintura di cuoio. La mano di Ren tremava di apprensione
quando l'appoggi sulla caviglia di Tom.
Il dottore si tolse la giacca. Arrotol le maniche della camicia.
Pronti?
Tom annu.
Adesso, disse il dottor Milton.
Ren afferr la caviglia, la mise dritta e tir. Immediatamente
la cintura di cuoio cadde dalla bocca di Tom e lui
inizi a urlare pi della signora Sands. Url pi forte degli
uomini sotto il lampione. Url cos forte che quando il dottor
Milton premette sulla frattura e rimise l'osso al suo posto,
le orecchie di Ren si tapparono, e gli lasciarono nella
testa uno strano ronzio sordo e confuso.
Ichy prese il sapone, fece bollire l'acqua che avevano preparato
e la rovesci sulla ferita lentamente, piano piano,
finch le mani di tutti loro furono fradicie, i vestiti di Tom
zuppi e il pavimento quasi allagato.
Brom prese la benda di cotone e cominci a legarla attorno
alla gamba.
Non troppo stretta, disse il dottor Milton mentre tenevano
l'osso in posizione. Quando la fasciatura fu completa
il dottore si mise al lavoro con la stecca, mentre Ichy
asciugava la fronte di Tom. Brom si allontan dal tavolo e
prese da parte Ren.
Il dottor Milton vuole sapere dove sono i corpi, sussurr.
Che cosa gli hai detto?
Gli abbiamo detto che li avevi tu. Tocc la spalla di
Ren. Avevamo paura che altrimenti non avrebbe aiutato
pap.
Il dottor Milton fin di preparare un'imbracatura per il
piede di Tom: sistem un supporto sotto la caviglia, poi
leg con cura due pezzi di legno alla gamba, dall'anca fino
al tallone.
Fra non molto sar in grado di camminare con una
stampella. Fece scivolare una coperta sotto la testa di
Tom. Vi dar una pomata per lenire il gonfiore, e qualcosa
da fargli bere per alleviare la sofferenza.
Brom riprese la mano di Tom. Ichy si chin e cominci
a togliergli i fili d'erba dalla barba. Il dottore fece cenno a
Ren di seguirlo in fondo alla stanza, nello stesso luogo in
cui era scomparso per riapparire poco dopo col whisky. Apr
la porta e fece entrare Ren nel suo ufficio.
Le pareti erano coperte di mensole piene di libri, carte
e contenitori etichettati. L'unica finestra era stata oscurata.
Il saliscendi sprangato. Il dottor Milton liber uno spazio
su un tavolo pieno di boccette, lenti d'ingrandimento e
scatole di farfalle disseccate. Si mise subito al lavoro come
un cuoco in cucina, prendendo una polvere da questo scaffale,
un po' di erbe dall'altro, e poi mischiandole insieme
in un vecchio mortaio.
Ren sollev la lanterna. Nell'angolo pi buio della stanza
qualcosa brillava. Sopra un tavolo era disteso una sagoma
grande coperta da un lenzuolo. Il ragazzo si avvicin e
appoggi la lampada. Accanto al tavolo c'era un catino pieno
d'acqua. Conteneva un corredo di bisturi, che rilucevano
sotto la superficie. Nella sua mente si fece largo l'immagine
di Dolly. La mano di Ren cominci a tremare. Un
sapore metallico gli riemp la bocca mentre allungava la mano
e scostava il lenzuolo.
Disteso sul tavolo c'era un uomo. Era steso su un basso
vassoio coi bordi rialzati, e galleggiava in un liquido marrone
dall'odore dolciastro. Le gambe gli erano state tagliate,
e c'era un buco al centro del corpo che andava dalla gola
alle pelvi. Ren vide la punta delle costole che sporgeva.
La pelle sembrava cos spessa e dura da parere di gomma,
ma all'interno non era rimasto nulla. Tutti i suoi organi erano
scomparsi. Restava una massa rossa e bianca con brandelli
strappati umidi e lucidi, violacei. L'uomo non sembrava
pi umano, la sua faccia era stata risucchiata all'interno.
Ma Ren vide che una volta aveva avuto i capelli biondi
e sulla spalla aveva tatuato un uccellino azzurro.
Milton fin di mischiare la polvere e la vers in un barattolo
di liquido viscoso, poi prese l'orologio dal panciotto
per calcolare il tempo. Deve rimanere in infusione per
dieci minuti. Si schiar la voce e si avvicin all'uomo sul
tavolo. Probabilmente ti stai domandando perch io usi
il whisky. Milton immerse un dito nel vassoio e lo fece
correre lungo il braccio di Ren. Lo senti come evapora in
fretta? L'alcol impedisce ai corpi di decomporsi troppo rapidamente.
Ma anche cos durano solo pochi giorni. Sono
sempre alla ricerca di una soluzione migliore.
Il dottor Milton estrasse la pipa, ma invece di accenderla
la us per toccare il corpo fra le costole, sollevando la pelle
per guardarci sotto. Probabilmente quest'uomo ha salvato
dieci vite oggi. Io non posso dire di aver fatto altrettanto.
E tu?
Ren aveva la gola secca. L'odore del whisky irrancidito
gli riempiva le narici. Si allontan camminando all'indietro
finch fu con le spalle al muro. Vedeva le ossa della spina
dorsale che emergevano da un sottile strato di muscoli; erano
bianche e dure come le nocche delle mani.
Sembri sul punto di svenire, disse il dottor Milton.
Prese una boccetta di lavanda dalla mensola, ne vers un
po' sul fazzoletto, e lo diede a Ren. Succede a tutti la prima
volta. Ma ti ci abitui.
Il ragazzo respir a fondo nel fazzoletto. Come? chiese,
con voce ovattata.
Il dottore si tocc il mento tamburellando con le dita.
Allo stesso modo in cui si fanno tutte le cose sgradevoli,
immagino. Ti distacchi da quello che stai facendo e guardi
oltre. Alla fine vieni sopraffatto da una specie d'insensibilit
e scopri di poter fare qualunque cosa.
Ren abbass il fazzoletto e guard di nuovo il corpo. Ebbe
un conato di vomito e si riport velocemente il fazzoletto
al naso.
Il dottor Milton parve deluso. Copr il cadavere con il
lenzuolo e prese il catino dei bisturi. Avresti dovuto portarmi
cinque corpi. I miei studenti li aspettano.
Ren si appoggi al muro. Era freddo, e quando stacc le
dita le trov umide per la condensa. Ce ne andiamo, -
disse. Non ce ne saranno pi.
Il dottore appoggi il catino e rovesci un po' di acqua
rosa. Questa si che  una delusione. Attravers la stanza,
apr un cassetto della scrivania e consult un quaderno.
Si tocc la fronte come per un dolore improvviso e si
schiar di nuovo la voce. Perci il nostro tempo insieme
finisce qui.
S.
E come hai intenzione di pagarmi la gamba che ho appena
aggiustato? E ci che resta delle cure della tua locandiera?
Ren fece scivolare la mano nella tasca per vedere se aveva
qualcosa da offrire. Trov l'orologio d'oro di McGinty
e, controvoglia, lo consegn. Il dottor Milton lo apr, osserv
il ritratto, poi glielo restitu.
Sai leggere?
S, disse Ren.
Allora ho un'idea migliore.
Il dottor Milton avvicin una sedia alla scrivania, tir
fuori un foglio di carta e intinse la penna nell'inchiostro.
Mentre il dottore scriveva, Ren guard i libri. Erano ovunque,
impilati sugli scaffali, sul pavimento, a formare alte
colonne come nella bottega del signor Jefferson nuovo,
usato, raro. Ren si chin un po' verso sinistra e lesse alcuni
titoli sui dorsi: Preghiera e pratica. Storia della frenologia.
De Humani Corporis Fabrica.
Ecco, disse il dottor Milton passandogli la penna e
facendo un passo indietro. Puoi firmare con una x se non
sai scrivere il tuo nome.
Sul foglio era riportato un breve riassunto in cui Ren veniva
descritto come un ragazzo di dodici anni, cosa di cui
il dottor Milton si dichiarava testimone. Ren, nella piena
consapevolezza delle leggi dello stato, prometteva che dopo
la morte il suo corpo sarebbe diventato propriet dell'ospedale
di North Umbrage, e messo a completa disposizione
dei pi alti scopi della scienza, per ampliare la conoscenza
e la comprensione dell'anatomia, per il bene della razza
umana e dell'umanit intera.
Ren alz gli occhi dal foglio.
Non mi devi consegnare il tuo corpo adesso, disse il
dottor Milton. E una promessa per il futuro.
La penna era pesante, pesante come il bisturi di un chirurgo,
e Ren immagin di tagliare la propria pelle fino a sollevare
il muscolo, per poi reciderlo a met per giungere all'osso.
Che lavoro doveva essere, quello! Il ragazzo sent
un dolore al fianco. Si premette il braccio contro le costole.
Non era vuoto lui, non ancora, nonostante tutto quello che sentiva mancargli.
L'inchiostro gli colava sulle dita. Ren le strinse attorno
alla penna e scrisse il suo nuovo nome, che gli sembrava cos
poco familiare, un nome che non avrebbe mai immaginato di avere.
...
.
...
Capitolo ventinove.
...
.
...
Al piano superiore, nel reparto dei solventi, c'era una finestra
rotta. Ren ne sent lo spiffero freddo sulla pelle entrando
nella stanza della signora Sands. Dietro le tende si
scorgeva il mattino, il cielo rosa misto al grigio. L'odore del
temporale aleggiava nell'aria. La tenda trasparente appesa
sopra la testa e le spalle della signora Sands catturava la luce
tenue e sembrava rifletterla.
Accanto al letto, seduta in una sedia a dondolo, c'era
suor Agnes. Lavorava a maglia, con la testa china sugli aghi.
Quando Ren chiuse la porta dietro di s, la suora alz gli
occhi come se lo avesse visto uscire dalla camera pochi istanti
prima.
Come sta? chiese Ren.
Meglio, disse suor Agnes. Dio sia lodato.
Ren allung la mano e scost un lembo della tenda. Ne
usc un filo di vapore, e lui sent l'aria umida e appiccicosa
sulla pelle. Era passata una settimana da quando aveva portato
la signora Sands all'ospedale. Aveva il viso sereno, i
capelli raccolti in modo ordinato in due trecce. Indossava
una camicia da notte bianca e pulita abbottonata fino al collo.
Di fianco, su un comodino, c'erano un fornelletto e un
bollitore pieno di acqua il cui beccuccio lasciava uscire nuvolette
bianche nello spazio intorno alla malata.
Suor Agnes guard il ragazzo, poi riabbass lo sguardo
sugli aghi, come se cercasse di mettere insieme le due cose.
Sei venuto a dirle addio.
S, disse Ren.
Tornerai?
Ren pens al corpo gi nella cantina, all'uccellino azzurro
tatuato sulla pelle. Un giorno.
Suor Agnes ripose il lavoro a maglia nella borsa. Si dondolava
avanti e indietro sulla sedia, che produceva un rumore
ritmico contro il pavimento, proprio come il cavallino
a dondolo della fabbrica di trappole per topi.
Pensate che mi perdoner per averla abbandonata? -
chiese Ren.
Suor Agnes strinse le labbra. Non saprei dire. Smise
di dondolarsi e guard fuori della finestra. And a toccare
l'orlo dell'abito con la mano, poi se la lasci ricadere
in grembo. Quell'uomo che hai portato qui. Non veniva
dal Saint Anthony.
No, disse Ren. Per un istante pens che Dolly fosse
andato a cercarlo all'ospedale.
Tu per vieni dal Saint Anthony. Credo che tu sia cresciuto
laggi.
Ren si domand come lo avesse scoperto. Ma le suore, i
preti e i frati sembravano sapere sempre quasi tutto.
 il santo delle cose smarrite, disse suor Agnes. Ho
sempre pensato che fosse un nome appropriato per quel posto.
Prese un foglio di carta ripiegato e glielo diede. Ren
lo apr lentamente e riconobbe la grafia di fra Joseph.
Cara sorella,
ho letto la Vostra lettera con grande interesse. Il ragazzo di cui
parlate ha vissuto qui fino a otto mesi fa, quando  stato reclamato
da un parente. Ho avuto qualche dubbio sulle intenzioni di quell'uomo,
ma non spetta a me giudicare e come Voi sapete il nostro spazio
qui al Saint Anthony  limitato perci dobbiamo accettare ogni aiuto
che Dio ci manda.
Sono lieto che il ragazzo abbia trovato rifugio presso di Voi. Se
doveste vederlo ancora, Vi prego di portargli la mia benedizione. Ditegli
che spero che abbia usato saggiamente le sue Vite dei santi e che
prego ogni sera che la sfortuna dei gemelli non abbia intaccato la sua
buona sorte (lui capir).
Sia lodato Ges Cristo,
fra Joseph Wolff
Perch gli avete scritto? chiese Ren.
Volevo essere certa che fossi lo stesso bambino. Suor
Agnes sembrava nervosa e ricominci a dondolarsi, spingendo
la sedia all'indietro e poi in avanti. Anni fa una
donna si present all'ospedale nel cuore della notte. Disse
di essere cristiana, grazie a Dio. Ma aveva l'abito coperto di
sangue e sembrava delirare per la febbre. Mi disse che aveva
ucciso il suo bambino. Suor Agnes si tormentava le
mani.  un evento raro, ma una o due volte ai miei tempi
ho visto donne che sono arrivate a tanto. Le chiesi di
portarmi il corpo cos che potessimo dare al bambino un'adeguata
sepoltura. Lo aveva nascosto sotto un cespuglio al
lato della strada, vicino al cancello. Era avvolto accuratamente
nelle coperte e quando lo scoprii, vidi che il piccolo
era ancora vivo. Non aveva che poche settimane. Suor
Agnes si copr la bocca un istante prima di continuare. Gli
avevano tagliato una mano.
Ren guardava la signora Sands. Guardava soltanto la signora
Sands. Si aspettava che si svegliasse e cominciasse a
urlare. Invece non si svegli.
Presi il bambino fra le braccia e tornai di corsa all'ospedale.
I dottori furono in grado di salvargli la vita, grazie
a Dio. Quando il bambino fu fuori pericolo, cercai di
metterlo fra le braccia della mamma. Lei lo strinse a s piangendo,
ma rifiut di ammettere che suo figlio fosse vivo.
Lo spogli, tutto tranne la camicina, e riemp i suoi vestiti
con le pietre del cortile. Tenne la bambola fatta di pietre e
mi chiese di prendermi cura del bambino fino al suo ritorno.
Non mi disse il suo nome, n quello del bambino.
Dopo quindici giorni di silenzio da parte della madre,
accompagnai il piccolo al Saint Anthony. Portiamo l i bambini
orfani o abbandonati. La carrozza mi lasci al crocevia
e andai a piedi fino all'orfanotrofio. Aveva cominciato
a piovere da poco. Il bimbo era cos silenzioso che mi venne
il timore di averlo soffocato. Aprii il fagotto e lo vidi,
mi guardava con un'espressione particolare, poi si infil in
bocca il polso ferito.
A quell'epoca andavo a depositare bambini oltre la porta
di legno del Saint Anthony da anni ormai. Non mi piaceva
assolvere quel compito, ma lo facevo senza lamentarmi.
Non vedevo l'ora di tornarmene da sola all'ospedale,
libera del mio fardello, e con tutto il tempo per dedicarmi
ai miei pensieri. Ma il modo in cui quel bambino si succhiava
il polso, come se fosse stato il seno della madre, mi rese
difficile non provare un sentimento per lui. Rimasi in piedi
davanti alla porticina di legno accanto al cancello, stringendolo
fra le braccia. Continuavo a pensare alla madre,
appena arrivata all'ospedale, che piangeva e non faceva che
ripetere: L'ho ucciso. L'ho ucciso.
Ero fradicia per la pioggia che mi entrava ormai anche
dentro l'abito. Mi feci insensibile e con un ultimo sguardo
dentro la coperta, vi avvolsi ben bene il piccolo e lo spinsi
oltre la porticina. Ma non appena l'ebbi fatto me ne pentii.
Pensai che avrei potuto aspettare fino al mattino, quando
di sicuro qualcuno lo avrebbe trovato. Ma avrebbero
potuto pensare che il bambino fosse di una delle consorelle,
o persino il mio, e questo avrebbe portato disonore e vergogna
al nostro convento. Infilai la mano nella fessura, per cercare
di afferrare un lembo della coperta e di riprendere il piccolo.
Ma era gi rotolato lontano, e non riuscii pi a riprenderlo.
Rimasi l per un po', tentando di infilare il braccio pi
in profondit, cercando a tentoni a destra e a sinistra, finch
il cielo cominci a schiarire e io dovetti tornare all'ospedale.
Suor Agnes si guard le mani. Intrecci le dita, torcendole
da una parte e dall'altra. Ho sbagliato a lasciarti fuori
sotto la pioggia. Ci ho ripensato tante volte nel corso di
questi anni.
 andato tutto bene, disse Ren. Mi hanno trovato.
Dio sia lodato, esclam suor Agnes. Ne sono felice.
E d'un tratto torn a essere quella di sempre. Sospir.
Presto sar mattina.
Ren vide che l'alba era passata. Cominciava un nuovo
giorno. La signora Sands sembrava pi giovane cos distesa,
la testa sul cuscino, come se il sonno avesse cancellato
anni di preoccupazioni. Ren le prese la mano. La pelle era
liscia e secca, le dita fredde. Ren le tenne finch si scaldarono.
Poi la lasci.
Ho stretto un accordo con il dottor Milton, disse Ren.
Suor Agnes si raddrizz sulla sedia. Che tipo di accordo?
Mi ha assicurato che coprir le spese e l'infermiera,
finch guarisce. Non importa quanto ci vorr ancora.
La suora parve turbata, poi sospir ancora. Disse che si
sarebbe occupata lei di tutto. Ren le restitu la lettera di fra
Joseph, ma lei la respinse. Ti ha mandato la sua benedizione, -
disse. Dovresti portarla con te.
Il vapore si andava diffondendo anche fuori dalla tenda.
Ren se lo sentiva addosso come una nebbia che arrivava in
profondit nei polmoni. Inspir ed espir e us la manica
per asciugarsi il labbro superiore dove si era depositata l'umidit.
Un ricciolo si era appiccicato alla fronte della signora
Sands. Ren allung la mano e lo sistem. Si abbass e l'abbracci,
premendo il viso nell'incavo del collo. La signora
Sands toss. Alz la mano e tocc la testa di Ren. Apr gli
occhi e gli strizz l'orecchio sino a fargli male.
PORTAMI A CASA.
Signora Sands!
TE NE VAI.
Devo andarmene, disse Ren. Mi dispiace.
sciocchezze. La signora Sands cerc di alzarsi, ma
suor Agnes la spinse gentilmente ma con fermezza sotto le
coperte. ne ho abbastanza delle vostre cure.
Siete troppo debole, disse suor Agnes. Avete bisogno
di restare a letto ancora qualche giorno, almeno.
mio fratello ha bisogno della sua cena, se non
AVR LA SUA CENA MORIR.
Non morir nessuno, disse suor Agnes.
portami A casa, grid la signora Sands.
Non posso, disse Ren.
La locandiera si lasci ricadere sul cuscino. Si morse il
labbro per la frustrazione. ho fatto una promessa, -
disse.
Erano trascorsi tre giorni da quando Ren aveva preparato
la cena al nano per l'ultima volta. Ne sarebbero passati
anche di pi prima che la signora Sands fosse in grado di
tornare a casa. Ren immagin l'omino che scendeva dalla
canna fumaria e trovava la cucina vuota, la dispensa saccheggiata,
e nessun altro in casa oltre alle operaie della fabbrica.
SEI UN BRAVO RAGAZZO.
Ci ho provato, disse Ren.
lo so, disse la signora Sands. e non ho diritto di
chiedertelo. Lo afferr per le spalle e lo avvicin a s.
Cerc di sussurrare. C' del denaro sepolto in giardino,
VICINO AL POLLAIO. VOGLIO CHE LO USI PER ANDARE AL
MERCATO. LASCIAGLI CIBO A SUFFICIENZA E TIENITI IL RESTO.
Ren pens agli uomini col cappello che pattugliavano le
strade. Pens a McGinty, che andava avanti e indietro per
i corridoi della fabbrica. Non posso tornare l.
ti prego, disse la locandiera. l'ho lasciato solo.
GLI HO PROMESSO CHE NON LO AVREI MAI ABBANDONATO.
Cominci a piangere e poi a tossire, respirava a fatica. Suor
Agnes si fece avanti e cominci a darle pacche sulla schiena
con tanta forza che la cuffietta della locandiera cadde e
vol sul pavimento.
Ren si chin a raccoglierla. Era bianca, di un cotone povero.
Se la premette contro il naso e inspir il profumo del
sapone, fresco e buono. Era stato cos semplice andarsene
per Benjamin. La signora Sands invece era rimasta. Mandava
avanti la casa che era stata di sua madre. Rammendava
le calze del fratello. E ogni giorno, dopo tanti anni, appoggiava
ancora l'orecchio sul pavimento, nel tentativo di
sentire la voce di suo marito sottoterra.
La signora Sands toss ancora e afferr la mano del ragazzo.
REN.
Lo far, disse Ren. Mi occuper di lui. State tranquilla
ora, disse.
E lei si rasseren.
...
.
...
Capitolo trenta.
...
.
...
Piovve per tutto il tragitto fino alla locanda. Il cielo era
squarciato dai lampi e Ren, con le redini dell'asino strette
in mano, contava i secondi che lo separavano dal tuono. Al
rombo la bestia scartava, cercando di rifugiarsi tra gli alberi.
Nel carro Brom e Ichy tenevano le coperte sopra Tom,
che aveva la gamba distesa sulle assi. Il temporale li segu
per tutta la strada dall'ospedale fino a North Umbrage.
Ogni volta che sentiva un cavallo avvicinarsi, Ren si inoltrava
nel bosco, cercando riparo tra i rami. Restavano nascosti
fino a quando gli altri viaggiatori erano passati.
A ogni passo Ren si ripeteva che lui era diverso da Benjamin.
La pioggia gli inzuppava i vestiti, che ormai gli pesavano
addosso come una cappa. L'acqua gli bagnava la testa
e gli colava negli occhi. Pens a fra Joseph e alle Vite dei
santi e a tutte le storie che aveva letto a tarda notte nella
camerata dei piccoli, pens a San Sebastiano, a Santa Dimma e ai martiri e a tutte le esperienze terribili che avevano
sopportato pur di fare ci che era giusto.
Prima di attraversare il ponte, Ren disse ai gemelli di nascondersi
in fondo al carro insieme a Tom, e li copr tutti.
Poi prese un'altra coperta e se la avvolse a mo' di cappuccio
attorno alle spalle e sul viso. Ringraziava il cielo per il
temporale. Le strade erano deserte, e incontrarono solo di
tanto in tanto qualche vedova che correva per mettersi al
riparo. Ren condusse lentamente l'asino verso la locanda,
guardandosi intorno per controllare che non ci fossero uomini
col cappello in giro; prese le strade laterali in modo da
evitare la fabbrica di trappole. Vedeva l'edificio enorme
spuntare oltre il tetto delle case, come se spiasse ogni sua
mossa, mentre la ciminiera pompava fumo nero nell'aria
anche attraverso la pioggia.
Trovarono la locanda aperta e in disordine. Le ragazze
avevano svuotato la dispensa prima di uscire per andare al
lavoro. C'erano pile di piatti sporchi sparse ovunque sul tavolo.
A causa del temporale colava l'acqua dal tetto e c'erano
pentole, padelle e secchi disseminati qua e l per la casa.
Fra i lamenti e le imprecazioni di Tom, i ragazzi lo aiutarono
a entrare e lo sistemarono sulla panca. Poi i gemelli
andarono a cercare abiti asciutti e qualche coperta mentre
Ren portava l'asino nella stalla. Una volta sistemato l'animale,
Ren and in giardino a cercare il denaro della signora
Sands.
Il pollaio si trovava nell'angolo, aveva il tetto a punta e
poggiava su quattro pali conficcati nella terra. Ren si accucci
e scav nel terreno bagnato con le dita. Prima scav
vicino a ciascuno dei quattro pali, poi prov fra la gabbia e
la staccionata. Infine lasci scivolare la mano nella terra davanti
alla porticina d'ingresso. Proprio quando sent qualcosa
nel terreno una gallina fece capolino dal pollaio e gli
becc la mano. Ren si ritrasse sorpreso, e blocc il buco con
il braccio. Sentiva le galline che gli beccavano il gomito
mentre estraeva il denaro dal suolo.
Era all'interno di un barattolo di vetro sigillato, dello
stesso tipo di quelli che la signora Sands utilizzava per le
conserve. Ren lo ripul. C'era uno spesso rotolo di banconote
all'interno. Pi che a sufficienza per il nano e abbastanza
per aiutare loro quattro a rimettersi in cammino. Dovevano
solo aspettare che aprisse il mercato, il mattino dopo.
Ren si infil il barattolo sotto il braccio e si affrett verso
casa. Trov i gemelli abbracciati, che lo aspettavano sulla
porta.
Noi torniamo, sussurr Brom.
Al Saint Anthony, disse Ichy.
Pensiamo che dovresti venire con noi.
E Tom? chiese Ren.
Diremo che  morto.
Verr qualcun altro.
Verr qualcun altro a prenderci.
Ren guard i suoi amici. Avevano i pantaloni troppo piccoli,
le giacche logore, il futuro incerto. Se fossero stati separati
prima, quando avevano ancora l'aria da bambini, forse
gli sarebbe rimasta qualche possibilit. Ma tornare indietro
ora, significava essere venduti all'esercito, senza
alcun dubbio. Nessuno vi adotter.
Che vuoi dire?
Me lo ha detto fra Joseph. Avrei dovuto dirvelo prima.
I gemelli sembrarono confusi. Ichy si tir un lobo dell'orecchio,
e Brom pieg la testa di lato, insospettito. Perch
nessuno dovrebbe volerci?
A causa di vostra madre, disse Ren. Perch si  uccisa.
Brom si lanci in avanti con un urlo. Colpi Ren allo stomaco
e i due caddero dentro casa, in un turbinare di gambe
e braccia. Il barattolo scivol di mano a Ren e si infranse
al suolo. Ren atterr malamente, accanto ai soldi della
signora Sands, e qualcosa dentro di lui si liber e cominci
a picchiare con tutta la forza che aveva in corpo, calci e pugni
con la mano buona e gomitate con quell'altra finch non
si sent afferrare e tirare per le caviglie. Un istante dopo
Ichy gli era addosso e lo colpiva con forza, con una forza
che Ren non avrebbe mai pensato potesse avere.
I ragazzi rotolarono in cucina, uno sopra l'altro. I colpi
arrivavano da ogni parte ora e Ren urlava con tutto il dolore
e la furia che aveva in corpo, mordeva e scalciava in
ogni direzione. Cerc di sferrare un pugno, poi afferr i capelli
di qualcuno e Brom gli urlava nell'orecchio e gli conficcava
le unghie nel braccio, strappandogli la pelle dal polso,
ma anche cos Ren non moll la presa.
Una cascata di acqua gelida si abbatt sulla testa di Ren
e gli tapp le orecchie. Toss quando l'acqua si abbatt su
tutti e tre, scaraventando frammenti di cibo, piatti rotti e
tazze sul pavimento, dove rimasero a galleggiare. Tom era
chino su di loro e in mano teneva un secchio di pioggia che
ora fece roteare, andando a colpire Ren sulla guancia mentre
Brom e Ichy si facevano da parte, fradici e gocciolanti.
Lasciali in pace! grid Tom. Stai lontano da loro!
Ren giaceva sul fianco, cercando di riprendere fiato, la
guancia in fiamme. La parete davanti a lui, di legno, mostrava
tutti i nodi, tutti i buchi anneriti che parevano volti.
Fra le dita aveva ciocche di capelli. Non sapeva a chi appartenessero.
Tom si trascin di nuovo fino alla panca davanti al camino.
Ragazzi miei, disse. Venite da me. Quando,
strascicando i piedi, i gemelli gli si avvicinarono, Tom li abbracci
e li tenne stretti al petto, pianse e li baci sulla fronte,
e pianse ancora. In tutto questo, Brom e Ichy rimasero
immobili in uno stato di evidente imbarazzo e di confusione.
Tom si stropicci gli occhi e diede ai gemelli qualche
piccola pacca sulle spalle. Ora, da bravi, trovatemi qualcosa
da bere.
I ragazzi guardarono Ren, poi si misero in cerca di una
bottiglia. Non appena si furono allontanati, Tom allung
una mano, afferr Ren per la giacca e lo tir vicino a s.
Aveva il fiato rancido e pesante. Perch non mi hai detto
della loro madre?
Non pensavo che ti importasse, disse Ren.
Mi importa invece, disse Tom con voce rauca.
Ren si liber con uno strattone e Tom cadde in avanti,
rovinando a terra. Brom torn in cucina con una bottiglia
di vino. Vide Tom in difficolt e gli and vicino.
Dobbiamo portarlo di sopra.
 vostro padre, disse Ren.
Brom si avvicin e sferr un pugno alla gamba di Ren,
abbastanza forte da fargli capire che non finiva l. Poi torn
indietro e apr la bottiglia per Tom. Riallacci la stecca, rimise
in piedi Tom sulla gamba buona e poi lentamente lo
aiut a sedersi. Rientr Ichy con una coperta mangiata dalle
tarme e la avvolse attorno alle spalle di Tom. I gemelli
andarono alla cesta della legna che la signora Sands teneva
vicino alla dispensa e tornarono con i ciocchi di legno rimasti.
Ichy si inginocchi tra la cenere e diede fuoco ai rametti
mentre Brom usciva a prendere un altro carico di legna
per poi sistemare i ciocchi bagnati intorno agli alari. Si tolsero
i cappotti bagnati, lo tolsero anche a Tom e li appesero
ad asciugare. La pioggia continuava a cadere, tamburellando
sul tetto e scendendo con uno scroscio gi per le grondaie.
Ren rest seduto in un angolo a stropicciarsi la
guancia. Li odiava tutti.
Tom si fece un altro bicchiere.  giunta l'ora di darsi
un contegno. Sistem la gamba davanti a s, poi appoggi
la coperta sul ginocchio e fece una smorfia di dolore.
Che cosa vuole da noi l'acchiappatopi?
Pensa che io sia suo nipote, brontol Ren.
Tom si gratt il mento sotto la barba. E lo sei?
Pare di s.
Questo  un guaio. Tom bevve un altro sorso dalla
bottiglia. Dovrai stare fuori dai piedi. Deve pur esserci
un posto dove ti puoi nascondere.
Fino a quando?
Tom parve sorpreso da quella domanda. Fino a quando
torna Benji.
Ren si tocc nel punto in cui il secchio lo aveva colpito.
Pens allo sguardo di Benjamin quando gli aveva detto addio.
Non torner.
Tom agit la mano. Torna sempre. Ci sono passato almeno
una dozzina di volte.
Avrebbero potuto uccidermi, disse Ren, e a lui non
sarebbe importato nulla. Mi ha dato via. E ti ha lasciato in
mezzo alla strada, con una gamba rotta e avvolto in un tappeto.
Saresti morto se i gemelli non ti avessero portato all'ospedale.
Tom bevve un altro sorso e rimase a fissare il fuoco. I
ciocchi bruciavano ora, scaldando la stanza, e dalle spalle
di Tom cominci a levarsi il vapore, come se stesse esalando
pian piano il suo stesso spirito.
Fra un'ora busser a quella porta.
No, disse Ren.
Tom scosse la testa, ma Ren cap che lo faceva perch
non sapeva che altro dire. Fece un cenno a Brom e Ichy e
i gemelli lo aiutarono a tenersi in equilibrio mentre usciva
dalla cucina zoppicando e cominciava a trascinarsi al piano
di sopra. Dalla porta Ren li guardava avanzare lentamente,
Ichy che allontanava col piede un tappeto, Brom con il
braccio dell'uomo attorno alla spalla. Tom fece una pausa
sul pianerottolo, il respiro affannato. Io non me ne vado.
Non finch avr sue notizie.
Se rimaniamo a North Umbrage, McGinty mi trover
Ren era stufo di discutere, di dover essere sempre lui
a decidere. Incroci le braccia e si lasci scivolare ancora
di pi contro il muro. Allora che cosa dovrei fare?
Al piano di sopra Tom si sporse dalla ringhiera e lo osserv
attentamente. Poi si stropicci il naso, dando a intendere
che pensava fosse tutta colpa di Ren.
Sei tu il ladro, disse infine Tom. Inventati qualcosa.
Il temporale continu per tutta la notte. Ren rovist nella
cucina a soqquadro finch riusc a trovare un pezzo di
pane secco. Poi sistem una coperta dentro la cesta delle patate
e ci si rannicchi. Non sembrava un nascondiglio molto
sicuro, ma almeno avrebbe eretto una piccola barriera
fra lui e il mondo. Tutto ci di cui aveva bisogno era qualche
ora di riposo.
Dalla finestra della cucina si vedeva il bagliore dei lampi.
Ren ricominci a contare, misurando la distanza che lo
separava dal temporale. Uno, due, tre... E il tuono squarci
il silenzio. Qualche istante pi tardi il cielo si illumin
di nuovo. Uno, due... Questa volta tremarono le pareti. Si
ud un boato quando il fulmine cadde non lontano. Uno...
E subito il tuono. Cadde proprio sopra di lui, come se volesse
dividere in due la casa.
Quando finalmente la tempesta si calm, Ren abbass le
braccia che fino a quel momento aveva tenuto strette intorno
alla testa, e fu allora che sent un rumore alla porta.
Non era un semplice bussare, ma colpi sordi e pesanti, come
se qualcuno stesse cercando di buttarla gi a spallate.
Ren rimase nella cesta, sperando che smettesse e quando
non smise, sgusci fuori e afferr un attizzatoio. Una volta
rientrati alla locanda, avevano chiuso la porta col catenaccio
e ora, mentre si avvicinava, Ren vide che le assi
tutt'intorno stavano cedendo.
Si accorse che anche i cardini non avrebbero resistito a
lungo. Si strinse le braccia attorno al corpo. La pioggia cominciava
a penetrare oltre la soglia e a bagnare il pavimento
di pietra. In pochi istanti sarebbe arrivata fino a lui.
Ren, chiam una voce dall'esterno.
Il ragazzo si fece avanti e tir il catenaccio. Il vento soffiava
forte e la porta si spalanc, sbattendo con violenza
contro il muro. Una sagoma barcollante si fece avanti nell'oscurit.
Dolly! grid Ren. Apr le braccia, ma Dolly lo spinse
via e continu a camminare in direzione della cucina, andando
a sbattere contro uno sgabello e poi contro il tavolo
prima di raggiungere il camino. Sul viso di Dolly Ren lesse
la stessa espressione calma e cupa di quando aveva ucciso
gli uomini sotto il lampione. Rimase a fissare le ceneri nel
camino e le sue mani cominciarono ad aprirsi e chiudersi,
ad aprirsi e chiudersi.
Mi hai abbandonato, disse Dolly.
Non volevo, disse Ren.
Dolly si volt, dando le spalle al focolare. Goccioline
d'acqua caddero dalla sua tunica sul pavimento, creando
una pozza intorno a lui. Se ne stava in piedi al centro del
cerchio, l'abito appiccicato alle gambe come una seconda
pelle.
Ren si sent mancare dal rimorso. Si lasci cadere a terra,
la testa contro la panca. Dolly troneggiava imponente
sopra di lui, come al momento del giudizio. Pareva che volesse
alzare un piede e spingere Ren gi, fin nelle viscere
della terra.
Non  stata colpa mia, disse Ren. Raccont a Dolly
che cosa era successo, dal momento in cui Tom aveva colpito
l'omone in testa con la pala fino a quando Benjamin
aveva inseguito Ren lungo la strada. Mentre parlava, Dolly
non sembrava ascoltarlo. L'espressione sul suo viso era immutabile,
nera e rigida come gli attizzatoi del camino. Il
tuono esplose sopra di loro, pi attenuato ora. Doveva essere
a circa un miglio di distanza, poi se ne ud un altro e
il lampo illumin appena la finestra.
Tutti gli atti di contrizione che Ren aveva mancato di
recitare negli ultimi otto mesi, riemersero. Hai ragione, -
disse, la voce rotta dal pianto. Ti ho abbandonato. Mi dispiace.
Dolly usc dalla pozza e si accucci accanto al ragazzo, sul
pavimento. Prese la testa di Ren fra le mani, quelle mani
enormi che parevano volerlo stritolare, e poi velocemente si
chin in avanti e lo baci sulla fronte, nello spazio libero fra
i suoi pollici giganteschi. Infine lo liber e si volt per un
istante, pulendosi il naso con la manica. Quando torn a
guardare Ren, aveva un'espressione scompigliata e raddolcita
sul viso, come un monte al termine di una frana.
Siamo di nuovo amici, disse.
...
.
...
Capitolo trentuno.
...
.
...
Ren accese il fuoco e in breve le fiamme iniziarono a crepitare,
scaldando la cucina. Dolly si tolse stivali e vestiti e
li stese ad asciugare. Poi si sedette sulla panca, con la sola
biancheria indosso, e dichiar di essere affamato. Ren gli
diede alcuni pezzi di pane avanzati, poi si mise a cercare e
trov due mele. Gliene diede una, si sedette accanto a lui
e insieme rimasero a guardare il saio da frate che si asciugava.
Era quasi a brandelli, aveva l'orlo strappato in vari punti
e le maniche coperte di fango. Le cuciture sulle spalle si
stavano aprendo, e sul petto era macchiato di sangue. Non
era che un costume, da indossare una volta l'anno a Natale.
Non era fatto per durare.
Il soffitto gocciolava ancora, e la pioggia si raccoglieva
nei secchi e nelle pentole sul pavimento. Ren ascoltava il
rumore delle gocce che cadevano nell'acqua dei secchi e
guardava Dolly mangiare. Aveva il mento appiccicoso. La
peluria sul petto si era attorcigliata ai bottoni della maglia.
Aggrottava la fronte mentre masticava e strabuzzava leggermente
gli occhi, ma nel complesso aveva un'espressione
serena. Mangi lentamente e si lecc le dita. Quando ebbe
finito, Ren gli pass la seconda mela, e gli chiese come aveva
fatto a tornare.
Ho seguito la strada, spieg Dolly. C'erano le impronte
delle ruote nel fango. E poi ho trovato il carro. E il
cavallo.
Ren aveva dimenticato la giumenta, che avevano lasciato
mezzo sommersa nell'acquitrino, con il collo spezzato e
gli occhi spalancati per il terrore. Si domand che cosa avesse
pensato mentre giaceva l, moribonda; se avesse ricordato
il fattore che l'aveva amata con tanta tenerezza.
I lividi sul collo di Dolly erano guariti. Restava solo la
cicatrice lasciata dalla corda nel punto in cui era penetrata
nella carne. Ren ricord la prima notte che avevano trascorso
insieme, subito dopo averlo dissotterrato. Quando Benjamin
aveva aperto il sacco, rivelando il corpo, era come se
lo avesse evocato dal nulla. Come se lui, con un semplice
atto di volont, avesse riportato in vita Dolly.
L'omone starnut, con un fiotto cos potente che inond
la guancia di Ren. Il ragazzo setacci la cucina finch trov
uno straccio, si asciug il viso e lo pass all'amico. La mattina
dopo se ne sarebbero dovuti andare, pens Ren, avrebbero
lasciato la casa, attraversato il ponte e salutato North
Umbrage per sempre. Insieme a Dolly sapeva di potercela
fare. Si guard attorno: la cucina era distrutta. Non rimaneva
quasi nulla che si potesse salvare. Tuttavia, disse all'amico
di cominciare a preparare i bagagli.
Dolly si soffi il naso. E gli altri?
Staranno meglio senza di noi. Ren si sofferm un
istante a riflettere, cercando di capire se fosse vero. Sapeva
che Brom e Ichy lo avrebbero odiato per averli abbandonati.
Ma Tom era deciso a restare e aveva bisogno di riposare
la gamba. E ora Ren era certo che i gemelli si sarebbero
presi cura di Tom, e lui di loro.
Si alz e cominci a raccogliere quanto poteva. Dovevano
partire presto, prima che gli altri si svegliassero. Raccolse
due coperte dal pavimento, le arrotol e le infil in una
borsa. Prese una padella e una tazza di lardo. Al fondo della
cesta di patate trov due germogli dimenticati e mise via
anche quelli.
Dove andiamo? chiese Dolly.
Non lo so ancora di preciso, disse Ren.
Dove non ci conoscono.
Ho sempre voluto andare in Messico.
Ren si chiese se fosse l che Benjamin era scappato. Potremmo
andarci.
Oppure in California.
Nella mente di Ren quei territori sconosciuti erano deserti
infiniti che si estendevano a perdita d'occhio all'orizzonte:
sole cocente e praterie, dolci rilievi rossastri immersi
nella polvere.
Ren aiut Dolly ad alzarsi e raddrizz la cesta delle patate.
Poi si mise a cercare fra i detriti lasciati dalle ragazze,
domandandosi che altro poteva prendere. C'era una montagna
di piatti sporchi sul bancone, impilati gli uni sugli altri
e appiccicosi, altri erano stati appoggiati sulle mensole
e alcuni erano caduti a terra. Tazze rotte, forchette piegate,
scodelle scheggiate e piattini coperti di muffa erano sparsi
ovunque.
Nella dispensa trov un barattolino di sottaceti nascosto
dietro un sacco di farina squarciato e mise nella borsa
anche quello. Passando vide la scopa con la quale la signora
Sands li aveva colpiti, e l'imparaticcio del Padre Nostro
appeso sopra la mensola del camino.
Ren scelse solo quello che poteva trasportare agevolmente.
Nella giacca teneva il colletto col ricamo del suo nome,
il sasso che Ichy gli aveva regalato al Saint Anthony, i finti
scalpi dei suoi genitori, e l'orologio d'oro di McGinty.
Nella borsa aveva messo la copia rubata del Cacciatore di
cervi, il cavallino di legno intagliato dal nano e la camicia
da notte che la signora Sands gli aveva fatto indossare la
notte del suo arrivo.
Trov carta e inchiostro. Mentre si sedeva gli torn alla
mente la lettera che aveva scritto ai gemelli, tanto tempo
prima. Aveva desiderato cos tanto che lo immaginassero
felice. Ora tutto quello che desiderava era il loro perdono.
Cari Brom e Ichy, cominci, poi si interruppe. Gir
il foglio e ricominci:
Cara signora Sands,
non volevo andarmene senza dirvi addio. Ho trovato il denaro,
proprio dove mi avevate detto. E prometto di fare quello che ho promesso.
Ci sono due ragazzini qui. Si chiamano Brom e Ichy. Spero che
vi prenderete cura di loro come vi siete presa cura di me. Sono bravi
e onesti, anche se sono gemelli.
Con affetto,
Ren
P.S. Mi dispiace per i piatti.
Ren pieg il foglio in due, poi rimase seduto l senza sapere
che fare. Alla fine sal le scale e lasci la lettera sul letto
della signora Sands. Tornando al piano di sotto, pass
davanti alla sua vecchia camera. Sentiva Tom rigirarsi nel
letto e il fischio del naso di Ichy a ogni respiro. Brom era
silenzioso, invece, ma Ren aspett qualche istante, nella
speranza che ci fosse qualche rumore da poter ricordare.
Quando torn in cucina, vide che Dolly si era rimesso la
tunica da frate.  asciutta, disse. Senti.
Ren tocc la tela ruvida. Dobbiamo trovarti dei vestiti
migliori.
Il fuoco si era spento. Ren distese una coperta sul pavimento.
Si infil dei cenci da cucina negli stivali, si avvolse
una trapunta intorno alle spalle e si rannicchi come una
palla, proprio come aveva fatto Benjamin tanto tempo prima
quando aveva preparato il loro giaciglio nel fienile del
fattore. Dolly si sedette accanto a Ren, con i piedi nella cenere.
Scese la notte e lentamente il focolare cominci a raffreddarsi.
Ho deciso, disse Dolly. Non lo uccider.
Chi?
L'uomo che dovevo uccidere.
Ren sentiva il proprio respiro contro la coperta. Tutto
quello che aveva fatto fino a l sembrava trovare le sue ragioni
in quel momento. Perch?
Perch mi hai chiesto di non farlo.
Le parole attraversarono l'oscurit e Ren si trascin pi
vicino a Dolly, appoggiandosi alla sua gamba. Insieme, il
ragazzo e l'uomo, rimasero ad ascoltare la pioggia che scendeva
sempre pi lenta sino a fermarsi, lasciando mute pentole
e padelle.
Col passare delle ore, Ren si svegli e si riaddorment
pi volte, poi si svegli di soprassalto per via di Dolly che
russava. Rimase a guardare a lungo fuori della finestra, ripensando
a tutto quello che era successo e sentendo il calore
del corpo del suo amico accanto a s. Fuori il cielo cominciava
a passare dal nero all'azzurro. Gli uccelli presero
a cantare. E la notte fin.
Ren alz la testa. Il primo pensiero fu un topo, un topo
intrappolato che graffia alla porta della gabbia. Ma gli squittii
erano troppo forti e arrivavano dall'ingresso.
Che cos'? chiese Dolly.
Non lo so. Ren scost la trapunta e and nell'ingresso.
Sent uno scalpiccio e il suono tintinnante del metallo
provenire dall'entrata posteriore. Ren rimase a fissare la
maniglia. Si ud un rumore metallico e una piccola lima da
fabbro cadde dal buco della serratura sulla pietra all'interno
della porta.
Il ragazzo corse in cucina, si chiuse la porta alle spalle e
rimase appoggiato con la schiena al legno, immobile. Dolly
era in piedi davanti al camino, le mani pronte.
La finestra! sussurr Ren. Afferr la sacca. Si arrampic
sul davanzale e schiacci il viso contro il vetro freddo.
Vide gli uomini col cappello, ammassati fuori della porta
sul retro. Erano riusciti ad aprirla e ora entravano nella locanda.
Ren cerc frettolosamente le maniglie due piccoli anelli
di ferro e le afferr con le dita. Spinse con tutto il peso
contro il vetro e un attimo dopo la finestra si apr, lasciando
entrare l'aria fresca, meravigliosa, che lo invest.
Qualcuno lo afferr per le gambe e lo tir dentro. Scalci,
ma Cilindro lo teneva con forza. Altri tre uomini col
cappello erano addosso a Dolly. Lo avevano immobilizzato
con una corda legata attorno alle braccia e al collo e cercavano
di buttarlo a terra. Dolly teneva uno degli uomini
per la gola, mentre gli altri due lo picchiavano con un bastone,
gettandosi su di lui a peso morto. Poi si apr la porta
ed entr Pilot.
Batt le mani, come se applaudisse uno spettacolo, e fu
tale la sorpresa che Ren e Dolly smisero per un istante di
lottare. Quell'uomo assomigliava a uno spaventapasseri,
con le braccia lunghe il doppio delle gambe. Con un braccio
spazz via tutto ci che ingombrava il tavolo della cucina,
buttando a terra i piatti, i rifiuti e le scodelle con gli
avanzi di cibo. Mettetelo qui sopra.
Cilindro si fece avanti e butt Ren sul tavolo.
Pilot si chin sul ragazzo. Hai deluso tuo zio. Dopo
tutto quello che ti ha dato.
Io non volevo niente, disse Ren.
Pilot estrasse dalla tasca della giacca un sacco di tela, proprio
come quella che Benjamin e Tom avevano usato nel cimitero.
Comunque sia, non ha ancora finito con te.
Pass il sacco a Bombetta che cominci a infilarci dentro
i piedi di Ren. Il ragazzo resistette finch gli immobilizzarono
le braccia, torcendogliele. Ormai era nel sacco fino
alla vita. Cilindro e Bombetta lo presero per le spalle.
Lo spinsero del tutto nel sacco e ce lo chiusero dentro.
E a quel punto un tuono fragoroso invest la stanza, come
se l'intera abitazione fosse stata sradicata dalle fondamenta
e sballottata di qua e di l. Il tavolo della cucina
sbatt, poi si inclin restando in equilibrio su due gambe
prima di ricadere a terra con uno schianto. Anche Ren cadde
su una pila di vestiti... o era forse un corpo? Qualcuno
imprecava doveva proprio essere un corpo e Ren sentiva
l'odore del suo alito. Qualcuno reggeva il sacco e Ren
us le dita, che riusciva ancora a muovere, per liberarsi.
Dolly lo aiut a rialzarsi. In un istante lo tir fuori del
sacco. Ren vide Pilot in piedi sulla porta per bloccare il passaggio;
aveva la bocca piena di sangue, il braccio destro gli
penzolava dalla spalla, mentre il sinistro armeggiava per
estrarre la pistola dalla giacca. Paglietta era morto. Bombetta
e Visiera giacevano riversi sul pavimento. Dolly gett
il sacco vuoto contro l'ultimo uomo rimasto Cilindro, che
ora teneva una sedia in alto sopra la testa -, poi spinse Ren
verso il camino.
Su, disse. Esci di qui.
Cilindro lanci la sedia, che si ruppe contro la schiena di
Dolly quando questi si volt per fare scudo a Ren col proprio
corpo. Adesso, disse Dolly, dando un'altra spinta
al ragazzo, poi afferr l'attizzatoio e colp Cilindro in piena
faccia pi e pi volte, finch ebbe le mani sporche di
sangue.
Ren punt un piede contro la parete della canna fumaria.
Si guard alle spalle e vide Pilot con la pistola in mano.
Il ragazzo sapeva di avere poco tempo, ma non riusciva
a fare presa col piede e continuava a scivolare contro i
mattoni. D'un tratto Dolly fu dietro di lui, lo prese fra le
braccia, e lo spinse su per il camino, con tutta la sua forza,
mentre la cenere cadeva dall'alto e li copriva entrambi.
Dolly afferr il ragazzo per un piede e lo sollev e finalmente
Ren trov un appiglio e cominci ad arrampicarsi, un
passo alla volta, finch abbandon il sostegno di Dolly.
I mattoni intorno erano ancora caldi, la polvere gli bruciava
gli occhi. Lo spazio era talmente angusto che quasi
non riusciva nemmeno a sbirciare verso il basso, ma riusc
a girare il mento quel tanto che bastava per vedere il suo
amico sul fondo, che lo guardava attraverso la fuliggine.
E poi si ud una nuova esplosione. Le pareti tremarono.
Poi un'altra. E un'altra ancora. Ren non riusciva a respirare,
sentiva il fiato abbandonarlo e salire verso l'alto come il
fumo e poi, con altrettanta rapidit, lo sent tornare insieme
a un soffio d'aria fredda che gli gel le mani e le ossa e fece
in modo che il suo corpo ricordasse di essere solo un corpo
che poteva morire in mille modi, e fra questi c'erano precipitare
nel camino ed essere colpiti da una pallottola.
Conficc i piedi contro le pareti sdrucciolevoli e cerc di
resistere. Aveva la mano sudata e scivolosa. Ren si arrampic,
scivol, si arrampic di nuovo. Poi una corda fu calata
dall'alto e Ren ci si aggrapp e cominci a spingere con
le gambe contro le pareti, e il suo corpo inizi a salire sempre
pi in alto lungo la canna fumaria del camino, mentre
sabbia e fuliggine gli cadevano sulla faccia. Strinse le dita
intorno a un nodo e un istante dopo usc all'aperto. Sent
il vento sul viso, mentre il nano lo afferrava per le spalle e
lo trascinava sul tetto.
Ren si volt e afferr il bordo del camino. Guard gi
nel buco. Dolly! grid. Dolly! Attese una risposta.
Ma l'unico suono che ud fu il vento che, attraversando il
condotto, emetteva una nota bassa e sorda.
 sul tetto! grid uno degli uomini col cappello da
sotto. Ren si allontan e il nano gli fu accanto. Aveva i capelli
inselvatichiti e i bottoni della giacca minuscola slacciati.
Saranno qui in un minuto. Il nano corse fino al limitare
del tetto, si arrampic sul cornicione rialzato, poi salt.
Con un grido terrorizzato, Ren corse verso il cornicione.
Quando vi giunse, vide che il nano era atterrato sul tetto
della casa accanto, una decina di piedi pi in basso. Il nano
inclin la testa e agit una mano. Vieni.
Ren sentiva gli uomini col cappello alle sue spalle. Avevano
trovato una scala. La sentiva graffiare la parete esterna
della locanda. Chiuse gli occhi e salt.
Gli edifici vicini erano case a schiera, con muretti di divisione
fra un tetto e l'altro. Il nano cominci a correre, e
Ren dietro di lui. Diversi uomini li seguivano dalla strada
e altri due si erano arrampicati in cima al tetto della locanda.
L'omino si nascondeva dietro i camini, schivava i lucernari
e si arrampicava sui frontoni. Il ragazzo non riusciva
quasi a stargli dietro, il vento lo investiva a ogni angolo, le
tegole erano viscide per la pioggia. Ren scivol e atterr
sulle ginocchia. Si aggrapp a una grondaia, appena in tempo
per non cadere nel vuoto.
Il tetto successivo distava almeno quindici piedi e fra un
edificio e l'altro c'era un vuoto di tre piani. Il nano infil
la mano sotto una tela e tir fuori un'asse di legno. Sistem
l'asse fra i due edifici e quindi l'attravers rapidamente.
Giunto sull'altro lato, tenne ferma l'asse. Muoviti.
Ren appoggi un piede sul legno, poi un altro, camminando
lentamente con le braccia aperte per mantenersi in
equilibrio e sforzandosi di non guardare in basso. Sentiva
gli uomini alle sue spalle, e gli altri che gridavano da sotto.
Il nano imprec. Stanno arrivando! A Ren cominciarono
a tremare le gambe. Si abbass per aggrapparsi all'asse.
Poi si sent un colpo di pistola provenire dalla strada, l'asse
vacill e schegge di legno volarono in aria. Il nano gett
le braccia in avanti e Ren ci si aggrapp e rimase sospeso
nel vuoto per qualche istante. Infine sal sul tetto e il nano
tolse l'asse, proprio quando gli uomini di McGinty stavano
per salirci.
Uno di loro perse l'equilibrio e fu sul punto di precipitare.
Gli altri lo trattennero, poi estrassero le pistole. Frammenti
di vetro e di metallo si abbatterono su Ren e sul nano.
Un segnavento fu colpito e cominci a girare all'impazzata.
Davanti a loro c'era un altro gruppo di uomini col
cappello. Erano scattati lungo la via in modo da tagliargli
la strada, erano saliti sul tetto attraverso una finestra esterna
e ora andavano incontro a Ren e al nano, facendo cenni
agli altri perch smettessero di sparare.
Dentro, disse il nano. Svelto Evit una pila di
tegole e corse verso il camino. Un istante dopo si stava arrampicando
sui mattoni. Raggiunse la cima. Gett un'ultima
occhiata a Ren e gli fece cenno di seguirlo, prima di
scomparire nel condotto.
Il ragazzo gli corse dietro. Infil una gamba nel camino,
poi un'altra, cercando a tentoni un appoggio. Gli uomini si
stavano avvicinando. Vide le braccia allungarsi verso di lui
all'interno del condotto, e si spinse in basso. Sent i mattoni
che gli graffiavano i fianchi.
Scendendo nel camino, si accorse che dopo pochissimo
il passaggio si restringeva. Non riusciva a passare. Aiutami! -
grid. Sent che l'omino lo afferrava per gli stivali e
tirava. Si dimen e cerc di spingersi con i gomiti. Era incastrato.
Rest mezzo fuori e mezzo dentro finch uno degli
uomini di McGinty infil una mano nel condotto e lo
prese per i capelli mentre un altro lo afferrava per la giacca
e lo trascinava fuori, nell'aria del mattino, lasciando i
suoi stivali nelle mani del nano.
...
.
...
Capitolo trentadue.
...
.
...
Ren aspett McGinty nell'ufficio che guardava sulla fabbrica.
Si trovava l dall'alba, e ora vide le porte principali
aprirsi e il nuovo turno di operaie entrare e prendere posto.
Si muovevano velocemente, gli scialli sulla testa. Quando
raggiunsero le postazioni, abbassarono gli scialli e se li legarono
in vita. Il guardiano andava su e gi per il corridoio,
punzecchiava una ragazza sulla spalla, a un'altra rifilava una
pacca sul sedere. In un angolo Ren vide Labbro Leporino davanti
alla sua sega circolare, intenta a impilare tavolette di
legno e a tagliarle. Non alz lo sguardo verso di lui, ma Ren
sapeva che lo aveva visto, lass appoggiato al vetro.
Le macchine trasmettevano una lieve vibrazione al pavimento.
Ren era in piedi, senza scarpe, e la sentiva attraverso
le calze. Tocc la finestra: il vetro vibrava sotto le sue dita.
Dietro di lui alle pareti, i dipinti della caccia alla volpe
tremavano.
La porta dell'ufficio si apr. Entr McGinty, seguito da due
uomini col cappello, che presero posto ai lati della porta. Uno
dei due era Bombetta. Aveva il naso rotto, il collo coperto di
lividi. Quell'altro aveva in testa il cilindro, con la stessa
macchia scura sulla tesa. Ma il viso era diverso, come se il
cappello si fosse generato un altro corpo, nuovo di zecca.
McGinty non disse una parola, spinse malamente il ragazzo
contro la finestra e cominci a frugargli le tasche,
buttando a terra tutto quello che trovava il colletto col
ricamo, gli scalpi, il sasso prima di mettere le mani sull'orologio.
Una volta che l'ebbe trovato, spinse Ren lontano
da s. Lo apr per controllare il ritratto e, visibilmente sollevato,
rimase a guardare il volto di Margaret, poi cominci
a lucidarlo col fazzoletto. Quando ebbe finito, richiuse
l'orologio e inizi a caricarlo. Socchiuse gli occhi e guard
prima in direzione di Ren, poi verso il quadrante. Rimise
a posto le lancette.
Sei un ladro, disse McGinty.
Immagino di s, disse Ren.
Non molto furbo per, disse McGinty. Ti ho gi
beccato due volte. Infil l'orologio nella tasca del panciotto.
Si sedette alla scrivania. Poi estrasse dalla tasca il
coltello di Pilot, lo stesso coltello che aveva amputato la
mano del barista, e lo appoggi davanti a Ren.
So che c'era un uomo insieme a te.
Sta bene?
Ha ucciso Pilot, e altri tre dei miei uomini.
 amico mio.
Bell'amico McGinty pass un dito sulla punta del
coltello.  venuto qui per uccidermi circa un mese fa. Ho
mandato due dei miei a farlo fuori. Ma immagino che lui
abbia fatto fuori loro. McGinty prese il coltello. Forse
 lui l'uomo che sto cercando. Forse  pronto per rispondere
a qualche domanda.
Non  mio padre.
Allora dimmi chi  tuo padre.
Vi ho gi detto che non lo so.
Ren si aspettava che l'uomo lo picchiasse, invece
McGinty conficc il coltello nel legno della scrivania. Ti faccio
tornare io la memoria.
Apr un cassetto e ne estrasse un piccolo sacchetto di seta,
ricamato con il filo nero. Anche i lacci che lo chiudevano
erano neri e McGinty ci mise un po' ad aprirlo. Una volta
aperto, dal sacchetto usc un piccolo cubo di vetro. McGinty
lo pos sul tavolo. C'era qualcosa all'interno, un
frammento sospeso che si apriva in cinque diverse direzioni.
Era una mano piccolissima, minuscola.
McGinty strinse le labbra. Ha un aspetto familiare?
Ren rimase a fissare la mano appoggiata sul tavolo. Oltre
il vetro, le unghie erano trasparenti come perle. La pelle
era ancora rosa, ma coperta di rughe. Centinaia di minuscole
rughe che la facevano sembrare vecchissima, come se
appartenesse a una persona molto anziana. A una persona
che aveva gi vissuto migliaia di vite.
L'ho conservata, disse McGinty.
Per ricordo. Si chin e sussurr il resto nell'orecchio di Ren:
Tutto quello che le avevo chiesto era di dirmi il nome del padre. Ma
lei non voleva. Nemmeno quando ti ho messo sul tavolo.
Nemmeno quando il coltello  entrato nella carne. Non ha
detto una parola.
Ren lo spinse via. Fece uno scatto verso la porta ma prima
che potesse afferrare la maniglia Cilindro e Bombetta
gli furono addosso. A un cenno di McGinty lo misero sul
tavolo. Il ragazzo cerc di ribellarsi, ma i due uomini lo tennero
fermo senza difficolt. Lo inchiodarono al tavolo e gli
immobilizzarono le braccia.
Ho cercato di farti ragionare. Ho cercato di essere gentile.
McGinty recuper il coltello di Pilot dal punto in cui
lo aveva conficcato. Afferr il braccio sinistro di Ren. Esamin
la cicatrice. Poi gett un'occhiata al ragazzo e si spost
sull'altro lato del tavolo.
Ren sent il sangue che abbandonava il braccio destro,
le dita che diventano insensibili. McGinty si chin su di
lui, cos vicino che Ren sentiva l'odore del suo alito. Appoggi
leggermente la lama del coltello al braccio di Ren e
la fece scorrere sul polso, alla base del pollice. Scalf appena
la pelle, disegnando una sottile linea rossa. Mi piace
avere una traccia da seguire, disse McGinty. Un obiettivo.
Un filo di sangue cominci a scorrere lungo il braccio di
Ren. McGinty appoggi la lama sul polso del ragazzo, sul
taglio leggero che aveva appena tracciato. Nel metallo Ren
vide il proprio riflesso, senza mani nient'altro che due
moncherini alla fine delle braccia e cominci a gridare, a
gridare, a gridare.
Voglio il nome, disse McGinty. Voglio sapere tutto
di lui.
D'un tratto l'aria attorno a Ren parve diversa, era pesante
e odorava di ferro, come prima di un temporale. Sentiva
il tuono avvicinarsi, l'aria carica di elettricit. Aveva
solo bisogno di una breccia per liberarla. Un lampo nell'oscurit.
Sotto di lui c'era il pavimento. Lo stesso pavimento che
sua madre aveva calpestato. La sedia era la stessa su cui si
era seduta lei, su quella stessa scrivania lei aveva appoggiato
i gomiti. Dalle macchine si era levato lo stesso ronzio che
era entrato da quella stessa finestra. La stessa vibrazione le
aveva solleticato i piedi. Quella stanza l'aveva contenuta.
E ora conteneva Ren. In quella stanza sua madre lo aveva
amato. E quell'amore era ancora l, fra quelle mura. Lo sentiva.
Apr la bocca e le parole sgorgarono.
Mio padre veniva dall'Ovest, disse Ren. Era un
cacciatore di indiani, nonostante fosse cresciuto in una
trib. Nessuno sapeva chi fossero sua madre e suo padre.
Alcuni dicevano che gli zingari lo avessero rapito da una
carovana di pionieri e venduto agli indiani in cambio di fucili
e perle. Di certo era un bianco e aveva imparato l'inglese
da un maestro elementare di passaggio che lo aveva preso
a benvolere. Il maestro si era innamorato della vita nella
trib e dopo aver deciso di restare aveva sposato una
squaw di nome Piuma Felice.
Lentamente McGinty sollev il coltello dal polso di Ren.
Guard Cilindro e Bombetta e annu. Gli uomini col cappello
allentarono la presa e Ren continu a raccontare, fissando
il soffitto, con il cuore che gli batteva forte nel petto.
Quando era ancora un ragazzo, mio padre cominci a
ricercare gli scalpi. Lo faceva dietro pagamento di un compenso
da parte dei parenti delle vittime. Guardava il corpo
e dal modo in cui lo scalpo era stato strappato sapeva riconoscere
la trib, il tipo di coltello usato e a volte persino
chi fosse il guerriero che lo aveva tagliato. Poi saliva in groppa
al suo cavallo e se ne andava, stava via settimane, a volte
mesi e in qualche occasione anche un anno. Ma tornava
sempre e nella bisaccia aveva scalpi con trecce o di riccioli.
Le famiglie dissotterravano i morti, aprivano le bare e
rimettevano i capelli sulle teste dei loro cari in modo che
potessero riposare in pace.
Dopo qualche anno divent irrequieto, lasci le pianure
e and a est. Vendette il suo cavallo e si imbarc. Viaggi
per il mondo su un mercantile, and in Africa, in India,
in Europa e persino in Oriente. Luoghi in cui le genti
vivono in cima a montagne irraggiungibili, in scatole di vetro
sospese sotto la superficie dei laghi e in castelli giganteschi
fatti di avorio e di oro, con tante migliaia di camere
al punto che se ne pu scegliere una diversa ogni giorno della vita.
Poi si imbarc su una baleniera e trascorse anni a caccia
di mostri marini. Lott contro i pirati e scopr isole lontanissime
e disabitate, dove c'erano solo vulcani e scimmie.
Divenne un famoso cacciatore di creature straordinarie. Si
immergeva nelle acque profonde per cacciare i polpi giganti
e i serpenti marini, mentre i marinai suoi compagni lo
guardavano dal ponte della nave e facevano scommesse.
Finch una notte ci fu una tremenda tempesta che fece
a pezzi la nave, e poi la incendi, gettando gli uomini in
mare. Mio padre fu l'unico superstite. Decise di tornare a
casa a nuoto. E lo fece, migliaia di miglia attraverso l'oceano;
dovette combattere con meduse giganti, squali e tartarughe
e qualunque altra cosa cercasse di staccargli un pezzo
di carne a morsi lungo il tragitto. Quando finalmente
tocc terra non era che pelle e ossa, e quasi del tutto fuori
di senno per essere rimasto nell'acqua cos a lungo.
Lo trov un pescatore, che lo sfam finch non si fu
rimesso in salute e poi lo vendette all'esercito per pagare
un debito di gioco. Il suo comandante era un nano furioso,
che abbaiava ordini e mangiava quanto dieci uomini,
ma aveva anche un aspetto meraviglioso sul suo piccolo
pony bianco ed era in grado d'infondere grande coraggio
nei suoi soldati. Dopo cinque anni il nano diede a mio padre
una licenza, in modo che potesse fare visita alla sua famiglia
indiana. Mio padre invece si mise a vagare per il
paese, and per le campagne e per caso trov l'entrata di
una vecchia miniera, e fu in quella miniera che incontr
mia madre.
McGinty era appoggiato alla spalliera della sedia, e sul
volto aveva un'espressione d'attesa. Teneva in mano il cubo
di vetro e lo faceva ruotare senza sosta nel palmo della
mano. Ren guard la mano minuscola girare come l'ingranaggio
di un orologio e il resto della storia si fece strada nella
sua mente.
Mia madre gli raccont dei minatori intrappolati sotto
terra. Lo guid attraverso le gallerie fino al luogo in cui
i corpi giacevano stretti gli uni agli altri per scaldarsi. Quando
sopraggiunge la morte, gli disse, la sola cosa che conta 
questa: stare vicini. Mia madre indossava un abito di seta
e quando strinse nelle sue mani quelle di mio padre, tutte
le avventure e la vita difficile che lui aveva vissuto fino a
quel momento non contarono pi nulla. Sapeva di avere incontrato
la donna che avrebbe amato finch fosse stato in
grado di amare. Lei gli fece dimenticare che cosa significasse
essere mangiati dagli squali e inseguiti dai selvaggi. Lui
apr le braccia e lei si fece avanti.
Quando il suo battaglione si spost a ovest, lui scrisse
a mia madre ogni giorno e perse quasi il senno per la preoccupazione
e la paura, e per il desiderio di lei. Infine ricevette
una sua lettera. Lei aspettava un bambino. Gli chiedeva
di tornare da lei, di portarla via da North Umbrage,
di dare a lei e al bambino il suo nome. Quella notte stessa,
lui disert. Lasci l'esercito e divenne un ricercato. Viaggiava
di notte e di giorno si nascondeva nei boschi, ricorrendo
ai trucchi che aveva imparato nel corso degli anni per
sopravvivere. Ma nonostante tutto, quegli insegnamenti
non bastarono e i soldati lo catturarono. Lo affamarono e
lo picchiarono, finch non somigli pi a un uomo ma a uno
scheletro vivente, l'ombra di ci che era stato un tempo. I
mesi passarono e lui dimentic chi era e da dove veniva:
l'unica cosa che riusciva a ricordare era il viso di mia madre,
ma non sapeva pi a chi appartenesse.
Nella cella accanto a lui misero un assassino, un uomo
dalle mani enormi. Divennero amici, e quando l'assassino
spezz le ossa del collo ai soldati e pieg le sbarre della cella,
fece in modo che mio padre scappasse con lui. Ma quando
riacquist il senno e torn a North Umbrage, scopr che
era troppo tardi. Mia madre era morta e lui volt le spalle
al mondo. Cominci a bere. E fu l, nelle taverne da quattro
soldi e sul fondo dei bicchieri che mio padre tocc il
punto pi buio e pi basso della sua esistenza.
Passarono anni e anni. Si un alle peggiori compagnie e
insegu i vizi peggiori, e comp le peggiori azioni per pagarsi
un altro bicchiere. Ma girando cominci a sentire delle
voci, che dicevano che io ero vivo. E lui si ricord quella
parte di se stesso che una volta aveva combattuto le creature
marine e aveva scalato i vulcani e attraversato gli oceani,
e cap che avrebbe potuto ritrovare quella forza e usarla per
cercare il suo unico figlio. Riscopr le sue antiche abilit di
cacciatore, i segreti della navigazione che aveva appreso sui
mari, la disciplina imparata nell'esercito. Ogni notte alzava
lo sguardo verso l'immensa oscurit del cielo e mi sussurrava:
Sto arrivando. Mi diceva di non avere paura. Mi diceva
che presto non sarei pi stato solo e che, anche in quel
momento, mi stava cercando con il cuore.
E poi un giorno mi trov. In mezzo a un gruppo di mille
bambini mi riconobbe in un istante. E io riconobbi lui,
perch era venuto a trovarmi in sogno. Perci non ebbi paura.
Non era un estraneo. Ci stringemmo forte uno all'altro,
e in quel momento capimmo che non ci saremmo mai pi
separati.
McGinty sferr un pugno sul tavolo. Basta cos, disse.
Non voglio sentire altro. Voglio il nome. Voglio il suo
vero nome.
Il suo nome, disse Ren,  Benjamin Nab.
...
.
...
Capitolo trentatre.
...
.
...
Tutto ci che accadde dopo, accadde rapidamente. McGinty
grid qualcosa a Cilindro e a Bombetta, i quali urlarono
qualcosa verso il corridoio ad altri uomini col cappello,
che accorsero precipitandosi nella stanza uno dopo l'altro.
Portatelo qua, grid McGinty. Respirava a fatica,
sibilando. Portatemelo qua subito.
Ren corse alla finestra. Vide gli uomini col cappello
correre per la fabbrica di trappole. Le ragazze smisero di
lavorare e rimasero a guardare dalle loro postazioni gli
uomini che passavano di corsa. Solo Labbro Leporino rimase
al suo posto e continu a impilare e tagliare, senza
sosta.
McGinty si alz di scatto dalla sedia e cominci a camminare
avanti e indietro davanti ai suoi quadri. Si ferm
alla finestra e guard in basso, verso la fabbrica, con il viso
trasfigurato dalla gioia. Diede una pacca sulla spalla di
Ren, poi la strinse come se avessero fatto un patto. Mi
hai reso un bel servizio, ragazzo!
La porta si apr ed entr Benjamin Nab.
Ai due lati lo sorreggevano Bombetta e Cilindro. Attorno
alla testa aveva una fascia di tela blu macchiata di sangue.
Il viso di Benjamin era pallido e coperto di lividi, l'occhio
nero che si era procurato nell'incidente era talmente
gonfio che pareva una linea scura di fianco al naso. Una delle
maniche della giacca era stata strappata del tutto. Sembrava
che avesse un braccio rotto. Ma era l, era vivo.
Signor Nab, disse McGinty. Avevo scommesso su
di voi sin dall'inizio.
Benjamin sollev la testa. Quando vide Ren sorrise. Ma
non era il sorriso luminoso e raggiante che Ren ricordava.
Aveva i denti davanti rotti e il labbro spaccato e sanguinante.
Gli uomini col cappello lo lasciarono cadere sul pavimento.
Tese una mano e Ren la strinse.
Ho sentito che gli hai raccontato una storia eccezionale, -
disse Benjamin. Spero che mi sia toccata una bella
parte.
Pensavo che te ne fossi andato, disse Ren. Pensavo
che ci avessi abbandonato.
Non me lo sarei mai sognato. Benjamin sussult, poi
si spost in modo da tenere il braccio in grembo. Guard
il ragazzo negli occhi. Se ti ricordi come si fa a pregare,
questo potrebbe essere il momento buono per farlo.
Tuo padre  stato mio ospite, disse McGinty. In
una stanza speciale che ho in cantina.  l che collaudo tutte
le mie trappole. Non appena ti ho visto, ho avuto la sensazione
che fosse lui quello che cercavo. Chi altri se non il
padre avrebbe scelto uno storpio in quell'orfanotrofio?
Mentivo, disse Ren. Ho inventato tutto.
McGinty and dietro la scrivania. Apr un cassetto, tir
fuori la pistola e la mise sul tavolo. Era la stessa pistola di
prima, quella con l'incisione sul tamburo. Tir fuori la scatola
di proiettili e cominci a caricarla, facendo scivolare
un proiettile dopo l'altro nel tamburo. Quand'ebbe finito
il suo viso croll, d'un tratto apparve quasi deluso.
Margaret, cominci Benjamin.
Non nominarla.
Non sapevo del bambino. Non l'ho saputo fino a dopo
la sua morte.
Sei un bugiardo.
Benjamin strinse la mano di Ren e il ragazzo cap che lo
aveva gi riconosciuto come figlio molto prima che lui, Ren,
lo riconoscesse come padre. Per tutto il tempo che Ren aveva
trascorso chiuso nello sgabuzzino, anche mentre era disteso
sul tavolo, McGinty sapeva gi che cosa gli avrebbe detto.
La stanza cominci a puzzare di sudore. McGinty fece
un cenno col capo e gli uomini col cappello si fecero avanti.
Cilindro spinse Ren da parte e Bombetta strinse una corda
sottile attorno al collo di Benjamin. Accadde tutto cos
in fretta che Benjamin non ebbe tempo nemmeno di respirare.
Si port le mani al collo, afferrando la corda, con la
disperazione dipinta in volto. Cominci a scalciare, colpendo
con le gambe l'enorme scrivania.
Basta cos, disse McGinty.
Bombetta allent la corda e Benjamin cadde in ginocchio.
Premette il viso contro il tappeto, tossendo e rantolando.
Nella mano destra teneva la benda blu che poco prima
aveva in testa. McGinty osservava la scena dall'altro lato
della scrivania.
Questo per avermi fatto perdere tempo.
Benjamin si rimise in piedi barcollando. Attorno al collo aveva una sottile linea rossa. Apr la bocca e la voce che
ne usc era rauca. Voglio fare testamento.
Hai qualcosa da lasciare?
Il mio corpo, disse Benjamin. Il ragazzo lo potr
vendere.
McGinty ci pens su qualche istante. Prese la carta da
uno dei cassetti e fece scivolare la penna d'oro verso l'altro
lato della scrivania.
Benjamin si chin sul tavolo appoggiando il braccio ferito.
Con la sinistra apr il barattolo dell'inchiostro e vi immerse
la punta della penna. Poi cominci a scrivere. Scrisse
velocemente, come se avesse pensato a lungo a quelle parole,
come se ne avesse chiaro il contenuto e la sequenza.
Quando ebbe finito, immerse di nuovo la penna nell'inchiostro
e la pass a McGinty. Dev'essere controfirmato da
un testimone.
McGinty afferr la penna e appose velocemente la sua
firma in fondo al foglio. Poi gett la penna sul pavimento.
Fatto, disse.
Fatto, disse Benjamin. Si sedette per terra e fece
scorrere la benda blu fra le dita.
McGinty prese la pistola. Adesso  il momento di ottenere
qualche risposta.
Ren stringeva il bordo della scrivania, quella scrivania
che occupava l'intera stanza. Il legno era stato lucidato di
recente e ora il lucido gli si attaccava alle dita, lasciando
le sue impronte sul legno. Ai suoi piedi giaceva il frammento
di colletto con il suo nome. Era stato gettato a terra
quando le tasche del ragazzo erano state perquisite, e
ora le tre lettere erano li davanti a lui, parevano guardarlo,
pareva un segno. Ren si chin e raccatt il pezzo di
tessuto, macchiandolo di lucido, proprio sotto la N che
era una M.
McGinty guard torvo il ragazzo che gli porgeva il frammento
di colletto. Poi qualcosa cambi sul suo viso, e McGinty
si avvicin e tocc il lino tenendolo fra il pollice e
l'indice. Le sue dita accarezzarono ogni lettera. Le accarezz
di nuovo. Dove l'hai preso, questo?
 stato lasciato insieme a me all'orfanotrofio.
Questo non dimostra nulla.
Dimostra che ci amava. Dimostra che aveva intenzione
di prendere il suo cognome.
McGinty pos il colletto. Si pass la lingua sui denti.
Dimostra solo che era una pessima ricamatrice. Riprese
in mano il colletto. Apr un cassetto della scrivania e ce
lo butt dentro. Ren guard il suo nome scomparire. Ormai
non restava pi nulla. Era finita.
Una strana espressione si dipinse sul volto di McGinty.
Allung una mano nel cassetto e prese un barattolo di vetro.
Lo sollev alla luce, curioso, e lo riappoggi sul tavolo.Che diavolo  questo? Era pieno di un liquido di un
giallo vivo. Ren guard il barattolo sorpreso, e poi si ricord.
Era la pip di Ichy.
Bombetta e Cilindro parevano spaventati. Se mai c'era
stato un momento in cui fingersi innocenti, Ren sapeva
che era quello. Nel frattempo Benjamin si era portato strisciando
sotto la finestra che dava sulla fabbrica e teneva
la benda blu per aria come una bandiera, come se stesse cercando
di mandare un segnale a qualcuno di sotto.
McGinty svit il tappo e annus il contenuto del barattolo.
Mentre inalava, il suo viso pass dal rosso a una sfumatura
scura di porpora. Si volt dritto verso Ren. Afferr
il ragazzo per la giacca e lo trascin dall'altro lato del tavolo,facendo cadere carta e penne. La lampada fin a terra e
si ruppe quando McGinty si chin con tutto il suo peso sulla
scrivania.
Bastardello schifoso.
Non sono stato io!
Non c'era nessun altro qui dentro. Nessun altro avrebbe
potuto farlo!
McGinty afferr la pistola e la punt sotto il mento del
ragazzo spingendo forte, lasciandolo senza fiato. Ren agit
un braccio per cercare qualcosa a cui aggrapparsi. Con la
punta delle dita tocc il bordo del vasetto. Lo strinse tra le
mani. E gett il contenuto in faccia a McGinty.
L'uomo lasci andare Ren, sputando. Barcoll sino alla
finestra che dava sulla fabbrica. Aveva l'abito bagnato sul
davanti. Giallo su giallo. L'odore dell'urina riempiva l'aria.
Gli uomini col cappello vennero avanti e trascinarono
Ren gi dal tavolo. Benjamin era in ginocchio e agitava disperatamente
la benda blu sopra la testa, come se la loro vita
dipendesse da quello.
Risuon un enorme boato e il vetro si ruppe in mille pezzi,
lanciando schegge in ogni direzione. Bombetta e Cilindro
caddero a terra coprendosi la faccia. Ren rotol sotto
la scrivania. Sulla pelle sentiva una specie di pietrisco, e
muovendo il braccio si accorse di avere centinaia di minuscoli
tagli e graffi. Da sotto la scrivania sbirci che cosa accadeva
nella stanza, che era coperta di polvere e detriti. Da
un buco, all'improvviso, entrava una folata di vento.
McGinty era in piedi davanti alla finestra in frantumi.
Barcollava. Sospir, poi toss e dal suo petto usci un fiotto
rosso.
Bombetta strisci sul pavimento, afferr McGinty e
l'aiut a sedersi. Cilindro corse alla finestra con la pistola
spianata. La punt verso la fabbrica, agitandola avanti e indietro
contro le ragazze. Chi ha sparato? grid.
Al piano di sotto le ragazze erano in piedi alle loro postazioni,
continuavano a lavorare mentre le macchine intorno
a loro ronzavano. Nessuna guard in alto. Le ragazze
addette alla colla incollavano. Le ragazze addette alle
molle alimentavano la macchina. Le ragazze alla sega circolare
spingevano il legno davanti a loro, lo mettevano in posizione
e tagliavano. E l, in piedi alla sua postazione con
le guance in fiamme, c'era Labbro Leporino, la testa china
su una trappola.
McGinty cerc di girarsi. Il vetro era conficcato nel suo
corpo come uno strato di pelle rotta. Bombetta lo teneva
fermo. Gli disse di aspettare. Avrebbero chiamato il dottore.
McGinty scosse la testa.
Portami il ragazzo, disse. Cilindro e Bombetta si guardarono, poi trascinarono Ren fuori dal suo nascondiglio.
La ferita nel petto di McGinty era lacera e profonda.
A ogni respiro un fiotto di sangue si rovesciava sul vestito giallo. Guard fisso Ren, come se si aspettasse qualcosa da lui. Poi chiuse gli occhi. Margaret, biascic. Apri la porta. E mor.
...
.
...
Capitolo trentaquattro.
...
.
...
Le strade erano bagnate di pioggia, un acquazzone rapido
che era finito presto. Nell'aria aleggiava un profumo fresco
che aveva temporaneamente cancellato il puzzo e la fuliggine
della citt. Ren usc barcollando, scalzo, con il viso
coperto di minuscoli tagli, il cuore gonfio e Benjamin che gli teneva la mano.
Approfittando della confusione nella stanza, erano sgattaiolati
fuori dalla fabbrica. All'interno si sentivano rimbombare
le urla degli uomini di McGinty che si radunavano
attorno al suo corpo. Alcuni di loro si gettarono subito
sui cassetti della scrivania alla ricerca di denaro, mentre altri
iniziarono ad arrotolare i tappeti e a staccare i quadri.
Entro breve tutti si affrettarono ad arraffare quello che potevano,
correndo avanti e indietro per i corridoi. Benjamin
teneva stretta la mano di Ren e lo guidava verso l'uscita,
muovendosi rapidamente fra le ragazze. Passarono dalla
porta laterale che Labbro Leporino teneva aperta per loro
l'espressione del viso raggiante e ansiosa poi camminarono
lentamente accanto ai soldati in piedi all'angolo della
strada, che si voltarono e li guardarono incuriositi mentre
si allontanavano. Appena ebbero imboccato la strada della
locanda, la strada di casa, cominciarono a correre.
Il marciapiede era pieno di pozzanghere e le calze di Ren
si bagnarono, diventando scivolose. Alz lo sguardo su Benjamin.
Aveva il viso ancora gonfio, ma si era tolto la benda
dalla fronte. Il braccio non sembrava pi rotto. Il suo
passo era malfermo, ma procedeva rapido almeno quanto Ren.
Non sei ferito.
Lo sono, disse Benjamin. Ma non quanto pensavano loro.
Ma i tuoi denti...
D'istinto Benjamin si port una mano alla bocca. Dovr
fare un salto dal signor Bowers.
Alle loro spalle la campana della fabbrica cominci a suonare.
Non una volta o due, come quando richiamava le ragazze
al lavoro, ma di continuo, finch tutti i vagabondi
per strada alzarono il capo, le imposte e le porte delle case
si aprirono, le vedove si affacciarono alle finestre e i vecchi
pescatori gi al fiume ritirarono le lenze con una smorfia preoccupata.
Alla taverna di O'Sullivan i clienti uscirono per la strada
chiedendosi il perch di tutto quel clamore. Due soldati
con le uniformi in disordine, guardarono Ren e Benjamin
passare di corsa. Poi sentirono la voce del loro capitano e
cominciarono ad allacciarsi le pistole in vita. Benjamin
port Ren in un vicolo attraversato da una parte all'altra
dai panni stesi, lo stesso in cui Ren si era nascosto insieme
a Labbro Leporino. Schiacciati contro un bidone dell'immondizia,
trattennero il respiro e aspettarono che i soldati
se ne fossero andati.
Pensavo che ti avesse lasciato andare, disse Ren.
Benjamin scosse la testa. Sapeva chi ero fin dall'inizio.
Si abbandon contro il bidone, tenendosi le dita sul
fianco. Penso che volesse solo sentirselo dire da te.
Che sei mio padre?
S.
Ren aspett che anche quella verit, come molte altre
prima di allora, svanisse. Ma non svan. Rimase sospesa nell'aria
fra loro due, reale quanto i vestiti appesi ad asciugare
sopra le loro teste. Ren si sentiva in una favola. Come se
tutto quello che doveva fare per rendere reale un suo desiderio
fosse esprimerlo ad alta voce.
Prendi. Benjamin si infil una mano nella tasca e tir
fuori il foglio che McGinty aveva firmato in qualit di testimone.
Dallo a Tom e non lasciare che nessun altro lo
veda.
Ren sent la carta sottile fra le dita, i bordi taglienti. Te
ne vai?
Mi stanno cercando. Devo sparire per un po'.
Ma non l'hai ucciso tu. La voce di Ren si incrin,
senza che lui potesse evitarlo.
Benjamin gli diede una pacca sulla spalla. Coraggio,
ometto.
Ma era troppo tardi. Ren piangeva. Si asciug il naso,
vergognandosi. Non mi puoi portare con te?
Sto cercando di fare ci che  giusto, disse Benjamin.
Non rendermi le cose pi difficili. Allung le mani
verso l'alto e afferr una camicia, dei calzoni e una giacca
da uno dei fili. Poi si tolse il cappotto strappato e indoss
gli abiti nuovi, saltellando per qualche istante con
indosso solo i mutandoni. Quando ebbe finito di vestirsi
sembrava un altro uomo. Un uomo con delle responsabilit.
Un padre.
Perch non me lo hai detto prima? chiese Ren.
Benjamin rimase serio per un po', poi diede un pugno
scherzoso sulla spalla di Ren. Non pensavo che mi avresti
creduto.
Ren cerc di ridere, ma tremava. Il vento soffiava forte
nel vicolo, quasi volesse incoraggiarli a proseguire. Sollevava
la polvere nelle strade, e faceva sventolare le lenzuola
sopra la loro testa.
Benjamin prese un maglione steso ad asciugare. Lo mise
a Ren, infilandogli prima la testa poi le braccia, una dopo
l'altra. Il maglione era cos lungo che gli arrivava alle ginocchia,
ma era anche pesante e caldo e d'un tratto il freddo
non sembr pi mordere come prima.
Stai fermo, disse Benjamin. Allung la mano e tolse
una piccola scheggia di vetro dalla guancia del ragazzo. La
tenne li, luccicante, sospesa sulla punta delle dita, come se
aspettasse che Ren esprimesse un desiderio.
Qual  la cosa che desideri di pi al mondo?
Il ragazzo chiuse gli occhi e Benjamin gli fece scivolare
qualcosa in mano. Ren tocc la forma quadrata, le minuscole
scanalature nei punti in cui le dita del bambino si aprivano.
Un saluto congelato. Il vetro si scald nel palmo della
sua mano, come se le punte delle dita si intrecciassero alle
sue. Come se la sua mano lo avesse aspettato per tutto
quel tempo prima di richiudersi in un pugno.
La campana della fabbrica suonava ancora quando Ren
usc dal vicolo. Correndo sentiva i rintocchi che parevano
un richiamo alla preghiera, e risuonavano in ogni via che
percorreva. Cinque, poi quattro, poi tre, poi due. Tutte le
parole che aveva abbandonato tornarono come un respiro
antico. Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volont. Rimetti
a noi i nostri debiti. Prega per noi peccatori. Ora. Ora.
E nell'ora. Si ferm. Riprese.
Pass davanti a un gruppetto di ragazze della fabbrica che
tenevano stretti gli scialli e ad alcune prostitute le quali, ancora
con gli abiti della notte appena conclusa, spiavano la
fabbrica dalla strada. Alle loro spalle, la locanda sembrava
abbandonata e senza vita. Dal camino non usciva fumo. Le
imposte erano sbarrate. Le porte erano chiuse a chiave. Ren
buss alla porta e grid in direzione delle finestre.
Dall'interno sent spostare i mobili, qualcuno apr il catenaccio.
La porta si apr e dietro c'erano i gemelli, in piedi
nell'ingresso. Ren gett le braccia al collo di entrambi.
Stai bene? chiese Brom.
Ren annu. Ichy lo prese per il braccio e lo trascin dentro.
La locanda era in condizioni disastrose: c'erano buchi
nei muri e tutta la mobilia era in pezzi.
Abbiamo sentito tutto, disse Ichy.
Abbiamo svegliato pap.
E lui ha preso la pistola.
Ma quando siamo riusciti a portarlo qui sotto voi eravate
gi andati via.
E la cucina era piena di morti.
Li abbiamo trascinati fuori, nella stalla.
Pensavamo che ti avessero portato via per ucciderti.
I ragazzi cercavano di apparire coraggiosi, ma Ren indovinava
che erano rimasti sconvolti a quell'idea.
Pap ci ha detto di barricare la porta.
Aveva paura che tornassero a uccidere anche noi.
Mentre loro parlavano, Ren osservava le macchie di sangue.
Erano sparse sui tappeti e sui mobili, ampie chiazze e
lunghe strisciate che conducevano fuori, nel cortile.
Dov' Dolly?
I gemelli si guardarono.
Gli hanno sparato, disse alla fine Ichy. Gli hanno
sparato cos tante volte che non  pi riuscito a rialzarsi.
Dolly era nella stessa stalla nella quale avevano tenuto la
giumenta del fattore. L'odore di letame si era affievolito,
coperto in parte da quello di cenere e polvere da sparo. Gli
avevano buttato addosso una trapunta, e sotto la testa avevano
sistemato un cuscino, che Ren riconobbe appartenere
al salotto della signora Sands. Al collo di Dolly c'era una
benda e un'altra gli copriva la spalla. Le braccia, le gambe
e il petto erano crivellati di colpi e il saio da frate era coperto
di sangue. Sotto di lui, il terreno stava diventando
rosso.
All'esterno della stalla, una serie di coperte disposte con
cura nascondeva i corpi di Pilot e degli altri uomini. Accanto
ai cadaveri, l'asino masticava lentamente un mucchietto
di fieno. Tom sedeva su uno sgabello, l'espressione truce
in volto, mentre guardava la bestia mangiare; aveva la
gamba distesa davanti a s, e la pistola in grembo. Quando
vide Ren sulla porta, cambi espressione. Il nostro amico,
disse.
Ren si fece avanti e tocc la benda sul collo di Dolly. Si
macchi le dita, come se le avesse intinte nel vino.
Ci ha detto che ti ha spinto su per il camino.
 vero.
Tom inarc le sopracciglia, poi mosse il piede. Pensavo
sragionasse.
Ren appoggi la testa sul petto di Dolly.
Se n' andato, disse Tom.
Ren continu ad ascoltare.
Il maestro infil la pistola nella giacca. Si sedette e rimase
a guardare il ragazzo per un po'. Scosse la testa. Perch
non vieni dentro?
No, disse Ren.
Tom si tir la barba e sospir. Poi cerc l'equilibrio, si
alz, sistem la stecca e trascin la gamba fuori dalla stalla.
Ren lo sent attraversare il cortile fino alla locanda e poi
chiudersi la porta alle spalle.
Il pomeriggio pass, si fece sera. Mentre aspettava, Ren
raccont al suo amico tutto quello che era successo. Parl
finch non ebbe pi nulla da dire e poi trov altre parole.
Udiva l'asino masticare, dall'altro lato della stalla. Ogni
tanto la bestia sporgeva il lungo naso grigio oltre la ringhiera,
quasi si domandasse che cosa avrebbe detto ancora Ren.
Quando le stelle salirono in cielo, Ichy e Brom portarono
a Ren una candela e una coperta. Ren si avvolse la coperta
attorno alle spalle. Ma non voleva lasciare la stalla. Non ancora.
All'alba apr una finestra, in modo che Dolly potesse
ascoltare il canto degli uccellini. Cantavano senza posa. Ren
aveva la gola secca ma era certo che se fosse riuscito a parlare
a Dolly ancora un po', le sue parole lo avrebbero raggiunto.
Era convinto che le parole giuste potessero cambiare
tutto. Pens alla statua di Sant'Antonio e a tutte le preghiere
inutili che aveva recitato prima di quel momento,
chiedendo cose che non erano mai andate veramente perdute.
Ren raccont a Dolly dell'orfanotrofio, e poi di Sant'Antonio,
di come predicava ai pesci, di quando aveva riattaccato
il piede di Leonardo e resuscitato un bambino. Alla
fine dei suoi giorni, disse Ren, Sant'Antonio and a vivere
su un albero di noci. Non voleva pi mettere piede a
terra. Voleva restare il pi vicino possibile al paradiso.
Ora il ragazzo prese la mano enorme di Dolly nella sua.
Era fredda, le dita erano rigide e inamovibili. Fuori gli uccellini
si chiamavano gli uni gli altri, si lanciavano i richiami
del mattino. Si ud un frullo d'ali e dal nido di rondini
fra le travi del soffitto della stalla arriv un pigolare tenue.
Un uccello chiam, la sua compagna rispose, i piccoli aprirono
il becco per raccogliere il cibo. Ren si appoggi al cuscino
di Dolly. Continu a parlare, attento a ogni possibile
segno, e raccont di un santo che lasciava il mondo degli
uomini e saliva tra le fronde per passarci il resto
dell'esistenza, e di come Cristo, allora, era andato da lui e
dei miracoli che erano accaduti fra quei rami.
...
.
...
Capitolo trentacinque.
...
.
...
Sfasciarono quel che restava dei mobili; gettarono le assi
e i rottami delle sedie nel camino. Presero vari oggetti
disseminati davanti alla porta e li misero da parte insieme
all'imbottitura del divano del salotto, pensando di usarli
per accendere il fuoco. Di l a poco misero in funzione il camino
e Tom, Ren e i gemelli vi si sedettero intorno.
La cucina era distrutta. Il tavolo era a pezzi, le padelle e
le pentole sformate, il cibo aveva macchiato persino il soffitto
e la panca era sfondata. Fuliggine e ceneri erano sparse
tutto intorno al focolare.
Ren ritrov la borsa che aveva preparato per fuggire,
sotto la quale c'era un vaso da notte in frantumi. Il barattolo
di sottaceti si era rotto e il lardo aveva macchiato i vestiti.
Ren trov un coltello e lo us per pelare le ultime patate.
Brom port l'acqua e la misero a bollire sul fuoco, ci
aggiunsero il lardo e le patate con i germogli, insieme a un
pizzico di prezzemolo secco che stava ancora appeso al soffitto.
Non avevano un posto per sedersi, perci si accucciarono
sul pavimento. Mentre mangiavano, un velo di tristezza
scese su di loro. Tutti e quattro tenevano lo sguardo fisso
sul fuoco e raccontavano quello che era loro capitato come
meglio potevano, mentre toglievano,le schegge di vetro
dai sottaceti che avevano nei piatti.
Benjamin ha nove vite, disse Tom quando Ren ebbe
terminato il suo racconto.
Torner?
Tom prese un morso di patata dalla forchetta. Era ancora
cruda e fece una smorfia mentre la rimetteva nella pentola,
poi si asciug la bocca con la manica della camicia.
Scosse la testa.
E che ne sar di noi? chiese Ren.
Vi riporter tutti all'orfanotrofio.
I ragazzi ammutolirono. Non sembrava possibile.
Tom appoggi il piatto. Non posso sfamare e vestire tre
ragazzi. Non riesco nemmeno a provvedere a me stesso.
Io l non ci torno, disse Ren.
Vuoi vivere per la strada? Vuoi diventare un ladro? O
un mendicante?
Ren rimase seduto in silenzio. Era gi entrambe le cose.
Guarda il tuo amico, disse Tom. Guarda che fine
ha fatto.
Lo ha fatto per proteggere me, disse Ren.
Era un assassino. Era logico che morisse in quel modo.
Ma tu non sei cos.
Le sedie della cucina, un pezzo della panca e la parte superiore
della cassettiera della signora Sands ardevano nel camino, le parti metalliche arroventate. Ren si guard attorno.
La locanda sembrava sul punto di cadere a pezzi:
persino le grosse travi del soffitto erano spanciate. Stavano
seduti su una montagna di rifiuti. Una nave che affondava.
Sar la sola cosa buona che io abbia mai fatto, disse
Tom.
Ren si strinse addosso il maglione. Era difficile credere
che dopo quello che era successo sarebbe tornato al punto
di partenza. Si asciug la guancia e vide una macchia rossa
sulle dita. Il vetro era uscito, ma aveva lasciato un segno.
Si mise la mano in tasca e trov il foglio che Benjamin gli
aveva dato. Lo apr e lo diede a Tom.
Il maestro di scuola strizz gli occhi e cominci a leggere.
Dopo la prima volta, lo rilesse di nuovo. E poi una terza volta.
Infine scoppi a ridere, sventolando il foglio in aria prima
di restituirlo a Ren. Brom e Ichy si avvicinarono e si chinarono
alle spalle del loro amico per leggere insieme a lui.
Nel pieno possesso delle mie facolt, redigo e sottoscrivo questo
mio testamento che si intende definitivo e che revoca ogni mio precedente.
Dopo il saldo di ogni giusto debito e dopo le spese per il mio
funerale, alla mia morte lascio in eredit ogni mio bene immobiliare
e personale a mio nipote, Reginald Edward McGinty.
A fondo pagina si leggeva una firma, frettolosa e sghemba:
Silas McGinty.
Che cosa significa? chiese Ren.
Significa che erediti la fabbrica, disse Tom.
Ren si lasci cadere la lettera in grembo, confuso. Che
cosa ci faccio di una fabbrica di trappole per topi?
Potresti produrre trappole per topi disse Ichy.
Tom cominci a grattarsi la barba, prima con una mano,
poi con due finch i peli sul mento iniziarono a raddrizzarsi
per l'elettricit statica. Deve averlo progettato, disse
Tom con un ghigno. Deve aver pianificato tutto sin
dall'inizio.
Ren pens ai denti rotti di Benjamin. Al braccio slogato.
Pens a come si era finto completamente sconfitto. A
come aveva scritto il testamento, proprio come se quelle
parole se le fosse sognate per anni. Ricord come aveva
chiesto a McGinty di fare da testimone. Benjamin sapeva
che McGinty non lo avrebbe letto prima di firmarlo. Lo sapeva
cos come sapeva che padre John picchiava Ren, e che
il fattore non li avrebbe seguiti dopo che gli avevano rubato
il cavallo.
Scommetto che quella fabbrica vale molto, disse
Tom.
Ma lui se n' andato, disse Ren. Non avr nulla.
Non l'ha fatto per il denaro. Tom prese il testamento
dalle mani di Ren e lo esamin di nuovo. Lo ha fatto
per te. Il suo piccolo mostro.
La porta vibr e sembr che avesse ascoltato i loro discorsi.
Tom e i ragazzi si guardarono. Il maestro estrasse la pistola
dalla giacca. Brom afferr l'attizzatoio e Ichy prese
un ciocco di legno dal camino. Ren si guard intorno in cerca
di un'arma, prese una padella scheggiata e la sollev sopra
la testa. Si avvicinarono all'ingresso lentamente, con
Tom che trascinava la gamba. Annu e Ren e i gemelli spostarono
ci che restava dei mobili rotti e impilati e tirarono
il catenaccio. Poi si ritirarono nell'ombra e Ren disse rivolto
a chi stava dall'altra parte: Avanti.
Il tintinnio si interruppe. La maniglia si abbass e comparve
la signora Sands. Indossava il suo vecchio vestito marrone
e un grembiule, una coperta pesante sulle spalle e un
cappellino bianco fermato con uno spillone ai capelli.
CHIUSA FUORI DA CASA MIA! CHI LO AVREBBE MAI CREDUTO?
ED ECCO QUA IL BAMBINO ANNEGATO CHE VIENE AD
ACCOGLIERMI.
Ren abbass la padella. Sembrava dimagrita. Sembrava
pi pallida. Ma era pi alta, e in qualche modo sembrava pi
forte nelle ossa, come se un'energia nuova la sostenesse dall'interno.
Le brillavano gli occhi e il suo viso era luminoso.
Quando apr le braccia Ren le corse incontro e nascose il viso
nella sua gonna.
Aveva lo stesso profumo di sempre, sapeva di lievito e
di acqua calda. Si chin e Ren si sent prendere in braccio
e tenere stretto, proprio come la prima volta che era entrato
in casa sua. no, disse. non sei pi il bambino annegato.
sei il mio bambino, il mio bambino. La signora
Sands sorrideva con i suoi denti storti e lo cullava avanti
e indietro. Dopo un po' mise a terra il ragazzo e si volt
ad asciugarsi il viso sulla gonna, finch fu umida delle sue
lacrime e di quelle di Ren.
NON SOPPORTAVO PI DI STARE IN QUEL POSTO.
I gemelli restarono in disparte, confusi da quel trambusto.
Alla fine Brom pos l'attizzatoio e Ichy gett il ceppo
nel camino. Tom rimise la pistola nella cintura, saltell fino
a lei e le prese la mano. La signora Sands glielo permise,
ma non era facile capire se fosse divertita o seccata quando
lui se la port alle labbra. Guard il gruppetto e scosse
la testa.
COME VI SIETE COMBINATI?
Ren si guard i vestiti, sporchi di terra e di sangue e poi
guard Tom, con la gamba fasciata e la barba in disordine
e infine i gemelli, a piedi scalzi, sporchi, con le facce tirate
e mezzi morti di fame.
Ci siamo smarriti, disse Ren.
 QUELLO CHE MI HA DETTO LA SUORA. E MI HA RACCONTATO
TUTTO IL RESTO. DEL MIO BAMBINO CHE NESSUNO VOLEVA.
E DI QUELLO CHE HA FATTO PER ME. E NON MI VIENE
IN MENTE NESSUN ALTRO CHE AVREBBE FATTO LA STESSA COSA
PER ME. NESSUN ALTRO A CUI IMPORTAVA TANTO E ORA CI
SIAMO RITROVATI, NON  COS? CI SIAMO TROVATI UNA VOLTA
PER TUTTE.
Si port di nuovo la gonna al naso e pianse. Ren la condusse
in cucina, la port vicino al fuoco e poi si rese conto
che non era rimasto un posto in cui farla sedere.
La signora Sands si abbass la gonna e si guard intorno.
Vide il divano sventrato, i tappeti rovinati, gli specchi
rotti. Vide i libri strappati, i vasi in frantumi e i cuscini
squarciati. Vide i vetri esplosi, il sangue e lo sporco sul pavimento,
la pila di mobili sfasciati. Appoggi una mano alla
parete, e quando la ritir era sporca di fuliggine. Diede
un calcio a un mucchietto di bucce di patate. Raccatt da
terra l'imparaticcio a punto croce del Padre Nostro e infil
un dito nel punto in cui il tessuto era stato strappato in due.
CHE COSA AVETE FATTO ALLA MIA CASA? si allontan
da Ren, d'un tratto carica di energia e corse per la cucina,
inciampando su pentole e padelle e cibo andato a male, spostando
i resti di sedie e tavoli, e rimase in piedi davanti alla
porta della dispensa, ormai vuota. Grid. E subito afferr
la scopa, l'unico oggetto rimasto al suo posto, appeso
a un chiodo con una cordicella di cuoio logoro, e cominci a
picchiarli tutti, Tom, Brom, Ichy e Ren. che cosa avete
fatto alla mia casa? Si dispersero in ogni direzione,
ma lei riusc a raggiungerli tutti tutti quanti finch Ren
si mise in ginocchio, mentre la saggina gli batteva le spalle,
e promise di restare e di riportare tutto all'antico splendore.
...
.
...
Epilogo.
...
.
...
Il funerale si svolse nella parte pi antica del cimitero,
dove le lapidi erano fatte di marmo e gli alberi, alcuni dei
quali crescevano direttamente sulle tombe, avevano messo
radici profonde. Ren rimase a guardare un vecchio olmo, il
tronco piazzato in mezzo a una sepoltura, con la corteccia
cresciuta intorno alla lapide. Era solo questione di tempo
prima che l'albero inghiottisse del tutto la tomba.
Ren prese la signora Sands per il gomito. Si era vestita
con l'abito migliore, quello grigio chiaro di seta, chiuso al
collo da un cammeo. la nostra famiglia possiede tutto
questo angolo, disse. io star qui. Indic un lotto
di terra intatto fra un cespuglio di agrifoglio e un acero.
E MIO FRATELLO STAR QUA, E TU CI RAGGIUNGERAI QUANDO
SARAI PRONTO.
Il ragazzo pens al documento che aveva firmato al dottor
Milton. La signora Sands l'aveva bruciato nel camino,
dopo essere andata all'ospedale insieme a Ren e aver pagato
il dottore con i soldi che avevano dissotterrato vicino al
pollaio. Il dottore era parso deluso mentre riconsegnava la
busta, ma suor Agnes aveva richiuso i cancelli dell'ospedale
con un sorrisetto furbo mezzo nascosto dall'abito.
Il prete si schiar la gola e apr il breviario. Era giovane,
molto giovane. Fresco e pieno di energie, pronto per andare
nel mondo. Quando lesse il Padre Nostro, tutti lo recitarono
insieme a lui. Ren, Brom e Ichy si fermarono a e
liberaci dal male mentre gli altri, che non erano cattolici,
proseguirono: Perch Tuo  il Regno, Tua la potenza e la
gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Tom si tolse il cappello. Negli ultimi giorni li aveva sorpresi
tutti, preparando i documenti legali per l'eredit di
Ren. Aveva passato ore al tavolo della cucina con penna e
inchiostro e aveva trascinato la sua gamba rotta alla fabbrica
per esaminare tutti i documenti di McGinty. Aveva
parlato col guardiano per rimettere in funzione la fabbrica.
Fece l'inventario dei beni rubati dagli uomini col cappello,
che avevano saccheggiato tutto il possibile prima di
lasciare la citt. Tanto era bastato a guadagnare il perdono
della signora Sands, oltre a una camera per Brom e Ichy,
poich aveva promesso che non avrebbe riportato i gemelli
all'orfanotrofio. Una volta fatta quella promessa, Tom
era diventato un uomo pi facile con cui convivere e ora a
volte, quando non era ubriaco, era possibile intravedere in
lui l'uomo che doveva essere stato un tempo.
Dietro a Tom e ai gemelli c'erano le operaie della fabbrica
di trappole per topi Labbro Leporino, la ragazza con
la fessura fra gli incisivi e tutte le altre -, un'intera folla di
ragazze brutte vestite a festa, con le cuffie tirate sul viso
per proteggersi dal sole e alcuni grossi cesti di vivande in
mano. Dall'altro lato del muro della chiesa Ren sentiva le
vedove che si chiamavano l'una con l'altra mentre aprivano
i negozi per il mercato.
Il prete impart la benedizione e fece cenno a Ren di avvicinarsi.
Il ragazzo guard nella fossa. Era profonda. La
bara di Dolly era sistemata sul fondo e Ren prese una manciata
di terra e ce la gett sopra. Poi rimase a guardare mentre
i becchini riempivano la fossa. Pens agli uomini sepolti
nella miniera, che erano morti tanti anni prima. Alcuni
di loro potevano essere persino in quel cimitero, a pochi
piedi di distanza, sotto quella tomba.
Era contento che Dolly non fosse solo sottoterra. Pens
alle gallerie abbandonate, agli uomini dispersi rannicchiati
gli uni contro gli altri nell'oscurit. Il ragazzo sper
che quegli uomini trovassero conforto nella compagnia del
suo amico. O perlomeno, si augurava che non avessero paura
di lui.
bene, disse la signora Sands. questa  fatta.
Le ragazze della fabbrica distesero le coperte sul prato e
la signora Sands cominci a distribuire il cibo: pollo arrosto
e pane fresco, mais, patate e torta di mele con la crema.
Tom, appoggiato alla stampella, mise in fila una serie di bicchieri
e serv il sidro. Ichy distribu timidamente i tovaglioli.Brom and in mezzo agli ospiti a servire la crema, con
un tovagliolo sul braccio.
Era il primo giorno d'estate vero e proprio. L'erba era
verde e un venticello gentile si levava dal fiume. Le ragazze
della fabbrica finirono tutto il cibo, tornando a chiedere
una seconda e a volte anche una terza porzione fino a
quando il sole fu alto nel cielo e le lapidi non proiettarono
pi ombre. Le ragazze si appoggiarono alle tombe mentre
mangiavano, con il collo premuto contro il granito e il marmo
bianco e fresco. Tom sedeva in mezzo a loro e si leccava
le mani. Quando ebbe finito, fece un rutto discreto e cominci
a recitare una poesia, un talento che sorprese tutti
ma interess pochi.
La signora Sands si diede da fare a preparare un piatto
di avanzi per il nano. Ren sapeva che in quel momento li
stava guardando da uno dei tetti vicini. La prima notte in
cui era sbucato dal camino e aveva visto la signora Sands,
aveva nascosto il viso e non aveva permesso che si avvicinasse
fino a quando non si era dato un contegno. Poi aveva
cominciato a lamentarsi di tutto quello che era successo
da quando lei se n'era andata: lui era quasi morto di fame,
cos abbandonato, e le ragazze della fabbrica lo avevano fatto
impazzire e gli assassini erano saliti sopra il suo tetto.
Per tutta risposta la signora Sands gli aveva gridato che era
un ingordo e un intrigante e che lei era certa che se avesse
preso una scala lunga fino al tetto avrebbe trovato met delle
conserve nascoste sotto il suo letto. Il nano gett un'occhiataccia
d'accusa a Ren, e la signora Sands cominci a ridere
cos forte che fin col tossire e si dovette sedere, e il
ragazzo e il nano rimasero in piedi accanto a lei, in ansia fino
a quando non smise.
D'ORA IN AVANTI TI FARAI DA SOLO LA CENA, disse. Ma
non appena si fu rimessa in forze cominci di nuovo a cucinare
per il fratello, mettendogli da parte la cena ogni sera.
Nei mesi successivi pian piano la cucina fu rimessa a
nuovo e ripulita, il tavolo ricostruito e la dispensa rifornita
di conserve. E se la signora Sands preparava una torta,
la divideva, mettendo da parte le fette per Tom e i gemelli,e tenendo quelle pi grosse per Ren e per il nano.
Quando il gruppo ebbe terminato il picnic, si cominci
a giocare a rincorrersi fra le tombe. La ragazza con la fessura
fra gli incisivi rincorse Brom su e gi per le file di lapidi.
Lui riusciva sempre a distanziarla, evitando le croci e
aggirando le tombe. Le altre ragazze si unirono al gioco e
infine anche Ichy, e un coro di grida si alz sempre pi forte
mentre il ragazzo sfuggiva a tutte le inseguitrici.
Labbro Leporino si era tolta lo scialle pesante e lo aveva
steso su una lapide. Era una pietra storta e coperta di
muschio, con il nome cancellato dalle intemperie. La persona
sepolta l era stata dimenticata e nessuno al mondo la
piangeva pi. Ma per un istante, pens Ren, la piccola lapide
parve avvolta in un abbraccio caldo, grata di essere
stata scelta. Labbro Leporino rimase in piedi da un lato,
mentre con gli occhi scrutava il perimetro del cimitero. Ren
la guard per qualche istante prima di rendersi conto che
cercava Benjamin. Aveva il viso accaldato e pieno di speranza.
Ren si domand se Benjamin fosse nascosto fra gli alberi.
Ma dopo qualche istante altri nascondigli gli parvero pi
probabili oltre il muro o dietro l'angolo della chiesa e
si rese conto che lui non avrebbe mai smesso di cercarlo.
Sollev la mano per ripararsi dal sole. Riusciva a vedere oltre
il cancello e il parco, fin gi al fiume. Persino da quella
distanza sentiva la forza della corrente. La promessa delle acque profonde.
Brom stava battendo le ragazze, le scartava a sinistra e destra saltando con un balzo le tombe. Corse davanti a Ren, il vento alle spalle. Ichy corse dietro di lui e le ragazze arrivarono per ultime, una dopo l'altra. I colori dei loro vestiti formavano una macchia indistinta. Ren si un al gioco.
Era proprio dietro di loro ora. Allung le dita, le chiuse e mancando la presa le strinse nel vuoto.
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FINE.
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Ringraziamenti.
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La scrittura di un romanzo richiede ogni genere di sostegno.
La mia agente, Nicole Aragi, ha dato prova sul campo di quel che vale pi e pi volte, dimostrandosi la migliore agente del mondo editoriale. La mia editor Susan Kamil  stata di grande ispirazione con il suo entusiasmo. I suoi suggerimenti mi hanno aiutato a trasformare in romanzo quelle che all'inizio erano solo pagine grezze, assai lontane ancora dal formare un intero mondo immaginario. Le mie lettrici Helen Ellis e Ann Napolitano hanno instancabilmente letto le prime stesure, mi hanno sostenuto di fronte alle pi ardue difficolt, aiutandomi a immaginare la struttura necessaria a raccontare questa storia. Noah Eaker, Theresa Zoro, Susan Corcoran, Elizabeth Hulsebosch e tutto lo staff della Dial Press, cos come Lily Oei e Jim Hanks si sono occupati di tutti i dettagli e mi hanno aiutato a mettere al mondo nel migliore dei modi questo romanzo. Il Blue Mountain Center e la Ucross Foundation mi hanno offerto giorni di tranquillit in luoghi meravigliosi per portare a termine il lavoro pi sfiancante.
Maribeth Batcha, Marie-Helene Bertino e lo staff di One Story hanno fatto anche la mia parte quando ho avuto bisogno di fare l'ennesima nottata. Il centinaio e pi di autori con i quali ho avuto il privilegio di lavorare a One Story mi hanno insegnato a essere una scrittrice migliore. Dani Shapiro mi ha offerto saggi consigli e poi insieme a Michael Maren e ad Antonio e a Carla Sersale mi ha portato in Italia. I miei amici Yuka e Kareem Lawrence, Karin Schulze, Cynthia Medalie e Francesco Vitelli mi hanno sfamata, mi hanno offerto da bere e mi hanno ascoltato.
Il mio cane Canada mi ha portato a fare lunghe passeggiate che mi hanno schiarito le idee. Ma soprattutto devo un ringraziamento enorme alla mia famiglia. Owen Tinti-Kane, Hester Tinti-Kane
e Honorah Tinti mi hanno fatto ridere quando volevo piangere. Mio padre William Tinti mi ha dato il coraggio di continuare. E mia madre Hester Tinti mi ha sostenuto con il suo amore e la sua fede. Mi ha anche suggerito il titolo di questo libro. Grazie, mamma.
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FINE.